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Io ti voglio
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Titolo: Io ti voglio
Autore: Selvaggia
Contatto:
Racconto n° 4530
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Finalmente sei tornato.
Due mesi senza te, due mesi lunghissimi e bui. Mi sei mancato in maniera angosciosa, come l'aria per respirare.
Si, ti ho pensato tutti i giorni, notte dopo notte, aspettando con ansia le tue dolcissime lettere. Tremo, e non solo per il freddo, ho urgenza di te.
Camminiamo affiancati e stranamente oggi sei loquace.
Mi chiedi che ho fatto durante la tua assenza, ti racconto dei sabati trascorsi in discoteca, delle serate passate con gli amici in piazza e di come, la notte, il ricordo di te riempiva i miei pensieri e la mia mano scivolava tra le gambe.
Non posso raccontarti tutto, devo tralasciare un qualcosa di importante ma evito di dirti bugie, chino il capo e cerco di cambiare discorso.
Siamo arrivati nel nostro angolo di paradiso, non c è più' spazio per le parole adesso.
Le bocche si cercano avidamente e la tua lingua s intreccia alla mia.
Ci spogliamo con frenesia, le tue mani sono ovunque, sui seni, sui fianchi sul collo.
Io ti voglio. Ho aspettato troppo a lungo il tuo ritorno, sento il desiderio che mi attanaglia lo stomaco.
Ti sdrai su di me, apro le gambe per accoglierti.
Ti voglio, quanto ti voglio!
Voglio il tuo membro. Si lo voglio tutto dentro me .Voglio sentirmi piena.
Allungo la mano per impossessarmi di te, della tua spada turgida, ti sento tremare.
Le tue dita si fanno strada in me, scivolano dentro, non resisto oltre e ti dico:- Prendimi.
Ti posizioni e aiutandoti con la mano mi penetri.
Che sensazione meravigliosa! Questa è l'estasi!
Ad ogni affondo mi perdo sempre più.
Ormai non riesco più a connettere, ansimo senza ritegno.
Sei stranamente silenzioso, ma non ci bado troppo, immersa come sono nella ricerca del piacere.
Sento che sta per sopraggiungere l'orgasmo, lo attendo ormai, ma...
All improvviso esci da dentro me.
Non capisco, sono confusa.
Scruto i tuoi occhi... per cercare di capire, ma il tuo sguardo è indecifrabile.
Resti per un tempo che mi sembra eterno nudo sopra me. Senza proferire una parola continui a fissarmi in un modo che mi raggela il sangue .
Mi prendi i polsi e mi costringi ad alzarli sopra la mia testa mentre con l'altra mano prendi un qualcosa da sotto il cuscino...
Sono due manette quelle che brillano al chiarore della lampada.
Penso ad un nuovo gioco quando mi ammanetti alla spalliera del letto.
Pregusto ciò che verrà, sono dannatamente eccitata e lo sai, per via del tuo ginocchio tra le mie gambe a contatto della mia fica umida.
Mi guardi negli occhi e con una voce che non ti avevo mai sentito prima mi dici: - Dimmi, Giorgetto scopa meglio di me?
Ho un tuffo al cuore, cerco di divincolarmi.
Sapevo che prima o poi ne saresti venuto a conoscenza ma speravo di avere l opportunità' di spiegarti con calma, magari dopo aver fatto l'amore.
Inizio a balbettare: - Non è come pensi.
Mi rispondi con uno sguardo sarcastico: - Ah, vuoi forse farmi credere che non ti sei fatta scopare da lui come una cagna in calore? E non una sola volta....
Quasi senza voce replico: - No, non lo nego, ma mi sentivo sola, tu non c'eri, mentre lui era sempre presente. Mi teneva compagnia.
Mi urli quasi: - Troia, sei solo una troia. Non hai risposto alla domanda comunque: scopa meglio di me?
Per un momento ho l'impeto di risponderti di si, di dirti quanto è bravo a letto e come sa far godere una donna.
