|
|
|
Come un batuffolo di cotone
|
|
|
Titolo:
Come un batuffolo di cotone |
Autore:
Clarissa |
Contatto:
|
Racconto
n° 4521 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Domenica sera sono con Giulia al Recy un locale di Milano per lesbiche, qui i maschi non possono entrare, è la regola. Mi mancava l'ambiente, non ci venivo da quasi un anno ma quando Giulia si mette in testa una cosa non è possibile farle cambiare idea, - Devi tornare nel giro - aveva detto, - E poi Angela muore dalla voglia di vederti - .
Lo so, ho ignorato i suoi messaggi per mesi persa dietro alle mie stupide elucubrazioni mentali per lui per poi mandare tutto a puttane senza nemmeno assaggiarlo, le donne sono suscettibili su certi argomenti ma le lesbiche lo sono molto di più, ad Angela non è mai piaciuta la mia passione per gli uomini, quella per un uomo più giovane di me poi non l'ha nemmeno compresa . Serata divertente, suona una nostra amica, la prima ragazza con cui sono uscita, ricordo come se fosse ieri noi due sedute a un tavolo in Corso Como, i suoi meravigliosi riccioli biondi e quel sorriso malizioso e provocatorio che mi dava veramente alla testa.
Eccola sul palco, Emma, 34 anni e un fisico da diciottenne roba da non dormirci la notte, giuro. In un angolo al nostro solito tavolo, Angela. Una chioma folta e ribelle di capelli corvini, occhi neri, pericolosi e bellissimi. Fossi un uomo m'innamorerei del suo seno morbido all'istante e di quel culo rotondo e carnoso, un capolavoro, la prima figa che ho assaggiato, la prima donna che ho baciato in pubblico facendo venire un'erezione molto evidente a tutti e sei i camerieri della pizzeria Sale e Pepe.
La saluto con un sorriso che lei ricambia. Mi guardo attorno per salutare vecchie amiche e la vedo, due occhi nocciola, capelli corti, castano chiari, esile, alta, una cerbiatta, la femmina più incredibile che mi sia capitato di vedere, una cosa che non dimentichi, dovrebbe essere illegale essere così belle in questo mondo è troppo pericoloso. Seriamente. Non aveva niente di umano. Mi fermo a guardarla incantata, l'impressione che mi rimanda il suo sguardo, il suo sorriso, l'intera figura è la consistenza delicata e vaporosa di un batuffolo di cotone.
La desidero come non desideravo una donna da anni. La sorpresa assoluta è la sensazione che mi sta avvolgendo e penetrando, la sensazione che si sta sistemando in ogni angolo del mio corpo. Non si tratta del desiderio come lo conosco. Non del desiderio che mi ha consumata per mesi, non è come il desiderio per un uomo,no. È qualcosa di delicato e soffice. Innaturale per quanto sconosciuto.
Qualcuno mi strattona la manica, le ragazze pretendono la mia attenzione e la ottengono. Siedo al tavolo, la serata procede divertente, ogni tanto sbircio in quella precisa direzione e mi ritrovo ogni volta in quello sguardo così strano. Chiedo a Emma se la conosce facendo attenzione a non farmi sentire da Angela che già si sta strusciando addosso come una micia, le cose tra noi cominciano sempre nello stesso modo, con lei che mi provoca, si struscia e con me che alla fine le lascio fare quello che vuole. Vado a prendere da bere, un analcolico alla frutta, mentre aspetto di essere servita sento qualcuno che si avvicina da dietro, una mano si posa sulla spalla, - Ciao - , mi giro, è lei !
Vista da vicino è uno spettacolo. Entrambe fasciate in abiti corti e scollati, il mio di velluto blu, il suo di raso nero. La mia carnagione chiara risalta, come il colore bordogna appena rifatto dei capelli che ho raccolto prima di uscire, - Ciao - rispondo e le sorrido. Basta questo, una parola, ed è già elettricità. Non sento più niente, musica, mal di denti, niente. Sono persa sul suo viso ed ho la netta impressione ( ma non ne sono certa ) che lei lo sia sul mio. - Hai un viso incredibile, mai visto occhi come i tuoi - mi dice.
Ma ti sei data un'occhiata allo specchio ? penso. Mi limito a sorridere. Mi servono, bevo a piccoli sorsi, le offro il bicchiere, beve anche lei. È davvero splendida. C'è qualcosa però che non afferro in lei. Qualcosa che mi sfugge ma non capisco di cosa si tratta. - Ti va di venire da me ? - , cazzo non posso credere di averlo detto. - Certo - dice ammiccando. Saluto le mie amiche e me ne vado sotto lo sguardo furioso e insoddisfatto di Angela. Arriviamo a casa, fra chiacchiere inconcludenti e senza importanza mi accarezza, la bacio. La bocca piccola e morbida, la lingua saetta con la mia in un assalto continuo. La stringo, mi si avvinghia. I vestiti troppo corti sono già quasi sollevati alla vita semplicemente coi nostri movimenti.
Sul divano di pelle bianca voglio farla mia. Poi... ma... o porc... mi fermo di scatto, lei è visibilmente imbarazzata, fatica a guardami negli occhi, io abbasso lo sguardo perché ho sentito qualcosa... una cosa... che non può, non dovrebbe essere fra le suo cosce. O cazzo. Sto guardando ma non posso credere a quello che vedo.
Un pene !
Un pene in piena erezione !
Guardo il desiderio eretto pulsare contro la stoffa del suo vestito e poi guardo il suo viso.
