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Titolo: Diario
Autore: Nurah
Contatto:
Racconto n° 471
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Le era sempre piaciuto fare l’amore, col passare degli anni ancora di più.
Stranamente, più passava il tempo e più le sue voglie aumentavano.
Spesso si svegliava eccitata, movendosi nel dormiveglia e bagnandosi.
Aveva iniziato a masturbarsi “da grande” e le sue voglie, però, si facevano più esigenti, raffinate, fantasiose… non le bastava la semplice scopata… non più.
Sentiva il bisogno di trasgressione, voleva un uomo che la dominasse, la usasse per i suoi piaceri dai quali lei avrebbe tratto il suo.
Quanti uomini ci provavano con lei, ogni volta era tentata, ma c’era sempre qualcosa che non la faceva eccitare al punto giusto; e quanti uomini aveva osservato per strada… come quel tipo che ogni tanto incrociava… ”ecco… con lui sì che lo farei…”.
Passeggiava per strada persa in questi pensieri e decise di gratificarsi con po’ di shopping ai grandi magazzini. Si diresse verso il reparto lingerie dove scelse qualche completino intimo piuttosto sexy, anche se non sapeva con chi avrebbe potuto sfoggiarlo, ed entrò in uno dei camerini di prova; tirò la tenda che non volle saperne di chiudersi completamente, e rassegnata iniziò a spogliarsi controllando di tanto in tanto attraverso la fessura per accertasi che nessuno stesse sbirciandola; si voltò verso lo specchio mentre slacciava il reggiseno.
Un sorriso comparve sulle sue labbra: il suo seno, anche se non era più una ragazzina, era sempre bello e sodo e non poté fare a meno di passarci sopra le mani per accarezzarlo indugiando sulle punte; era una cosa che faceva spesso, quando era sola, e che le procurava un piacevole ed eccitante solletico.
Quel minuscolo momento di intimità fu interrotto ed il sorriso scomparve immediatamente: lo specchio rifletteva una figura che la stava spiando al di là della tenda.
Avvampando di rabbia e di vergogna alzò istintivamente le mani per coprirsi i seni, poi mise a fuoco il volto dell’uomo, e si rese conto che era lo sconosciuto che tanto la intrigava.
Con fare malizioso e compiaciuto abbassò le mani e lasciò che l’uomo la guardasse.
Fu un attimo, ma le sembrò lungo un’eternità, gli sguardi s’incontrarono, le mani bloccate a mezz’aria che lasciavano scoperti i seni, i capezzoli che si contraevano
inturgidendosi, la rabbia e la vergogna che svanivano lasciando il posto ad una vampata di calore che le percorse il corpo.
Con la coda dell’occhio vide che lo sconosciuto si fece più vicino, con lo sguardo impaziente e lei continuava… una mano rimaneva sul seno e l’altra scendeva, curiosa, vogliosa, fino ad arrivare in mezzo alle gambe. Lo sguardo ed il sorriso di lei si fecero maliziosi ed invitanti, l’uomo fissava le dita di lei che scivolavano, scomparivano e riapparivano umide…
Non poteva resistere a quello spettacolo, si infilò nel camerino e si fermò appoggiandosi dietro di lei, le mani presero il posto di quelle di lei e le accarezzò il corpo.
La donna, al contatto con il pene turgido, iniziò a strusciarsi lentamente tenendo il ritmo con i movimenti di lui che ansimava piano.
Lei si voltò e lo baciò sulle labbra, le mani di lui la sfioravano facendola gemere ogni volta; si abbassò e gli slacciò i pantaloni.
Le labbra umide e calde avvolsero il pene che si faceva strada nella sua bocca, la lingua ne carezzava la punta con voluttà.
L’uomo inarcò la schiena spingendo in avanti il bacino, poi si staccò da lei, la fece girare su se stessa e la piegò in avanti penetrandola, poggiando le mani sullo specchio che rifletteva la loro immagine.
Tutto avvenne in silenzio, senza una parola, solo il loro ansimare e lo strusciare dei loro corpi fino all’esplosione del piacere.
Lo sconosciuto la baciò sulle labbra e, prima di andarsene, le disse: “ci rivedremo”.
Se ne andò, lasciandola sola, soddisfatta e ansiosa di incontrarlo di nuovo.