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Rude
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Titolo: Rude
Autore: Siruos
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Racconto n° 4543
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Ci sono volte in cui non esistono preamboli, coccole, preparazioni.
Ci sono volte in cui domina solo e soltanto la voglia di fare sesso, privo di fronzoli, forte e profondo, egoista, violento.
Questa è una di quelle.

Manco mi ricordo come è stato. Ci siamo trovati sul letto, privi dei vestiti e di ogni qualsiasi stupida remora e ipocrisia, solo con la voglia di darci dentro, fino in fondo, fino a quando è il fiato che manca, dopo aver spremuto ogni energia e succo di se.

Ti stendo sul letto nuda, a gambe aperte.
Con le mie mani, una sul tuo seno, l'altra tra le tue gambe.
Tocco forte il tuo clitoride, lo voglio sentire diventare duro.
Io sono nudo, al tuo fianco, seduto sui miei talloni, con il cazzo duro.
Lascio che la tua mano lo afferri, mentre la mia allarga le labbra della tua rosa, e con le prima dita si fa strada in te.
Sei bagnatissima, le dita scivolano nella tua figa, sono due e premono fino in fondo in te.
Con l'altra mano ti strizzo le mammelle, prendendole piene nel palmo, per poi chiudere forte.
Sento i tuoi mugulii, di dolore e di piacere, che prendono il ritmo della mie dita, che si muovono in te.
Adesso sono tre le dita nella tua figa, il pollice che sfrucuglia il tuo clitoride, il mignolo che si insinua nel solco del tuo culo.

Avvicino il mio cazzo alla tua bocca, te lo offro.
Lo lecchi, lo sento, mentre con la mano spingo ancora piu forte in te.
Voglio farmi strada, la mia mano nella tua figa, sono 4 le dita che ti allargano.
Ti sento ansimare, godere, "Dai dai dai dai dai ...." mentre spingo e affondo in te.
Non mi succhi piu il cazzo, hai altro a cui pensare, io che ti meno la figa, che spingo per entrare con la mia mano in te.
"DAI DAI DAI DAI DAI DAI DAI DAI ...." ripeti senza sosta, a voce sempre piu alta, con lo stesso ritmo con cui ti pompo.
Mi piace sbatterti, farti godere, mia porca, bagnarti e bagnarmi la mano fino al polso, per sentirti godere.
Vieni sulla mia mano, godendo ed urlando.

Non mi basta e non ti basta.
Ti faccio cambiare posizione: ti voglio alla pecorina, di traverso su di me, che sono con la schiena appoggiata alla testiera del letto.
Le tue tette, gonfie e con i capezzoli turgidi, sono appoggiate sulla mia coscia. Il mio cazzo è appoggiato sulla tua pancia. Il tuo culo è a piena portata della mia mano.

Comincio a toccarti, nuovamente.
Una mano sulle tette.
Una mano sulla figa.
Mi nuovo con movimenti circolari, ti tasto e ti strizzo lievemente le mammelle, con lo stesso ritmo con cui la mia mano rotea sulle labbra della tua figa, lago nella quale non vedo l'ora di immergermi.
Non perdo tempo, e comincio subito a penetrarti, con l'altra mano appoggiata sulle tue spalle, per farti capire che voglio che stai ferma, mentre spingo in te.
Il mio cazzo è di marmo; lo senti pulsare, appoggiato sulla tua pancia. Al momento opportuno te lo darò.

La mano, di taglio, entra nella tua figa. Sono prima tre, e poi quattro le dita che ti penetrano. Sento la tua carne cedere, sento la tua figa inondarmi. Il mio polso ancora si bagna di te, mentre comincio a scoparti con la mano.
Mentre ti scopo con le altre dita infilate nella tua figa, roteo il pollice sul tuo buco del culo, per massaggiarlo, prepararlo, farlo cedere.
Tolgo la mano dalla tua figa per il tempo necessario affinché io possa bagnare il mio pollice con la mia saliva abbondante.
Torno in te, brutale affondo le mie dita nella tua figa, e ti sento gridare, con voce roca, il mio name, mentre senti la tua carne cedere ancora sotto i miei colpi.

