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Titolo: Theater
Autore: CaperucitaRoja
Contatto:
Racconto n° 4648
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"Ti ho notato subito, inutile negarlo. Sei un uomo che non passa inosservato, un tipo originale, certo, ma sono i tuoi occhi dolcissimi e il tuo sorriso stupendo che mi hanno colpita, innanzitutto. E poi, conoscendoti, la tua simpatia, la tua bellissima voce, la tua allegria. Come spiegarti perchè mi sei piaciuto fin da subito, e così tanto? Non saprei...forse perchè sei deliziosamente normale? Perchè, malgrado tutti i tuoi problemi, riesci a ridere e a farmi ridere? Perchè da te trapela voglia di vivere, voglia di amare ed essere amato? Perchè sei tu...e basta!
Bene, fatto sta che da quando sei arrivato tu, nel gruppo, ho avuto un motivo in più per frequentarlo. Vederti, mi fa stare bene...
Stasera siamo stati a teatro ad assistere ad una rappresentazione in cui recitavano alcuni amici, poi abbiamo cenato tutti insieme alla caffetteria del teatro: abbiamo mangiato bene, ci siamo divertiti, come al solito. Davvero una bella serata.
Siamo usciti tutti per tornare a casa, e come al solito indugiavamo nel parcheggio tra saluti, commenti, scherzi...arrivata alla mia auto, però, mi sono accorta di aver dimenticato la borsa nel locale...che sbadata: ma dove ho la testa, in questo periodo? Colpa tua, mi sa...penso solo a te, troppo, in questo periodo.
Allora ti ho salutato e sono tornata dentro di corsa, prima che chiudessero le porte, per prenderla, e con lei le chiavi dell'auto, di casa, la patente, tutto. Trovatala, mi sono girata per uscire, ma nel corridoio già al buio mi sono scontrata con te.
Non so perchè, ma il mio cuore ha perso alcuni colpi. E non ho nemmeno trovato strano che tu fossi lì. Cioè, si, mi sono domandata perchè tu fossi rientrato, e la risposta un po' la speravo e un po' la temevo. Ma sono restata ferma, indecisa sul da farsi...non volevo equivocare e farmi l'ennesima figuraccia...ma per poco, perchè hai fatto tu il primo passo, ti sei avvicinato... anche un po' emozionato, all'inizio, mi è sembrato, poi così, semplicemente, mi hai abbracciata.
Dapprima con dolcezza, esitante, poi mi hai attirata contro il tuo petto, sempre più stretta a te, e mi hai tenuta così per un po', cullandomi solo teneramente tra le tue braccia, respirando il mio profumo. Sentivo il tuo respiro caldo sul mio collo e sull'orecchio. Sai...ancora sto ricordando quel momento. Cos'ho pensato? Che era bellissimo, dolcissimo, che stavo veramente bene e...avrei voluto che non finisse mai. E poi...poi non siamo semplicemente riusciti a resistere, a fermarci lì...Quell'abbraccio ha dato la stura a tutte le emozioni trattenute da troppo tempo, sia in me che in te. Hai cominciato a mormorarmi cose bellissime all'orecchio, ad accarezzarmi dolcemente la schiena, le braccia, e altrettanto facevo io con te. Solo allora mi sono accorta di quanto lo avessi desiderato, un momento come quello. Finalmente, le nostre bocche si sono incontrate, e ci siamo scambiati un bacio...un bacio dolcissimo, all'inizio, per scoprirci, esplorarci, assaggiarci, gustare in pieno quelle sensazioni nuove ma nello stesso tempo conosciute. Il piacere di essere così vicini, di sentire l'uno nell'altra lo stesso desiderio...
