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Superba
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Titolo:
Superba |
Autore:
Calomar |
Contatto:
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Racconto
n° 4868 |
Altri
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Mi siedo sullo sgabello, davanti al pianoforte. Inizio a suonare, per ingannare l'attesa; Chopin, Preludio in mi minore, uno dei tuoi preferiti. La musica ti raggiunge nella stanza accanto, dove ti stai preparando per me, come ti ho chiesto. Trucco leggero, solo sugli occhi, capelli sciolti, lingerie rigorosamente nera, autoreggenti a fasciarti le gambe, scarpe col tacco. Già ti vedo con la mente e ti desidero, mentre le mie dita scivolano leggere sui tasti come fra poco faranno sulla tua pelle. Una lama di luce squarcia la penombra della stanza mentre apri la porta e fai il tuo ingresso. Di colpo smetto di suonare, troncando la splendida melodia, calamitato dalla tua presenza. I tuoi capelli castani cadono sulle spalle in una cascata di morbide onde, il tuo seno così generoso fa bella mostra di sé nell'abbraccio del reggiseno, le tue gambe chiare e tornite, ancora nude, sono esaltate dai tacchi alti. Tra le mani stringi le calze nere che, come promesso, indosserai davanti a me. I tuoi occhi e il tuo sorriso suggeriscono appetiti lascivi e sensuali promesse. Altera ti avvicini al pianoforte. Ti sfili le scarpe e appoggi un piede affusolato sui tasti, producendo un suono acuto che ci strappa un sorriso. Lentamente e con tutta la cura necessaria indossi la calza, tirando centimetro su centimetro la stoffa, coprendo la pelle morbida in un fruscio delizioso. Orgogliosa sistemi il pizzo sulla coscia, lanciandomi un'occhiata furba. Sai benissimo quanto mi piaccia tutto questo, come sei in grado di annebbiarmi la mente e farmi perdere lucidità. Ricopri anche l'altra gamba, calibrando ogni movimento, dosando con sapienza la tua sensualità. Poi mi vieni vicino, ti siedi sulle mie gambe e senza ulteriori indugi cerchi le mie labbra. Un bacio lungo e umido, così dolcemente voluttuoso. Sento l'eccitazione prendere il sopravvento e vincermi. Tu, implacabile predatrice, percepisci questa voglia e scosti la tua bocca succosa dalla mia, lasciandoti rincorrere, giocando con il mio appetito, torturando la mia sete di te. Mi guardi sorniona, vuoi farmi credere di essere indifferente a me e alle mie carezze. So come smascherarti. Scosto il reggiseno liberando le mammelle floride e stringo tra le dita un capezzolo carnoso e turgido. Infilo l'altra mano nei tuoi slip e ti trovo morbida e bagnata. Inarchi la schiena e gemi forte. Mi afferri la testa e spingi il mio viso sulle tette, invitando la mia bocca a suggere. E io eseguo. Sei mia. Entro con le dita nel tuo sesso e succhio i tuoi seni con feroce avidità. Con la mano ti accorgi della mia erezione e appena le mie carezze ti lasciano un attimo di respiro, scendi dalle mie gambe e ti inginocchi, armeggiando con le mani per strapparmi di dosso pantaloni e mutande. Afferri il mio membro e brutalmente lo porti in bocca, assaggiandomi. Inchiodi i tuoi occhi nei miei mentre fiera succhi oscenamente. Porti una mano audace sul fiore grondante e ti impegni per darti piacere. Spingi il mio membro sempre più in fondo, fino a farti mancare il respiro. Piccole lacrime si formano ai lati dei tuoi occhi, sciogliendo il trucco e rigandoti le guance di scie nere. Le tue dita affondano furiose nella fica, scivolando senza sosta tra i tuoi umori. Senza preavviso esplodo nel calore della tua bocca, regalandoti tutto il mio seme tra gemiti strozzati. Ti sento tremare mentre ricevi il mio succo, facendo attenzione a non perderne neanche una goccia. Aspetti di essere completamente soddisfatta prima di allontanare la mano pregna della tua essenza dal ventre. Ti alzi superba e porgi alla mia bocca il tuo piacere liquido, permettendomi di inebriarmi con il tuo odore e il tuo sapore. Poi ti volti e allontani da me il tuo fondoschiena morbido e rotondo, abbandonando la stanza. Lasciandomi di nuovo solo, davanti al pianoforte.
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