|
|
|
Il pirata
|
|
|
Titolo:
Il pirata |
Autore:
Carpedm |
Contatto:
|
Racconto
n° 4800 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Mentre mi avvicino con gli occhi allacciati ai tuoi noto il tuo abbigliamento, femminile, elegante; hai osato un po' con le scarpe a tacco alto che rivelano una forte sensualità, e questo mi piace. Siamo faccia a faccia, per un attimo sento il profumo dei tuoi capelli, buonissimo. So che non reggeresti ancora a lungo il mio sguardo così vicino, così penetrante, ai limiti della sfacciataggine, per cui ti sorrido e ti dico: "Vieni", dirigendomi verso le scale che portano al piano interrato. Nella prima sala, illuminata con luci soffuse, alcuni musicisti si preparano per il concerto di musica da camera, Brahms e qualcun altro che non faccio in tempo a riconoscere mentre la attraversiamo velocemente. Entriamo nella seconda sala, usata per una mostra fotografica. Pochi invitati intenti a studiare le opere, due addetti alla security alla porta di fronte; sulla destra un'altra porta. Do un'occhiata dentro, è una stanzetta con tavolini e sedie e un montacarichi, usata dal personale di servizio. Entro. Mi segui. So di avere trenta secondi, un minuto al massimo prima che qualcuno della security entri a controllare. Afferro con dolce fermezza entrambe le tue braccia e ti blocco al muro. Il mio viso a pochi centimetri dal tuo. "Ma sei matta a guardarmi così? Ma ti rendi conto?" "Si, ma anche tu hai uno sguardo pazzesco!" mi dici. Ti bacio con una voracità impressionante, mi sorprendo anch'io di quanto trasporto ci mettiamo entrambi. Mi stacco un attimo ti guardo, hai gli occhi drogati. "I tuoi occhi mi dicevano: 'Scopami ora', lo sai vero?" ti dico. Con la coda dell'occhio vedo due guardie avvicinarsi dalla prima sala. Ti sposto in un angolo più riparato."Ferma" ti dico mentre con la punta delle dita della mano destra percorro la scollatura fino all'altezza del seno. Poi sempre guardandoti forzo la mano nel reggiseno, prendendo il capezzolo tra pollice e indice, poi torno a baciarti, spegnendo il tuo flebile "..non mi era mai successo..." con le labbra. "Quanto sei bagnata?" ti sussurro nell'orecchio. "Tantissimo" mi dici come arrendendoti all'evidenza dei fatti. Giusto il tempo di prendere il capezzolo tra le labbra e baciarti il seno, per poi riadagiarlo con cura al suo posto, che vedo due guardie alla porta che ci guardano con un ghigno. Non c'è bisogno di dire nulla, ti prendo sottobraccio e mentre passiamo tra le due colonne umane strizzo l'occhio a uno dei due che annuisce tra l'invidioso e il complice, e saliamo. "Dammi il tuo numero" ti dico. Dopo aver memorizzato il numero metto via il cellulare. Una collega brilla mi vede. "Ma dov'eri finito? Sbrigati che c'è il taxi che ci aspetta." Mi guardi andar via. Ti senti spossata, come se un tornado ti avesse investita, ma divertita ed eccitata come non ti sentivi da tempo. Dopodiché esci anche tu dal palazzo e mentre sali sul taxi pensi che non sai dare un nome al pirata che per un attimo ti ha rapita e portata via.
|
|
|
|