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Lara e Sara
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Titolo: Lara e Sara
Autore: Antheah
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Racconto n° 448
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I tavoli del bar erano quasi vuoti. I bordi delle tovagliette rosa svolazzavano leggere ad ogni alito di vento. Il vaso di fiori teneva ben saldo il centro della tovaglia assicurandola al tavolo. L'ombrellone sopra la sua testa imitava discretamente le tovaglie . La cameriera stava sparecchiando un tavolo vicino. La stava osservando da un po' ma lei era troppo occupata nel suo lavoro per accorgersi dei suoi occhi insistenti e scrutatori. La bibita che stava sorseggiando era fresca e a ogni sorso il ghiaccio tintinnava nel bicchiere sempre più vuoto. La cameriera era una deliziosa biondina, delicata, faceva pensare ad un angelo. Aveva le mani delicate e le unghie corte senza smalto. Nessun anello. Mentre si muoveva veloce la coda di cavallo oscillava vistosamente solleticandole il collo nudo. Se n'era accorto perché ci passava spesso la mano. La maglietta bianca era morbida e comoda e i jeans slavati e strettissimi finivano con una ridicola zampa d'elefante che finiva sotto una probabile scarpa da ginnastica o peggio. Niente trucco, la pelle del viso era chiara e le gote appena rosee. Le labbra erano ben disegnate e carnose e gli occhi azzurri ricordavano i laghetti di montagna, belli ma freddi. La musica che veniva dall'interno del bar gli sembrava una colonna sonora perfetta e a quel volume assolutamente discreta e delicata. Lei lo guardò. Il sorriso mostrava un delizioso brillantino sul dente. Gli stava chiedendo se voleva prendere qualcos'altro. Lui ricambiò il sorriso pensando che quel che avrebbe voluto non era di certo in vendita in quel bar. Le chiese invece il nome e lei disse dolce :"Sara". Sara, anche il suo nome era dolce e delicato. Dopo essersi accertata che non desiderava nient'altro si scusò e si ritirò all'interno del bar. La seguì con lo sguardo e la vide voltarsi sullo scalino dell'ingresso per salutarlo ancora. Finì da bere e lasciò il tavolo mormorando a voce appena percettibile :" a presto Sara".

Quella ragazza lo aveva davvero colpito. Così delicata e dolce, così diversa dalla stragrande maggioranza delle ragazze che conosceva. Era tornato più volte al bar ma non l'aveva più trovata. Forse proprio questo lo aveva fatto incaponire ancora di più. Voleva conoscerla. Sarebbe tornato in quel locale all'infinito e se non l'avesse vista allora avrebbe discretamente chiesto di lei. Avrebbe di certo saputo qualcosa . La settimana dopo tornò nuovamente in quel bar, era un pomeriggio caldo e afoso e le tovagliette rosa erano saldamente inchiodate al tavolo come in una fotografia. Vide Sara uscire dal bar con in mano un vassoio di bicchieri pieni di liquidi vivacemente colorati. Oscillavano sinistramente ad ogni suo passo ma non versò nemmeno una goccia. Posati i bicchieri sul tavolo dove erano attesi si avvicinò a lui dandogli l'occasione che meditava da tempo. "Sara che piacere vederti di nuovo!" " Anche per me" e gli strinse la mano. Lui le chiese se avessero potuto vedersi anche altrove oltre che in quel bar. Il sorriso di lei scintillò sotto il sole caldo e luminoso di agosto. " non so... forse... dipende" "dipenderebbe da cosa?" "dal mio amore" disse lei. Se fosse d'accordo, potremmo vederci certo." Si girò e tornò a lavorare veloce fra i tavoli. Davide era rimasto senza parole. Non aveva avuto il coraggio di dire nulla né di chiedere alcuna spiegazione. Cosa cavolo significava che avrebbero potuto vedersi se il suo amore era d'accordo? Era forse uno che voleva essere cornificato a suo piacimento? O peggio ancora uno di quelli che vuole partecipare? Come spettatore? O peggio? Cavolo, ma allora non era un angioletto quella lì!
