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Solo un gioco
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Titolo: Solo un gioco
Autore: Millo
Contatto:
Racconto n° 4725
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Nell'era della tecnologia anche una semplice scopata è legata al pc, al suo sottile e indiscreto penetrare nella vita delle persone.  
Era la decima volta che prendeva tra le mani il cellulare... La speranza di trovare un messaggio, uno smile,qualsiasi cosa, era diventata quasi un ossessione. Lui era così! Assente per ore, giorni... poi improvvisamente, senza nessuna spiegazione logica ricompariva e Anna ricominciava a vivere.
Anna ricevette il primo messaggio della giornata:-Buongiooorno!-
Tutto qui, ma ad Anna sembrava di aver toccato il cielo con un dito. Pensò: -si è ricordato di me!-
Era iniziato tutto per caso, con un messaggio di lavoro, apparentemente mandato per caso, per verificare la - bontà - di comunicazione di whatsapp, le aveva scritto Marco.
Apparentemente Marco era la persona più disponibile e aperta del mondo, ma i paletti che negli anni aveva alzato intorno a se, rendeva possibile solo a pochi, quelli scelti da Marco, di entrare in  intimità con lui.
Lei conosceva benissimo Marco, sapeva che non era per caso che le aveva scritto quel messaggio. Era tutto un gioco, un gioco molto pericoloso.
Lui era freddo e razionale nel suo lavoro, temuto e rispettato da tutti, sempre un gradino più in alto degli altri, quasi a creare un divario fisico tra se e gli altri, affinchè tutte le persone che interagivano con lui, fossero dissuase dal tentare il benché minimo rapporto più confidenziale e amichevole. Anche con lei era stato sempre così! Cosa era cambiato?
Anna voleva credere di essere stata - scelta - , di aver conquistato negli anni, con il suo carattere semplice e dolce, un posticino nel cuore di Marco. Quanto si sbagliava!
Marco le aveva chiesto soltanto come andavano le cose al lavoro. Anna invece cominciò a fantasticare, ad immaginare come poteva essere intrigante una storia con Marco.
Lui riusciva a conquistare le donne con la sua pacatezza, con le sue poche parole, con il suo essere delicatamente - padrone - di ogni situazione. Anna adesso era la sua prescelta...
Anna divenne la sua - schiava - !
Din... din... un messaggio: -Cosa fai oggi?- Le venne da sorridere... Se fosse stata un po' più stronza, gli avrebbe scritto: vengo da te e ti scopo!!! Ma la buona educazione e un po' di pudore le misero tra le dita un messaggio qualunque che scivolò sulla tastiera del suo telefonino con una annoiata pacatezza che non le apparteneva.
Lui voleva di più da quel messaggio e la incalzò con frasi spiritose, doppi sensi e battute un po' piccanti. Sapeva bene come fare, cosa scrivere, creare le giuste pause tra un messaggio e l'altro. Creava l'attesa in Anna, la teneva sospesa ad un filo invisibile, il filo che la portò, alla prima occasione, dritto nel suo letto!
E la prese quella sera, fra lo stupore e il desiderio di Anna, incredula di essere lì, tra le braccia di Marco, che respirava con lei quel momento di follia, di trasgressione, di passione.
Marco le sollevò la gonna e le fece scivolare una mano fra le gambe, con forza la strinse a se e la baciò con tenerezza , il suo respiro divenne sempre più forte.... La guardava, in silenzio, esplorando con lo sguardo ogni centimetro del suo corpo, sfiorandole la pelle con le mani lentamente, piano piano, fino a sentire il corpo di Anna bruciare dalla voglia, gli occhi negli occhi, la bocca sulla bocca, la mente nella mente...
Era sua!  
La sollevò, la mise seduta sul tavolo, le allargò le gambe ... Finalmente  slacciò i pantaloni e la prese con dolcezza e determinazione.
