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Sogno di una notte di... piena estate
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Titolo: Sogno di una notte di... piena estate
Autore: Petite Lu e Paperino
Contatto:
Racconto n° 4879
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Il Maestrale soffia senza sosta da ieri, i capelli ribelli coprono il viso e accarezzano le guance rose dal sole.

Non mi piace il vento, ma al mare è tutto sempre bello ..o sopportabile...
I desideri sembrano naturali e suoi occhi incontrano i miei troppo spesso per essere un caso....
E' arrivato ieri , da solo.. una camminata sicura sulla sabbia, capelli ricci neri , occhi chiari e penetranti, un corpo che ha attirato gli sguardi di tutti.... Ma esistono ancora ragazzi così affascinanti e sicuri di sé.

La sabbia scotta ,corro fino a riva per trovare refrigerio nell'acqua, mi volto e vedo che lui mi ha seguito ... almeno così mi è sembrato, ma non puo' essere, perché dovrebbe essere interessato a me?

Cammino nell'acqua per allontanarmi da lui, mi inquieta.

Difficilmente ho incontrato persone che riescono a darmi sensazioni così forti a pelle solo con una sguardo..senza parole...

Lui rimane a riva e io mi allontano per nuotare, l'acqua è il mio elemento , mi calma , mi rilassa e culla la mia anima, mi porta dove la mente razionale spesso mi impedisce di arrivare.

Mi giro verso riva per fare ritorno per avere un punto di riferimento e noto che non c'è più..

Che bello come mi piace nuotare, il mare qui è piu' salato le labbra bruciano.

Mi alzo per proseguire camminando e alle spalle sento: - nuoti molto bene.

Mi volto e vedo il suo sorriso disarmante e suoi occhi penetranti. Rimango senza parole, proseguo senza piu' voltarmi.

Ma perché uno sconosciuto riesce a turbarmi così tanto, non sono piu' una ragazzina e so tenere a bada le emozioni.

Proseguo per andare a farmi la doccia, sciacquo i cappelli e d'istinto chiudo gli occhi tirando indietro la testa, appena li riapro lui è li davanti a me troppo vicino... lo fulmino con uno sguardo e lui fa un passo indietro. – Il mare è rimasto nei tuoi occhi.

Faccio finta di non aver sentito e mi allontano.

Ma è pazzesco perché mi sta capitando una cosa simile, questo sconosciuto mi disarma.

La serata prosegue in modo consueto , cena e passeggiata, quanta gente abbronzata e cotta dal sole, anche io avro' sicuramente lo stesso aspetto.

Questo paese è magnfico unico nel suo genere, è fatto di scale e scale piccoli vicoli che si intrecciano tra le case tutte bianche, un'architettura strana porte e finestre disposte senza logica, piccoli pertugi trasformati in abitazioni, era tempo che volevo tornare a visitarlo.

E' molto cambiato o forse sono io che sono cresciuta e tutto mi sembra differente.

Mi incammino verso casa da sola, gli altri vogliono continuare la serata al pub, ma domani voglio andare a vedere l'alba in spiaggia.

Passo sotto un arco piccolo, la strada si restringe e il vicolo mi ricorda che da bambina mi spaventava il buio degli anfratti delle case tutte bianche...

Mi sento tirare da un braccio , mi spavento tanto da emettere un urlo strozzato dalla paura, girandomi incontro i suoi occhi: - Scusa non volevo spaventarti, ma camminavi così decisa che non ti sei accorta di me non volevo perderti.

Mi abbraccia e mi bacia . Mi abbandono alla dolcezza infinita delle sue labbra.

Ma sono impazzita ,cosa sto facendo? Ritraggo il mio viso e cerco di liberarmi ma lui mi stringe troppo:

- Non lasciarmi solo, mi piaci molto, ti desidero da quando ti ho visto.
- Capisco ma non è normale aggredire una persona.
- Non voglio aggredirti , ti voglio e basta e sento che anche tu sei attratta da me.

