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Superare il limite
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Titolo:
Superare il limite |
Autore:
Nico |
Contatto:
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Racconto
n° 4756 |
Altri
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Superare il limite, andare oltre. Spingersi alla ricerca di un piacere sempre più elaborato, raffinato ma nello stesso tempo primordiale, un piacere adulto quasi maturo. Annullare il sentimento per riuscire a proiettare la mente verso confini inesplorati e portarla a conoscere dimensioni d'eccitazione mai raggiunte, nuove sensazioni proibite, mai immaginate o forse eliminate rapidamente dalla censura onirica. Superare il limite, andare oltre... Era il loro gioco proibito ed il loro piccolo grande segreto. La gratificazione era massima e la carica erotica era spinta agli estremi. Il sistema non era complicato: si pensava ad un'idea e la si metteva in pratica. L'unica regola era spingersi oltre l'esperienza precedente, fare un ulteriore passo in avanti. Questo gioco, però, era diventato per loro un vortice oscuro, un circolo vizioso dove il piacere genera piacere fine a se stesso. L'eccitazione cominciava già nell'ideare la situazione, nello studiarne meticolosamente i dettagli ed anticipare con la mente la scena. Proseguiva poi amplificata nel momento in cui si realizzava ed infine esplodeva alla consapevolezza di aver superato il gradino. Erano diventati dipendenti, non c'era modo di fermare la loro libido. Fino a dove si sarebbero spinti lo ignoravano e neanche se lo domandavano. Avevano uno strano rapporto, segreto, malato. Lo sapevano. Si conoscevano bene, non c'erano più pudori. Una forte attrazione magnetica li legava, non riuscivano a staccarsi, ci avevano provato ma bastava un profumo, una foto, il pensiero dei loro corpi sudati abbracciati a far ricadere tutto. Così avevano scelto di essere guidati dai loro istinti primordiali, e questi avevano scelto per la passione più sfrenata e segreta.
Oggi si sarebbero finalmente rincontrati. Era da un po' che non si vedevano a causa degli impegni. Avevano tutti e due vite frenetiche ma cercavano di sfruttare ogni ritaglio di tempo per dar sfogo alle loro irresistibili voglie. Il nervosismo causato dall'astinenza era sovrastato dall'eccitazione che provocava il pensiero di superare un altro gradino, di andare ancora più in alto. Lei non sapeva cosa le sarebbe toccato, sapeva solo che l'incontro sarebbe avvenuto a casa sua, come stabilito. L'effetto sorpresa la stuzzicava, ma nello stesso tempo la innervosiva un po': non poteva prepararsi, sarebbe stata in completa balia del suo amante che poteva trasformarsi in un carnefice. Provava a ripercorrere nella mente le esperienze passate per cercare di indovinare cosa sarebbe toccato questa volta. Si ricordò della prima volta che avevano fatto l'amore, così impacciati... e pensò ad adesso. Un sorriso le solcò il volto. Pensare a loro due l'aveva fatta eccitare. Era bagnata e il desiderio di infilare le sue dita da chirurga al di sotto del pizzo delle sue mutandine era fortissimo ma doveva resistere, faceva parte del gioco. Del resto lui le aveva dato istruzioni precise. Come al solito sarebbe arrivato verso le 15.00 e avrebbe parcheggiato nella via parallela per non dare troppo nell'occhio, le avrebbe inviato un messaggio che annunciava il suo arrivo e lei avrebbe aperto il cancelletto d'entrata e fatto trovare la porta socchiusa. Questa volta, però, c'erano degli ordini da rispettare . Per prima cosa entrambi dovevano mantenere un periodo di assoluta astinenza a partire da una settimana prima dell'incontro, per fare aumentare il piacere e il desiderio. Secondo, lei doveva farsi trovare bendata in camera da letto. Lui aveva pensato la cosa nei minimi dettagli, dall'intimo che lei avrebbe dovuto indossare, alla posizione che avrebbe dovuto assumere. Più immaginava la scena più sentiva un turgore crescere tra le cosce. La voglia di leccare quella fighetta bagnata, completamente liscia, di gustarne il sapore, di spingere la lingua più giù, nel culetto, lo stava facendo impazzire. Malediva il "voto" di astinenza che aveva fatto, le palle erano come strette in una morsa, ma resisteva. La soddisfazione di poter condividere con le labbra morbide di lei il risultato di sette lunghi giorni superava anche il dolore.
