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Sweet Dream
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Titolo: Sweet Dream
Autore: Dulce de leche
Contatto:
Racconto n° 4562
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La maledetta sveglia suona alle 7.00, come al solito. Luca bestemmia, ma butta lo stesso le gambe giù dal letto, vincendo la tentazione di girarsi dall'altra parte e continuare a dormire tranquillamente. La sera prima ha fatto tardi, come ogni sera, girando da un locale all'altro in cerca di un pò di emozione, un pò di vita, nel tentativo di dimenticare la solitudine e la monotonia del suo tran tran da single post abbandono. E, come ogni sera, è tornato a casa da solo, con la sola compagnia delle sue illusioni infrante. Già sapeva in anticipo come sarebbe andata la serata, tempo perso e soldi buttati: le solite facce degli habituè, quattro chiacchiere inconcludenti (i soliti discorsi banali da bar) con altri sfigati come lui, gente sola e senza uno straccio di donna, gli occhi sempre puntati sulla porta del locale, sperando chissà perchè di veder comparire la fata che avrebbe trasformato la sua vita con un incantesimo, la donna della sua vita. Dandosi dello stupido e ripromettendosi, per quella sera, di stare a casa in compagnia di un buon libro o un DVD (almeno quelli sono reali), Luca brancola fino alla cucina, dove infila automaticamente, gli occhi ancora pesti di sonno, la cialda nella macchinetta. Aspetta dormendo in piedi che il liquido bollente e aromatico riempia a metà la tazzina e lo trangugia, per poi dirigersi come un automa nel bagno, nel tentativo di rendersi presentabile al resto del genere umano. Quando esce dalla doccia, frizionandosi energicamente il corpo con l'asciugamano, si dà un'occhiata allo specchio, realizzando che è meglio radersi, decisamente. Lascia cadere l'asciugamano per terra, esaminando allo specchio il suo corpo nudo. Soddisfatto da quel che vede " Sei in forma, ragazzo, proprio niente male, ti manca solo una donna", si insapona il viso e comincia a radersi. Mentre passa il rasoio sulle guance ruvide di barba incolta pensa al sogno di quella notte, popolato da visi e corpi di donne sconosciute, in un avvicendarsi di scene erotiche, il cui ricordo, però, è sempre più vago man mano che il sonno abbandona la sua mente. Accidenti, ogni volta che fà sogni interessanti, chissà perchè, se li dimentica: non è così, però, quando gli incubi tornano a visitarlo, sempre più spesso, ormai. Quei sogni maledetti in cui si ritrova solo, abbandonato da tutti, e quella scena in cui lei esce di casa, sbattendosi la porta alle spalle, per sempre. Si dà del cretino: "E' la vita, amico", si dice, per rincuorarsi. "Quanti sono nella tua stessa situazione? Incontri una donna, ti piace, cerchi di conoscerla, di intrigarla, di portartela a letto, e poi scopri di essertene innamorato, di non poter vivere senza di lei. Questa volta sei riuscito persino a convincerla di essere l'uomo giusto, e lei è arrivata al punto di venire a vivere con te: non riuscivi a credere alla tua fortuna. Forse è la volta buona, ti dicevi. Ma, come al solito, hai rovinato tutto. E lei ti ha lasciato, giustamente. Sei proprio il solito imbecille, l'hai persa per sempre, per la tua testa di ca**o". Torna in camera da letto per vestirsi, e vede che la giornata promette bene. Sembra già primavera. L'umore migliora instantaneamente, al punto che decide di prendere la moto, stamattina, per andare al lavoro. Così indossa, sopra ai soliti vestiti, un giaccone pesante da motociclista, e uscendo afferra il casco, scende in garage, fà ciao ciao all'automobile "Ciao, bella mia, oggi stai a