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Luisa
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Titolo: Luisa
Autore: Mrs Robinson
Contatto:
Racconto n° 463
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E' la storia più vecchia del mondo.
Sono innamorata di un uomo che non mi vuole, o meglio, non mi vuole più. Io invece scalerei le montagne, abbandonerei tutto ciò che ho per lui. Conservo ancora quel briciolo di razionalità che mi impedisce di fare pazzie, tanto lui non le capirebbe, nemmeno le apprezzerebbe.
Ho sempre pensato che fosse giusto buttarsi completamente nelle situazioni, altrimenti non sarebbe valsa la pena viverle. Così ho fatto con lui: gli ho dato tutto ciò che avevo, forse non era abbastanza, forse non era ciò che voleva. Certo è che oggi non sa cosa farsene.
Sola scrivo.
Scrivo e piango.
Detesto questa mia debolezza, detesto vedere le lacrime bagnare la tastiera. Ma non detesto lui, anche se forse dovrei. Impossibile odiarlo per quanto l'ho amato ed ancora lo amo.
Ho bisogno di parlare con qualcuno. Qualcuno che non rida delle mie lacrime, qualcuno che mi ascolti senza dare consigli, qualcuno che ci sia passato.
Penso a Luisa. So che non ha mai approvato questa mia storia assurda, eppure l'ho sempre sentita dalla mia parte.
Salgo da lei.
Luisa abita al piano superiore, in un monolocale graziosissimo. E' una ragazza sveglia, energica, sempre indaffaratissima. Ha mille conoscenze e mille interessi. Dalla prima volta mi colpì la sua simpatia e la sua cultura. Siamo diventate amiche, pur senza esserci frequentate moltissimo.
Suono il campanello. Luisa mi apre in accappatoio. Il mio viso tradisce le ora di pianti che ho regalato a chi non sa meritare il mio amore. Mi accoglie in casa e mi abbraccia. Sa di vaniglia. I capelli ancora umidi del bagno, la pelle profumata, le mani morbide. Mi accarezza comprensiva, mentre mi sciolgo in un pianto sconsolato.
Ci accomodiamo sul divano mentre Luisa mi offre qualcosa da bere. Trangugio senza chiedere. E' qualcosa di forte, fortissimo, mi fa bruciare la gola. Ancora qualche secondo ed una sensazione di calore mi invade. Subito mi sento meglio. Sollevo lo sguardo e la vedo lì, davanti a me, mi sorride, mentre prova ad asciugare le lacrime che mi rigano il viso. Il tocco delle sue mani è un dolcissimo piacere. Le sorrido e la lascio fare, mentre bacia le mie lacrime, mentre lecca il loro sapore sulle mie guance.
La osservo staccarsi da me, come per attendere una conferma. Non ho mai pensato a lei come ad una partner; ne abbiamo parlato spesso, ma mai ci siamo trovate in una situazione come questa. Mi sorride, lasciandomi leggere il suo desiderio.
La sensazione di calore che avvertivo prima è diventata bruciante desiderio. Osservo la cintura dell'accappatoio allacciato come fosse la porta del mio paradiso. Tiro la corda lasciando che si apra davanti a me, che si mostri nuda. Luisa si solleva per liberarsi dell'accappatoio indugiando qualche istante. Il suo sesso è all'altezza del mio viso. Il suo profumo mi confonde. Lo osservo, talmente da vicino che il mio respiro le provoca un lieve piacere. Ancora uno sguardo. Questa volta d'intesa, mentre la sua mano spinge la mia testa verso di lei.
Affondo nel suo tappeto morbidissimo. Sento i suoi peli sul viso. Mi muovo dolcemente lasciandomi accarezzare. D'istinto la mia lingua si offre di cercarla. Voglio sentire il suo sapore, voglio godere della sua dolcezza. Ascolto i suoi gemiti diventare grida al tocco della mia lingua dentro di lei. Mi faccio largo tra la peluria profumata, alla ricerca del clitoride. Lo succhio con voracità. E' duro. Svetta prepotente. La punta della mia lingua e il suo piacere immenso. Un connubio perfetto. Voglio entrarle dentro.