Alle 15 puntuale arrivò e digitò con le dita tremolanti il messaggio. Sentiva un'agitazione dentro di sé. Non era forse troppo questa volta? Quale sarebbe stato il punto di non ritorno? Non si preoccupava della reazione che lei avrebbe potuto avere. Era lui che comandava il gioco e lei aveva accettato di sottostare alle sue regole. Come stabilito trovò il cancelletto aperto e la porta socchiusa e rapido sgattaiolò all'interno dell'abitazione. Richiuse la porta dietro di sé facendo rumore per far sentire che era entrato. La casa la conosceva bene: dal soggiorno avrebbe preso la rampa di scale e sarebbe arrivato alla camera dove lei lo attendeva. Era stata bravissima: aveva seguito le istruzioni nei minimi dettagli. Stava inginocchiata su una poltroncina di pelle nera posta di fronte alla porta della camera. Il suo viso guardava lo schienale della poltrona su cui si aggrappavano le mani per favorire l' equilibrio. La sua schiena era invece rivolta alla porta. Davanti a lei una specchiera che occupava tutta la parete della stanza. Alla sua destra un letto matrimoniale. Indossava una sottoveste nera, molto leggera che in trasparenza lasciava intravedere il suo fisico asciutto e sinuoso di giovane donna. A livello del seno presentava dettagli di pizzo trasparente che velavano appena le sue tettine minute e sode di cui si riconoscevano chiaramente i capezzoli, turgidi per il freddo e per l'eccitazione. Lunghi capelli ricci dai riflessi ambrati ricadevano morbidi sulla sua schiena che ora era inarcata, e si confondevano con il drappeggio della sottoveste. Dove questa finiva, in basso, un culetto tondo e marmoreo, tornito dall'attività fisica, mozzava il respiro. Non indossava le mutandine, lui aveva voluto così. Voleva gustare da dietro quel magnifico culetto nudo, appena si affacciava alla porta. Sapeva che lei, bendata sulla poltrona, appena avesse percepito la sua presenza si sarebbe piegata e avrebbe iniziato a sculettargli davanti, mostrandogli la fighetta in tutto il suo splendore, carnosa e succosa. Magari avrebbe anche iniziato a toccarsi, avrebbe infilato prima un dito, poi due... o con le mani avrebbe potuto allargare i glutei sodi e gli avrebbe permesso di ammirare il suo buchetto. Lui era già duro al pensiero. Le lunghe gambe, anch'esse modellate dall'esercizio, erano velate da calze autoreggenti nere che terminavano con una banda di pizzo appena sotto i glutei, facendoli risaltare ulteriormente. Ai piedi calzava décollettée tacco 12 in vernice nera di cui spiccava la suola rosso fuoco. Per quanto riguarda il trucco le aveva lasciato campo libero, tranne per il rossetto. Lo pretendeva esclusivamente rosso vermiglio.
Arrivato davanti alla porta della camera la scena era esattamente quella che si era immaginato e che l'aveva eccitato fino a provare dolore nei giorni precedenti. Poteva gustarsela tutta: dietro grazie alla visione diretta, davanti grazie all'immagine riflessa nello specchio. La vedeva contorcersi bendata mentre si mordicchiava il labbro come per dire "vienimi a prendere, mettimelo dentro!" Dal momento che non poteva vedere cercava di cogliere tutti i rumori per indovinare cosa le sarebbe successo...cosa le aveva riservato questa volta! Udì distintamente il rumore della cintura che si slacciava e poi i bottoni dei jeans che si aprivano. Adesso si era chiaramente sfilato i jeans e sembrava che stesse spostando l'elastico dei boxer. Ancora un rumore di cintura e di bottoni. Lei era trepidante, voleva essere presa. Non desiderava altro che il suo cazzo! Lui finalmente parlò: -Metti le mani dietro la schiena! - . Lei obbedì emettendo un mugugno di approvazione. Si sentì afferrare i polsi e sentì stringere forte. Le sembrava un foulard. Percepì i passi che si spostavano davanti a lei. Le forti mani di lui si immersero nei folti ricci nocciola arrivando alla nuca e accompagnarono dolcemente la bocca calda e vogliosa verso il suo pisello pulsante. Le morbide labbra vermiglie scorrevano ben lubrificate sull'asta lasciando tracce di rossetto ad ogni passata che veniva ripulito dalla successiva. La sua sapiente lingua ci sapeva fare: giocava con il glande, stuzzicava il frenulo. Lo conosceva a memoria anche bendata e sapeva benissimo cosa lo faceva impazzire. Mentre era impegnata a succhiare fu distratta per un attimo da un rumore.Sembravano dei passi che provenivano da dietro di lei, ma era impossibile. In casa c'erano solo loro due. Improvvisamente sentì alzarsi la sottoveste e venne presa per i fianchi da due mani sconosciute. Subito dopo si sentì penetrare. Era confusa, non realizzò immediatamente, il piacere era troppo. Tra le labbra teneva il suo lui eccitato ed intanto veniva presa da dietro con forza da qualcuno che non poteva vedere. Avrebbe voluto dire qualcosa ma la bocca era occupata e ciò le impediva di parlare! -Goditi le sensazioni- disse lui con un ghigno. Lei era ancora incredula, frastornata, confusa ma il piacere aumentava. Quella era sempre stata una sua fantasia. Farlo con due uomini contemporaneamente. Sentirsi