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Lei non sa. Lei non saprà.
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Titolo: Lei non sa. Lei non saprà.
Autore: Astrolabio
Contatto:
Racconto n° 4751
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Voi due, in fondo, vi assomigliate. Siete more e avete gli occhi blu. Venite entrambe da Parigi, ma non vi conoscete. Lei non sa nemmeno che tu esisti.
Lei non sa che le labbra più carnose che abbia mai visto sono le tue. E non sa che l'altra sera ti ho riaccompagnata e che quelle labbra si sono sciolte sulle mie. Lei non sa che ti ho afferrata dietro la nuca per tenerti incollata a me. Lei non sa che ti ho leccato il collo e ti ho annusata. Lei non sa che la mia mano ha percorso ogni centimetro della stoffa del tuo top color smeraldo lucente fino ad afferrarti un seno. Lei non lo sa.
Lei non sa che ho provato a resisterti e a trattenere la mia mano. E non sa nemmeno che non ce l'ho fatta. Lei non sa che hai le tette così grosse e dure.
Troppo dolce e troppo calda la tua pelle. Troppo buono e troppo forte il tuo profumo di sudore e vaniglia. Troppo calda la tua bocca che mi succhiava il dito e lo stringeva tra le labbra. Troppo lascivo il sapore di quel vino rosso e il fruscio della tua gonna che risaliva sopra le tue cosce.
Lei non sa quello che è successo.
Non ti ha vista appoggiata al tavolo con le gambe divaricate e non ha visto quei lembi di pelle bianca e nuda, tra il velo delle tue autoreggenti e il pizzo nero delle tue mutandine. Non sa che sono finito in ginocchio e ho strusciato il viso sul tuo pube. Per questo non conosce il tuo profumo. Non sa che ho scostato le tue mutandine umide, ho accarezzato la tua peluria disegnata e ho leccato il tuo sesso. Per questo non conosce il tuo sapore. Non sa che mi tenevi la testa tra le mani e io ti stringevo il culo con le mie, mentre la lingua mi scivolava nella tua pancia e ti scaldava il cuore. Non sa quanto ti ho bevuta e non sa quanto hai goduto. Non sa che mi sei venuta in bocca, che sei colata sul mio mento e sulle mie guance. Non ha visto quanto eri bella mentre ti scuotevano gli spasmi del piacere. Non ha visto una lacrima di felicità velare il blu dei tuoi occhi, mentre mi tiravi a te per baciarmi e leccare il miele della tua fica.
Lei non può sapere che ti sei messa a piangere, mentre ti spogliavo e ti portavo sul letto. Non ha mai saputo quanto mi volevi e quanto io, fino a quella sera, avevo resistito. Non sa che, nudo accanto a te, ho leccato le tue lacrime e le tue tette, che ti ho detto che ti volevo anch'io, mentre appoggiavo in maniera indecente la mia eccitazione sul tuo viso.
Non saprà mai quello che mi hai fatto. Non saprà mai la dedizione con cui lo hai fatto. Solo io ti ho vista mentre, con gli occhi chiusi, ti sei presa in bocca tutto di me e mi hai mangiato e succhiato fino a farmi tremare.
Non saprà mai quello che ti ho fatto e la voglia con cui l'ho fatto. Solo io ho allargato in quel modo il tuo culo e ti ho chiesto come ti sentivi mentre, dietro di te, lo guardavo. Solo io ho sentito la tua risposta. E non la scorderò mai. Solo io ti ho leccato il sudore lungo la schiena mentre ti scopavo e la tua fica si scioglieva attorno a me. Solo io ti ho visto così, abbandonata e sottomessa mentre con il viso sul cuscino, i gomiti appoggiati sul materasso e il culo all'aria, ansimando, pronunciavi il mio nome.
Non saprà che sei stata nuda, avvinghiata a me per ore. Non saprà mai che mi ami. E nemmeno saprà mai che, per una notte, ti ho amata davvero anch'io.