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Sapore di donna
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Titolo:
Sapore di donna |
Autore:
Margherita |
Contatto:
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Racconto
n° 4763 |
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Erano giorni che la pensava, la voleva, la desiderava. Non era tanto tempo che l'aveva conosciuta, ma questo non aveva importanza, sentiva per lei qualcosa, un certo... trasporto, che non sapeva definire, sapeva solo che doveva bruciare la strada che lo separava da lei, doveva arrivare da lei, voleva accarezzarla toccarla e soprattutto possederla. Aveva voglia di vederla per ascoltare la sua voce, che era riuscito a sentire solo per telefono, ma ora basta, ora no, doveva ascoltare la sua voce di persona. La strada sembrava non finire mai; il viaggio era stato lungo, ma sapeva che ne sarebbe valsa la pena; aveva l'indirizzo di casa sua, l'aveva sentita da poco, sapeva che lei lo stava aspettando, chissà se anche lei si sentiva come lui, si domandava. Si, ma come si sentiva lui? Non riusciva ancora a capirlo era ansia, angoscia, paura o cosa? Non lo sapeva, sapeva solo che doveva andare da lei. Passò l'ultimo semaforo e vide nel navigatore la bandierina dell'arrivo, eccola è lì! Arrivò ad uno spiazzo di fronte un campo di calcio in erbetta, rallentò, si guardò attorno e poi disse ...si qui va bene... Parcheggiò l'auto, scese, prese la valigia e si avviò verso il cancello d'entrata del palazzo. L'ansia cresceva, la paura anche, ma l'idea di darlo a vedere gli dava fastidio, così fece un respiro profondo e inforcò il cancello d'ingresso, che nel frattempo si era aperto davanti a lui; prese l'ascensore, doveva andare al piano che lei gli aveva indicato, un fremito lo colse mentre spingeva il tasto dell'ascensore che fece chiudere le porte. Era lì... Tra qualche attimo l'avrebbe vista e lei avrebbe visto lui, in pochi secondi tutte le domande che si era posto durante il viaggio si ripresentarono tutte in una volta e si affollarono nella sua mente. Ma ad un tratto scomparvero, si erano aperte le porte dell'ascensore, uscì e a destra vide una porta che si apriva, la mente si svuotò, il palato si seccò e il sangue nelle vene sembrò congelarsi. Ad un tratto lei apparve dinanzi a lui: la vide bassina come gli aveva detto, occhi vivi e lucenti, un bel corpo piccolo e compatto ma ben tornito. La prima cosa che gli venne in mente fu abbracciarla, si, lo voleva e lo fece, non sapeva se anche lei stava provando quelle emozioni che lo stavano devastando dentro; lei sorrise e all'improvviso gli disse - ti aspettavo - , lui sapeva che mai parole erano più vere e mai erano state così volute. Entrò e si trovò in un corridoio piccolo ma non troppo, davanti a lui c'era la cucina, entrarono insieme, poi si abbracciarono e lei gli chiese - Hai fame, vuoi mangiare? - , ma lui non voleva mangiare voleva lei, il suo viso la sua bocca, lei lo intuì e gli disse - Andiamo di là? Ci facciamo le coccole? - , lui rispose semplicemente con un si, sembrandole sicuramente un automa, ma era quello che voleva, starle vicino, starle sopra, sentire il suo odore di donna, che lo aveva preso dal primo istante sulla porta d'ingresso. Mano nella mano si avviarono verso la camera in fondo al corridoio, entrarono, c'era un letto matrimoniale fatto con due letti singoli. Entrando lui si tolse le scarpe e salì sul letto aspettando che lei facesse lo stesso, quando anche lei si trovò sul letto le loro bocche si incontrarono per la prima volta, le loro lingue si toccarono per la prima volta, lui sentì il suo sapore sulla lingua, ora sì lo conosceva! Non riusciva a pensare ad altro che alla voglia di scoprire quel fiore di donna che spesso gli era sembrata così fredda e distaccata, ma che sapeva essere calda come un sole agostano. Siiiii finalmente l'aveva tra le sue