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La pioggia
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Titolo:
La pioggia |
Autore:
Pallipo |
Contatto:
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Racconto
n° 4577 |
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La mia mano, su questo vetro a giocare con le gocce di pioggia che scivolano. Sono giorni e giorni che piove, ed io sono a casa da sola, tu sei partito da oramai un'ora e chissà quando ritornerai. Anche questa volta, ti sei fermato per solo un soffio di vita. Quel soffio che rimane come una carezza, impressa sulla mia anima, mentre le carezze vere sono ancora tutte impresse sul mio corpo, la pelle ne porta l'impronta ancora arrossata e calda; chiudo gli occhi e mi sembra di averti ancora qui con me. L e tue labbra, calde e carnose mi baciano il collo, i brividi corrono lungo la schiena, le gambe si fanno molli. Un calore nel ventre mi scioglie, lentamente scendi a baciare il mio seno, che turgido si gonfia, titilli i miei capezzoli, mordicchiandoli, la lingua giocherella con le aureole, poi arrivi all'ombelico e poi ancora più giù fino a raggiungere il mio monte. Il clitoride è lì che ti aspetta ormai turgido ed eccitato, pulsa trascinando verso l'alto le grandi labbra, come fossero vele spiegate al vento. La tua bocca avida, percorre con la lingua ogni mio pertugio, la mia voglia si fa sempre più grande, una marea dentro di me esplode, non riesco più a trattenermi, mentre con un dito affondi nelle mie carni dapprima lentamente poi con movimenti sempre più veloci, fino a che il mio grido di piacere riempie la stanza. Allora scivoli con il tuo cazzo fino alla mia bocca che con avidità cerca la tua cappella e comincia a succhiarla, ma è solo un attimo e poi ti allontani mi accarezzi il collo con la tua asta e giochi con i miei capezzoli, afferri i miei seni con le mani e cominci a scoparmi lì in mezzo, con movimenti lenti e possenti allo stesso momento. La mia testa è in preda alla mia voglia, dalla bocca gridi di piacere, ti supplico di penetrarmi, oramai al limite della sopportazione. La mia eccitazione mi fa tremare, spalanco le cosce, m'inarco, gli spasmi del piacere mi travolgono selvaggiamente. Mi afferri i fianchi e scivoli con la tua asta, lentamente sull'ombelico sul pube, sul clitoride gonfio. Sospiro e ti grido un sì, tu niente prosegui sulla mia coscia sul ginocchio, sulla caviglia, arrivi al piede e poi lentamente risali dall'altra parte, sei di nuovo sulla mia passera, sul clito e cominci a sfregarlo sulle mie labbra, oramai gonfie e turgide, lucide di umori. Io resto con il fiato sospeso; quanto lo voglio sentire dentro di me. Il tuo cazzo si disseta sulle mie labbra e poi invece di penetrarmi ricomincia a salire, sul mio ventre, a trafiggere un mio capezzolo, raggiungi la mia bocca e lo affondi, la mia lingua riesce cosi ad avvolgere il glande e assaporare il mio e il tuo sapore, mi trafiggi con le dita la figa e il culo, non riesco più a resisterti e l' orgasmo mi travolge come un fiume in piena. Io succhio il tuo sesso te lo inondo di saliva, me lo calo tutto in bocca, la tua asta è oramai di granito, il glande pulsa, prepotentemente me lo sfili dalla bocca e mi fai girare, afferri le mie cosce con le mani le allarghi e finalmente affondi nella mia carne in tormento, con il pollice mi penetri dietro, che si dilata accogliendoti con un fremito dietro alla schiena, sfili il dito e lasci cadere gocce di saliva, scivoli fuori e ti rifugi nelle mie viscere, con due dita affondi nella vulva, questa sensazione di pienezza mi trasporta in una nuova onda di piacere, che travolge entrambi, portandoci cosi all'orgasmo. Le contrazioni arrivano contemporaneamente e mentre tu m'inondi di sperma le viscere gridando il tuo piacere, un getto di liquido orgasmico bagna le mie cosce. Avvinghiati come un corpo a due teste.
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