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Selvaggi
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Titolo: Selvaggi
Autore: Doroty Patt
Contatto:
Racconto n° 456
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Bred aveva occhi come la pece, Gioshua come due gocce di miele, entrambi si sciolsero al mio calore, quel giorno di Agosto all'ombra di un bellissimo e altissimo olmo, al fiume dove era solito andassi per trovare refrigerio dal caldo.
Stavo nuda sul mio sasso, sul mio pareo di seta color lavanda, coperta di olio di noce e di mandorle, leggendo un delizioso libro di Aanis Nin. FUOCO.
Masticavo un tronchetto di liquirizia, la mia pelle si stava praticamente ustionando, quando dalle acque fredde li vidi uscire. muscoli guizzanti, tonici, tatuaggi tribali. Bred (il primo che mi lanciò un occhio liquido) lo aveva intorno all'ombelico, un sole con tanti raggi: Gioshua (il secondo che mi guardò con la voluttà più briosa) lo aveva sul tricipite destro ed era un bracciale intrecciato. entrambi bronzei e nudi come mamma li aveva generati una trentina d'anni fa.
Si avvicinarono, il primo prese l'iniziativa e cominciò ad accarezzare i miei glutei affondando le sue grandi dita sotto. io non distraevo la mia lettura, il gioco mi divertiva, sentirmi esplorata era eccitante.
Il secondo mi mise all'altezza del viso il suo pene profumato di glicine, e sostituii subito il mio tronchetto di liquirizia con quel caldo e umido dono per il mio palato. da lì a pochi minuti ero rivoltata, stesa, con entrambi sopra a pieno ritmo in lussurioso groviglio.
Fiori e insetti, profumo di muschio intorno, ed io sospesa e graffiata da questi due enormi uomini usciti come due Dei dalle acque del fiume, in una duplice penetrazione, trascinata in un vortice di liquida ingordigia, selvaggiamente sbattuta.
Piacere etnico tra le mie cosce, tornite e nervose, avida di sentirli godere su di me, presa a ritmi forsennati, animaleschi, profanata più volte sulle pagine del mio libro. sentire i loro respiri caldi su di me era un piacere così personale difficile da descrivere. ma Bred, che venne per primo sul mio fondoschiena riuscì a lasciarmi senza fiato e Gioshua sul mio seno finì per imbrattare come una crema odorosa il mio sfinito corpo. Poi esausti si misero vicino a me a prendere il sole e cominciarono a parlarmi di loro. ma preferii andarmene a fare un tuffo ed entrambi entrarono in acqua con me per riprendere a giocare con il mio corpo, come se all'improvviso fossimo tutti uno solo. fui colta da un brivido freddo.
Entrambi li rividi in città, abbracciati e capii subito che non erano solo due amici in cerca di avventure. dividevano tutto tra di loro e non solo le donne (prede accondiscendenti come me). ma come potermi dimenticare di quei selvaggi quarti d'ora?!