Del resto cosa vuoi? Sei andato via con la scusa di cercar lavoro, ma so benissimo che sei volato via dal tuo regista, invece dico: - No, non è come con te, non mi sono concessa totalmente a lui .
Mi stringi i seni, mi contorci i capezzoli, mi fai volutamente male e tra i denti mi sussurri: - Bugiarda! Dimmi, voglio sapere cosa facevi con lui!
Come posso dirti che era un uomo da monta? Non servivano preliminari con lui, subito pronto all'uso.
Sapeva entrare senza neppure guidarlo con la mano, dolcemente, per poi aumentare sempre più' le sue spinte vigorose . Si fermava a leccarmi i capezzoli per riprendere fiato, e poi nuovamente giù. Uno stantuffo ecco cosa era ed io non riuscivo a dirgli no.
Ho un moto di ribellione dentro me, ed inizio a inveirti contro: - Non è vero che mi sentivo sola, avevo semplicemente voglia di cazzo, e lui è bravo. Del resto cosa pretendevi? Che restassi qua buona buona mentre te a Roma ti facevi inculare dal tuo amante? -
Hai un moto di rabbia, stringi gli occhi .
Adesso incomincio ad aver paura della tua reazione, forse ho esagerato. Non dovevo parlarti cosi', sono legata, alla tua mercé dovevo stare attenta a non farti adirare.
Noto però che le mie parole chissà perché ti hanno nuovamente eccitato e mi urli quasi: - Bene, vuoi giocare? Ti piace essere trattata da puttana? Inizia a succhiarmelo!-
Cosi dicendo ti metti cavalcioni sul mio viso, tento di ribellarmi ma il peso del tuo corpo mi impedisce qualsiasi movimento.
Mi blocchi la testa con le mani e mi tappi il naso per obbligarmi ad aprire la bocca, dopodiché me lo ficchi con forza in bocca, giù fino in gola.
Respiro a fatica, gli occhi iniziano a lacrimarmi . Allenti la presa e spingi.
Mi scopi in bocca mentre le tue parole sconce iniziano a sembrare musica per le mie orecchie , mi sussurri: - Troia, sei la mia troia. Dimmi che il mio cazzo ti fa godere. Ti piace essere scopata in questo modo vero?
La tua mano adesso è nella mia fica.
Vorrei chiudere le gambe invece le apro ancora di più, lascio che le tue dita affondino dentro me, che i miei umori avvolgano la tua mano come del burro fuso e che la tua lingua mi assapori.
Ti lascio bere il mio nettare, inarco il bacino e mi offro a te, senza pudore alcuno.
E ti voglio.
Ti voglio come non ho mai voluto nessun altro, senza limiti mi concedo a te.
Non fuggo quando mi liberi i polsi.
Quando mi sollevi le gambe e cerchi di penetrarmi dietro, senza neppure lubrificarmi prima, ti lascio fare, perché lo voglio anche io.
Spingi il membro nel solco dei miei glutei.
Lo spingi con forza e ti fai strada in me.
Mi allarghi, mi violi, ti espandi, mi riempi.
Vibro libera.
Mi sento veramente la tua puttana!
Voglio essere indecente per te!
Mi muovo verso te, stringo i denti, sopporto il dolore. Fermandomi solo quando sento sbattere i tuoi testicoli sui miei glutei.
La mia mano scende nella fica calda ed entro dentro me, prima con un dito, poi con due.
Le tue dita si aggiungono alle mie, si confondono, si scambiano.
Anche i nostri respiri accelerano sempre più, tu ormai annaspi.
Raggiungiamo l'orgasmo in contemporanea. Io nelle nostre dita, te invece nel mio sfintere.
Restiamo in silenzio, ancora incatenati, sento il tuo sesso dentro me tornare alle sue dimensioni normali, lo sperma viscido cola, i nostri respiri sono quasi normali .
Mi dici: - Che dici, invitiamo anche Giorgetto la prossima volta?
Sorrido e penso: - Perché no? C'è spazio anche per il tuo amante se vuoi .