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Mai sottovalutare una sconosciuta
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Titolo: Mai sottovalutare una sconosciuta
Autore: Petite Lu e Paperino
Contatto:
Racconto n° 4876
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... - tic, tic, tic - , le dita battevano velocemente sulla tastiera del suo pc ma nella testa, nonostante fossero le 18.45 e la lunga e pesante giornata di lavoro stesse per terminare, i pensieri erano altrove.
L'incontro della sera precedente lo aveva stregato, sconvolto, gli aveva lasciato quella sensazione che spesso provava quando arrivava in cima ad una falesia scalata a mani nude: un misto di adrenalinico senso di onnipotenza misto alla consapevolezza di aver corso il rischio della fine della propria vita...
Ma tant'è, lui era proprio così un Giano Bifronte, un connubio di contraddizioni che convivevano insieme e contribuivano però a creare quel suo alone di mistero che tanto attraevano il prossimo.
Li aveva incrociati alla buvette del Teatro nell'intervallo tra il primo ed il secondo atto della pièce alla quale era andato solo per far piacere al suo migliore amico che - gioca all'intellettuale - ma che poi si perde e cade miseramente su particolari irrilevanti quando si discute di argomenti importanti...
Lui, un bell'uomo sulla cinquantina abbastanza in forma e dall'aspetto curato, si poteva pensare un manager di una multinazionale; lei, qualche anno in meno, affascinante nella sua normale bellezza.
Sorseggiavano un flute di - bollicine - chiacchierando e di tanto in tanto allungavano la mano per gustare quegli stuzzichini che ormai popolano tutti gli - happy hours - modaioli delle città.
Li guardò così, con fare poco interessato giusto perché erano posizionati in linea con il suo sguardo e poi si diresse verso il suo posto.
La rappresentazione era veramente noiosa, piatta e senza verve quindi decise di alzarsi ed uscire per prendere - una boccata d'aria - .
Tenendosi chino per non disturbare troppo gli altri spettatori si spostava piano piano verso l'esterno della fila di poltroncine con espressione quasi contrita , come a volersi scusare di un grandissimo torto arrecato, e notava negli sguardi delle persone sentimenti di sdegno e riprovazione.
Quasi in fondo alla fila incrociò il suo sguardo, era la donna della buvette.
Le sorrise in modo educato e lei contraccambiò con un sorriso che però gli parve diverso, quasi complice.
Si convinse di aver sicuramente frainteso, arrivato al corridoio, costeggiò rasente il muro della platea e finalmente si ritrovò nello spazioso e sfarzoso atrio in stile Liberty.
Si fermò un attimo con la testa all'insù ed inspirò profondamente l'aria leggera perché non - inquinata - da centinaia di polmoni come quella del luogo da cui era appena uscito.
Si diresse mani in tasca con passo pigro verso le toilettes che, dato l'ambiente in cui si trovava, potevano dirsi molto molto chic.
Un portoncino anch'esso in stile Liberty dava accesso ad un locale di una quarantina di metri quadrati, - sarebbe un lussuoso un monolocale - rifletté, con un antibagno in cui facevano bella mostra due divani da 4 posti ciascuno rivestiti di velluto rosso acceso, nascosti da un paravento a motivi arabescati che contribuiva quasi a creare un malizioso separé per evitare l'impatto visivo diretto sulle due porte di accesso ai bagni dei due rispettivi sessi.
Stava per entrare nella porta che esibiva un disegno di un paio di baffoni un po' kitsch per il luogo quando sentì dietro di se il portoncino muoversi; si girò e gli parve di vedere uno sbuffo di colore davanti ai suoi occhi infilarsi velocemente dietro il paravento.
Incuriosito mosse due passi nella stessa direzione e sporse velocemente il capo all'interno del separé ma non vide nulla di strano; allora decise di ritornare sui suoi passi ma un sibilo attirò la sua attenzione.
