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Meridiana
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Titolo: Meridiana
Autore: Lensflare
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Racconto n° 4733
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Meridiana

- ...shadows of shadows passing... -

Rocce tufacee cotte dal sole, anfratti oscuri che si protendono verso le viscere della terra, specchi d'acqua scuri come l'oscurità di una mente ottenebrata dai fumi della schizofrenia, proiezioni di fronde di salici e tigli contorti che disegnano strane premonizioni sul selciato cosparso di polvere di origine vulcanica, modellato nelle sue forme dall'alito del vento che s'incanala nella vallata.

Distesa su di un altare improvvisato di stelle liquide la Luna si offre alla notte, pallida dama che toglie i suoi veli come granelli di sabbia a scorrere tra le dita. Soave e malinconica si china da un lato, piegando la schiena a ponente, con la chiara pelle a riflettere la fulgida luce del suo amante di fuoco.

Nascosta alla Terra il suo volto è Enigma, nell'ora che volge al desio si affaccia la sua falce ad attirare gli sguardi di quanti hanno nell'anima un desiderio inconcepibile.
Ora si scosta dal suo giaciglio, affacciandosi sulla finestra del mondo, seminuda ammiccante nella penombra, nascosta in se stessa solo i suoi occhi si stagliano chiari oltre l'oscurità.

- ...e la meridiana copre un'altra tacca... -

Ho i tuoi sensi tra le dita, li sento scorrere come il tempo in una clessidra emozionale. Il countdown lento ed inesorabile per l'incontro con il frutto della nostra passione è giunto alla fine.
La Meridiana scandisce i tempi dell'Eros, il momento è arrivato.
Nuda ai miei occhi, tu sai quanto lo sei sempre stata, nuda, davanti al mio sguardo che ti spogliava a poco a poco, entrandoti nei pensieri con felino selvaggio ardore, penetrando le tue difese con il fuoco primordiale del mio eros maledetto, ti ho fatto desiderare di perdere ogni controllo, di farti travolgere dal tuo demone-amante.
Sono caduti ai miei piedi tutti i tuoi veli, ogni certezza è stata ridotta a cenere sacrale, hai abbandonato il tuo Dio e la tua dignità aprendo le gambe della tua anima dietro la luna calante, offrendo devota i tuoi sospiri sull'altare del tempio del piacere.

- ...sbalordito il Diavolo rimase, quando comprese quanto osceno fosse il bene, e vide la virtù specchiarsi nello splendore delle sue forme sinuose... -

Mi hai implorato con il tuo respiro di possederti nell'eternità di un istante, abbiamo scritto nel fuoco del desiderio pagine deliranti in nome di una voglia carnale che non sarebbe mai stata placata.
Destinata come un anatema a crescere consumandoci come fiamma, travolgendoci nel vortice infernale della lussuria, della perdizione, la negazione della ragione.
Ogni nostra razionalità offuscata dai fumi solfurei di notti insonni, albe vissute fermando le nostre stesse mani sulla nostra stessa pelle in ricerca dei profumi, dei sapori di noi, avvolti nell'incendio devastante di mille orgasmi desiderati, a percorrere autostrade di brividi attraverso la schiena, fin nell'intimo dei nostri segreti.

- ...Mea Culpa... -

Sul tuo respiro, intrepida la lacrima di una confessione si è rivelata lo specchio fedele della tua intima verità.
Non c'è pietà nel mio modo di prenderti, quando sento il gusto dolceamaro del tuo disorientamento, nel momento in cui le mie mani sfiorano la tua pelle, e sento i capezzoli turgidi ad un passo dall'esplodere, il tuo cuore tradisce una eccitazione che è quasi spavento, il mio sorriso non prova pietà.

I tuoi gemiti mi svelano lo sconcerto che ti rapisce, sto cancellando le sicurezze del tuo passato per renderti di nuovo vergine, una pagina bianca da riscrivere col sangue scarificale del desiderio e del piacere.

Sono il padrone assoluto dei sensi tuoi, che sento palpitare e soffrire nell'attesa che io pizzichi con demoniaca dedizione le loro corde, facendole vibrare per creare un'armonia ipnotica che ti porti alla follia. Ora sei solo una calda fonte di miele che scorre viscoso e limpido tra le tue gambe, miele liquido del quale mi nutrirò per accrescere la mia aliena virilità.

Ci siamo cercati, voluti con assurda intensità, ed hai iniziato a perdere ogni inibizione mentre leggevo le tue volontà, anticipando ogni tua voglia, concedendoti alla mia sete mi hai aperto senza opporre resistenza il portale delle tue fantasie più intime e nascoste, implorandomi di realizzarle con maschia determinazione, ora sento dentro di me l'estraniante sensazione che provi nell'essere travolta dalla voglia e dalla paura di essere alla mercè di una presenza che vuole superare ogni tua fantasia più ardita e nascosta.
Il mio mistero ti seduce e ti coinvolge.


- ...je te desire... prend moi... je suis a toi... -

Ti abbandoni gemendo preda di ogni tuo singolo brivido, prostrata in adorazione di ogni sensazione che ti dona il mio essere maschile, dolcemente rude nella veemenza con cui mi senti penetrarti completamente dentro fin nell'anima, tentando di sedurla con la forza di una lenta, sfiancante sequenza incessante di orgasmi infinitamente lunghi, che provano la tua integrità, minano ogni tuo tentativo di mantenere un minimo controllo di una femminilità che esplode in grida soffocate, smorzate dalle mie spinte che crescono di intensità come in un bolero impazzito, gemiti che si spengono in gola togliendoti il fiato, gli occhi spalancati nel vuoto mentre lasci la tua coscienza reale in un altro mondo, mentre ti conduco verso la scoperta della Donna che è in te, senza alcun pudore né sentimento, senza camminarti a fianco, ma facendoti sentire completamente piena di me, piena di fuoco, calore, oscena ed elegante perversione.

- ... comme tu veux... -

Avverto la tua eccitazione, sento la tua eccitazione.
Come un animale che fiuta l'odore del sangue, l'istinto prende il sopravvento su di me, e tu lasci che sia io a dominarti, a guidare e soggiogare la tua volontà ed il tuo corpo.
Riesco a sentire le tue voglie, anticipando ogni desiderio, leggendo tra le righe della lussuriosa devozione con cui stai entrando con me nel tempio del piacere.
Ogni tuo pensiero mi è chiaro mentre ti abbandoni al mio volere, mentre ti delizi delle sensazioni che ti dà sentirti dominata, posseduta anima e corpo dal mistero della mia presenza nella tua vita.
Enigma.
Sfinge erotica che ti fa perdere e naufragare nel mio universo sconosciuto, nel quale l'unico faro ed ancora di salvezza è nel sapore maschio del mio sesso, che con i tuoi occhi, con le tue labbra oramai di fuoco mi implori di poter adorare, sacra vestale nella liturgia del piacere.
I nostri corpi si intrecciano mischiando gli intimi umori, tu ad assaporare golosamente il mio dardo infuocato, io a nutrirmi del latte di paradiso che copioso zampilla dal tuo fiore, provata ed esausta ancora tremi, ancora gemi, a tratti cercando di trattenere quei sussulti cheti impediscono di baciarmi, che ti tolgono il respiro, che ancora bagnano il tuo intimo regalandomi il nettare della passione, il frutto della tua liberazione, librandoci in volo oltre ogni fantasia.