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Il piacere della lentezza
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Titolo: Il piacere della lentezza
Autore: Lensflare
Contatto:
Racconto n° 4740
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Empatia
.C'è sempre stata empatia tra di noi.
Un rapporto strano, nato tra le righe di un'emozione, raccontata da una mente che ti ha subito intrigata, rapita, trascinandoti in un vortice che hai cercato, voluto.
Il seme di qualcosa che ci avrebbe presto sedotti, uniti, svuotati e poi riempiti di linfa nuova.
Ma siamo stati anche cicatrici al contrario, io e te. Prima ci siamo curati, poi ci siamo fatti male.
Ci siamo leccati le ferite toccandoci anima e zone erogene, scoprendoci lembi di pelle e fantasmi da scacciare, tu, delusa e basita dalla crudeltà di un sogno che hai visto crollare, travolta dalle macerie delle tue certezze, chiusa in un corpo incapace di sognare ancora, di essere ancora Donna.
Io, disilluso pioniere dell'eros, annoiato e confuso da una vita sterile come sabbia di deserto, a bruciare tra le mie stesse fiamme, che dilaniavano l'anima, demone disgraziato sul sentiero desolato della sua esistenza.
Entrambi a fuggire senza fiato dal mistero che ci fiatava sul collo, trafelate presenze in una rappresentazione schizoide..
Empatia.
Questo ci ha da subito uniti, ci ha spinti a cercarci nelle notti, nei respiri sui respiri, nei pensieri digitali che affidavamo all'etere.
Ci concedevamo il lusso della lentezza, seminascosti dall'oscurità della notte, ci scambiavamo emozioni, mischiando sapori ed odori in un intreccio che sembrava non avere mai fine.
Il piacere della lentezza.
Un concetto che ci è subito entrato dentro come un mantra, scandendo gli istanti dei nostri fugaci incontri da clandestini dell'eros, pregni di un desiderio che ci impediva di razionalizzare.
Entrambi a partorire con dolore un concetto di stare insieme che non ha mai vacillato veramente, vero come un diamante grezzo che non può essere catalogato, forte come un legame che non ha lacci né stringhe.
Il piacere della lentezza.
La lentezza inesorabile delle mani sotto i vestiti, quel sottile velo che separa la foga istintiva con cui avremmo voluto strapparci orgasmi e nettare, e quell'indugiare ritmico con cui centellinavamo ogni brivido, ogni millimetro di pelle sfiorata, baciata, donata l'uno all'altra.
Lenta condivisione.
Baci chilometrici ad esplorarci l'anima, le mie dita carezzavano i capezzoli turgidi di voglia, destando la femminilità ritrovata, respiri lenti, profondi, respiri che si confondevano in sospiri.
Sospiri. Brividi.
Lentamente mi regalavi l'accesso alla tua intimità' cedendo alla lascivia con deliziosa delicatezza, ed allo stesso modo mi dedicavo alla attenta e golosa scoperta del tuo piacere, aprendo lentamente le tue Grandi labbra, scoprendo golose gocce della tua eccitazione che mi offrivi guardandomi negli occhi, guardandomi stravolta dalle sensazioni che i miei baci ti provocavano, ansimando il tuo godimento che saliva prendendoti, estraniandoti dal tempo e dallo spazio.
Mi guardavi, implorandomi di sedurti profondamente, silente frutto di una lussuria manifesta in ogni tuo irrigidirti, nel tuo lasciarti andare al mio erotismo pungente, deviante.
Il piacere della lentezza, mi teneva tra le tue gambe per istanti che erano eterni, leccando via ogni ragione dalle nostre esistenze, gustando un nettare che avevamo creato insieme, figlio del desiderio.
Ed assaporarlo dalle mie labbra amavi, richiamandomi verso di te, vogliosa di bagnare le tue stesse labbra nel miele perverso, ancor tremante di passione lentamente reclamavi il tuo turno di dedizione, a stento trattenendoti dall'interrompere questa lenta danza, come una geisha iniziavi a baciare delicatamente la mia virilità, ancora guardandomi negli occhi, appena socchiusi per assaporare anche con la mente quel momento d'estasi, ti dedicavi a sentire tra le labbra il mio piacere pulsante, carnale esplicitazione del mio desiderio, turgido dardo infuocato che sapientemente solleticavi, a tratti decisa nel suggere ogni minima traccia di essenza, ogni volta come fosse l'ultima.
Il piacere della lentezza.
Intensi momenti in cui mi sentivi entrare in te, contraendo i muscoli per sentirmi meglio, mentre io quasi esplodevo nelle tue carni umide, gocciolanti umori dolciastri, muovendomi a tratti, assaporando la sensazione di esserti dentro, e scorrere piano.. Muovermi piano tra i nostri sospiri, muovermi piano insieme a te, muovermi dentro di te.
Il piacere della lentezza.
Senza ansie, senza schemi.
Senza fantasmi, coinvolgimenti, senza limiti o pudori.
Senza alcun tabù.
Io e te, nella dedizione al nostro piacere.
E al piacere della lentezza..