I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Viaggio intenso
Biblioteca
Titolo: Viaggio intenso
Autore: Mawero
Contatto:
Racconto n° 4727
Altri racconti dello stesso Autore:
Il Frecciargento viaggia nella notte, le diapositive scorrono lente sullo schermo del mio portatile, nel vagone silenzioso poche persone, alcune sonnecchiano, altre leggono il giornale.
Guardo fuori dal finestrino e noto che siamo a Firenze, ultima fermata prima di arrivare a Roma; le luci dei neon illuminano la stazione.
Salgono pochi viaggiatori, comincia un piccolo via vai di persone che cercano il loro posto ma nessuna si ferma nel mio stesso vagone. Il treno piano riparte mentre continuo a rileggere le diapositive e noto una donna che si siede di fronte a me. Alzo lo sguardo dal pc, la saluto e mi risponde con un movimento del capo e un sorrisetto. Un bel visino, due occhi di ghiaccio, capelli scuri lisci raccolti in una gonna semplice, si alza per togliere il cappotto che la copre e mentre sistema il bagaglio sopra le nostre teste noto che ha un fisico niente male fasciato da una vestito aderente che mette in mostra il corpo, non noto il segno di reggiseno, né slip e la gonna leggermente sollevata lascia vedere l'orlo delle autoreggenti. Credo abbia notato il mio sguardo perché sendendosi un sorriso malizioso le illumina il viso. Io mi rimetto a far scorrere le diapositive distrattamente ma il mio sguardo continua a discostarsi dal monitor attirato da quella donna. La vedo frugare nella borsetta dalla quale estrae una specie di piccolo telefono, ma ha troppi pochi tasti per essere un telefono. Sembra quasi un lettore mp3, ma senza cuffiette. Assieme a questo curioso oggettino estrae un foglietto. Mi allunga, sul tavolino che divide i nostri sedili, il foglietto e l'oggetto. Sul foglietto c'è scritta una sola parola -Usami-. Guardo l'oggetto e capisco che è un telecomando di qualche tipo, un tasto con scritto on/off e altri 2 con delle frecce disegnate. Spingo il tasto on/off e colgo un lieve sussulto del suo corpo, il suo sguardo si irrigidisce e cerco di capire cosa stia accadendo e cosa abbia attivato quel pulsante. In pochi attimi il suo corpo si rilassa ma noto ancora durezza nel suo sguardo quindi provo ad armeggiare con gli altri pulsanti. Premo una delle due frecce, un altro sussulto ma lo sguardo non cambia, lo premo ancora e questa volta, dopo un altro sussulto, lo sguardo si addolcisce e allungando una mano mi fa capire che devo posare il telecomando.
Attraverso il vestitino noto il turgore dei suoi capezzoli e vedo il corpo distendersi quasi volesse farsi abbracciare dal sedile. Continuo a non capire cosa stia accadendo mentre lei allunga le gambe sotto il tavolino, si toglie le scarpe e con il collo del piede sinistro sale strusciandosi lungo la mia gamba destra. Arriva al ginocchio e scende tornando verso la caviglia, per poi risalire fino al ginocchio. I nostri occhi si cercano e solo attraverso lo sguardo ci parliamo. Il suo sguardo languido mi fa capire che non vuole fermarsi al ginocchio, infatti con il piede fasciato dalle calze sale fino a raggiungere il mio membro che stimolato dal tocco del suo piede e da quello sguardo penetrante, si è irrigidito. Non si sorprende della cosa e con il palmo del piede comincia a masturbarmi attraverso i pantaloni. Anche il mio sguardo, da curioso che era, si ammorbidisce e comincia ad esprimere il piacere che sto provando per quello che sta accadendo.
Con la gamba destra, la donna misteriosa aggancia il mio piede sinistro e lo tira verso di sè, io a mia volta mi sfilo la scarpa e comincio a percorrere la sua gamba scivolando agilmente con la seta dei miei calzini sul nylon delle sue calze. Salgo oltre il suo ginocchio e la sento allargare leggermente le gambe, più mi avvicino al pube più noto una vibrazione della sua pelle e appoggiando la pianta del piede sul monte di Venere, capisco quello che avevo fatto: avevo attivato un vibratore che la stava stimolando con una veloce vibrazione intermittente. Con la punta del piede scendo fino al centro del suo piacere e sento la punta del mio piede inumidirsi, mentre comincio a stimolarle il clitolide.