Non tornò al bar per parecchie settimane. Sara l'aveva sconvolto. Insomma, lui non aveva mai avuto nessuna occasione di fare sesso diverso dal solito, ma più passava il tempo e più quella specie di rivelazione lo intrigava. Allora aveva cominciato ad immaginarsi di tutto e, le sue fantasie erano assolutamente frenate e spinte. Gli era capitato spesso nelle ultime settimane di abbandonarsi al sesso solitario con Sara che le combinava di tutti i colori davanti ai suoi occhi! Dopo diverso tempo e dopo aver visto Sara fare di tutto si decise a vederla ancora e a chiederle spiegazioni. Andò di nuovo a trovarla al lavoro. Lei era sempre lì, sorridente e disponibile con i clienti che la chiamavano in continuazione, mai una volta che avesse visto sul suo viso un'espressione diversa da quella. Si accomodò al tavolo più appartato e aspettò che Sara si avvicinasse a lui con il solito sorriso diamantino. Arrivò poco dopo ma non gli chiese se voleva ordinare gli disse subito : "allora? Vuoi vedermi o no ?" Lui rispose si subito, senza nemmeno pensarci, senza nemmeno aspettarsi le eventuali condizioni che in effetti c'erano. "ok, Davide, ma non saremo soli, questo l'hai capito vero?" Davide asserì col capo, senza dire nulla. Gli stava bene tutto. Qualsiasi cosa pur di averla. Si accordarono per il sabato successivo, a casa di lei. Per cena. Gli diete l'indirizzo e lo pregò di non arrivare tardi.
Sparì Nel locale lasciandolo quasi sconvolto. Aveva accettato cosa? Sapeva a cosa sarebbe andato incontro? E se quello era un pazzo? Un brivido di paura gli percorse piacevolmente il corpo mentre il suo membro rispondeva muto.

Quattro giorni. Solo quattro giorni lo separavano da quel sabato. In quell'interminabile e velocissimo lasso di tempo avrebbe ancora potuto tirarsi indietro. Sara non aveva nemmeno un suo recapito. Se lui non fosse più andato al bar lei non lo avrebbe mai trovato. Immaginò "l'amore di Sara" in tutti modi: un omino insignificante e impotente che godeva vedendo la propria donna sotto le grinfie di un uomo vero, oppure un porcone senza ritegno che voleva fare sesso in tre... o forse... l'idea che si era fatto di lui che più lo sconvolgeva era la figura del lottatore di sumo. Se la immaginava sofferente sotto di lui. Oddio! Stava forse impazzendo? Ok precauzioni : niente legature. Se non mi legano non potranno farmi nulla che io non voglia. A meno che la teoria del lottatore di sumo fosse vera! In tutta la sua vita non aveva mai provato tanta paura e attrazione per la stessa cosa. Era un po' come per i film dell' horror che spaventavano ma attiravano irrimediabilmente gli appassionati, ma lui non era tra quelli! Quindi era una novità quella strana sensazione. Il sapore del proibito. Sarebbe stato dolce come il miele o amaro come il fiele? Di sicuro avrebbe scelto di assaggiarlo ma l'avrebbe capito solo l'ultimo giorno: Sabato.

I giorni a seguire furono giorni ricchi di eccitazione per ogni cosa. Si sentiva in un certo modo diverso dal solito, come se il segreto che custodiva lo rendesse particolare, unico. Ogni viso che incontrava gli faceva pensare al suo incontro con Sara e "il suo amore". Guardava i visi che incontrava certo che ognuno di essi nascondeva un segreto peccaminoso simile o forse peggio del suo. Era diventato curioso, e l'idea del sesso stava diventando una piacevolissima ossessione.

Sabato mattina si svegliò tardi. Erano quasi le undici. Il sonno aveva tardato a venire la sera prima, e mille pensieri peccaminosi avevano popolato la notte buia senza luna. Dalla finestra aperta entrava leggero il vento e la tenda danzava sinuosa ricordando le movenze della danza del ventre. Il sonno arrivato quando la stanza si stava colorando di un rosa pallido e discreto era stato agitato da un susseguirsi di immagini confuse di lui e Sara e di un'ombra .

