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Fenicottera
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Titolo:
Fenicottera |
Autore:
Migaleviola |
Contatto:
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Racconto
n° 4722 |
Altri
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Adesso vado al bar di sotto, sei di sicuro lì Infatti... ti squadro con gli occhi e hai già capito tutto sempre a chiacchierare stai un saluto al vetriolo mi attorciglio una mano in una ciocca dei miei capelli e mi dirigo verso il bagno del bar... sorrisi a tutti, morsi e graffi solo per te
In bagno, mi lavo le mani: le ripasso sopra, sotto, fra le dita, insisto sulle unghie laccate, c'è del nervosismo in quel gesto quasi non mi accorgo che sei entrato e sei dietro di me che sussurri: -Ne hai messo di tempo...ad arrivare! Alzo gli occhi e delle fiamme partono dal mio sguardo si amplificano riflettendosi nello specchio e ti sterminano, la mia voce replica: -Ah...sì! Mezz'ora davanti al tuo ufficio...poi pellegrinaggio in tutti quei corridoi alla ricerca della sala riunioni, poi - solo poi - mi è venuto in mente che mi stavi prendendo in giro e che ti avrei forse - dico forse - trovato qui. Intanto che mi lamento tu mi hai già girata verso di te e mi chiudi quella boccaccia con un bacio. Io ho le labbra serrate...figuriamoci...ancora serrate...le tue mani tentano di slacciare il foulard che ho al collo...eccomi già sciolta... Mi calmi con la tua lingua, lenisci l'irritazione del tempo perso a cercarti, non capendo che era solo un gioco per renderti più desiderabile. Ora mi ritrovo bloccata con la schiena contro le piastrelle di quel muro, le tue mani che avanzano sul mio corpo e si soffermano sul mio cuore per sentirne il battito impazzito. Le mie già si sono infilate tra la tua camicia e la schiena. La tua schiena, che piacere esplorarla...sentire gli anelli della colonna. Le nostre lingue si incrociano, si inchinano, ballano, cedono il passo. Ho il brivido del desiderio che mi inarca il collo...tu ne approfitti per scivolare lì con le tue labbra. I tuoi denti che di taglio mi solcano la gola e le vene. Ecco che da cagna rabbiosa mi trasformo in una fenicottera languida...alzo una gamba e appoggio la coscia al piano del lavandino. Sbottoni quel vestitino nero con delicatezza e il tuo viso affonda fra i miei seni, in un attimo è senza veli. Sapevo che l'impazienza ci avrebbe travolti Mentre la tua lingua passa delicatamente il contorno dei capezzoli, la tua mano destra scende fino al mio ginocchio per risalirne l'interno coscia. Mi osservi, mi vedi insolitamente smodata...mi hai fatto ben incazzare per quei corridoi e ora le tue mani corrono verso quell'epicentro del piacere, a placare la tensione. Arrivi subito al mio sesso, nessuna schermatura di pizzo, nessun voile cela quelle labbra incandescenti. Ora le mie mani armeggiano con i tuoi pantaloni, sono asincrona nei movimenti...scariche di piacere mi prendono la schiena mi mozzano il fiato. Ecco il tuo membro rigonfio sotto la mia mano, ecco la mia testa che vacilla, ecco la tua bocca che mi morde i capezzoli ecco le tue dita che entrano in me. Un piacere selvaggio mi invade, il tuo pollice che gioca con il mio sesso ancestrale. L'indice che penetra quella bocca australe. Setosi umori sono la solidificazione del mio desiderio. Una fonte sono...anche il medio ora mi dona piacere e le altre dita a stuzzicarmi oltre. Il mio ventre pulsa, si contrae, i miei muscoli pelvici ballano quel ritmo ingovernabile. Inizio ad avere il fiato rotto, gemo, sbatto la testa, i capelli scomposti sul viso. Ho gli occhi aperti ma dove sono? Sono con un uomo che mi ha sconquassato la mente e che ora mi scuote il corpo. Apro meglio le gambe e mi prendo tutto quel piacere che mi stai donando. Fremo, vibro, vibrazioni dal profondo che partono dal ventre e come scariche si diramano lungo i muscoli delle gambe e del torace. Mi senti gemere...la tua mano sinistra...mi blocca la gola al muro con una dolce pressione che fa volare il mio orgasmo. La tua destra è quasi violenta e veloce...la sinistra morbida ma ferma, io nel mezzo a terremotarmi dal piacere, vocalizzo le emozioni senza troppo ritegno. Ecco, ora sorrido...cerco il tuo sguardo...la tua bocca...per darti un bacio di pace dei sensi.
Ti sfili da me... prendo la tua mano destra, me la porto alla bocca. Gioco con la lingua con i tuoi anelli, lecco le dita con dedizione come farebbe una fenicottera con le piume di quelle sue ali che la fanno volare così in alto.
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