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La barca
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Titolo:
La barca |
Autore:
CaperucitaRoja |
Contatto:
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Racconto
n° 4677 |
Altri
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Il risveglio in un letto sconosciuto, stamattina, dopo una notte di sonno profondo e senza sogni, è davvero piacevole. Ancora nel dormiveglia, mi godo un pochino le deliziose sensazioni che sempre mi accompagnano quando sono in vacanza. La settimana è stata pesante, e sognavo da tempo questo week end. Sono arrivata quì al mare ieri in serata, giusto in tempo per consumare una cena leggera, e poi, finalmente, scivolare tra le lenzuola fresche di bucato e abbandonarmi al sonno ristoratore. Tu invece arriverai solo oggi in mattinata, trattenuto ieri da impegni professionali fino a tarda serata. Dalla finestra semiaperta che si apre a sud, giungono sentori di macchia mediterranea e profumo di caffè...Mi viene in mente che la colazione è servita solo fino alle 10, così a malincuore lascio il morbido letto per andare in bagno e risvegliarmi completamente con una bella doccia. Sulla pelle fresca, pulita e profumata, indosso un paio di pantaloni indiani, aperti sui lati e fermati sui fianchi con due laccetti, e una canotta leggera di cotone garzato color amaranto. La pelle è ancora bianchissima, quindi stendo su braccia, collo e viso un pò di protezione solare. Malgrado si sia solo in primavera, la giornata si preannuncia calda, soleggiata e gradevolmente ventilata, e il rischio di scottarmi è molto alto. Bene, sono pronta, prendo la tracolla di tela indiana, leggera, e scendo in sala da pranzo, dove mi accoglie il proprietario del B&B con un bel sorriso e una tavola imbandita di ogni ben di Dio, dolce e salato. Mamma mia, che abbondanza! Malgrado sia abituata a colazioni leggere, la vista di tante leccornìe mi stimola l'appetito e complice l'aria di mare mi accingo ad affrontare con entusiasmo la copiosa colazione. Tanto che quando tu arrivi mi trovi ancora seduta a tavola, e naturalmente non mi risparmi una bonaria presa in giro...uffa, sei proprio impossibile...ma non riesco a tenerti il muso, e mio malgrado mi strappi una risata. Ci salutiamo abbracciandoci, contenti, poi tu ti siedi, e mentre aspetti che io finisca la fetta di torta che stavo sbocconcellando, accompagnata dagli ultimi sorsi di tè, cominci a illustrarmi i tuoi progetti per la giornata. Ti ascolto interessata, pregustando la passeggiata sulla spiaggia che mi proponi per cominciare. Ah, che bello...adoro il mare, e l'idea di rivederlo, a breve, di affondare i piedi nella rena cedevole del bagnasciuga, sentire le caviglie lambite dalle onde gentili, la brezza sul viso che mi scompiglia i capelli, l'odore di salsedine, mi riempie di piacere. Finisco la colazione, e facciamo un salto in camera perchè possa lavarmi i denti, e mentre sono in bagno tu ti butti sul letto...esco e ti trovo col viso affondato nel mio cuscino, che aspiri il profumo lasciato da me nella notte...ora tocca a me prenderti in giro, ma mi interrompo, turbata dal tuo sguardo...mi avvicino, e tu mi attiri a te, facendomi sedere sul bordo del letto. Con una voce bassa e dolce, mi dici: "Dai, vieni quì, che ti saluto come si deve". Mi stringi a te e le nostre labbra si incontrano, si assaggiano: resto nuovamente colpita dalla morbidezza della tua bocca, così come la ricordavo dal nostro precendente incontro, il primo, a Torino, e ben presto il bacio diventa più profondo. Sento che il sangue scorre più velocemente, e che anche tu provi le stesse sensazioni. Lo provano le tue mani, che mi accarezzano la schiena, prima dolcemente e poi con maggior trasporto, e lo stesso stanno facendo le mie sulle tue spalle, la tua schiena, i tuoi fianchi...Basta, meglio interromperci, altrimenti la mattina rischia di concludersi lì, tra le lenzuola...non sarebbe niente male il programma alternativo, se non fosse che la giornata è così bella, la prima dopo un periodo di maltempo e mareggiate, che è un peccato passarla al chiuso...così a malincuore ci alziamo dal letto e lasciamo la stanza. Mi fai salire in auto e