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Jenny
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Titolo: Jenny
Autore: Emiliano82
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Racconto n° 487
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HHo da poco affittato un alloggio qui nella periferia di Torino, per fortuna non molto costoso, il mio lavoro non mi permetterebbe di sostentarmi altrimenti, dato che devo dare conto anche agli studi universitari.
All'inizio mi pareva tutto strano, ero a dir poco spaesato in una città come questa, essendo abituato alla vita di paese che si fa giù nel meridione.
Si certo è dura, alzarmi alla mattina e prepararmi per andare in facoltà, e se non ci metto su un buon caffè che mi risvegli non ce la farei mai.
Prima di uscire apro il frigo e cerco una lattina di birra, ci sta proprio bene, anche se so di dover affrontare una dura giornata fino alle 8 di stasera, trangugio velocemente, cestino la lattina, prendo la giacca e via... ha inizio un'altra giornata.
C'è lei, alla fermata del bus che mi aspetta. Jenny, una ragazza inglese trasferitasi in Italia, per studiare, anche lei lavoricchia qua e là per potersi mantenere gli studi, che non è cosa da poco.
Bella, occhi azzurri, capelli castani, un bel fisico e 23 anni belli pimpanti, ma in certi atteggiamenti sembra una ragazzina adolescente, che ancora deve scoprire il mondo degli adulti.
Non è così a letto però... l'altra sera alla festa di Enrico, un mio collega di università, che compiva gli anni, le parlai, e lei l'italiano lo capisce benissimo... dicevo, le parlai e mentre le parlavo forse un po' per merito dell'alcool, prese e avvicinò le sue labbra alle mie.
Certo io non resistetti e cominciai ad assaporare i suoi sensi. Baciava bene davvero per aver avuto pochi ragazzi nella sua vita, ci dava dentro, ad un certo punto mi disse parlottandomi quasi borbottando, per l'evidente rumore attorno a noi, mi disse: "Andiamo di là che ti voglio spiegare una cosa".
Tra me e me capii già cosa doveva dirmi ma feci finta di niente e assecondai il suo volere.
Ci alzammo, io posai il bicchiere con il drink, lei fece lo stesso con il suo, e ci appropinquammo nella camera gentilmente prestataci dal mio amico, quella dove lui passa le sue felici notti, in compagnia di ragazze o da solo.
Mi appoggiai sul materasso, non mi dette nemmeno il tempo di ragionare sul da farsi, che mi si avvinghiò addosso quasi strappandomi la camicia (tra l'altro appena comprata!) mi tirò i peli del petto, e non con eccelsa cautela, tant'è che le dissi: "Wè Jenny ma che ti prende, cosa mi dovevi dire?!" e lei: "C'mon shut up! let's go" in un mix di inglese e italiano: "Dai spogliati."
Non è che stetti li a considerare molte cose, anche perché lei non mi pareva nelle condizioni e non mi sembrava avesse molta voglia di pensare.
Mi levai io la camicia, lei si tolse la maglietta e mi mise in faccia le tette, che a dir il vero non feci mai caso a quanto fossero grandi, ora me ne accorsi.
Fece in fretta a togliersi anche il reggiseno, mi diede qua e là un morsetto sul petto, sul lobo delle orecchie, e io gliene assestai alcuni sui capezzoli, e nel collo, notai che la cosa non le provocava nessun fastidio, anzi.
Era abbastanza intraprendente e non esitava a darsi da fare, ad un certo punto levatasi anche la gonna, e rimasta in mutandine, si accinse ad aprire la pattuella dei miei pantaloni, me li abbassò e di conseguenza come lei rimasi in mutande.
Lei con un balzo sul letto si tolse anche l'ultimo residuo di stoffa sul suo corpo, si abbassò lentamente mordicchiandomi ancora il petto, e poi giù verso l'ombelico, e poi ancora giù dando un morsetto alle mutandine, con le mani me le tolse lentamente, facendo si che anche io rimasi completamente nudo come lei.
Mentre io osservavo il tetto di camera del mio amico, tolte le mutandine, salì e cominciò a baciarmi sul collo, e poi con la lingua mi leccò la faccia, ci baciammo stretti in un abbraccio, poi le prese a scendere ancora lentamente, alternando bacetti al mio petto, alla pancia, fino a che arrivò al punto che dà più piacere, e prese su e giù, e poi ancora su e giù, io in uno spasmo di piacere immenso, continuò con quelle sue labbra sensuali a darmi un piacere che da tempo non provavo, mentre io gemevo le mi guardava e continuava nella sua opera che stava compiendo magistralmente, una fellatio da sogno.
Finito, salì su e tornò a sbaciucchiarmi qua e là, le suggerii di montarmi su e lei non esitò un attimo, cominciò, lei sopra di me, cavalcando in un incontro di piacere per entrambi, stupendo.
Sentii il cuore che batteva a mille, a dire il vero era da molto che non provavo questo tipo di emozioni, davvero immense.
Passammo ad un'altra posizione, che a me fa impazzire e che uso spesso, io dietro, per me è piacevolissimo anche se per molte ragazze è sinonimo di volgarità, ma a lei piacque, e gemeva, e io provavo sempre più piacere, mentre lei continuava a gemere, che talvolta si trasformano in grida di piacere... aumentai il ritmo della penetrazione, e lei godette sempre più, alternando grida a parole in inglese che a dire il vero capisco poco, e in un momento così mi stava bene anche quello... continuai nel ritmo di prima, notai che godeva talmente tanto da stringere i denti, e la cosa mi fece eccitare ancora di più.
Dopo circa una mezz'oretta, raggiungemmo entrambi l'orgasmo e fu un'esplosione di piacere per tutti e due, lei lanciò un ultimo grido accompagnato a gemiti, a mia volta anch'io mi lasciai andare in un urlo che credo nonostante la musica abbiano sentito anche nelle altre stanze.
Tenni dentro tutto questo piacere per l'intero rapporto, mi lasciai andare, afferrandole ancora una volta le tette, le porsi la mia lingua e lei la sua, ci baciammo, mentre lei mi suggerì che si era fatto tardi, e che l'indomani abbiamo un esame importante, cosa di cui io me dimenticai totalmente.
Presi e mi vestii, mentre lei aggiustava il letto o cercò comunque di farlo, per non lasciare la stanza sottosopra.
Ci dirigemmo nella sala dove tutti ancora festeggiavano, presi da parte Enrico (il mio amico) e lo ringraziai per la gentile concessione, lui capì e annuì... lo congedai dicendogli che all'indomani mi avrebbe dovuto portare il libro che gli prestai per studiare.
Afferrai la mia giacca, stesi il braccio attorno al collo di Jenny e salutai il popolo festante.
Era stata una serata magnifica per me, anche grazie ai miei amici, e a lei, Jenny, compagna di un'avventura direi indimenticabile.