Veniva da lì dietro ma lui non aveva visto nulla...
Entrò circospetto dietro il paravento e finalmente vide ciò che lo aveva attirato.
La donna della buvette era sdraiata sul divano con fare svogliato, le gambe velate in calze nere autoreggenti leggermente divaricate che lasciavano intravedere un lembo di pelle color bronzo al di sopra del pizzo; la camicetta bianca sbottonata all'altezza dello sterno evidenziava i seni proporzionati che, schiacciati dal - push-up - , lottavano per non esplodere e mostrarsi in tutto il loro turgore.
Restò per un momento quasi come paralizzato da quella visione ma un sorriso ammiccante ed un lieve movimento della mano della donna gli dettero come una scossa e le si avvicinò.
Con un movimento repentino lei lo attirò a sé e lo baciò con ardore; la sua lingua si fece strada prepotentemente attraverso le sue labbra e cominciò ad spadroneggiare la sua con un vigore che lui non aveva mai provato, subìto...
Con le mani sfiorò il bottone della camicetta, lo torse leggermente e le sue dita accarezzarono una pelle vellutata e calda, si infilarono sotto il reggiseno ed i suoi palmi urtarono contro i capezzoli irti e sodi.
Le mani di lei scesero lungo il suo petto, giù, sempre più giù fino ad arrivare al bottone dei suoi jeans che venne slacciato con un movimento repentino ma esperto; e , sempre con una rapidità inaudita, il suo sesso venne come avvolto dalle spire di un serpente...
Benché per lui fosse una situazione nuova, era sempre lui a - gestire - , la cosa non gli dispiacque affatto ma al tempo stesso volle poter non essere da meno e quindi spostò le sue mani sulla zip della gonna che, aiutata dal leggero inarcarsi della schiena di lei, in un attimo scivolò ai piedi, così come il perizoma di pizzo nero.
Così avvinghiati sul divano le rispettive labbra incominciarono ad alternarsi in un'esplorazione reciproca dei loro corpi che ad entrambi davano sensazioni intense e brividi di piacere...
Ad un certo punto lei lo attirò a se ed il suo membro eretto e rorido di miele si ritrovò a penetrare delicatamente in un caldo ed altrettanto umido accogliente nido.
Per alcuni secondi entrambi godettero di quelle percezioni paradisiache poi lei incominciò a muovere il bacino con la grazia di una ballerina classica e lui assecondò quella danza senza forzare affondando il suo viso nel suo seno sodo ed ansante.
Nell'estasi del momento gli parve di sentire o, forse, intuire, una presenza dietro di se e preso dall'evento non ebbe una reazione immediata ma intuì da un leggero sguardo di lei che qualcuno si era avvicinato.
Torse leggermente la testa a sinistra e vide il marito della donna in piedi che li guardava.

Lei fu pronta a riportare il suo sguardo alle sensazioni intense che stavano provando catturando la sua bocca in un languido bacio..... non voleva che quell'attimo così intenso fosse turbato dalla presenza silenziosa del marito.... strinse le gambe intorno al suo bacino e chiuse le mani sulle sue natiche, la bramosia e l'eccitazione di lei erano palpabili e lui la osservò scrutando e cercando di percepire cosa stava succedendo.... il viso di lei si illuminò di intenso piacere. E lui fu percorso da un brivido lungo la schiena... una sensazione nuova... possedere la donna di un altro ed essere guardati quando i sensi comandano il corpo e la mente cerca solo l'orgasmo. Lei estasiata nello scorgere eccitazione sul viso di suo marito mentre osservava lo sconosciuto che penetrava la sua vogliosa intimità.... Chiuse gli occhi e si lasciò trasportare dall'intensa eccitazione a raggiungere l'estasi del piacere....
Repentinamente si sentì rivoltare, presa con furia e penetrata bruscamente da dietro, i fianchi stretti in una morsa quasi dolorosa... un sussulto per la sorpresa e poi il grugnito di lui che godeva....