riempire, riuscire a "domarne due"! Più si rendeva conto della situazione più aumentava in lei il desiderio e la curiosità di chi fosse l'uomo che la stava prendendo a pecorina. Quest'ultimo stava prendendo sempre più confidenza stringendole il seno o schiaffeggiandole il culo. Si stava facendo sbattere per bene e i suoi gemiti si trasformavano in mugugni avendo la bocca impegnata. Era toccata, graffiata, esplorata da quattro mani che si muovevano vogliose per il suo corpo a cercare i punti proibiti e questo la stava facendo impazzire. I due uomini si cambiarono di posizione. Ora lui la stava prendendo a novanta mentre lei stava facendo un pompino ad uno sconosciuto, ma questo era il gioco. Assaporava un gusto nuovo. Con le labbra e la lingua studiava una diversa anatomia, ne apprezzava le dimensioni e le sfaccettature. Era grosso anche questo. Forse un po' meno di quello del suo lui. Riusciva a spingerlo in gola più profondamente. Ad ogni affondo lo sentiva pulsare mentre la sua bocca si riempiva di saliva che lasciava colare. "E' venuto il momento di slegarti e farti vedere"- disse lui. Allentò il foulard e le sfilò la benda. Finalmente le sue manine erano libere e poteva vedere l'uomo di fronte a lei mentre dal riflesso dello specchio vedeva lui che si muoveva sudato alle sue spalle. Era eccitata e fuori controllo, voleva dimostrare le sue abilità! Sapeva che poteva comandarli in questo momento. Chiamò i due uomini in fianco a sè, uno per lato. Questi ubbidirono. Impugnò i loro cazzi tesi dall'eccitazione, uno per mano e cominciò a muovere i polsi contemporaneamente. Poi iniziò a succhiarne uno, mentre con la mano continuava ad impugnare l'altro e dopo un po' fece cambio. Li vedeva pendere dalle sue labbra, estasiati. -"Prendetemi sul letto"- disse con fare malizioso. Si sdraiò sul letto dopo essersi sfilata la sottoveste, il suo corpo nudo era stupendo. La sua passerina liscia implorava di essere leccata. Lui si inginocchiò al bordo del letto e lei gli avvinghio le gambe al collo. Iniziò a baciarla e a leccarla, prima dolcemente, poi avidamente, lasciando che la saliva si mescolasse ai suoi umori. Sentiva i suoi gemiti sempre più forti, la vedeva contrarsi mentre solleticava il clitoride. Era vicina all'orgasmo e lui continuò ancora più velocemente. Le mani di lei gli presero i capelli e tirarono forte mentre esplodeva. Era venuta! Non si rendeva ancora conto in che situazione fosse finita. Ma le piaceva. Eccome se le piaceva. Lui decise di non darle neanche un minuto di tregua. Aveva ancora le sue gambe al collo, si alzò sul letto e la penetrò. Si distese a baciarle le labbra morbide ed i capezzolini mentre si muoveva ritmicamente dentro di lei. Poi le sfilò le scarpe ed iniziò a baciarle i piedini. L'altro intanto le accarezzava il corpo, le mordeva le tette e con le dita le toccava il clitoride per aiutarla a venire. Lei si sdebitava intanto con la mano. I gemiti di piacere risuonavano nella stanza. Anche se erano in due lo sapeva che le redini del gioco le teneva lei! Ordinò a lui di stendersi a pancia in su e cominciò a cavalcarlo con foga.I suoi muscoli si contraevano ad ogni movimento, i capelli morbidi e vaporosi saltavano scoprendo la pelle vellutata delle spalle di un incarnato candido. Le mani di lui spaziavano su quel corpo eccitato ora a stringere il seno, ora a lasciare graffi sulla schiena o sul culetto. Sentiva che stava per venire. Lei lo capì dai suoi sospiri...non voleva sprecare tutto quel nettare accumulato con fatica. Sollevò la fighetta grondante dal suo cazzo e glielo prese in bocca per finirlo definitivamente. Lui sentì le contrazioni dell'orgasmo, il suo piacere esplose sulla sua lingua e sulle sue labbra. Era in un'altra dimensione. Lei candidamente fece un sorrisino soddisfatto e con il dito si ripulì le labbra e il decolletée dove erano cadute un po' di gocce e ingoiò tutto! Uno era sistemato, pensò, ora toccava all'altro. Si distese a pancia in giù con il culetto rivolto verso l'uomo e gli sussurrò di prenderla così. Non se lo fece ripetere due volte. Quello si muoveva dentro e fuori profondamente, facendoglielo sentire tutto fino in fondo. La visione del suo culetto lo faceva impazzire e mentre la prendeva non resisteva alla tentazione di toccarlo. Intanto lui, soddisfatto era sdraiato vicino a lei... la guardava mentre godeva, le baciava le labbra e infilava la mano sotto la sua pancia per trastullarle il clitoride. Anche l'uomo misterioso stava per venire, lo tirò fuori. Lei si girò rapidamente e lo fece arrivare in bocca. Si sentiva porca ma le piaceva, e poi lei le cose le faceva bene e fino in fondo!
I tre ora erano sdraiati sul letto, nudi, lei nel mezzo. Nessuno parlava. Dovevano forse realizzare ancora bene quello che era successo. Chissà cosa passava loro per la testa? L'appagamento c'era stato eccome, ma quello che era più importante è che avevano oltrepassato il limite anche questa volta. Erano pronti per un altro gradino del loro pericoloso gioco.
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