lasciamo l'entroterra, e dopo poche curve ecco che appare il mare...In breve tempo arriviamo in paese, posteggi e scendiamo, raggiungendo a piedi il lungomare. Appoggiati al parapetto, ci perdiamo ad ammirare l'orizzonte, le navi lontane che transitano e il traghetto della Corsica-Ferries che vira per raggiungere il porto di Savona...Il panorama è stupendo, e ci riempiamo gli occhi di questo azzurro infinito, questo abbraccio eterno di cielo e mare persi l'uno nell'altro e baciati dal sole...finalmente lasciamo il lungomare e raggiungiamo la spiaggia...metto gli infradito nella sacca di tela, tu tieni in mano i tuoi sandali, e ci godiamo la sensazione piacevole della sabbia calda e asciutta sotto ai piedi. Sull'arenile ci sono ancora evidenti tracce delle mareggiate primaverili...rami lavorati dal mare accatastati quà e là, coperti da grovigli di alghe che si stanno lentamente seccando al sole, rilasciando il loro pungente profumo. E la sabbia, man mano che ci avviciniamo all'acqua, è come una crosta croccante, che quando cede sotto il peso dei nostri passi, lascia il posto ad una rena umida e fresca. Ci teniamo per mano e camminiamo sul bagnasciuga: le onde bagnano l'orlo dei miei pantaloni, mentre tu, invece, hai un paio di pantaloni appena sotto il ginocchio ed una bella t-shirt colorata. Camminando arriviamo davanti ad una antica casa di pescatori...la sabbia calda che si è accumulata sul fianco del muro ci invita a sederci, con le spalle appoggiate alle pareti calde, restando vicini...chiudiamo gli occhi, lasciando che il sole ora alto riscaldi i nostri volti. Sento vicino a me il calore e la pressione dolce della tua gamba, del tuo fianco, del tuo braccio. La spiaggia comincia ad animarsi, parecchie persone hanno avuto la stessa idea e si stanno godendo la splendida mattinata passeggiando sul bagnasciuga di fronte a noi. Tu rientri nel tuo ruolo di provocatore e avvicini la bocca al mio orecchio, cominciando a sussurrarmi quello che faresti, che vorresti fare, se la spiaggia fosse deserta e fossimo soli, io e te, lì, sulla sabbia...all'inizio rido alle tue provocazioni, ma piano piano ci lasciamo entrambi prendere dalle situazioni evocate dalle tue parole, la tua voce si fà più intensa, e perde il tono scherzoso, diventando molto seria mentre mi fai partecipe delle tue fantasie. Impossibilitata dal via vai della gente ad osare qualcosa di più, prendo la tua mano e la porto alle labbra, cominciando a baciarne le punte, e man mano scendendo fino al palmo, per poi risalire...tu, eccitato, improvvisamente infili due dita nella mia bocca, premendo la lingua con movimenti simili ad un rapporto sessuale, e mi dici, rauco: "Immaginale dove vuoi tu!". Miiiiii, sadico...lo sai l'effetto che mi puoi fare, con queste parole...infatti, la risposta non tarda ad arrivare, e tu te ne accorgi, percepisci il fremito che mi ha attraversata, e vedi l'involontario movimento delle mie gambe che si contraggono nel tentativo di arginare la scossa di piacere. Diventa difficile restare lì, così vicini, entrambi così eccitati, la tensione che sale sempre di più...così ti alzi, aiuti me a rialzarmi e prendendomi per mano mi porti fino ad una radura un pò isolata, sulla spiaggia, dove sono state tirate in secca delle barche, capovolte. Raggiungiamo non visti la più grande, e scivoliamo sotto, al riparo dello scafo. Lo spazio è sufficiente per permetterci di restare seduti. Per un pò restiamo in silenzio, senza fiatare, poi mi abbracci e ci allunghiamo sulla sabbia. Iniiziamo a scambiarci effusioni, come due adolescenti. Tu mi confidi che non hai mai fatto una cosa simile ma che l'hai sempre immaginata, fin da quando passavi le tue vacanze al mare da ragazzo. Baci, dolci, all'inizio, poi più intensi. E carezze esploratrici, per conoscere i nostri corpi...le tue mani sotto la mia maglietta, che mi accarezzano la schiena, e le mie sotto la tua, sul tuo torace. L'eccitazione sale. Le tue mani passano davanti, ad accarezzarmi il seno, facendomi fremere e tremare, facendomi indurire i capezzoli. Non resisto e mi sfilo la canotta, offrendoli alla tua bocca. Tu accogli l'invito senza farti pregare, e ne prendi uno tra le labbra, mentre continui