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Fist Fucking
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Titolo:
Fist Fucking |
Autore:
Piero Silvia |
Contatto:
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Racconto
n° 451 |
Altri
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Tutto cominciò per scherzo tra me e Silvia. Lei e' una donna bellissima, bionda, alta, occhi azzurri ed un fisico mozzafiato.
Cominciammo a frequentarci prima da amici, poi diventammo così intimi che mi sembrava di conoscerla da sempre.
Una sera l'andai a trovare a casa di un'amica, nel centro di Asti. Dopo aver fatto cena, andammo al cinema a vedere un film di cui non ricordo nulla. Ricordo soltanto la sua mano che prese la mia e la portò sotto la gonna... non c'erano le mutandine!
Mi eccitai a tal punto da non riuscire più a capire nulla. Silvia era come al solito fantasiosa, ma certo questo non me lo aspettavo.
Dopo un tempo infinito, passato a toccarle le labbra calde ed umide, sotto una gonna pesante e lunga, il film finì, ma io non me ne resi conto. Allo stesso modo finimmo a casa dell'amica, che sicuramente consapevole di tutto, non si era fatta trovare.
In pochi secondi ci trovammo con lei seduta sul tavolo, ed io con la mia testa sotto la pesante gonna, alla ricerca dei suoi ricci bollenti. Ricordo ancora il caldo umido, eccitante che ormai aveva impregnato anche la gonna. Il sapore del suo sesso era forte, e la mia bocca ormai affogava dei suoi umori, mentre le mie mani stringevano le sue cosce forse troppo fortemente, ma a lei piaceva moltissimo.
Il passo tra il tavolo ed il letto fu rapidissimo, in pochissimi secondi ci trovammo su un letto in ferro battuto, altissimo da terra, avvolto in coperte e lenzuola profumate e vaporose.
L'ambiente era straordinario, i tetti a volta altissimi avevano delle ombre curiose, le luci della strada filtravano attraverso le persiane socchiuse, ed i rumori della città erano attutiti dai nostri respiri.
La passione era tale che non ricordo neanche di essermi spogliato, ero nudo, avvinghiato a lei, circondato da una pelle rosa dolcissima che non mi dava tregua.
Non mi ero mai trovato così eccitato e stralunato. Mi sembrava di essere in paradiso...
Io e Silvia facevamo all'amore per ore senza stancarci, nelle posizioni più incredibili, nei modi più strani, senza mai parlarci o esprimere dei desideri. L'intesa era totale.
Quella notte come in preda a chissà quale demone, eravamo talmente eccitati e rilassati che non ci rendevamo conto di cosa stavamo facendo realmente.
Le lingue correvano sulle braccia, sul collo, sulla schiena, sulle gambe, le natiche erano le nostre mete preferite. Anche lei non si fermava davanti a nulla, era in grado di mandarmi in estasi con la sua lunga lingua, quando mi leccava i piedi...
Ma la cosa più straordinaria era il momento in cui sentivo la sua lingua insinuarsi tra le mie natiche, e giocare con il mio ano. Sapeva farmi impazzire e perdere il controllo!
Era in grado di coprirmi di saliva, e di giocare con le dita in tutti gli anfratti.
Non da meno ero io, che con il mio membro la facevo impazzire senza penetrarla, fino a quando ormai senza più nessun controllo, la prendevo dolcemente o selvaggiamente.
I nostri incontri erano molto caldi, Silvia infatti amava moltissimo il mio pene, e ci giocava con la bocca come se fosse un lecca lecca.
Normalmente la sua eccitazione era tale da far scomparire nella sua bocca tutto il mio oggetto, con una bravura mai vista prima. I suoi occhi in quei momenti mi puntavano come quelli di una gatta, e le sue unghie scorrevano sul mio torace, fino a farmi male.
Le piaceva darmi piacere in questo modo, e farmi impazzire ingoiando tutto il mio sperma. La sua bravura non l'ho mai più trovata in nessuna altra donna.
Quella sera comunque successe qualcosa di nuovo, dopo averla presa di dietro, e masturbata con le mie mani mentre la sodomizzavo, mi è venuto in mente di osare di più.
La feci stendere di schiena e cominciai ad accarezzarle la sua fessura, che ormai era indondata di piacere e di umori, come se fosse un laghetto.
Le mie dita correvano in tutte le direzioni, e ad ogni ritorno osavano sempre di più.
Prima un dito, poi un secondo dito roteavano all'uscio di quello che è il posto più piacevole per un uomo.
Ma non bastava, le dita diventarono tre, poi quattro, infine strinsi la mano e cominciai a giocare con tutte le dita.
Sentivo i suoi muscoli lentamente cedere sotto la mia pressione, e ad un certo punto rilassarsi così tanto, che la mia mano entrò completamente fino al polso nella sua vagina...
Io rimasi sconvolto, non capivo più nulla, il mio cuore batteva all'impazzata, Silvia invece si mise a piangere dal piacere, e toccandomi la mano balbettava "... non è possibile..., non è possibile..."
Dopo qualche minuto di incredulità, cominciai a muovere le mie dita, ormai ben inserite nella sua cavità, questo mandò in visibilio Silvia, ormai era fuori di se, sentivo soltanto delle frasi sconnesse, delle parolacce, le sue gambe mi avevano afferrato e mi stringevano fortissimo.
Con l'altra mano avevo cominciato a stringerle i seni, e a stuzzicarle l'ano, allargandolo pian piano.
Ma il suo orgasmo arrivò in modo sconvolgente, senza preavviso, senza potermi preparare...
Piangeva, urlava, godeva, mi insultava, mi stringeva e mi amava...
Ciao, Silvia, non ti dimenticherò MAI!
Il tuo Piero.
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