riposo. Contenta?", apre il portone col telecomando, inforca la sua fedele Guzzi "Ehi, bionda, oggi ti porto a fare un giro. Mi sei mancata, sai?" e parte rombando. Dieci minuti dopo è già nel parcheggio della Società per cui lavora. Con la macchina ci avrebbe impiegato almeno 40 minuti, imbottigliato nel traffico a rilento dell'ora di punta. Lascia la moto al suo solito posto, ed entra nella reception. - Ciao, Luca! - lo saluta la receptionist, che ha appena messo giù la cornetta del telefono. Lui le risponde: - Ciao, Stefi, buona giornata! -, e intanto butta un occhio, incuriosito, nella piccola saletta d'attesa a fianco dell'ingresso, che è insolitamente stipata di gente. - Stefi, cosa succede stamattina? Mai vista tanta gente! - - Ah, sì, sono gli aspiranti al posto di Gianpaolo, il responsabile amministrativo. Va in pensione, non lo sapevi? Così il direttore ha iniziato le selezioni per il suo sostituto - . A Luca viene in mente il ragioniere che dirige da sempre il reparto contabilità della ditta, ma a parte qualche saluto veloce passandosi vicino in corridoio, e due chiacchiere di prammatica alla macchinetta del caffè, non aveva mai avuto modo di conoscerlo bene: lui lavora nel settore tecnico e non ha mai avuto molto da spartire con quelli dell'amministrazione. E così Giampaolo è già arrivato alla pensione? Però, come vola il tempo. Riflettendo oziosamente su questo concetto, esamina con un'occhiata distratta i candidati. Non gli sembrano niente di speciale, donne di varie età, alcune, le più giovani, vestite in modo appariscente, gonne corte, bluse aderenti, trucco vistoso e lunghe chiome. Altre più sobrie, ma anche meno giovani, e solo un paio gli uomini. Perde subito interesse alla cosa e raggiunge il suo ufficio, si siede svogliatamente e accende il computer, poi, un ultima occhiata di rimpianto alla bella giornata di primavera anticipata che si stà pienamente annunciando fuori dalla finestra " Ca**o, una giornata così in uffico è sprecata, potevo prendere la moto e andarmi a fare un giro in Riviera, o al Lago", e si immerge nel lavoro. Bene o male arriva l'una, esce dalla stanza e si unisce al piccolo corteo di colleghi del tecnico che sfila verso la mensa. Arriva, prende un vassoio, poi , automaticamente, ci posa sopra le posate, il tovagliolo, un panino integrale e una lattina di birra, e si mette in coda, dietro agli altri, per farsi servire il primo dalle inservienti. Mentre aspetta il suo turno vede arrivare il direttore del personale con un' interessante novità. Una donna molto attraente, vestita con un inappuntabile tailleur manageriale, i capelli legati in un morbido nodo sulla nuca, lo affianca. Improvvisamente la giornata si trasforma, da banale e noiosa diventa luminosa, e Luca si sorprende a fissare intensamente la nuova arrivata. I due prendono i vassoi, parlando tra di loro. Il direttore è molto pimpante, sorride mentre si rivolge alla donna, servendola galantemente di posate e tovagliolo, come se lei non fosse capace di prenderseli da sola. "Vecchio marpione", pensa Luca, non potendo fare a meno, però, di sentire una punta di invidia per la fortuna del dirigente che può stare così vicino alla "novità". Finalmente tocca a lui, si limita a chiedere un piatto di lasagne e un'insalata mista, tanto per giustificare il panino che ha preso, e cerca un posto libero ai tavoli. Si trova però a cercare con lo sguardo la nuova arrivata, per sistemarsi in modo da non perderla di vista. Si accorge che l'attenzione di tutti è puntata su di lei, si staranno tutti domandando chi è. Le poche donne del personale stanno già chiacchierando fittamente al loro solito tavolo. "Le solite lingue lunghe" pensa