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Il Regalo
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Titolo:
Il Regalo |
Autore:
Comando |
Contatto:
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Racconto
n° 4594 |
Altri
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Lisa compiva quarantacinque anni quel giorno, tornata single dopo un deludente matrimonio che si era arenato nella banalità e nello spegnersi di ogni desiderio comune, si era guardata intorno con la voglia di vivere, scoprendosi giorno per giorno, meravigliandosi che potesse esistere un mondo ben differente da quello in cui aveva vissuto sino ad ora. La vita le appariva ora più variegata, dai sapori forti e dai colori intensi, fatta di emozioni e questo è ciò che desiderava: prima che sia troppo tardi, andava ripetendosi spesso.
Aveva scoperto improvvisamente il piacere di gestire il proprio tempo, passeggiate, teatro, vacanze, senza doversi preoccupare di doversi adattare alle esigenze di un altro, lo stesso sesso era stato per lei una scoperta, certo qualche volta rifletteva amaramente a quanti anni si era persa, quali fantasie si potevano vivere in un appagamento totale di se stessa e alcune volte, guardandosi dal di fuori, provava stupore a rendersi conto di quante cose aveva fatto che in passato avrebbe definito assurde.
Tra le sue conoscenze recenti Bruno, brizzolato cinquantaduenne dai modi affabili, paziente amava lasciarla parlare, anzi aveva il dono di farla sentire sempre a suo agio in ogni situazione ed affrontare qualunque argomento di conversazione in modo sempre interessante invogliandola ad aprirsi senza alcuna remora. Spesso diventato compagno di viaggio e di brevi week end aveva condiviso con lui, più di una volta, il letto scoprendo parti insospettabili di se. Stasera lui le aveva promesso una serata speciale per il suo genetliaco, aveva detto proprio così, sorrideva a ripensare come era rimasta interdetta dinanzi quella parola, ma lui si divertiva ad usarne di arcaiche ogni tanto e leggerle lo stupore sul viso.
Le aveva parlato di una sorpresa ma rimasto molto vago a riguardo, gli si accendeva uno strano sguardo divertito negli occhi che lei ben conosceva e che era sempre stato preludio di qualcosa di molto intrigante e propedeutico di nuove esperienze.
Certe volte ne aveva paura, non perché potesse cagionargli del male, lui era sempre stato rispettoso della sua accettazione e condivisione delle cose, ma aveva una fantasia piuttosto vivida che spesso oltrepassava ogni sua aspettativa ed era per questo che lo affascinava terribilmente facendole accettare e provare sensazioni sconosciute.
La serata fu impeccabile, una cena squisita, non troppo pesante, presso un noto ristorante in riva al mare, era una serata splendida, primaverile e la luna si rifletteva sulle onde che rimandavano il suo baluginare. Si chiacchierava un po' di tutto, anche se lei moriva dalla curiosità di sapere quale fosse la sorpresa che gli aveva riservato ma cercava di farlo in modo vago, con una finta trascuratezza, sondando ora con una domanda casuale, ora con una altra che lui abilmente eludeva. Al termine, la prese sottobraccio uscendo, e senza alcuna fretta si mise a passeggiare con lei godendosi l'aria tiepida della sera.
- Allora?
Chiese lei non riuscendo più a trattenere la sua curiosità.
- Allora cosa?
Rispose lui facendo finta di non capire.
-La sorpresa, la sorpresa che mi avevi promesso.
- Ti aspetta a casa da me, andiamo?
Così facendo la condusse presso l'auto, cavallerescamente le aprì lo sportello facendola salire e la condusse all' appartamento. La portò nel salotto, sobrio ma caldo come ambiente, la fece accomodare sul divano e le portò un centerbe, liquore forte che a lei piaceva ed infondeva un senso di calore nel corpo che si diramava velocemente, poi sorrise con quel suo fare malizioso e gli occhi socchiusi. Lisa sapeva che finalmente era venuto il momento di sapere e non aspettava altro dentro di se, intuiva che non sarebbe stato un banale oggetto ma qualcosa altro, solo che non riusciva a pensare cosa avesse organizzato.
-Il tuo regalo è qui, in quella stanza.
Disse indicando una porta che dava sul salotto.
- Puoi accettarlo o rifiutarlo ma certamente sarà qualcosa che non hai mai provato, a te la scelta se te la senti, se sei pronta a liberarti di ogni inibizione, di ogni pudore e di vivere semplicemente i tuoi sensi lasciandoli scorrere come un fiume, seguendo la corrente, scoprendo te stessa. Sei libera di rinunciarvi e sarà come se nulla fosse accaduto, la nostra serata piacevole terminerà qui.
Lei rimase in silenzio, da un lato un senso di timore di non sentirsela, dall'altro la curiosità crescente di ciò che poteva accadere oltre quella porta, di fronte quelle chiare, inequivocabili parole non poteva che esservi una esperienza nuova e piuttosto forte altrimenti, conoscendolo, non le avrebbe dato la possibilità di tirarsi indietro. Rimase qualche attimo riflettendo su queste cose, poi, avendo in lui ormai una totale fiducia, ispirò profondamente e disse.