E poi mi fermo.
La mia mano sinistra sulla tua spalla, con braccio che passa sotto il tuo collo, per bloccarti, tenerti ferma.
Inizio a spingere il mio pollice in te.
Sento che il tuo sfintere resiste, e poi, lentamente, cede, per farmi passare in te.
Ti penetro lentamente, ti sento prendere il respiro mentre il mio pollice sale per il tuo buco del culo. Sento il tuo sfintere che avvolge il mio pollice, fino a quando non arrivo nelle tue viscere.
E poi ricomincio, con la mano.
Ti sto scopando con tutta la mia mano, nella figa e nel culo contemporaneamente.
Le mie dita si sentono, uno le altre, attraverso le pareti delle tue viscere, e intanto spingo, aumento il ritmo, la cadenza, l'ampiezza dei miei colpi.
Ancora i tuoi mugolii si trasformano in versi rochi, profondi e come in profondità affondo nella tua carne, prendendoti sempre piu fortemente.
Con il braccio sinistro ti abbraccio con forza, ti volti e mi baci in bocca, mentre la mia mano è affondata e batte ritmica, come un batticarne, dentro di te. Non mi baci piu, non riesci piu, ora solo la tua voce roca sale dalla tua gola mentre mi dici che sono un bastardo, perché anche questa volta ho preso il tuo culo.
Ti guardo sorridente, il mio sorrido da bastardo, perché non te la caverai solo con il mio pollice.
E mentre ti sbatto, fino ad avere il braccio indolenzito dalla fatica, ti sento godere, in braccio a me, e, sfiancata, ti abbandoni sulle mie gambe, il tuo culo in primo piano per me, la mia mano ancora affondata in te.

Non ti do pace, non mi basti, non mi basta.
La mia mano blocca la tua testa sul materasso, l'altra mano fruga ancora nel solco del tuo culo.
- No dai no dai no dai - - ma quale No dai, non ti sto manco a sentire, questa volta si fa quello che voglio io, e non c'è da chiedere o pregare.
Una mano sulla nuca, l'altra ancora sul culo, ancora frugo in te, questa volta piu rude, e il tuo urlo di dolore per la mia irruenza non è un freno, ma uno stimolo a spingere piu a fondo.
Ti dimeni, cerchi di scappare, ti blocco, ti fermo, sei mia e io ti prendo.
Due dita nel tuo sfintere, urli perché spingo senza fermarmi, e poi la strada si apre, mia.
Sollevi il tuo sedere, ed io infilo l'altra mia mano tra le tue gambe, al tuo clitoride, che trovo gonfio e duro come una ciliegia, e che subito ti meno. Apri ancor piu le gambe, e le mie mani possono farsi ancora largo in te.
Ti meno fino a quando non mi scappi, così che la mia mano tra le tue gambe non arriva più, perché con la tua bocca hai voglia del mio cazzo.
Mi succhi, come mi piace, aprendoti a me per spingertelo fino in gola, a toglierti il respiro, le tue mani che accolgono le mie palle, per spingermi tutto nella tua bocca, mentre le mie dita continuano a frugare il tuo culo.

Basta così, adesso voglio prenderti, sei mia e devi esserlo, ti rovescio di schiena sul letto, e mentre stai ancora cadendo all'indietro, urlando per le dita brutalmente uscite da te, mi butto su di te, tra le tue gambe.
Foga, irruenza, violenza, nulla importa. Il mio cazzo è calamitato dalla tua figa, e vi affonda, col tuo urlo, chiami il mio nome e poi DAI DAI DAI DAI DAI DAI DAI senza sosta mi chiami e mi cerchi e io maschio ti prendo mia femmina con la carne più forte e rude di cui sono capace.

E poi ti giro, io dietro di te, ancora affondo, e poi sul fianco, in piedi, seduto e in tutte le posizioni di cui siamo capaci di creare, solo con l'obiettivo di affondare il mio cazzo in te, e che i miei colpi ti tolgono il respiro e mi bagnano per i tuoi orgasmi.

E quando ormai sono alla fine, dopo il tuo ennesimo orgasmo, le energie che mancano, la fronte matida di sudore, ancora mi chiami bastardo, e io ti prendo e ti inculo, ad ogni urlo maggior foga, fino ad inondare le tue viscere.
Sfiancati, io sopra di te, prono sulla tua schiena, entrambi ad inghiottire aria per frenare il battito cardiaco, che non ne vuole sapere di rallentare.