La giornata trascorse lentamente. Gli orologi tutti d'accordo avevano deciso di rallentare il tempo affiche la serata a casa di Sara fosse sempre lontana. Ma alla fine giunse l'ora dell'appuntamento. Prima di uscire di casa si fissò a lungo nello specchio in camera sua. Non era male. 35 anni ben portati. I capelli neri erano tutti al loro posto. Negli occhi scuri si intravedeva l'emozione e l'eccitazione e solo lui sapeva che c'era anche la paura, un timore che lo stuzzicava delicatamente e in continuazione. Il viso liscio, ben rasato. Completamente vestito di nero. "Ok sono sexy, posso andare." I passi fino all'ascensore furono lenti e ben calcolati, improvvisamente il corridoio era un deposito di uova! Quando le porte dell'ascensore si chiusero dietro di lui fu certo di volere quella serata e si diresse in fretta all'indirizzo del piacere.

I passi inconfondibili di una donna si stavano avvicinando alla porta. Era pronto. Fra pochi attimi la porta si sarebbe aperta e Sara l'avrebbe condotto per mano verso quel piacere intenso ed insolito tanto desiderato. Sarà aprì la porta. Non l'aveva mai vista tanto bella. L'abito nero e lungo la fasciava come un guanto leggero ed il profondo spacco metteva in risalto una gamba meravigliosamente lunga e snella. Il piede grazioso e delicato infilato in una scarpina a punta aperta sul tallone e con il tacco altissimo. Il trucco leggero come sempre. Il cuore iniziò a martellare le costole e lui ebbe paura che Sara potesse sentirlo. Ma lui dov'era? Sara lo precedeva lentamente e lui guardava il sedere perfetto messo in risalto dall'abito stretto. Entrò in una stanza ampia e scura, un salotto. Le tende scure e pesanti coprivano le finestre ampie. Il divano era enorme, gli sembrò rosso scuro. Sara si avvicinò alla poltrona di destra e una mano le spuntò sul fianco. Qualcuno l'aveva cinto la sua vita con il braccio. Il momento era dunque arrivato. Adesso l'avrebbe conosciuto. Si avvicinò, ma la mano che "l'amore di Sara" gli tendeva non era quella enorme del lottatore di sumo. Le unghie lunghe e ben laccate di rosso. Non aveva anelli né bracciali, almeno in quel polso. Davide alzò lo sguardo e si trovò davanti una donna meravigliosa di una bellezza prorompente e sfacciata. Le labbra carnose erano rosse e lo sguardo intenso incorniciato da folte e lunghe ciglia nere. I capelli neri e lucidi cadevano liberi sulle spalle e alcune ciocche impertinenti finivano nella scollatura generosa che nascondeva a malapena un seno prosperoso. Lara era l'opposto di Sara. Una bellezza opposta ma altrettanto invitante. Dunque era lei il tanto temuto lottatore di sumo. Tornò dunque sulla decisione della legatura, abolendo mentalmente ogni divieto! Quelle due donne avrebbero potuto fare di tutto! Davide si sedette davanti alle due donne. Lara accarezzava sensuale il fianco di Sara che lo guardava. La mano lentamente si infilò nello spacco e lui poté solo guardare attraverso la stoffa nera quel serpente che si insinuava fra le cosce di Sara. L'abito strettissimo era indossato senza biancheria e Davide quindi capì subito che la mano di Lara non aveva ostacoli e che avrebbe subito raggiunto il fulcro della femminilità. Ne fu geloso ma l'eccitazione, quella vera, iniziava a montare feroce dentro di lui e non sopportava più la stoffa che lo costringeva in un abbraccio strettissimo ed indesiderato. Sara sospirava e apriva le gambe. Lo voleva. Le piaceva. Lara ritirò la mano e la portò alle labbra succhiando avidamente l'eccitazione di Sara che aveva un sapore stupendo, lui lo sapeva. Mentre leccava le dita si mise a sedere spostando il sedere più avanti e abbandonandosi contro lo schienale. Sara l'abbracciò da dietro, era in piedi dietro la poltrona e le sua mani delicate scesero sul seno gonfio di Lara. Lentamente aprì i pochi bottoni e