-Sono pronta, cosa devo fare?
Bruno le sorrise con dolcezza e poi un guizzo attraversò i suoi occhi.
-Alzati, la stanza è buia ma ti benderò nonostante tutto, sarò sempre con te e qualunque cosa accada sai che ci sarò, lasciati andare una volta dentro senza pensare ma vivi a pelle ogni sensazione con tranquillità.
Detto questo prese un paio di calze nere autoreggenti, discretamente posate su un tavolino, e con cura le bendò gli occhi, Poi le prese la mano e la introdusse nella stanza.
Lei percepì il buio totale, in contrasto con quel lieve chiarore del salotto da cui venivano e poi come un senso di presenza di qualcun altro che non fossero loro due. Sentì le mani di lui che lentamente le cominciavano a sbottonare la camicetta, il calore del centerbe che si univa all'eccitazione quando sussultò improvvisamente, altre mani le accarezzavano le gambe, salivano lungo le cosce sino ad insinuarsi sotto la gonna ed altre ancora le slacciavano il reggiseno mentre si sentiva accarezzare ovunque, ed il suo corpo era completamente sfiorato, Mani grandi da uomo, mani delicate e piccole di donna, le sembrava di essere in loro balia mentre veniva presa, toccata e baciata in ogni parte del corpo. Quante fossero lo ignorava, si muovevamo continuamente su di lei centro di ogni attenzione. Bocche che cominciarono a baciarla, si sentì stringere i seni e succhiare i capezzoli contemporaneamente, una lingua le si insinuò fra le cosce sino a raccogliere gli umori che ormai le scorrevano senza ritegno, una altra seguì il corso della sua schiena scorrendo sino a giungere all'altra fonte più intima del suo piacere.
Si sentì accarezzata nei capelli da una mano leggera, piccola, che vi infilò le dita mentre un viso morbido e liscio, fatto di labbra delicate la baciavano insinuando la lingua sino ad lambire la sua. Una mano la prese dolcemente e la condusse avanti, un passo dietro l'altro, esitante per non incespicare sui vestiti scivolati a terra come veli di un pudore abbandonato, senti il bordo di un letto e fu adagiata ma non la accolsero lenzuola ma pelle di un corpo glabro e morbido di donna che la abbracciò baciandola. Sentì che scivolava di lato mentre la accarezzava e la leccava sotto l'orecchio insinuando, a tratti, la punta della lingua dentro di esso sino a darle brividi piacevoli mente altri mani più rudi la spostavano sino a scivolare sotto di lei.
Due braccia le allargarono le cosce sino a sentire una virilità prorompente strofinarsi sul suo pube, indugiare dolcemente su di esso sino ad eccitarla e desiderarla in sé ma, mentre questo pensiero si faceva strada in lei, una altra lentamente premeva da sotto scivolando lungo il solco posteriore sino a trovare l'altra fonte del suo piacere.
La sentì premere leggermente, ruotare lentamente sino a che cominciò a scivolarle dentro sempre di più e solo allora si sentì penetrare completamente davanti, era totalmente piena mentre i due membri le scivolavano su e giù dentro, ritmicamente alternati, scatenando in lei ondate di piacere che obnubilavano ogni pensiero cosciente, gemeva, mugolava mentre mani femminili le sfioravano i seni, glieli prendevano sino a suggere i capezzoli e morderli con delicatezza, ogni pensiero conscio la aveva abbandonata quando sentì scivolare sul suo viso un membro palpitante, caldo, umido che le riempì completamente la bocca. Una mano rude le prese i capelli e lentamente iniziò a muoverle il capo. Assecondò il movimento iniziando a succhiare, desiderando che le riempisse la bocca di liquido caldo e denso sino ad assaggiarne ogni goccia e farla sua, sentì le contrazioni prorompenti ed il fiotto caldo sino in gola mentre deglutiva. Altri fiotti la riempirono altrove sino a lasciarla esanime senza alcuna forza. Sentì corpi che delicatamente si scostavano da lei quasi a lasciarla in un dolce riposo mentre le due donne, che riconosceva a pelle, la accoglievano fra di loro accarezzandola delicatamente, baciandola, leccandola intimamente a lenire ogni cosa. Si addormentò fra le loro braccia in quel mare di carezze e sensazioni appagate.
-Buongiorno.
La voce di Bruno la risvegliò improvvisa.
-Ti ho portato la colazione.
Disse mentre scostava le imposte senza inondare troppo la stanza di luce. Lei si mise sul letto, scostò le lenzuola di raso e si pose con i cuscini dietro a raddrizzarsi. Le pareva di aver fatto uno strano sogno, inverosimile ma gradevole ed intenso, era completamente nuda nel letto, allungò la mano fra le cosce e sentì un certo attaccaticcio, guardò lui che sorrise.
-Non ho sognato vero?
-No, era il mio regalo ricordi?
Lei rimase in silenzio un attimo poi gli sorrise ed aprì le braccia mentre lui la baciava.
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