braccia, la sentiva fremere sotto di lui, al suo tocco, sotto le sue mani; in pochi attimi si ritrovarono nudi e il loro calore sembrava sciogliere i loro corpi, la toccò con decisione e fermezza, voleva scoprire con le mani ciò che la sua mente conosceva già, il seno era piccolo e ben fatto, i capezzoli già turgidi per l'eccitazione lo invitavano ad assaggiare e lui lo fece, prese i capezzoli in bocca e iniziò a succhiare prima piano poi sempre più forte mentre passava le sue mani su quel corpo tanto desiderato e tanto sconosciuto; la foga si impadronì dei due, c'era ansia di scoprirsi ansia di conoscersi ansia di....amarsi; le mani di lui scivolarono sul culo di lei e la strinsero forte, la palparono, le aprì le chiappe sode e passò un dito sul buco del culo, sentì lo sfintere reagire al suo tocco, ma presto lo sentì rilassarsi e adeguarsi al dito che stava entrando dentro di lei; aveva ansia di sentire il sapore della sua figa, mise la mano sulla figa e la sentì bagnata, era un fiume in piena che lo stava investendo e lui si stava lasciando prendere da quelle grandi labbra pronunciate e carnose che gli stavano riempiendo la mano, ora basta non ne poteva più e così scese con la bocca sulla figa, così sentì il suo odore di donna, il clitoride duro e rialzato dall'eccitazione, era turbato dal suo sapore forte intenso e caldo, lei lo tratteneva con le mani lo schiacciava contro la sua passera voleva sentirlo, lo incitava, ....dai leccala..... prendi il clitoride tra i denti... stringilo forte... passaci la lingua... lui eseguiva i suoi desideri con ansia e bramosia di farla godere e godere lui stesso della vista di lei che fremeva sotto i colpi della sua lingua. La passera sembrava in preda alla pazzia più feroce, lui la sentiva contrarsi e rilassarsi in continuazione, le mani di lei lo tenevano forte e con decisione, non voleva lasciarlo scappare, era troppo bello ciò che provava e lui voleva farla godere con tutto se stesso. I sospiri di entrambi si fecero intensi, le parole di lei si fecero rantoli di piacere, oramai non usciva più un suono distinto dalla bocca di lei, ma solo suoni disarticolati che indicavano solo che stava impazzendo dal piacere e che non voleva altro in quel momento. Lui si staccò da lei e le salì sopra, era il momento di farla sua con tutta la sua forza, doveva possederla come mai aveva fatto prima di allora, la guardò un attimo negli occhi poi d'un colpo la penetrò col cazzo duro e paonazzo dall'eccitazione, lei lo guardò stupefatta e sorpresa lo sentì entrare con forza, sapeva cosa stava per succedere ma era lo stesso, comunque per lei fu un tonfo al cuore sentirlo sprofondare dentro di lei, così caldo duro e deciso, i movimenti di entrambi iniziarono a coincidere e la figa sembrava vivere di vita propria stringeva il cazzo in modo deciso e a volte si rilassava forse per la stanchezza o forse solo perché nello stringere di nuovo ne avrebbe avuto nuovo godimento, il fiato sembrava spezzarsi in entrambi, le parole uscivano diverse, non più fluide ma roche e pesanti, lei lo incitava di fotterla con tutto se stesso, lui non riusciva a dire altro che si ed ancora si ed ancora si, perché era quello che voleva, solo quello, starle dentro e farla godere più che poteva! Qualcosa cambiò in pochi secondi lei lo teneva forte per la schiena lo stringeva a sé con forza, lo voleva dentro di sé in quel momento e forse era un momento che avrebbe voluto durasse per sempre, la sua testa lo voleva, il suo corpo lo voleva, la sua fica lo desiderava, la carne di lui la stava trapassando con tutta la forza che aveva, i loro corpi sfregavano con forza, il suo clitoride era dilaniato e stava godendo, in pochi secondi lei lo strinse ancora più forte a sé e con un rantolo quasi di dolore ebbe il suo primo orgasmo da quell'uomo conosciuto per caso e voluto con forza.
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