il reggiseno che Lara indossava venne fuori prepotente dalla camicetta. Poi le mani scesero sulle cosce per tirare verso la vita la gonna. Lara aveva gambe piene e sode. La gonna salì fino a scoprire un perizoma nero uguale al reggiseno. Era seduta tanto in pizzo sulla poltrona che lui poteva intravedere parte delle natiche carnose. Impazzì dal desiderio al solo pensiero di prenderla da dietro. Le gambe di Lara si alzarono sui braccioli della poltrona : lo spettacolo si faceva sempre più caldo. Nel movimento la strisciolina di stoffa che copriva le grandi labbra finì per metà fra di esse e Davide ingoiò rumorosamente la saliva bollente! Le lingue calde e bagnate si cercavano e si baciarono a lungo mente un dito di Sara raggiungeva delicato la stoffa tra le grandi labbra. Poi lentamente si mise davanti alla poltrona su cui sedeva Lara e si inginocchiò fra le sue gambe aperte. Davide aprì il primo bottone dei pantaloni. La mano di Sara scivolò sotto la stoffa del perizoma trascinandolo via. Lara era rasata. Le labbra di Sara si avvicinarono al fiore di Lara e la sua lingua affondò nell'eccitazione liquida in un attimo. Leccava con la lingua ben aperta ingorda di quel sapore intenso che tanto le piaceva. Inserì due dita dentro la calda femminilità di Lara che mugolava premendo la testa contro lo schienale della poltrona rossa. Continuò per infiniti minuti forse per delle ore, Davide non aveva più il senso del tempo. Con un gesto rapido Lara balzò in piedi e Sara ai suoi piedi si sdraiò sul pavimento scoprendosi le gambe e il sesso. Allargò le gambe invitando Lara in un modo irresistibile e lei rispose immediatamente inginocchiandosi fra le sue cosce ben aperte per succhiare a sua volta il nettare del piacere. Erano meravigliose. Il pene di Davide completamente duro era fuori dai pantaloni e il suo indice lo percorreva lentamente dalla base verso la punta. Dopo un'infinità di tempo le due donne si ricordarono di lui e gli si avvicinarono. Si alzò in piedi. Le mani iniziarono a spogliarlo e in pochi attimi si ritrovò nudo davanti alle due dee dell'amore. Lo presero per mano e lo condussero verso la tenda scura che era dietro il divano. Lara tirò la tenda con un colpo secco e deciso, il seno ballonzolò pesantemente. Oltre la tenda pesante non c'era una finestra, come sospettato ma un letto. La spalliera in ferro battuto, riccioli neri si disegnavano armoniosi sulla parete bianca. L'eccitazione era oramai al limite, il pene era gonfio come non mai ma Davide ignorava quanto ancora avrebbe dovuto aspettare prima di godere del tanto agognato piacere. Lara e Sara lo condussero verso il letto. Le candele accese diffondevano nella stanza una luce calda e tremolante e l'aria sapeva di cera, di fiori delicati e fragole. Davide era in piedi davanti al letto, non osava muoversi, per nulla la mondo avrebbe mai interrotto lo spettacolo che aveva davanti. Le due meravigliose donne si stavano spogliando a vicenda. Sara liberava i seni di Lara lentamente mentre lei a sua volta le toglieva l'abito stretto. Mentre si toglievano gli abiti le loro mani si sfioravano e si accarezzavano, delicate e dolcissime, Davide pensò all'amore che legava quelle due donne e ne fu quasi invidioso. Non aveva mai trovato una simile dolcezza nel sesso. Poi presero a baciarsi, le lingue vogliose si cercavano e si leccavo sulle labbra e sul viso, poi sul collo e, mentre una mordeva la carne calda e morbida, l'altra gemeva buttando indietro la testa. Sara era la più dolce le sue carezze arano più delicate, la sua mano si intrufolò quasi di nascosto fra le gambe dell'altra per regalare piacere, per darle piacere. Sara dava, dava in continuazione. Lara invece gli dava l'impressione di accarezzare più per un suo piacere. Lara era più aggressiva, più carnale, lei era il sesso per eccellenza, la