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La donna del mio amico
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Titolo: La donna del mio amico
Autore: Gabrianna
Contatto:
Racconto n° 475
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Mi piaci vestita così, m'intriga il tuo essere donna e uomo, i tuoi capelli corti, quella tua giacca dal taglio maschile ed i pantaloni chiusi dentro gli stivali. Ti guardo seduta sul divano, nel chiaro scuro della sala, le gambe magre lunghe accavallate, tieni le sigaretta tra le dita, la tua mano piccola, senza smalto, sembra quella d'un ragazzo.
Ma sei la moglie del mio amico Alessandro e lui è seduto lì vicino a te e gioca con la lingua sul tuo collo e intanto guarda me, e c'è nel suo sguardo l'invito a farti ballare.
"Vedrai", mia aveva detto la sera prima, "Riuscirò a convincere Cristina a venire e, se mi riesce, la vorrei nuda sotto i pantaloni, senza neppure la sottile fascia del perizoma".
Seguo Cristina che si fa largo tra uomini soli che svogliatamente si spostano dai bordi della pista. Qualcuno lo fa solo quel tanto da consentirle il passaggio sfregandosi sul suo corpo.
Io non mi muovo al ritmo della musica, ascolto solo le parole delle canzoni, ballare è solo un pretesto per stringerla e lei ormai rinuncia ad insegnarmi le geometrie del ballo, accetta la stretta ed aderisce a me.
E sta al gioco, lo capisco quando insinua la sua gamba dentro le mie e mi cammina dentro.
Lo sento pulsare subito forte, lei mi guarda e ride e mi struscia ancor di più la sua gamba contro.
Struscia che non ha fine, preme la sua coscia che se non finisce subito la canzone mi schizzo dentro.
E' un corpo magro il suo, quasi non avverto i seni, piatta come un ragazzo, come un bel ragazzo che ti striscia addosso con la forza e la voglia d' un serpente che avvinghia la preda.
So che a lei piace amare da uomo un' altra donna. Forse che nella sua testa ora lei scambia il suo corpo con il mio e mi preme addosso come un maschio sulla femmina.
Non la lascio vincere e scendo con la mano ad accarezzarla, appena giù sotto il sedere, lo sento nudo seguire i movimenti della coscia e percorro piano con le dita la linea delle natiche. Mi guarda e dice sorridendo " Sei sempre il solito Franco, non cambi mai" .
Guardo verso suo marito e lo vedo là sul divano, con lo sguardo fisso su di noi, accarezzarsi piano.
Ora è Cristina ad essere voltata verso il marito, avverto l'intesa dei loro sguardi, e la sua mano scende a sfiorare la mia voglia. La sfiora, passa, ci ritorna. Le sue dita afferrano la punta, accenna a cancellarla, muove la mano come se fosse suo, a masturbare se stessa, non riesco più a fermarla e mi schizzo dentro. Sono costretto ad uscire, accennando un saluto ad Alessandro. Esco coprendomi i pantaloni con la giacca.