Luca irritato, schierandosi subito dalla parte della bella sconosciuta. "Certo saranno verdi di invidia, non sono certo delle bellezze, loro" medita tra sè, con soddisfatta malignità. Il direttore e la sua accompagnatrice si avvicinano ad un tavolo per due ancora libero vicino alla finestra, lui le scosta baldanzosamente la sedia a la fa sedere, poi si siede a sua volta, sempre sfoggiando quel sorriso soddisfatto di se che fa venire i nervi a Luca. "Ma cosa pensa, quel vecchio gallinaccio? Crede che una donna così possa anche solo immaginare di farsi sbavare addosso da uno come lui?", poi si da per l'ennesima volta del cretino, rendendosi conto che anche lui, al suo posto, si comporterebbe esattamente così, anzi... Dopo il pranzo torna al suo ufficio, ma nel giro di pochi minuti viene già messo al corrente della notizia: la bella sconosciuta si chiama Laura XXXX, ed è la nuova responsabile del reparto amministrativo, e questo, non so come, riesce a rendergli il resto della giornata leggero come mai era successo, da chè lavorava li dentro. Improvvisamente il suo interesse per quel reparto aumenta a dismisura, e si scopre a pensare quali motivi potrebbe mai avere, lui, per bazzicare un pò più spesso quegli uffici. Arriva il suo superiore e senza tanti preamboli gli sbatte una voluminosa cartella sulla scrivania. -Luca, lavoro urgente! Sei impegnato domani? So che è sabato, ma dobbiamo davvero riuscire a presentare il progetto lunedì mattina, altrimenti salta l'affare. Te ne renderai conto anche tu, vero, che non possiamo permettercelo, non con questa crisi? Allora ci conto, domani mattina ti voglio quà alle nove, e mi aspetto il progetto per lunedì mattina sulla mia scrivania! - detto questo se ne va, prima ancora che Luca possa aprire bocca per obiettare. "Ca**o, non ci voleva. Addio giro in moto in Riviera, è tanto se riesco ad uscire per le 7 di sera, con tutto sto lavoro da fare. Va beh, meglio cominciare, prima inizio e prima finisco, chissà che non riesca almeno ad uscire prima, domani pomeriggio", così si concentra sul lavoro, fino all'orario di uscita. Torna al parcheggio dove ha lasciato la moto, e vede la bella nuova amministratrice lasciare il cortile con la sua auto, così decide di salire sulla fedele rossa e seguirla per vedere dove va. Le sta dietro per qualche centinaio di metri, poi vede che lei entra nel parcheggio di un supermarcato. Non ha voglia di seguirla all'interno, non è esattamente il locale che ha in mente per un approccio con la donna che si è così presto insediata nella sua mente, cacciando via ogni ricordo della precedente inquilina. Difatti Luca non ha pensieri che per lei, da quando l'ha notata oggi alla mensa. Comincia a fantasticare, se la immagina vestita diversamente, più femminile, seduta vicino a lui per bere qualcosa insieme sugli sgabelli del suo locale preferito: una gonna morbida e corta che le sfiora le belle gambe accavallate, una camicetta scollata, i lunghi capelli sciolti sulle spalle. Arriva persino a sentirne il profumo, a vederne il sorriso. Lascia il parcheggio del supermercato e si dirige verso casa, mette la moto in garage, entra nell'appartamento, si toglie la giacca e si stravacca sul divano, senza voglia di fare niente: per la prima volta non gli va di uscire, quella sera. Va di malavoglia in cucina per prepararsi un paio di tramezzini, poi torna col piatto pieno in soggiorno, lo posa sul tavolino, stappa una birra e accende la tv. Mangia distrattamente, mentre le immagini scorrono indistinte sullo schermo, la mente decisamente altrove, persa nelle sue fantasticherie sulla nuova collega. Dopo cena, annoiato, decide di andare a dormire, la stanchezza per