Mi guarda con quegli occhi disarmanti e mi bacia ancora con una passione travolgente, sento i brividi che mi attraversano il corpo e la sua lingua è così sensuale che una scossa mi fa tremare le gambe.

Mi abbandono tra le sue braccia. Non sento piu' nulla intorno a me, le sue mani percorro il mio corpo , mi tira su la gonna e mi afferra una gamba e la porta intorno alla sua vita, lo cingo e lo stringo.
Mi sbottona la camicetta e spostandomi il reggiseno arriva al mio capezzolo, mi lascia senza fiato le sue mani abili sul mio corpo sanno dove arrivare ,come accarezzarmi .
Tra le mie gambe sento un fuoco divampare e la sua erezione preme su di me e mi eccita come non mai. Mi bacia il collo e mi accarezza con la lingua fino all'attaccatura della spalla.

Questo sconosciuto sembra che conosca il mio corpo meglio di me , mi sento stordita e piena di desiderio

.......................

Aveva rischiato di soffocarsi mentre sorseggiava il suo aperitivo all'ombra degli alberi secolari nella piazzetta principale del paesino.

Lei....

Lei era...

Era... una calda e torrida giornata di un'estate di circa trent'anni prima; quelle calde e torride giornate che solo a quelle latitudini si possono trovare e che spingono tutti, abitanti e turisti a lunghe pennichelle nelle ore centrali del giorno.

Lei era una ragazzina di circa quindici anni che viveva al Nord insieme ai suoi genitori e soleva trascorrere il mese di agosto nella casa di famiglia con la nonna che vi era ritornata al raggiungimento della meritata pensione dopo anni di duro lavoro lassù al freddo.

Lui aveva circa due, tre anni in meno di lei ma i suoi geni mediterranei gli avevano donato un fisico già robusto e molto più sviluppato i quello dei suoi coetanei locali.

Come tutti i ragazzini del paese con genitori - vecchio stampo - passava le vacanze scolastiche lavorando al bar gestito da ‘Zi Peppì che non era assolutamente un fratello di mamma o papà bensì il suo padrino di battesimo.

Erano circa le quattro del pomeriggio e lui stava pulendo i tavolini sotto la veranda quando la ragazzina gli si avvicinò chiedendogli un ghiacciolo alla menta.
Alzò gli occhi e fu come fulminato.

Pelle chiara color del grano maturo, i segni dell'abbronzatura incipiente, capelli castano chiari raccolti in una coda di cavallo legata da un fiocco rosso, occhi blu come il cielo nei giorni di maestrale ed i primi indizi dello sviluppo adolescenziale ad intravedersi attraverso il vestitino leggero di cotone chiaro a fiori rossi...

Balbettò due parole incomprensibili e restò inebetito a guardarla fino a quando ‘Zi Peppì che aveva visto tutto da dietro il bancone non arrivò con il ghiacciolo e glielo porse.

Lei diede due monete da cinquanta lire all'uomo, sorrise al ragazzo, scartò ed iniziò a succhiare il fresco dolce chiudendo gli occhi per gustarne meglio il sapore e se ne andò salterellando felice.

‘Zi Peppì lo guardò, gli sorrise ammiccando verso la ragazza e gli disse: - lascia perdere, vive al Nord viene in vacanza qui ma non è certo interessata ai ragazzi locali...

Lui arrossì, abbassò gli occhi e continuò il suo lavoro ripromettendosi di andare a cercarla non appena possibile.
Ma non ne ebbe più l'opportunità perché lei partì il giorno seguente e lui, i casi della vita, dovette in seguito seguire i suoi genitori trasferitisi in Germania per cercare fortuna.

Quell'anno, trent'anni e molte esperienze di vita dopo , era la prima volta che ritornava al suo paese da emigrante di successo (era Marketing Manager in una grande azienda automobilistica di Monaco di Baviera) .