ad accarezzarmi con le mani. Sento la tua lingua che lo accarezza, lo avvolge, calda, eccitante, tracciando umide spirali, il piacere che sale, e poi lo succhi, avidamente, ti stacchi e passi all'altro, mentre la mia mano scende più giù, su di te, sfiorandoti l'inguine e avvertendo il rigonfiamento sotto i tuoi pantaloni. Slaccio il primo bottone e infilo piano la mano fino a raggiungere l'orlo dei tuoi boxer, ormai sollevato dal tuo membro in erezione, e ne sfioro con la punta delle dita la radice, dura e tesa, aumentando la tua reazione. Torno sopra la stoffa morbida del tuo intimo, accarezzando col palmo della mano tutta la tua estensione, che scoppia sotto l'indumento. Anche le tue mani sono scese, infilandosi negli spacchi dei miei pantaloni, che lasciano scoperte le gambe e i fianchi, ora che sono coricata. La tua mano si infila sotto alla stoffa leggera e raggiunge l'interno delle mie gambe, scoprendo che non indosso biancheria intima e che puoi liberamente sentire il calore del mio sesso, ormai bagnato. Slacci i nodi sui fianchi e scopri completamente il mio basso ventre, poi levi anche tu la maglietta e finisci di slacciarti i pantaloni, che ti aiuto a sfilare, insieme ai boxer...godiamo un pò, nella penombra, della vista dei nostri corpi, nudi, palpitanti, il tuo desiderio che svetta e si dirige, come se fosse consapevole, verso il mio ventre. Cominciamo a toccarci, ad accarezzarci ovunque, a respirarci, l'odore dell'eccitazione che aumenta e stimola le nostre narici, mandando onde di piacere alla mente. Aderisco a te, pelle a pelle, mentre con la mano destra accolgo il tuo membro, scoprendone la punta, e comincio a muoverla, come vedo che ti piace, seguendo il ritmo che mi suggerisci col movimento dei tuoi fianchi. Nel frattempo sento le tue dita che esplorano il mio sesso, lo accarezzano, liscio e bagnato, stimolando in mezzo alle labbra il piccolo bottoncino, sfiorandolo appena, tanto è ormai sensibile...mi strappi mugolii di piacere, e anche tu gemi, sempre più preso, poi lasci il clitoride, fai scorrere le dita a ritroso e mi penetri con due dita, muovendole dentro di me, premendo all'interno contro la parete morbida e cedevole della vagina. Senti che i muscoli si contraggono, stringendoti...e immagini la stessa sensazione sul tuo pene...così le togli, allarghi dolcemente le mie gambe e appoggi la punta del tuo pene gonfio e lucido proprio sull'apertura del mio sesso...prendi la mia mano e la porti alla radice: desideri che sia io a guidarti dentro di me...lo faccio entrare un poco, e poi muovendo il bacino ti vengo incontro, implorandoti di spingere, di entrare, voglio sentirti, sentire la tua pienezza, la tua durezza, dentro di me...allora tu spingi, fino a che il tuo ventre aderisce al mio, e i nostri sospiri si uniscono, come i nostri corpi...restiamo un attimo fermi, così, godendoci la sensazione...il calore, il bagnato, le pulsazioni, i fremiti, le contrazioni. E poi ti muovi, e io ti accompagno. Le tue mani sul mio seno, che premono e massaggiano, le mie che ti stringono i glutei, sfiorandoti lo scroto da dietro, la tua bocca sul mio collo, il mio orecchio, sento che mordicchi il mio lobo. Gemiti sempre più rochi, affannati, di entrambi...Ti muovi sempre più velocemente, e porti una mano al mio sesso, davanti, con un dito mi stimoli, ma ormai l'orgasmo mi ha presa, per cui non fai che aumentare il mio piacere sconvolgente, e questa consapevolezza aumenta ancora di più il tuo. Senti le contrazioni del mio orgasmo che battono come un cuore sul tuo pene, la mia mano che preme il mio ventre contro di te, dentro, massaggiandoti ulterioremente, e tutto questo ti fà arrivare al culmine...al massimo della tensione...l'orgasmo libera anche te, che lasci erompere il seme dentro di me, dandomi una sensazione bellissima...che immagino condivisa. Restiamo avvinghiati, senza staccarci, resti dentro di me...mi abbracci, e ci coccoliamo un pò, stanchi ma soddisfatti, emozionati, guardandoci negli occhi per non perdere nemmeno un frammento di quello che proviamo, riparati dal ventre materno di quella barca che ha protetto e vegliato la nostra prima volta...
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