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L'Uomo delle Perle
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Titolo: L'Uomo delle Perle
Autore: Helena
Contatto:
Racconto n° 4791
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Mi sono sempre piaciute le perle, le ho sempre trovate eleganti e raffinate che donano alla donna che le indossa una classe molto particolare. Adoro ogni cosa con le perle, gli anelli, i bracciali, i pendenti, le collane con la singola perla appesa o giri e giri di perle al collo per rendere il decolletè prezioso. Spesso mi prendono in giro per questa mia passione, dicendomi che sono antica, che le perle sono per signore un po' avanti con l'età, che gli ricordo la zia, ma io l'adoro lo stesso rispondendo che le perle non sono per tutti. Un pomeriggio, riguardando tra i cassetti della mia camera ho ritrovato una scatolina, contenente una collana sottile con un pendente formato da tre perle incastonate e tenute insieme da una goccia di oro giallo. E' tutto un po' rovinato ma le perle sono bellissime e molto pregiate, poi me le aveva regalate mia nonna e ricordo che aveva usato questi termini: - Ti lascio queste perle, mi sono molto care, le lascio a te, tu hai una luce particolare negli occhi si vede che sai apprezzare le cose veramente belle e non è una dote da tutti.- A quel pensiero gli occhi mi si riempirono di lacrime, mia nonna era mancata da poco più di un anno, e c'era un rapporto molto particolare tra noi, poche parole ma essenziali era sufficiente uno sguardo.
Decido di far risistemare le perle, non so bene ancora come. Mi reco da un gioielliere artigianale, di quelli che nel retro del negozio hanno anche un piccolo laboratorio adibito alle creazioni ed alle varie sistemazioni, un negozio molto diverso da come si trovano adesso anche nei centri commerciali, in franchising, dove le commesse sono orafe improvvisate addette solo alla riscossione di quanto scelto dal cliente in totale autonomia.
Il locale è piccolo, molto accogliente con le vetrine curate, in legno pregiato, dove la vista è appagata da tanto scintillio, di ogni forma e colore. Dietro al bancone c'è una signora, elegante non giovanissima e molto gentile, le mostro la collana con le tre perle e le spiego che mi piacerebbe realizzarci un altro gioiello. –E' un lavoro da esperti- risponde sorridendo, - attenda che le chiamo il titolare.- Passano pochi istanti ed arriva un uomo, molto distinto, indossa pantaloni scuri e camicia bianca sbottonata sul collo, alto, capelli corti brizzolati e una bellissima bocca. –Piacere sono Edoardo, il proprietario- si presenta sorridendo e porgendomi la mano –in cosa posso esserle utile signora? – Eleonora, mi chiamo Eleonora... piacere mio.- Ha uno sguardo magnetico, spavaldo che mi disorienta, è proprio un uomo con un fascino particolare.
Non appena vede le perle afferma con decisione e sapienza che sono veramente pregiate e particolari, cerco di spiegargli che vorrei riutilizzarle e che mi piacerebbe diventassero un qualcosa di unico creato appositamente per me, anche se non ho in mente nulla di preciso, ribadendo che il suo negozio mi è stato consigliato proprio per la qualità. – Qualcosa di unico per lei...vediamo.- E mi osserva, guarda il mio viso mi fissa a lungo, poi si avvicina e mi scosta i capelli da un lato del collo sfiorandomi la spalla. –Raccolga i suoi capelli con una mano per cortesia e li tenga su- continua a fissarmi. –Si slacci un bottone della camicetta, mi mostri il decolletè - Avvampo in viso ma eseguo silenziosa accennando un sorriso, sperando che non si accorga del mio imbarazzo e dei brividi che percorrono il mio corpo. –La ringrazio Eleonora, adesso mi permette vero?- e mi prende una mano, l'accarezza, la osserva percorre la lunghezza delle dita con compiacimento. Ho delle fitte al basso ventre, quest'uomo mi emoziona, sento un piacevole formicolio tra le gambe, mi sto eccitando. –Bene Eleonora, non sarà difficile creare qualcosa di speciale per lei, è una donna che sa apprezzare la bellezza e coglierne il piacere che ne deriva, si vede dai suoi occhi- Non credevo alle mie orecchie, possibile che il signor Edoardo avesse pronunciato proprio quelle parole? Pochissime persone avevano colto questo lato di me e ci eravamo appena conosciuti.
Ci accordiamo di risentirci tra qualche giorno, nel frattempo avrebbe buttato giù qualche disegno da sottopormi, gli lascio il cellulare, la mail e me ne vado. Sono impaziente di tornare a casa, quell'uomo mi ha fatto un effetto devastante, sono fradicia tra le gambe. Mi basta solo pensare al lieve tocco di quando mi ha sfiorato la spalla per scostarmi i capelli che due dita sono già tra le gambe e con l'altra mano mi torturo i capezzoli, stringo i seni, immaginando che a farlo siano le sue mani, la sua bocca. L'orgasmo arriva violento e potente, ma non mi lascia appagata, non completamente.
Il giorno successivo il cellulare squilla, sono le 19.00 rispondo, è Edoardo che mi comunica che mi ha inviato un paio di bozze per e-mail. Ringrazio e corro a verificare, sono curiosa ed impaziente di vedere le proposte.