Lei prosegue il suo massaggio sul mio membro e la mia eccitazione aumenta, sento che sto per sto per venire ma ad un tratto un rumore alle mie spalle ci fa tornare alla realtà: il controllore era entrato nella nostra carrozza. Rapidamente ci ricomponiamo, allungo la mano per prendere il telecomando del vibratore e spegnerlo ma lei subito mi ferma e con lo sguardo mi fa capire che non vuole smettere il suo supplizio.
Il controllore ci controlla i biglietti e ci avvisa che in mezz'ora saremmo arrivati a Roma. Appena lascia la nostra carrozza, la donna prende la borsetta, raccoglie il telecomando e lo deposita con i biglietti, estrae un fogliettino e si alza in direzione del bagno. Mi porge il nuovo foglietto sul quale leggo -Seguimi-, chiudo il portatile e rapidamente lo metto dentro la borsa, mi alzo a mia volta e rapidamente percorro il vagone nella sua stessa direzione. Appena superata la porta del vagone sento una mano afferrarmi il colletto e tirarmi a sé; due morbidissime labbra mi baciano lasciandomi senza fiato.
Siamo ancora nel corridoio fuori dal bagno, subito le sue mani corrono sul mio membro ancora eretto, mi apre la patta dei pantaloni e lo estrae masturbandomi con foga, io sto per farle notare che siamo nel corridoio fuori dal bagno e mi indica un cartello con scritto - Fuori servizio - . Mentre mi tira a sè contro la porta del bagno si solleva la gonna e la penetro con forza. Si aggrappa con le gambe ai miei fianchi e con le mani tra i miei capelli, mentre mi bacia, la sento sussultare sotto i miei colpi. In poco tempo viene tra le mie braccia con un sospiro lungo e profondo, la sento staccarsi con le gambe dai miei fianchi e con le braccia mi allontana, si inginocchia davanti a me e prende in bocca il mio membro. Il contatto della lingua contro il glande mi fa sussultare, rapidamente me lo prende tutto in bocca e comincia un movimento veloce lungo tutta l'asta. Sento che sto per venire, irrigidisco i muscoli delle gambe, lei se ne accorge e rallenta il movimento. Si sofferma con la lingua a giocare con il glande per poi risucchiare nuovamente il membro tra quelle splendide labbra. Continua così per qualche minuto fino a che non vengo nella sua bocca; lei continua a succhiare fino a che anche l'ultimo fiotto di sperma non è colato sulla sua lingua. Ripone il mio membro che piano sta tornando a riposo, richiude i pantaloni e si alza davanti a me. Senza dire una parola mi abbraccia e mi bacia nuovamente. Le nostre lingue si inseguono, danzano seguendo una musica che è solo nelle nostre menti e in questa danza percepisco ancora un residuo del mio sperma che dalla sua bocca passa alla mia rendendo il bacio ancora più piacevole e appassionato.
Ci ricomponiamo e uno dopo l'altro riprendiamo i nostri posti a sedere. La voce annuncia l'approssimarsi dell'arrivo a Roma. Lei si alza, prende la sua giacca, si riveste, prende la borsa e si avvia verso l'uscita, io ci metto qualche secondo di più, la seguo lungo il vagone ma quando arrivo davanti alla porta d'uscita del treno non la trovo: è corsa via verso un'altra uscita e l'ho persa. Il treno si ferma e la porta si apre, scendo di corsa mi guardo attono, non la vedo. Esco dalla stazione salgo sul primo taxi che trovo e arrivo in albergo, mi spoglio e faccio una doccia, sotto il getto dell'acqua ripenso a quello che mi è accaduto. Esco dal bagno a una sorpresa mi attende: sopra al comodino, un biglietto del treno già prenotato per il ritorno quattro giorni dopo e il telecomando nero. Sarà un ritorno piacevole...