Anna non aspettava altro. Aveva immaginato quel momento chissà quante volte, fantasticando e temendo di non essere  capace di arrivare fino in fondo. Fino in fondo... ritmicamente, queste parole martellavano nella testa di Anna... fino in fondo! Quante volte lui le aveva scritto queste tre parole. E adesso Marco era dentro di lei, la prendeva con forza, spingendo sempre di più, sempre più in fondo, fino in fondo. Anna emise un urlo, stava godendo... ormai era in preda al desiderio di essere scopata da quell'uomo che non le dava tregua, sentiva lacerarsi dentro ma non voleva che lui smettesse e continuò a farsi scopare come la più folle delle donne, prigioniera della sua stessa voglia! Marco voleva che lei sentisse la forza dei suoi affondi, la guardava mentre inarcava la schiena e si dava a lui con tutta se stessa. Senza darle tregua la baciava sulla bocca, quella bocca che aveva desiderato da tempo, che aveva il sapore della passione, della trasgressione.
Erano secoli che Anna pensava a lui. Tutto era cominciato con quel sogno! Si era svegliata sudata e bagnata, felice come se avesse fatto davvero  l'amore con Marco per tutta la notte. Aveva negli occhi la luce di chi ha appena goduto tra le gambe del suo amante, quando si guardò allo specchio, non potè fare a meno di pensare:-sono impazzita!- Si, perché quel sogno era venuto fuori così, senza un motivo, non c'era una spiegazione logica a quanto aveva sognato. Eppure sentiva che un giorno, quel sogno, le avrebbe spalancato le porte di quel piacere che fino ad allora aveva temuto.
Anna sapeva di essere una donna sensuale ma si guardava bene dal dare spazio alle sue fantasie...
Eppure Marco le era scoppiato nella mente come un fuoco d'artificio, un botto, tanti colori e un disegno che va pian piano a definirsi con l'accendersi di mille lucette colorate! Per questo, al primo incontro, aveva scelto con cura gli abiti da indossare, nulla andava lasciato al caso. Era il momento di scoprire cosa era in grado di provocare in quell'uomo che lei già conosceva così bene.
Un test! Anna si guardò allo specchio e si rese conto che era veramente bella! Non poteva Marco essere indifferente a tanta dolcezza e sensualità!
Quanti messaggi si erano scambiati, si erano conosciuti piano piano, una scoperta lenta,  si erano aperti un po' alla volta e si erano ritrovati spesso a condividere idee, passioni, sogni! Si era creata una sintonia fra di loro che ormai nulla era più imbarazzante.
Anna pensò: Mi conosce così bene, che quasi mi fai paura!  
Anna si sentiva come nuda quando lui la guardava... Marco aveva la capacità di penetrarle dentro, non c'erano segreti per lui negli occhi di Anna.
Marco aveva imparato a leggere in quegli occhi, trasparenti come l'acqua nel letto del fiume, con quelle pagliuzze dorate che li rendevano speciali e donavano allo sguardo di Anna quella luce che in pochi posseggono!
Se Marco voleva descriverla gli basava pensare ai suoi occhi e gli aggettivi si moltiplicavano nella sua mente!!!
Gli piaceva definirla - infinita - anche se l'aggettivo stonava con le caratteristiche fisiche di Anna. Piccola di statura, minuta, dalla pelle vellutata che ricordava quella dei bambini, come il suo odore, sapeva di zucchero filato. Ma una mente infinita...Marco si rese conto che le era entrata dentro quella donna, ormai non poteva più farne a meno e così decise che doveva averla adesso, subito, quasi a voler dimostrare a se stesso che era solo sesso e null'altro, ma già sapeva che si prendeva in giro da solo, non era solo quello!!!
Era davvero esaltante parlare con lei, stare con lei , fare l'amore con lei, vivere pensando a lei eppure Marco non l'avrebbe mai ammesso che non era solo un gioco!
E da allora fece l'amore con lei altre mille volte!