La mail contiene solo gli allegati, nessuna frase, nessun commento, solo il suo nome e cognome. Il primo allegato contiene un bozzetto nel quale ha diviso le tre perle, due in pendenti incastonate con una spirale di brillanti ed oro bianco, l'altra un anello che richiama lo stesso motivo e la stessa decorazione degli orecchini, in fondo al bozzetto, a matita c'è un P.S. sarebbero perfetti per le tue orecchie Eleonora. Era passato al tu, quella frase mi aveva fatto l'effetto di un pugno allo stomaco rendendo il mio respiro più corto.
Nel secondo bozzetto vi era una collana, che richiamava l'originale, solo che la goccia in oro giallo annerito era sparita e vi erano a contorno delle perle solo brillanti di più dimensioni a più fasce, quasi a formare tre serie di gocce del contornate di oro, almeno era quello l'effetto visivo. E' bellissimo è stato il pensiero e sono rimasta li ad ammirare quei bozzetti per un tempo indefinito. Nel frattempo arriva una nuova mail da Edoardo, impaziente di aprire l'allegato leggo: - Tre perle solo per te - .
Apro l'allegato e non credo ai miei occhi, si ferma il respiro, non è possibile, sono tre gocce di sperma che sembrano realmente delle perle... Ho il cuore in gola che batte all'impazzata, non riesco a togliere gli occhi dallo schermo sono come ipnotizzata e molto eccitata, allungo l'indice sinistro allo schermo quasi a volerle raccogliere per portarle alla bocca, sentirne il sapore... impaziente mi masturbo di nuovo, quell'uomo era un pensiero fisso, immaginavo di vederlo mentre si toccava, chissà in che modo l'aveva fatto, come era quando provava piacere, quando schizzava quelle fantastiche perle... è con quel pensiero che le mie dite sono inondate da un orgasmo interminabile, ho continuato a toccarmi a lungo. Appena placato il desiderio prendo il cellulare e gli invio un messaggio con scritto - Quando - Dopo appena un minuto risponde - Da me ore 14.00 - .La notte e la mattina sembrano non passare mai, sono inquieta, agitata. Finalmente arrivo al negozio, busso appena sulla porta e viene ad aprire. Mi fa entrare, chiude a chiave e fissandomi mi chiede -Allora quale bozzetto hai preferito?- -L'ultimo- rispondo senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi – Ne ero certo- ribadisce – Sei una donna speciale Eleonora, una donna che sa cogliere i momenti di massimo piacere- E mi bacia, profondamente, le mani impazienti di sentirci di toccarci, le sue mani piene sui seni, sui fianchi, sul culo, come volersi riempire delle mie forme a farmi sentire il suo vigore mentre continua a baciarmi. Adoro essere toccata in quel modo. Ricambio carezzando il suo corpo, ma fremo per toccare il membro eretto che mi preme sul ventre...sfioro la stoffa dei pantaloni e subito ho voglia di vederlo, slaccio i pantaloni e libero quel cazzo meraviglioso e pulsante, lo accarezzo nella sua lunghezza, lo stringo allentando la presa sulla punta e con mio enorme piacere lo sento umido...mi chino e lo prendo in bocca, assaporandolo pienamente, con un lento e ritmico affondo, per poi soffermarmi sulla cappella, una bellissima cappella, ben definita che si sente bene con le labbra e la lingua e poi affondo di nuovo, fino alla gola, come non essere mai sazia. Il pensiero è fisso a quelle tre perle che erano solo per me. Vorrebbe fermarmi, ci prova non vuole venire non per primo almeno, non ancora. Lo fisso negli occhi dicendo che voglio vedere le perle, le voglio assaggiare, con sguardo dolce ma fermo e continuo a toccarlo fino a che sento che sta per esplodere e metto la bocca sulla cappella e sento i suoi schizzi tra le mie labbra e sul viso, sono come ipnotizzata, ho la fica che pulsa dal piacere che sto provando, mentre lui gode emettendo un lungo lamento. Continuo a toccarlo più dolcemente per prolungare il suo l'orgasmo. –Le tue perle sono buone- dico con un filo di voce -e te lo dice una signora che sa cogliere il momento di massimo piacere.-
Mi sorride e mi bacia vuol sentire il suo sapore attraverso la mia bocca. Riprende a toccarmi e mi tortura tra le gambe con le mani, lecca e succhia sapientemente i miei seni a lungo molto a lungo, poi si sposta tra le mie cosce e finalmente sento la tua lingua grande e dura che mi esplora più a fondo possibile, la tua bocca che sembra volermi mangiare, mi porta vicina all'orgasmo più volte e coscientemente si allontana facendomi soffrire, per poi ricominciare finchè non resisto e vengo inondandogli la bocca coi miei umori, le gambe tremano, il ventre sobbalza tanto è il piacere. Non mi dai il tempo di riprendermi che subito mi giri a quattro zampe e mi penetri, mi scopi forte stringendomi i fianchi, non so quante volte sono venuta so solo che sono annebbiata dal piacere. Esci da me e inizi a leccarmi nuovamente e lo fai anche tra le natiche, ho capito cosa vuoi fare. Metti un dito nell'entrata più stretta, lo senti morbido e mentre mi dici quanto ti piaccio per quanto sono porca e me lo fai ripetere quanto mi piaccia essere la tua porca, mentre lentamente affondi il cazzo tra le mele, sempre più a fondo, ogni spinta sempre di più, con il sottofondo di oscene frasi che suonano come melodia in quel preciso istante, una melodia crescente che termina con un urla di piacere. Ti accasci su di me e mi accarezzi dolcemente. -Anche io sono un uomo che sa cogliere il momento di massimo piacere- mi dici appena ci siamo placati... –Adesso possiamo parlare dei bozzetti-.