le poche ore dormite la notte prima si fa sentire, e poi desidera starsene al buio, indisturbato, per pensare liberamente al suo nuovo oggetto del desiderio. Punta la sveglia alle 8.00 e si infila sotto alle coperte, abbandonandosi all'immaginazione . Al mattino la sveglia lo ripiomba nella realtà. "Ca**o, devo andare a lavorare, che pa**e, ci mancava solo questa per cominciare il week end. Ma chi me l'ha fatto fare? Poteva rifilare il lavoro a qualcun'altro, ma no, sempre al sottoscritto, tanto sa che sono un cogl**ne che non dice mai di no. Devo decidermi a mettere qualche paletto". E continuando su questo tono ripete la routine di ogni giorno, caffè per darsi una svegliata, doccia, barba, vestiti, e di nuovo prende la moto. La sensazione di libertà che gli da la sua "ragazza" è indescrivibile, finalmente sembra finito questo lungo inverno che l' ha costretto ad usare l'auto fino a marzo inoltrato.Cavalcare la sua Guzzi, sentire il motore ruggire sotto di lui, lo fa sentire potente, maschio, gli sembra di esprimere la sua personalità, cosa che non riesce a fare alla guida della sua comoda ma anonima automobile. Arriva al parcheggio della Società, deserto, a parte un'auto. Gli sembra di conoscerla, ma sì, è l'auto della nuova arrivata, com'è già che si chiama? Laura! Splendido, come la donna amata da Petrarca, ed ha anche l'inziale come la sua, Elle, che gli sembra un buon auspicio. Quindi anche lei è quì di sabato mattina? Improvvisamente la giornata non gli appare più così nera, anzi, ed entra con insolito entusiasmo all'interno, dopo aver aperto la porta con la sua chiave, non essendoci nessuno alla reception. Arriva al suo reparto, deserto, accende le luci in corridoio, poi nella sua stanza, si siede ed accende il computer, cercando di concentrarsi sul lavoro ed ignorare l'agitazione che lo ha preso nel vedere l'auto della collega, ma inutilmente. E' irrequieto, il pensiero vaga per i corridoi, arriva fino all'ufficio di lei. - Mi scusi... - una voce lo riportà alla realtà, facendolo trasalire. Solleva lo sguardo e lei è lì, appoggiata allo stipite della porta, mentre la luce più forte del corridoio ne delinea la splendida figura. Si rende conto di fissarla come un idiota, senza parole per la sopresa e l'emozione, e cerca disperatamente qualcosa di intelligente da dire. Lei attende qualche istante senza parlare, poi si avvicina alla sua scrivania, mentre lui rimane come ipnotizzato a guardarla mentre incede verso di lui con quel passo felino. Lei continua: - Spero di non disturbarla, sono la nuova amministratrice, Laura XXXX, piacere! - Finalmente lui ritrova abbastanza lucidità per alzarsi e stringere la morbida e affusolata mano che lei gli porge, riuscendo in qualche modo a presentarsi: - Piacere, Luca XXXX, mi scusi , ma mi ha colto di sopresa! Posso aiutarla? - - Grazie! - risponde lei - Pensavo di essere sola al lavoro, poi ho visto che c'era la luce accesa nel corridoio e nel suo ufficio! Sono venuta per organizzarmi, c'è un sacco di lavoro arretrato. Il signor Giampaolo sarebbe dovuto venire anche lui, stamattina, per spiegarmi alcune cose, ma ha avuto un contrattempo, così mi domandavo se Lei, per caso, non potrebbe aiutarmi: ci sono dei problemi col server di rete!