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Anna
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Titolo: Anna
Autore: Comando
Contatto:
Racconto n° 4627
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Anna aveva uno strano rapporto con Marco, se si dovesse dire che stavano
insieme sarebbe stato falso, se non lo fossero... altrettanto.
Lei libera eppure legata a lui, lui che le lasciava la sua libertà ma era
possessivo in uno strana antitesi.
Che ognuno avesse altri o per meglio dire, andasse a letto con altri, era
tacito, magari nessuno ne parlava ma ve ne era la consapevolezza, ciò che
li accomunava era il piacere di rendere reali le comuni fantasie, fonte di
inesauribili scariche di adrenalina che facevano impazzire lei.
Poter vivere entrambi una vita ufficiale, quella che il comune senso della
morale indica come irreprensibile, per poi poter soddisfare ogni parte della
propria libido senza freni, un sogno che ogni volta trovava il suo
compimento.
Non magro lui ma ben piantato, sempre curato nel vestire con un piglio
abituato ad avere ciò che desiderava, lei piccina ma non minuta, dalle
curve accentuate, i seni piccoli ed un sorriso malizioso che le accendeva
gli occhi quando pregustava qualcosa di proibito nella mente.
Entrambi ormai avevano passato da poco i cinquanta, acquisendo quella
consapevolezza in cui il sesso non è un semplice esercizio ginnico ma
diventa il pregustare della mente che si immerge nel corpo.
Alcune volte le cose nascevano su espresso desiderio di lei, magari
esprimeva una sua fantasia e lui ci rimuginava sopra, senza dire nulla, sino
a poi presentargliela come un regalo, una scatola rossa infiocchettata che
lei apriva ogni volta con curiosità traendone sempre piacere.
In altre occasioni, invece, nulla faceva presagire cosa le avesse preparato,
conosceva profondamente ogni piega della mente di lei e sapeva cosa
avrebbe solleticato i suoi più profondi istinti.

Erano circa le 23 quando squillò il telefono, Anna sollevò il ricevitore e la
calda voce di lui la avvolse.

-Buonasera, potremmo vederci venerdì nel tardo pomeriggio nella mia
villa all'Argentario.

Marco lo disse come se riprendesse un discorso iniziato appena pochi
minuti prima poi, quasi senza aspettare una conferma, passò a parlare di
altre cose, in fondo non era in dubbio che lei non venisse.

La notte precedente Anna era eccitata, dormì a tratti e più volte si trovò a
risvegliarsi completamente bagnata fra le cosce presa da sogni e fantasie.
La mattina si alzò presto, aveva deciso di recarsi in auto ed il viaggio non
sarebbe durato meno di cinque ore, si preparò con cura, lui amava i
particolari ed anche se non le aveva dato, come qualche volta faceva, delle
direttive, cercò di vestirsi nel modo più erotico possibile, amava eccitare le
sue fantasie più perverse.
Fece una breve sosta per rinfrescarsi sull'autostrada, nel bagno incrociò
una bella ragazza che, sollevata la minigonna, si aggiustava dei reggicalze,
ammirò le sue cosce lunghe ed affusolate avvolte dalle calze nere e sottili,
non poté fare a meno di pensare che anche lei, probabilmente, si recava a
qualche incontro e si domandò se con un uomo o una donna, a questo
pensiero la sua mente andò indietro ad esperienze passate e le parve di
sentire nelle narici i profumi di entrambi i sessi che la eccitarono ancora di
più.
Erano circa le diciotto quando giunse in prossimità della villa, si ergeva un
po' discosta dal centro abitato su una roccia a picco sul mare, una lunga
scalinata conduceva giù sino ad una spiaggetta privata, più un anfratto che
altro, arrivò al cancello e bussò. Lentamente gli si schiuse dinanzi e
percorse la ventina di metri sino all'ingresso, da lontano vide aspettarla
qualcuno, credeva fosse il solito domestico ma l'altezza e la corporatura
atletica dissiparono ogni dubbio, evidentemente nuovo personale pensò.

-Buongiorno.

L'uomo la accolse con un sorriso facendola entrare, lei lo soppesò con uno
sguardo, sui 35 anni, alto quanto bastava a sovrastarla di circa venti
centimetri, moro e simpatico.

-Il Signore non vi è, la prega di scusarlo, ha lasciato per lei questa lettera.

E così facendo le porse una busta rimanendo in silenzio dinanzi a lei.
Anna era piuttosto delusa, si aspettava qualche gradita sorpresa non
certamente arrivare e non trovarlo. Fece qualche passo nel grande salone,
si accomodò su una poltrona ed estrasse il foglio leggendo la sua grafia
elegante.