Come d'incanto dimentico il mio dolore, la mia tristezza. Tutto è Luisa, ora. Siamo solo noi. Lei ed io. Lei nuda davanti a me, mentre la mia bocca avida di piacere le affonda nel sesso bagnato di voglia, bagnato della mia saliva, del mio bruciante desiderio. Delicatamente divarico il suo fiore offerto a me, lo osservo premendo con la lingua e giocando con il suo clitoride. Poggio le labbra su di lei, aspiro, succhio, mordo e ancora lecco, affondo in lei, le ritraggo colme del suo godimento e dentro ancora di più. La sento venirmi in bocca, sento colare il suo caldo sapore sulle mie labbra, sulla mia lingua che raccoglie ogni goccia. La chiamo a me. Luisa si china e mi bacia. Beve ciò che io ho prima bevuto da lei. Succhia le mie labbra, assapora il mio e il suo sapore.
Non ho più lacrime. Ho solo Luisa davanti a me e tutto il mio desiderio è qui.
Ti voglio nuda, mi dice. Non desidero altro. Mi spoglio in fretta. Voglio sentirla su di me, le sue mani sulla mia pelle, sui seni. Le succhio le dita mentre mi libero di ogni costrizione.
In ginocchio, mi ordina. Obbedisco, incuriosita.
Girati. Poggia le mani per terra.
La sento chinarsi dietro di me. Avverto il suo respiro caldo sulle natiche. La immagino mentre freme di desiderio osservare il mio segreto aperto e svelato alla sua vista. Sento il suo dito che dolcemente lo accarezza. La sento mentre lecca il polpastrello, mentre lo imbeve di saliva per poi passarlo sul mio roseo buchino. La sento spalmarmi dei suoi umori. La sento avvicinare il viso, soffiarci sopra ed affondare la lingua in un movimento tanto brusco quanto intenso. Sento la sua lingua dura che spinge dentro. Penetra nella mia stretta galleria, dentro e fuori, dilatandola piano. Non esiste dolore, solo un turbinio immenso di piacere. Mi rilasso. Luisa avverte la mia disponibilità, tanto da sostituire un dito alla lingua. Spingo appena verso di lei facilitando l'ingresso. E' come varcare una soglia. La sento scorrere dentro, spingere fino in fondo, mentre la mente si annebbia. Mentre pensi solo di volere di più, ancora, ancora lei, la sua bocca, il suo sapore, il suo profumo. Voglio venirle in bocca, voglio farla venire ancora. Voglio annegare nel suo piacere. Voglio la sua bocca, la sua pelle.
Un dito, due dita ed il piacere non ha limiti. Le dita mi abbandonano, solo per un istante, e scivolano davanti. E ancora dentro, dove ormai non c'è più limite. Dove il desiderio è diventato crescente passione.
Voglio venire con te, la imploro.
Luisa scivola sotto di me. Il suo viso tra le mia cosce, il suo fiore aperto davanti al mio viso. Affondo in lei, trovandola ancora bagnata di voglia, eccitata della sua stessa lingua che mi scivola dentro, che mi pizzica, che batte contro la mia pazzia. Ascolta il mio respiro dentro di lei. La sento bere ogni goccia di un piacere che non sapevo potesse essere così devastante. Affondo le mie dita in lei, mentre Luisa ripete ogni movimento. Mordo il suo clito e la sua bocca mangia il mio. Spingo la mano, mentre le sue dita non abbandonano il mio piacere. Grido. Il mio grido liberatorio si sovrappone al suo. Esplodiamo in un amplesso dolcissimo e profondo, aspirando i nostri profumi inebrianti.
Mi stendo accanto a lei.
Passo le dita sul suo viso pieno di me. Luisa bacia il mio ancora colmo del suo piacere.
Manderò questo racconto all'uomo che non mi vuole..