- - Volentieri, andiamo a vedere se posso rendermi utile! - risponde lui emozionato, ancora incredulo di fronte a tanta fortuna. Lei esce dalla stanza e si avvia lungo il corridoio, e lui la segue, incantandosi ad ammirare le curve dei suoi fianchi in movimento mentre gli cammina davanti, i capelli, sciolti e lunghi sulla schiena, che ondeggiano, soffici, ricadendole sulle spalle lentamente, la gonna di chiffon che la sfiora appena, come una carezza, scoprendo le sue gambe velate da quelle che sembrano, chiaramente, nere calze autoreggenti. Lui si scopre a domandarsi cosa indossi Laura sotto quella gonna dal tessuto impalpabile che si solleva morbidamente ad ogni suo passo, scoprendo una piccola porzione di pelle chiarissima ogni volta. Mentre si perde in questi pensieri si rende conto che la sua eccitazione sta aumentando pericolosamente. Arrivano al suo ufficio, e lei si gira verso di lui, sorridendogli, così vicina che Luca riesce a vedere i suoi capezzoli premuti contro la stoffa leggera della camicetta: evidentemente sotto non porta il reggiseno. Lei si appoggia sensualmente alla scrivania, quasi si siede, sollevando leggermente la gamba destra, e la gonna scivola indietro, scoprendo ancora di più quel lembo di pelle lasciato nudo dalla calza autoreggente, sottolineato dal pizzo malizioso del bordo. Luca ora ha in mente una sola cosa, non gliene può importare di meno del server, può anche saltare in aria, per quello che gliene frega adesso. Si avvicina a lei, fino a sentire il suo profumo, l'odore della sua pelle, e le accarezza dolcemente la gamba, partendo dal ginocchio e arrivando lentamente più su, sulla sua coscia, per risalire poi sotto il bordo della gonna, arrivando al suo fianco nudo e al bordo delle sue mutandine. Lei spalanca gli occhi e si protende verso di lui, schiudendo le labbra, quasi una muta richiesta di essere baciata. Luca continua ad accarezzarle il fianco destro, sotto la gonna, mentre con la mano libera le scosta i capelli, liberandole la nuca, per sussurrarle all'orecchio: - Sei bellissima, mi fai morire! Ti desidero....- Poi la bacia, e la sente tremare sotto le sue mani, mentre gusta il sapore della sua bocca e respira intensamente l'odore della sua eccitazione, intensificato dal calore della sua pelle che sta aumentando. Lei si gira, sedendosi meglio sulla scrivania, allontanando con le mani alcuni oggetti che le impediscono di muoversi comodamente: nel farlo allarga involontariamente le gambe, e rapidamente lui ne approfitta per introdursi in mezzo ad esse, poi infila anche l'altra mano sotto la gonna, accarezzandole anche il fianco sinistro. Con entrambe le mani sfiora il suo pube, poi raggiunge l'orlo delle mutandine, e comincia a tirarle verso il basso, per sfilargliele. Smanioso, la implora: - Alza il sedere, ti prego...! -con una voce roca di desiderio. Lei si solleva, permettendogli di far scorrere le slip lungo le sue gambe. Poi, stordito dal suo profumo, la guarda intensamente negli occhi, pregustando tutte le sensazioni meravigliose che già sente nell'aria, ma che spera di concretizzare lì, subito, su quella scrivania...Le labbra di lei sono gonfie di desiderio, aperte ed invitanti: lasciano intravedere la punta della lingua rosea e morbida, e come calamitato da quella paradisiaca visione, Luca la bacia ancora, intensamente, senza riuscire a smettere, a staccarsi: troppo morbida quella bocca, troppo buono il suo sapore, troppo stimolante il movimento della sua lingua sulla propria. Con ancora le labbra brucianti sulle sue riesce a dirle: - Spogliati, per favore...! Non resisto più...ti desidero troppo, amore! - e quando sente le sue parole in risposta: - Non preferisci farlo tu? - non crede alle sue orecchie. Allora le sfila la camicetta, sollevandola lentamente verso l'alto, per poi fermarsi senza fiato ad ammirare i suoi seni, letteralmente incantato dalla loro bellezza. Lui non può impedirsi di accarezzarli, prima, e poi di baciarli, fino ad arrivare con le labbra ai capezzoli turgidi per cominciare a leccarli come se fossero un gelato. I suoi gemiti di piacere lo spingono ad alzare la testa