libidine, la lussuria. Mentre la lingua di Sara cercava timida il clitoride gonfio della sua amante Lara allungò una mano verso il suo capo e premette con forza la testa di Sara contro il suo sesso. Poi cambiarono posizione. Sara supina e Lara su di lei in un meraviglioso sessantanove. Davide si era seduto nella poltroncina davanti al letto e ora poteva vedere il sesso di Sara ben aperto e lucido e Lara mentre la leccava e la penetrava. Iniziò con allargare bene le labbra, guardava vogliosa il sesso aperto ed eccitato. Poi accarezzò con un dito il clitoride e poi guardò Davide davanti a lei e mentre lo guardava negli occhi affondò due dita dentro Sara che urlò di piacere. La masturbò a lungo, con movimenti forti e decisi mentre la leccava. Poi inserì il medio nel buchino posteriore e mentre lo fece guardò Davide negli occhi. Lo stava sfidando, era come se volesse dirgli : "guarda cosa le faccio! Vorresti farlo tu vero?" La risposta era si, accidenti se avrebbe voluto! Lara rotolò via dal corpo di Sara e si avvicinò al comodino e aprì un cassettino. Prese un vasetto di crema e due vibratori, uno di dimensioni normali e uno misura XXL. Sara la guardò, il suo sguardo era complice e lasciava intravedere la sua approvazione riguardo a quei giochini. Lara si avvicinò e iniziarono di nuovo a baciarsi e leccarsi. Il vibratore medio scivolò senza alcuna resistenza nella vagina calda di Sara che non aspettava altro. Lara godeva nel penetrarla, come avrebbe goduto un uomo. Spingeva dentro il membro finto con violenza, pareva quasi volesse farle male, pareva una punizione, ma i gemiti di Sara erano di godimento! Lara balzò di nuovo sulla sua amante, la lingua sul sesso mentre il vibratore lentamente scivolava dentro e fuori. Poi aprì il vasetto di crema e ci infilò appena la punta del vibratore. Davide aveva capito cosa voleva fare e la invidiò con rabbia e odio, ma non si mosse. L'unico movimento era il suo indice che sfiorava il membro gonfio e quasi dolorante. La mano sinistra cercò di aprire le natiche mentre con al destra sostituiva il fallo medio con quello XXL poi appoggiò la punta del dildo contro il buchino e iniziò a spingere. Sara gemeva, ma i suoi gemiti erano diversi dai precedenti, ora stava provando dolore. Il fallo entrava sempre di più mentre i gemiti diventavano urla. Gli occhi di Lara era fissi sul viso di Davide, voleva godersi ogni sua minima espressione. Sara cercava di muoversi per togliersi Lara di dosso ma non ci riusciva perché sedeva a cavalcioni sul suo petto e le aveva messo il sedere in faccia. Dopo aver inserito l'intero pene artificiale nel buchino dolorante Lara lasciò andare L'amante e scese dal letto verso Davide che non aveva quasi più respiro. Il dildo era infilato nel sedere di Sara che ora stava sfilandolo lentamente. Lara si inginocchiò fra le gambe di Davide. Lui sentiva il respiro caldo di lei sul pene duro ed ebbe paura. Quella donna gli faceva paura. Ma ora non aveva intenzioni bellicose, né l'intenzione di fargli del male. Scivolò col viso in basso e lui sentì la lingua rovente ben aperta che saliva lungo l'asta del pene lentamente. Gemette di piacere. La bocca calda di Lara era meravigliosa, succhiava e leccava meravigliosamente bene. Le mani alla base del pene tenevano la pelle ben tesa Davide stava impazzendo di piacere. Poi smise, si alzò in piedi e gli offrì la mano. Davide la prese e si lasciò condurre sul letto. Finalmente era diventato protagonista e non più spettatore. Sara gli fece spazio accanto a lei e lui si lasciò sdraiare supino. Quattro mani iniziarono ad accarezzare ogni centimetro della sua pelle. Poi le labbra e le lingue iniziarono a scrutarlo indiscrete ovunque, in ogni piccola piega. Lara fece mettere Sara in ginocchio con il sedere verso Davide, aveva le natiche aperte Lara infilò dentro il