No, c‘è qualcosa che non mi quadra. - Spogliati, voglio vederti - le dico calma, serena.
Lei: - Non sono un trans - , lo dice seria, accigliata, preoccupata.
Io: - Tranquilla, voglio solo guardarti, devo capire - .
Lei tenta di scusarsi ma la zittisco dolcemente.
Si arrende, si alza e si sfila il vestito.
Non porta intimo, solo autoreggenti.
La sto guardando ma non posso davvero credere a quello che vedo.
Aveva ragione, non è un trans. E' un'ermafrodita, una donna a tutti gli effetti, un seno piccolo e delizioso, due capezzoli rosa a decorare qualcosa di veramente stupefacente, una figa rasata e profumata a dieci centimetri dalla mia bocca, una donna bellissima, una donna con qualcosa in più. Il cazzo. Ok, lo ammetto, sono un pelo sorpresa, diciamo anche un attimo in difficoltà. Ci metto qualche minuto per realizzare, non è una cosa che vedi tutti i giorni. Più che altro non so bene quale sia l'approccio migliore, sono indecisa, ma una cosa nasce spontanea nello spazio di un secondo - Sei bellissima - sussurro. Lei si rilassa e sorride. La guardo. A lungo mi riempio gli occhi di quella perfetta surreale armonia.
È magnifico, ho il meglio di una donna ( tutto ) e il meglio di un uomo ( il cazzo ) devo solo capire come funzionano le due cose contemporaneamente. Lei aspetta paziente che la confidenza con quel suo strano, incredibile corpo mi faccia andare oltre. Ok, ci sono, ho risolto l'equazione, c'è una sola risposta possibile, la migliore: la mia bocca. Mi alzo, mi spoglio, la prendo per mano, ci mettiamo a letto, la faccio sdraiare nel centro, comoda, tra una montagna di cuscini, sprofondata nel piumino, poi la bacio, me la mangio, la mia bocca è su di lei in un modo nuovo, unico, avido. Dio che cosa incredibile sentire l'arnese pulsare contro la mia pancia e contemporaneamente le labbra umida e appiccicaticce aprirsi alle mie dita.
È una sensazione inebriante. Strepitosa. Vorrei continuare ma è lei che mi ribalta ed è sopra di me in un secondo. Ridiamo. Fra donne il un modo d'amare è diverso ma lei non è completamente donna. La sua fragilità apparente nasconde l'irruenza che amo nel maschio. È tutto veramente strano, mi sembra di fare sesso con due persone diverse contemporaneamente ma siamo solo noi. Mi accorgo subito che ha molto più di un cazzo fra le gambe. La sua attitudine è decisamente maschile, questo cozza decisamente contro il suo viso da ragazzina. Il suo modo di prendermi, girarmi, spostarmi, lo fa come lo farebbe un maschio però mi bacia come una femmina, mi esplora come farebbe una femmina.
Sono un po' confusa perché non so bene cosa toccare, c'è troppa roba, ho i sensi in sovraccarico, la sua lingua tormenta la mia clitoride senza sosta ma io voglio di più, così posso farlo con chiunque, voglio sentirla fino in fondo, la voglio dentro. Per una volta, per la prima volta, la mia bocca non avrà soddisfazione. Roba da non credere. Mi viene un po' da ridere. Sono euforica. Un po' stordita. Un pensiero dalla potenza devastante mi attraversa per un nanosecondo il cervello, quando vorrei che Ale fosse qui. L'idea di loro due su di me, l'idea di essere penetrata contemporaneamente, l'idea delle nostre bocche su di lui, l'idea si scatena nella mia mente e siamo subito noi tre, il cuore mi sta per scoppiare, è un carico di energia che non sono capace di reggere nel modo più assoluto.
Ma la mente è come il cazzo, ha una volontà sua, continua a vagare e a suggerirmi varianti di posizioni, di soggetti, così non c'è più Ale con noi, c'è Luca, Pietro, Marcello, uno sconosciuto, un'altra donna, poi...poi... perdo la mia identità fra tutte le altre.
Mi abbandono, lascio le sensazioni entrare e uscire, passarmi attraverso e oltre, lei è dentro di me come nessuna donna mai. L'orgasmo sale, altissimo e silenzioso, sempre di più, verso l'infinito e oltre. Poi esplode. Mi spacca. Grido. Grido. Grido. La figa si contrae. Spasmi che mi uccidono. Forse sto pisciano, perché nessuna donna si può bagnare godendo come mi sto bagnando io. Nessuna. Mi cola fra i glutei macchiando le lenzuola, uno squirt come non ne avevo mai avuti. Non sono bagnata, sono fradicia. È uno schianto quello che sento. Quello del mio sistema nervoso.
Alla fine tutto tace. Io. Lei. La mente. Le sensazioni. Resta il calore. Ovunque. Solo il calore.
Si riveste e se ne va, lunedi' comincia a lavorare all'alba, non può restare. - Scriverò di noi - le dico. Voglio ricordarmi di questa notte per il resto della mia vita. Lei sorride, - Ci vediamo venerdì ? - . Non rispondo, mi limito ad annuire col capo. Sono troppo... troppo tutto. Troppo emozionata. Troppo arrapata. Troppo calda. Troppo confusa.
La scopata più incredibile della mia vita sta scendendo le scale lentamente, si ferma ad ogni gradino, mi guarda sorridente.
La guardo dal pianerottolo è notte fonda e riesco a pensare solo a una cosa, voglio lei e uno di loro, li voglio come l'ho immaginato.
|
|
|
|