Un bacio che poi è diventato più profondo, più intenso, più urgente, l'esatta anteprima di quello che i nostri corpi, in quel momento, desideravano. Ti sei staccato e poi, dolcemente, tenendomi per mano, mi hai portata con te nel piccolo magazzino del teatro, dove sono accatastati scenari arrotolati, abiti di scena, mobili e suppellettili usati nelle varie rappresentazioni della compagnia stabile. E li mi hai fatto sedere su un divano...uno di quei divani d'epoca, imbottito e foderato di velluto. Ma non ha importanza, perchè lì, al buio, tra l'odore di polvere e chiuso, le tue mani hanno cominciato a cercarmi, e le mie a cercare te. Prima come due ragazzini, sfiorandoci sopra i vestiti, un po' intimoriti, un po' maldestri, era tanto di quel tempo che né io né te facevamo più queste cose. Ma è stato bello, un po' come tornare adolescenti e ritrovarci a pomiciare di nascosto...Ma adolescenti non lo siamo più da un pezzo, e le mani hanno ritrovato subito la sicurezza e l'esperienza di due adulti che si piacciono e muoiono di desiderio l'uno per l'altra. Inutile dirti quanto ormai fossi pronta per te, l'hai scoperto presto, quando le tue mani, infilatesi sotto la maglia, hanno sfiorato il mio seno e avvertito i capezzoli turgidi, ed io ho sentito, accarezzandoti, la tua eccitazione tesa e fremente. Non ho resistito, e mi sono alzata per sfilarmi la maglia e i pantaloni, desiderando solo di sentire sulla mia pelle il calore delle tue mani, e poi ho sfilato la tua, per accarezzarti senza più barriere il torace, le spalle, la schiena. Mi sono di nuovo seduta infilandomi tra le tue gambe, le mie intrecciate intorno ai tuoi fianchi, e tu, accarezzandomi la schiena, mentre baciavi la mia pelle intorno al pizzo del reggiseno, me lo hai sganciato e fatto scivolare giù lungo le braccia. Poi hai raccolto tra le tue mani i miei seni liberati dal tessuto, e ti sei chinato a baciarmeli...il contatto delle tue labbra su quei punti così sensibili mi ha fatto letteralmente morire di piacere, tanto che ho inarcato la schiena per offrirmi a te. Impaziente, ti sei alzato e hai slacciato i pantaloni, togliendoli, poi mi hai chiesto, con voce roca, di sfilarti i boxer e liberare il tuo desiderio, di accarezzarti, di sentire le mie mani su di te, sul tuo essere uomo. L'ho fatto, sfiorandoti, accarezzandoti, accompagnando la tua erezione con la mia mano avvolta attorno al tuo pene in un movimento dolce, portandoti a me. Allora anche tu mi hai sfilato le mutandine, lasciandole cadere a terra, e poi hai cominciato ad esplorarmi con le dita, inumidendole dentro di me per poi tornare fuori e stimolare il mio piacere con abilità, facendomi gemere. Mi si è spezzato il respiro, ma non volevo venire così...ti volevo dentro di me, volevo sentirti, sentire il tuo piacere salire insieme al mio, così ti ho fermato...Tu subito hai capito male, credevi che volessi tirarmi indietro, ma ti ho rassicurato, sdraiandomi e tirandoti sopra di me, allargando le gambe per accoglierti e intrecciando le gambe sopra la tua schiena, mentre ti accarezzavo i glutei. Allora non c'è più stato bisogno di chiedertelo, hai capito benissimo che ti volevo intensamente.
E anche tu mi volevi perchè sei penetrato in me come un naufrago che raggiunge la spiaggia e vi trova una sorgente di acqua dolce a cui può finalmente dissetarsi. Appena sei entrato, splendido uomo, dentro il mio corpo, ti si è fermato il respiro, e così a me, e un gemito di piacere fortissimo ci ha unito entrambi. Ho spinto il ventre verso il tuo, per accoglierti, per sentirti completamente in me, e poi abbiamo cominciato a muoverci, uno verso l'altra, le bocche allacciate in baci appassionati, il respiro sempre più corto, i corpi caldi, roventi, le mani che si stringevano per poi staccarsi e tornare ad accarezzarci. Volevo sentirti di più, così ti ho fatto girare, sdraiare al mio posto e sono salita io su di te, massaggiandoti il ventre, mentre tu, allungando le braccia, accarezzavi il mio seno, sempre più forte. E mentre mi muovevo su di te, e tu spingevi l'inguine, il ventre, contro le mie cosce, la spirale del piacere mi ha preso, portandomi su verso la vetta, così ti ho detto di venire, per raggiungere l'orgasmo insieme a te...mi sono mossa sempre più velocemente, e tu ti sei lasciato andare, ansimando per il piacere, finchè con un grido liberatorio sei esploso, nello stesso istante in cui anche io raggiungevo l'apice del piacere, la mia vagina pulsante come un cuore impazzito stretta intorno a te, il corpo scosso dagli spasmi, le mani aggrappate ai tuoi fianchi e le tue ai miei. Tesoro, dolcissimo, è stato bellissimo...non c'è altro modo per descriverlo. Mi sono adagiata su di te, e tu mi hai stretto tra le braccia, baciandomi di nuovo, accarezzandomi la schiena, mentre il tuo seme usciva dal mio corpo e ti bagnava le gambe e bagnava il divano. Nella stanza il profumo dell'amore, dei nostri sessi era intensissimo, ma incominciava a fare freddo, così ti sei alzato, hai preso un mantello di scena, qualcosa in velluto, non so, e ci siamo coperti, scaldandoci, sotto, con i nostri corpi, ancora avidi l'uno dell'altra, riluttanti a separarsi ora che si erano trovati, desiderosi di cercarsi ancora, e ancora, e ancora..."