Non ebbe il tempo di vedere lo sconosciuto dileguarsi nel nulla....
Il marito si avvicinò, l'aiutò a rivestirsi con una dolcezza infinita accarezzandola e guardandola con bramosia. Non parlarono ma i loro occhi esprimevano un desiderio mai provato.

La situazione lo aveva preoccupato, turbato.
Mai si sarebbe aspettato di trovarsi in un frangente che da un lato aveva trasmesso adrenalina a tutte le sue sinapsi ma dall'altro gli aveva dato la stessa sensazione che si prova quando ci si pone sotto una gelida cascata montana; la mente, la pelle, i muscoli, tutto il suo corpo si erano come paralizzati.
Lui stava raggiungendo l'apice del piacere con la sua donna e quell'uomo stava lì a guardare immobile con gli occhi illuminati e con evidenti segni fisici di eccitazione.
Sapeva che la mente umana è capace di repentini cambiamenti che possono anche portare a gesti inconsulti e quindi rendendosi conto del pericolo che avrebbe potuto correre di lì a poco decise a malincuore di desistere ed abbandonare quella soave danza.
Mentre lei come ipnotizzata dall'estasi aveva praticamente perso la cognizione luogo – temporale, lui si ritrasse velocemente riassestò i suoi vestiti e con passi decisi riguadagnò l'antibagno ed uscì attraverso il portoncino Liberty nell'atrio del Teatro.
Prima di uscire gettò ancora un'occhiata colma di desidero inappagato in direzione delle toilettes immaginandosi al posto del marito in quel preciso istante...
Decise di non ritornare al suo posto a sedere, avrebbe chiamato l'amico il giorno seguente giustificando la sua scomparsa con un problema digestivo sopravvenuto in maniera improvvisa... ed in effetti quella situazione gli aveva creato un blocco allo stomaco...
Lo squillo del cellulare lo riportò al presente ed alla tastiera del suo pc.
Lo schermo riportava la dicitura - sconosciuto - , odiava chi nascondeva il proprio numero come fosse un - James Bond dei poveri - ed in genere evitava di rispondere, ma in quel momento distrattamente spinse il dito sul tasto verde: - pronto - .
Dall'altra parte un breve silenzio imbarazzato poi una voce di donna dal tono deciso e perentorio : - sei stato veramente poco elegante ieri sera, tanto virilmente dolce e passionale all'inizio quanto brutale ed evanescente alla fine; mi hai molto delusa ed avvilita... -
Era proprio lei? Come aveva avuto il suo numero ? Cosa stava dicendo ?
Il suo cervello cominciò a cercare nelle proprie circonvoluzioni tutte le possibili spiegazioni alle domande che si era posto ma non trovò risposte plausibili.
- Co.. come hai avuto il mio numero? - per un attimo si trovò in imbarazzo ed a disagio ma in un batter d'occhio riprese il suo aplomb e sangue freddo - cosa stai farneticando? Perché brutale? Non appena ho visto tuo marito ho provato un senso di disagio e me ne sono andato.. -
- smettila di prendermi in giro, mi vuoi dire che un uomo ha il coraggio di lasciare a metà... - - libera di pensare e credere quello che ti pare, ma adesso scusa ho da fare - chiuse la conversazione e spense il telefono.
Ancora teso e nervoso per quell'insolita conversazione non fece caso alla porta del suo ufficio che si aprì silenziosamente ed alla figura che vi si introdusse.
Un fruscio leggero lo fece trasalire, si voltò e vide una figura di donna dall'aspetto vagamente familiare, due gambe dalla pelle color bronzo avvolte in autoreggenti nere ed un - push-up - che traspariva da una camicetta bianca sbottonata all'altezza dello sterno.
- ...allora, dove eravamo rimasti...? -

Petite Lu e Paperino