Mia cara, improrogabili ed inattesi impegni di affari mi portano altrove,
comprendo e mi rammarico della tua delusione ma, sono certo, di aver
trovato un modo a te gradito di trascorrere il tempo in cui sarò assente.
Purtroppo non potrò che raggiungerti che domani mattina.
Le persone, latori di questa mia, sono a tua completa disposizione per ogni
tuo desiderio e sono state istruite a dovere, spero saprai farne buon
impiego.
Gradirei non entrassi nella camera da letto sino a che non ne faccia uso, vi
troverai una piccola sorpresa che ho fatto preparare per te.
Ho dato ordine, inoltre, che tu venga ripresa continuamente, ogni cosa che
farai sarà filmata e consegnata a me quando rientrerò. Desidero visionarla
appena giunto.
Marco

Anna, ancora con la lettera in mano alzò gli occhi e si accorse che nel
frattempo al primo uomo se ne era aggiunto un altro, in silenzio, anche il
secondo più o meno coetaneo e moro, dalle fattezze simili, aspettava i suoi
ordini. Un lampo di ingordigia le attraversò lo sguardo poi pregustando
altre cose ordinò loro che aveva desiderio di rinfrescarsi e cambiarsi per
poi cenare alle 20.
La lunga tavola apparecchiata le sembrava un po' triste mentre si sedeva
ma era elegantemente sistemata, ai due estremi ed al centro dei candelieri
accesi con luci leggermente soffuse davano un tocco distinto. Cenò in
silenzio servita dai due in modo compunto sino a che le venne una idea.

-Spogliatevi.

Disse loro.

-Desidero che mi serviate il resto della cena completamente nudi.

Fu prontamente obbedita e di lì a poco si trovò dinanzi due splendidi corpi
maschili che le porgevano le portate.
Scrutava quei glutei marmorei quando le giravano le spalle e li seguiva con
gli occhi sino a che fossero usciti dalla stanza, assaporava nella sua mente
quegli attributi pregustando il momento di sentirli crescere fra le sue
labbra sino a renderli turgidi e pronti a riempirla ovunque.
Ad un tratto tra il dolce ed il caffè li prese fra le mani accarezzandoli
mentre li sentiva fremere, quasi ebbe fretta di terminare la cena.

-Sparecchiate, voglio la tavola libera.


La lunga tavola di rovere fu immediatamente resa disponibile, il legno,
liscio e caldo al tatto, invitava ad un uso completamente diverso da quello
del cenare. Lei indossava un leggero abito nero, sotto completamente
nuda salvo delle autoreggenti che amava sempre indossare.

-Da questo momento,

Ordinò loro,

-Desidero che mi facciate sentire una troia, che vi sia lecito farmi ogni
cosa nel piacere di sentirmi usata da voi.

Detto questo si pose a gambe larghe, appoggiata in avanti sulla tavola, le
braccia allargate ed i palmi in basso posati su di essa.
Il primo le si avvicinò, le strinse fortemente il sesso fra le mani infilandole
la mano da dietro, lei sussultò mentre sentiva le sue dita penetrarla, era già
bagnata ma essere presa così fece scendere piccole gocce lungo le sue
cosce. L'altra mano la prese per i capelli stringendola in una morsa mentre
sentiva il fiato del maschio sul suo collo.

-La Signora vuole essere trattata come una troia, bene forse è una troia e così la tratteremo.

A sentire queste parole sussurrate nel suo orecchio Anna si eccitò ancora
di più sentì il membro di lui duro e grande accarezzarla in mezzo le cosce
mentre le veniva sollevato il vestito, sfiorarle il sesso ed entrarvi sino ad
esserne completamente bagnato pochi colpi cadenzati che la riempivano,
poi sfilarsi di nuovo lasciandole un senso di vuoto mentre due mani forti le
aprivano i glutei e la cappella appoggiarvisi contro.
Un solo colpo, forte, violento, la profanò completamente mentre sentiva il
dolore trasformarsi in calore e poi in piacere mentre il suo corpo si apriva
tutta pronta ormai ad accoglierlo nel suo profondo, le mani si
aggrapparono alla tavola, si contrassero, le unghie vi affondarono a
graffiarla mentre in preda ad un desiderio folle si spingeva all'indietro a
rincorrere quel ritmo. In un attimo di lucidità si rese conto di essere ripresa
dalla piccola videocamera posta sul cavalletto e si eccitò ancora di più.
L'altro uomo salì sulla tavola e sedutosi a cosce aperte penzoloni, dinanzi
a lei, la prese per i capelli riempendole completamente la bocca sino in
gola. Faceva quasi fatica a respirare quando lui, tirandole indietro il capo,
si pulì sul suo viso il sesso per poi rimetterglielo fra le labbra.

