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Vivere un porno
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Titolo:
Vivere un porno |
Autore:
Drivespave |
Contatto:
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Racconto
n° 479 |
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Ah, come sarebbe vivere in un porno? Ti svegli la mattina intontito e la prima cosa che pensi è che non ti ricordi affatto cosa è successo la sera passata. Ti guardi attorno e scopri che non sei solo. Una donna seminuda giace accanto a te. Socchiude gli occhi e in quel momento capisci che anche lei non ricorda proprio bene cosa sia accaduto ieri notte. La seconda cosa che pensi è che vorresti che oltre agli occhi schiudesse anche le labbra; per farti un pompino. Ti metterebbe a posto la giornata con uno sforzo davvero minimo. E invece no, si gira dall'altra parte sorridendo semi-incosciente. E' qui che scatta il meccanismo e mi stacco dalla realtà. Si gira, ti bacia, scende e te lo prende in bocca, ma tu sei già oltre, stai pensando a chi conoscerai durante il giorno e a chi trasmetterai la tua voglia di scoprire il corpo altrui. Immagini tutte le tue colleghe nude che sfilano per farsi giudicare e consigliare. "Come mi muovo?", "Bene così?", "Dai su, sii sincero!". Allora riaffiorano brandelli di sogni e ti scopri davanti ad una finestra su di un letto non tuo che tenti invano di inculare un amico di vecchia data, mentre il tuo migliore amico ti incita, ben consapevole, avendo lui già provato, che la cosa non ti dispiacerebbe. Il problema è che non ti si drizza ed ecco di nuovo che dal sogno sterzi brusco alla realtà. Dalla notte si materializza una polaroid che ti riprende invece sopra alla tipa che hai di fianco, meticolosamente impegnato in una penetrazione bianca e volta. E chi se lo sarebbe mai aspettato. Lei così pudica che dopo cinque minuti di avances ti ribalta come un calzino. Carnagione scura, carnagione chiara, donna che muta giorno dopo giorno in un turbinio costante. Donna che desideri incessantemente. Donna che usi, donna che getti, donna che seduci e riprendi. Ah, come sarebbe vivere in un porno? Un oblio costante e rassicurante enfatizzato da una routine pallida e deludente. Ah, come sarebbe vivere in un porno? E chi l'ha detto che sarebbe poi così male?
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