medio e con l'altra mano afferrò il pene di Davide e lo avvicinò al buchino lasciandogli il posto. Davide reagì subito appoggiò la cappella contro il buchino già dolorante e penetrò Sara a fondo. La sua eccitazione era oramai fuori da ogni controllo e i suoi colpi erano violenti e forti. Ad ogni spinta Sara era quasi scaraventata sul letto, ma Lara la teneva ben salda e ferma. Le faceva male ma non poteva fermarsi. Lara volle che smettesse e lui obbedì, a Lara non si poteva dire di no. Davide pensò che fosse giunto il momento di Lara e in un balzo le fu dietro. e l'afferrò per i fianchi ma lei si ribellò con violenza scaraventandolo dall'altra parte del letto. Non voleva essere penetrata. L'idea di penetrare il culo rotondo e morbido di Lara lo faceva impazzire di desiderio e quel suo netto rifiuto lo aveva fatto infuriare. Sara riprese a baciarlo dolce e in un attimo si ritrovò legato con le mani assicurate ai riccioli di ferro battuto nero. La paura tornò. Che diavolo gli avrebbe fatto quella pazza? Sara gli salì sull'addome a cavalcioni e gli mise il sedere in faccia, poteva solo sfiorare con la lingua il sesso bagnato. L'odore era intenso. Le lingue tornarono a giocare col membro duro e pulsante. Una lo leccava una lo succhiava. Era meraviglioso con due lingue pensò. Meravigliosa la lingua che percorreva l'asta del pene fino alla cappella mentre l'altra leccava e succhiava i testicoli. Una lingua scivolò fra le sue natiche, non l'aveva mai provata quella sensazione, ma gli piaceva. Si stava rilassando, la paura era svanita, completamente sopraffatta dal piacere più assoluto. Una delle due gli stava infilando un dito nell'ano, era una sensazione strana, poi sentì qualcosa di più grosso che cercava di farsi strada nel suo sedere. Cercò di farle smettere ma non poté nulla contro Lara, di certo era lei che lo stava penetrando. Lo stava violentando. Era furioso arrabbiato e quel dildo gli faceva un male terribile. Urlò quando con una spinta decisa il fallo entrò completamente nell'ano. Ma nello stesso tempo la bocca che lo succhiava gli dava un piacer intenso. Dopo vani tentativi di farla smettere si arrese e sopportò quasi in silenzio il dolore. Quando Lara fu soddisfatta tolse il dildo e Sara scese dal suo corpo per inginocchiarsi nuovamente. Fu liberò. Lara gli stava nuovamente offrendo il sedere di Sara, teneva le sue natiche ben allargate. Davide si avvicinò col membro in mano ma invece di afferrare i fianchi di Sara prese Lara per i capelli gettandola faccia in giù sul letto. E le fu sopra. Sara le tenne ferma la schiena e Davide penetrò con violenza prima la vagina calda e poi il buchino strettissimo. Sentì il pene avvolto dalla carne calda, risucchiato dal piacere intenso che quel rapporto tanto desiderato gli stava regalando. A Lara non piaceva prenderlo dietro e di certo quella era la sua prima volta. Urlava di dolore e si dimenava come una pazza, o almeno, tentava invano di farlo. Lui e Sara erano diventati complici. Ogni colpo era il colpo che Sara avrebbe voluto darle da tanto tempo, ogni volta che aveva dovuto subire in silenzio le sue fantasie strane e dolorose. I colpi diventarono sempre più forti e veloci e sfociarono nell'orgasmo più forte ed intenso che Davide avesse mai provato. Si ritirò lasciando Lara che si voltò infuriata. Lo avrebbe ucciso, le si leggeva chiaro in faccia. Poi guardò Sara con la tessa intensità. Li odiava entrambi. Davide scese dal letto. Gli bruciava l'ano ma ne era valsa la pena, era stato fantastico. Lasciò le due donne sul letto che avevano ripreso a leccarsi e baciarsi ignorandolo completamente, ma a lui stava bene così. Si vestì in fretta e lasciò l'appartamento. Fuori l'aria era fredda e il cielo era rosa. Si alzò il bavero della giacca e si incamminò per la strada con le mani affondate nelle tasche.