-Brava, succhia, ti piace vero?

Lei con gli occhi annuiva mentre si sentiva usata come un oggetto e
godeva profondamente di riuscire ad appagarli.
L'orgasmo arrivò come una onda, la scosse, la fece tremare tutta mentre
sentiva esplodere dentro di se i getti ed il pulsare di quella carne che la
riempiva, tossì, ingoiò, e poi sentì i muscoli rilassarsi.
Due mani forti la sorressero e la accompagnarono in camera da letto.
Le aprirono la porta facendosi indietro e lei entrò.
Nella grande camera, al cui centro troneggiava un enorme letto, su un lato,
una sedia per visite ginecologiche.
Mentre uno le sfilava completamente il vestito lasciandola nuda, l'altro
sistemava il treppiede per le riprese, poi la fecero accomodare sulla sedia.
Si sentiva esposta, piacevolmente indecente e completamente aperta.
Un viso le si appoggiò fra cosce e si sentì leccare il pube glabro, la bocca
discendeva lentamente fra le grandi labbra, aprendolo con le dita,
insinuandosi fra le piccole, indugiando sul clitoride sino a succhiarlo per
poi penetrarla con la lingua calda e carnosa.
Sentiva di nuovo crescere il desiderio quando altre mani le strinsero i seni
e si sentì leccare e suggere i capezzoli. Era inerme in quella posizione
mentre il sesso le pulsava di nuovo con violenza, si agitò, implorò di
essere presa sino a che quella lingua calda ed umida la abbandonò per fare
posto ad un membro turgido. Impazzì nel sentirlo penetrare prima
lentamente, giungere sino a toccare il fondo e poi ritrarsi con movimenti
lenti che le procuravano contrazioni involontarie quasi volesse stringerlo
in una morsa poi sentirlo accelerare colpire con forza ed il fiotto caldo
riempirla.
Non ebbe il tempo di gridare il suo piacere che questi si sfilò da lei per
essere sostituito da un altro che continuò a possederla.
Gli orgasmi arrivavano a cascata, ondate ininterrotte una dietro l'altra
mentre le cosce, immobilizzate, tremavano di spasmi incontrollati.
Ancora una volta si sentì riempita godendo dei rivoli caldi che uscivano e
le colavano sulla pelle.

La aiutarono a scendere, poi posta sul letto iniziarono ad accarezzarla,
era tra loro due, sentiva l'odore dei loro sessi, il profumo del maschio che
la eccitava mentre la sua bocca li cercava, li succhiava mentre con le mani
li sfiorava delicatamente sentendoli risorgere, sentiva in se una frenesia
non ancora placata, quella soddisfazione di essere in grado, nonostante i
suoi anni, di eccitarli ancora, quel piacere di sapere che lui, al suo ritorno,
avrebbe visto ciò che aveva fatto e si compiacesse a vederla così.
Quando sentì di nuovo i due membri turgidi, si stese su uno di loro
impalandosi con forza, poi aggiunse all'altro.

-Vi voglio insieme.

Si percepiva piena come in un incastro era un punto d'unione li sentiva
spingere dentro di se alternativamente mentre la riempivano, perse ogni
lucidità immersa in un piacere che superava ogni orgasmo, come se la
mente fosse annegata e ogni cognizione di spazio e tempo si perdeva nei
suoi gemiti. Forse perse i sensi, forse si assopì, spossata, appagata in ogni
sua parte.
Al mattino la risvegliò la solita cameriera, quella che conosceva da
sempre.

-Buongiorno, dormito bene Signora?

Disse scostando le tende ed inondando la stanza del sole già alto.

-Il Signore è arrivato, la aspetta nel salotto piccolo.

Si vestì rapidamente, con gioia, finalmente lo avrebbe visto.
Quando entrò lui le venne incontro e poi accomodatosi su una poltrona la
invitò ad accovacciarsi ai suoi piedi ponendo la testa sulle sue gambe,
prese il telecomando ed accese la tv.

-Sono proprio curioso di vedere questa cassetta, spero la serata sia stata di
tuo gradimento.

E mentre le immagini scorrevano lei vedeva gli occhi di lui farsi più
penetranti mentre le accarezzava il capo, sentiva il suo membro crescere
sotto i pantaloni, lentamente, senza disturbarlo, li aprì e cominciò a
succhiare.