per guardarla godere dei suoi baci, mentre con le mani continua ad accarezzarla ovunque, stimolato dalla sua pelle calda, liscia e morbidissima. A questo punto lei si sdraia all'indietro, sulla scrivania, spingendo un pò più verso di lui il bacino, restando appoggiata sui gomiti, quasi ad invitarlo a proseguire. Al chè lui comincia a sbottonarle la gonna, per poi toglierle anche quella. Restano solo le calze autoreggenti, nere, ma quella visione, quel bordo seducente di pizzo a pochi centimetri dal suo inguine, il contrasto del nylon nero contro la sua pelle bianca, lo spingono a lasciargliele, permettendogli così di contemplare tutta la sua seducente bellezza, e godendo della vista del suo sesso, accuratamente depilato. Rapidamente si spoglia anche lui, lasciando cadere a terra i suoi vestiti sopra quelli di lei, e poi entra di nuovo tra le sue gambe, impaziente, incapace di aspettare oltre: lei è calda, dilatata, eccitata e bagnata oltre ogni dire, ed oltremodo invitante! Lui posa le mani sui suoi fianchi, li stringe dolcemente e la tira ancora di più verso di sè, mentre lei allaccia le gambe dietro la sua schiena ed inarca verso di lui il ventre, sollevando il bacino, come ad invitarlo ad entrare, anche lei smaniosa di sentirlo dentro si sè, sentirsi piena di lui, del suo virile turgore. Lui scivola dentro di lei, sentendosi avvolgere dal suo umido ed intenso calore, una sensazione fortissima che lo manda in estasi immediatamente, poi comincia a muoversi, accordando il ritmo ai movimenti del suo bacino che spingono verso di lui, continuando a godere anche con gli occhi dei segni che il piacere diffonde sul suo corpo e sul suo viso, gli occhi puntati su di lui, dilatati dall'eccitazione, offuscati dallo stesso folle desiderio che si è ormai completamente impadronito anche di Luca. I loro corpi, ora, si muovono in sincronia, accelerando sempre più il ritmo. Quando lui sente che all'interno di lei cominciano a diffondersi le prime onde di piacere, quelle contrazioni muscolari involontarie che preludono all'orgasmo, toglie le mani dai suoi fianchi, per accarezzarle con più impeto di prima il seno, e poi il ventre, fino a raggiungere il suo sesso stillante e toccarla là, in mezzo alle sue labbra salate, muovendo le dita in senso orario per stimolarla ancora di più e farla arrivare all'apice del godimento, contemporaneamente aumentando la forza delle sue spinte e premendo forte l'altra mano sul basso ventre di lei, sentendo la sua stessa virilità muoversi al suo interno...Le contrazioni e le pulsazioni della guaina caldissima che avvolge il suo membro si fanno sempre più forti e lunghe, le gambe di lei si stringono ancora di più attorno ai suoi fianchi, e poi l'onda arriva, sale e la sommerge, lasciandola stremata, in preda agli spasimi, mentre gemiti rochi le escono dalla gola, strozzati dalla mancanza di respiro. Allora lui permette a se stesso di venire a sua volta, lasciando che il piacere salga fino alla sua massima intensità, su per la schiena e fino ad esplodere dai suoi fianchi, dentro di lei, riempiendola, per poi lasciarsi a sua volta riempire completamente da un calore immenso. Il languore lo priva di ogni forza , al punto che si lascia cadere su di lei, abbracciandola, e tenendola stretta a se ritrova le sue labbra per un bacio, uno ancora, carico di tutta la sua passione, del suo amore per lei, della gratitudine per questo dono incommensurabile. E mentre assapora ancora una volta il dolcissimo gusto della sua bocca generosa...un lungo suono, lancinante, lo interrompe, apre gli occhi e...si ritrova solo, nel letto, gli occhi sbarrati, a fissare la sua sveglia che segna le 8 di mattina di sabato!