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BOLLICINE
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Titolo:
BOLLICINE |
Autore:
FSF |
Contatto:
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Racconto
n° 4866 |
Altri
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Ti verso il primo bicchiere. Sorridi. Mi dici che sei già ubriaca di me, del lungo parlare del pomeriggio. Abbiamo camminato lungo il mare. Ci siamo seduti sugli scogli, in una spiaggia di maggio. quasi deserta. Non ci siamo quasi toccati. Solo una volta hai appoggiato la testa alla mia spalla. Ti ho baciata sugli occhi. Abbiamo parlato a lungo. Dopo mesi di telefonate, sms, mail abbiamo ancora tanto da dire. Prima di arrivare al tavolo di questo ristorante mi hai preso sottobraccio, appoggiandoti leggermente. -Resti con me stanotte?- Dico di sì. Beviamo senza fretta il primo bicchiere. Ci portano il piatto che avevamo chiesto. Ora stiamo in silenzio. Ci guardiamo. I bicchieri sono vuoti. Un vino bianco turbinoso ed elegnte.. -Non finiamola ora, questa bottiglia. Teniamola per dopo. – dici. Finiamo di mangiare in silenzio. Ti allontani mentre pago. Torni sorridente- Andiamo-? Decidiamo di camminare ancora un pò. Lasciamo la bottiglia in macchina. Sulla sera sul lungomare è animata. Mi viene in mente il grande Gatsby, quei "giardini azzurri, dove uomini e donne andavano e venivano come falene fra bisbigli e champagne e stelle". Mi sfiori leggermente mentre camminiamo. Mi indichi la luna crescente e sorridi. Mille volte abbiamo parlato e scritto della luna. Ma ora non parliamo, quasi. La sera è dolce. Mi sento nudo e sono felice. Vorrei toccarti, abbracciarti. Ma ho paura che avvenga troppo presto. So che per te è la stessa cosa. So che sei mia. So che cammini nuda al mio fianco. Decidiamo, quasi senza dircelo, di risalire in macchina. Ti apro lo sportello. Sorridi. Mi accarezzi il viso rapidamente. Mi guidi lungo la strada di casa. Tua. Prendi la bottiglia e bevi un sorso. - Entra là- indichi un viottolo alberato. Uno spiazzo. Mi fermo. Sollevi appena l'abito estivo, mi prendi la mano e la porti sulla tua gamba. La guidi verso l'alto. Sei nuda sotto quel vestito - Non toccarmi, ora, non fare niente. Guardami- Ti togli l'abito. Mi baci rapidamente sulle labbra. - Non toccarmi- Ti accarezzi il seno. -Guardami.- Sto tremando, ma non ti sfioro. Ti rivesti ma lasci il bacino scoperto. -Vai ora. Ma non avere fretta di arrivare.- Guido lentamente. Ora stai parlando. Stai parlando di noi mentre ti accarezzi con entrambe le dita . Poi ne metti uno in bocca per inumidirlo. Abbatti leggermente il sedile. Un rapido sguardo mi dice che lo sta infilando dentro il tuo sesso. . Parli intanto. Mi dici che mi vuoi fin dalla prima volta che hai sentito la mia voce al telefono. La tua voce è pesante, madida, incrinata. Il dito entra sempre più profondamente. Ma siamo arrivati. Beviamo ancora un sorso. Mi avvicino per baciarti. Mi respingi sorridendo. -Dopo- Sei nuda un attimo dopo che siamo entrati. Prepari un cestello ghiacciato per la bottiglia e lo porti in camera. Accendi due candele. Ti lasci cadere sul letto. Mi dici si spogliarmi. Intanto ti accarezzi, hai dilatato la fessura e sfiori lentamente il clitoride. Nudo, tremante, mi avvicino a te e resto a guardarti. Un leggero tremito, un altro, un brivido, una scossa più lunga. Passo le dita sulle tue grandi labbra. Ti accarezzo e lentamente comincio a scoparti con un dito. Poi con due. Ti esploro, cerco il tuo essere più fragile. Le tue dita si muovono quasi con ferocia. Poi ti calmi e continui più piano. Guardo il tuo viso. Anche tu mi guardi. Non so quanto duri, so che il tuo orgasmo è lungo e dolce, ma non basta né a tè né a me. Mentre sei ancora scossa dagli ultimi spasimi comincio a baciarti, sempre tenendo le dita dentro e muovendole. Oramai sono del tutto ebbro anch'io. Non basta più leccarti. Succhio impazzito il tuo clitoride. Sento che gridi e singhiozzi. Poi mi allontani. Mi sdraio allora su di te perché ora voglio i tuoi occhi. Mi guardi, Mi stringi, sento che il tuo viso è bagnato di lacrime. Un lungo abbraccio. Stringi le gambe intorno ai miei fianchi. Devo entrare in te. E'una scopata quasi crudele. Nei tuoi occhi c'è un'espressione quasi di dolore e paura. ma anche di dominio. E'una guerra feroce. Vorrei tu non esistessi, vorrei non averti mai conosciuto, ho paura di te. Ansanti, tremanti, bagnati riprendiamo fiato, ora. Mi muovo dolcemente dentro di te. Ci guardiamo con occhi velati Parliamo. -Non baciarmi ancora la bocca- dici- non ancora. Ho sempre sentito una parte femminile in te. L'ho voluta fin dal primo momento che ho sentito la tua voce. Ora la voglio. Devi darmela. Sdraiati sulla schiena. Non muoverti, lasciati scopare, lasciami fare. Beviamo un po' di vino primo, però-. Vorrei accarezzarti il seno mentre ti muovi sopra di me. Mi dici che i preliminari di stanotte sono cominciati al telefono, mesi fa. Dici che per tutto il pomeriggio le nostre menti si sono accarezzate. Ti sento godere, sento la tua fica contrarsi, ti sento gridare, sento che mi dici di venire, di non aspettare più. Riesco a trovare il tuo tempo e mi lascio andare ad un orgasmo di una bellezza quasi angosciosa. Ti vedo, in una nebbia spessa, che mi sorridi. Ti stacchi da me- -Non muoverti- dici. Afferri la spalliera del letto, appoggi il tuo sesso alle mie labbra. - Aprila. Aiutami- Il mio sperma mi cola in bocca. - Leccami- Infilo la lingua, le muovo forsennatamente. Pazzo di odori, di vino e lacrime. _Non ingoiarlo- Mi scivoli accanto. Il primo bacio. Il primo lungo disperato bacio.
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