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La ventana al amor...
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Titolo:
La ventana al amor... |
Autore:
CaperucitaRoja |
Contatto:
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Racconto
n° 4663 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Il pomeriggio incombe pigro con la sua cappa di calore rovente, fuori, sulle strade ricoperte di polvere bianca del piccolo rafal mallorquino. A quest'ora non c'è anima viva che calpesti quel velo impalpabile, sono tutti ritirati dentro le fincas, a riposare al fresco delle spesse mura di pietra. Contrasti forti di luce accecante ed ombra disegnano geometrie cubiste sui muri imbiancati a calce, e nessun suono infrange il gran silenzio, a parte un gran frinire di cicale. Mi alzo, nuda, dal letto, lasciandoti ancora immerso nei sogni tra le lenzuola di lino fruscianti e le almohadas ricamate stropicciate dal sonno e dall'amore, e indosso la tua camicia bianca. Potrebbe sembrare un gesto sciocco, nemmeno qualcuno potesse vedermi, ma adoro sentirla sulla mia pelle, ha odore di te, ed è abbastanza lunga da coprire pudicamente fino a metà le mie cosce. Lascio la camera candida, fresca, ed esco nel patio della nostra piccola finca. L'interno chiostrato, piastrellato, è il nostro ombroso e freschissimo rifugio dalla gran calura, così pieno di verde e acqua e silenzio. Sotto ai piedi nudi percepisco il freddo delle piastrelle di ceramica smaltate di un brillante verde smeraldo, che paiono di vetro. La poca luce che filtra dalla coltre di verde dei rampicanti ne trae riflessi cangianti, come barbagli di sole sull'acqua del mare. Percorro un piccolo tratto di patio e vado a sedermi sulla grande amaca di lino tesa tra due colonne del piccolo chiostro, dove ieri ho lasciato aperto il libro di poesie che stavo leggendo. Lo riprendo in mano e mi sdraio pigramente, adagiandomi sui cuscini. Sopra di me, una magnifica cascata di fiori viola, quelli dell'enorme bouganvillea che domina il cortile. Al mio fianco, una apertura nel muro, senza porta, conduce in un'antichissima tafona, il mulino de aceite tipico di ogni casa di campo mallorquina.
Tutta la bellezza che mi circonda, e su cui il mio sguardo si posa, scende in me come un balsamo, mentre ancora un poco assonnata mi lascio catturare dai versi della poetessa...
Nel frattempo in camera ti sei svegliato anche tu. Ti sporgi dalla finestra, appoggiandoti col palmo delle mani al basso davanzale, il viso un po' stropicciato, e mi cerchi. Appena mi vedi sorridi, scavalchi la finestra e mi raggiungi, con i soli boxer bianchi e aderenti indosso. Ti fermi davanti all'amaca, e prendi tra le mani i miei piedi, accarezzandomi le caviglie con i pollici. Ti guardo, sorrido, e vieni a sdraiarti al mio fianco, cingendomi la vita con un braccio. "Mi mancavi", dici. "Non lasciarmi più così, da solo. Voglio vedere subito te al mio risveglio...". Ricambio il tuo abbraccio, sospirando di piacere al tocco delle tue mani. Tu guardi il libro che tengo ancora in mano e mi dici: "Dai, leggimi qualcosa..."
Sfoglio le pagine, cercando una poesia che possa piacerti, intanto tu continui ad accarezzarmi. La mia gamba, prima, e poi, risalendo, il fianco destro, sali su lungo il mio corpo, arrivi all'incavo dell'ascella e accogli il mio seno nel tuo palmo. Mi sfugge un gemito, e tu ne godi, compiaciuto dell'effetto che mi fai: la mia pelle che freme sotto al tuo tocco, il mio sesso che si scioglie. I miei occhi si appannano dal piacere, offuscando la mia vista, ma riesco a vedere l'effetto che le tue carezze producono su di te. Le mie dita scivolano sotto l'elastico del tuo intimo, lo sollevano e pian piano lo fanno scorrere lungo i tuoi fianchi, liberandoti...
"Inizia a leggere, amore mio..."
I versi lasciano la carta, e prendono il volo, leggeri come farfalle, nel silenzio, trasportati dalla mia voce arrochita dal desiderio:
"La radice che profuma di umidità..." Il profumo del tuo sesso arriva alle mie narici, e mi stordisce...
"L'intima ombra in cui modella a poco a poco la sua statura..." Ora, sotto al tocco delle mie dita, ormai indurito del tutto si alza e si impenna...
"Quel calore impermeabile che avvolge piacevole la vita..." Il miele caldo del piacere sostituisce il sangue nelle nostre vene. Sospiro. Sospiri...
"Da lì la linfa..." La punta del tuo pene stilla rugiada, e lo stesso avviene in me, preparando la strada al tuo arrivo...
"...il mistero affezionato a queste pareti...
soavi,
profonde..." Penetri dentro di me con le dita, cercandomi...mmmmmhhhh, stringo le cosce, arginando il piacere, la voglia che sale e mi prende, mi perde...
"...in cui cadiamo blandamente ricercando l'origine". Mi allarghi le cosce, con dolcezza ma con decisione, e sei dentro di me, ora...Ti accolgo, vita mia...
Ci baciamo, carezze delle tue labbra, delle mie, delle nostre lingue che si cercano, calde, assetate...Non riesco più a leggere la fine della poesia...ma non importa...
"Quando invento un palato di miele nella tua bocca".
"La ventana al amor", libera traduzione della poesia originale della cilena Carmen Yánez
La radice che profuma di umidità.
L'intima ombra in cui modella a poco a poco la sua statura.
Quel calore impermeabile che avvolge piacevole la vita.
Da lì la linfa,
il mistero affezionato a queste pareti,
soavi,
profonde,
in cui cadiamo blandamente ricercando l'origine.
Quando invento un palato di miele nella tua bocca.
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