Quel giorno decise di andare a salutare ‘Zi Peppì che, settantenne in piena forma come solo gli anziani di quelle regioni possono essere grazie agli effetti positivi della dieta mediterranea, ancora serviva gli avventori essenzialmente locali;

quando la vide passare con il suo passo spedito e baldanzoso, ebbe un sussulto tale che l'aperitivo gli andò di traverso e dovette sedersi per riprendere fiato...

Non era cambiata per nulla rispetto alla ragazzina del ghiacciolo alla menta soltanto qualche chilo in più nei punti giusti che tra l'altro le conferivano un sex appeal non indifferente ai sui occhi.

In quel vicolo la sentiva fremere ai suoi baci ed alle sue carezze ed anche lui era pieno di crescente desiderio ma decise che quello non era il posto giusto.

- no, non fermarti....-
- Qui potrebbe arrivare chiunque da un momento all'altro. Vieni con me, fidati e non ti pentirai... -

La prese per mano ed incominciò a camminare a passo veloce giù per gli scalini, attraverso i vicoli e le case bianche; come un automa lei si faceva trascinare ansimando senza chiedersi la ragione che la spingeva a seguire uno sconosciuto in un luogo a lei altrettanto ignoto.

La parte razionale della sua mente completamente sopraffatta dalle emozioni, dall'adrenalina...

Arrivarono fino al mare, la spiaggia riluceva sotto la luce della luna piena che si rifletteva nelle placide acque scure della notte di piena estate.

Conosceva bene quei posti dato che da ragazzino vi andava spesso per stare da solo a guardare il mare lasciando libera la sua mente di fantasticare verso avventure romantiche con la ragazzina dagli occhi blu che puntualmente...non si presentavano mai.

Ma quella sera il suo sogno si stava avverando e non voleva per nessun motivo che potesse svanire.

La condusse sul il lungomare fino ad un gruppo di scogli scuri tra i quali, anche nelle notti senza luna, ne spiccava uno enorme bianco come la neve; era il simbolo del paesino ed era un'attrattiva fenomenale per tutti i turisti che ogni estate lo andavano a fotografare soprattutto perché campeggiava in ogni depliant e sito web di promozione turistica.

Lei si sentiva come trasportata a due metri da terra su di una nuvola e lo seguiva come un cagnolino segue il suo adorato padrone.

Oltrepassarono gli scogli e raggiunsero una caletta isolata dove l'oscurità faceva da padrona e la sabbia trasmetteva ancora un gran tepore a causa della forte temperatura solare accumulata durante la giornata appena conclusa.

Il suono della risacca nel silenzio della notte creava un'atmosfera romantica; aveva sempre sognato un momento come quello....

Lui la abbracciò con passione, la baciò e dolcemente la liberò delle sue vesti lasciando che la sua pelle rabbrividisse nella fresca aria della sera; si spogliò velocemente, la prese per mano e la porto a passi veloci verso il mare, piano piano entrarono nella liquida e tiepida notte e si ritrovarono stretti l'uno all'altra.
La passione fece il resto.

La spinta archimedea lo favorì non gravandolo del suo peso quando lei gli cinse i fianchi tra le cosce e, leggera, lo abbracciò riempiendo le sue labbra di baci salatissimi mentre il suo membro tiepido penetrava agevolmente in quella piccola grotta calda, più calda del mare in cui si stavano amando...

Seguendo il ritmo delle onde i loro movimenti dapprima lenti si fecero sempre più intensi fino a creare una tempesta marina che li travolse nel momento dell'apice del piacere...

Quando i loro sensi ripresero la cognizione del tempo, mano nella mano uscirono dall'acqua; nel buio della notte avrebbero potuto essere scambiati per due divinità marine che per una strana magia raggiungevano la terra ferma ...

Lui si fermò un attimo per raccogliere da terra una grossa conchiglia e gliela porse come ricordo di quegli splendidi momenti vissuti insieme; lei l'accettò con un sorriso luminoso come i suoi occhi blu color del mare che li aveva visti amanti.

Avrebbe voluto dirle molte cose; gli anni passati seduto su quegli scogli pensando a lei, aspettando lei... ma ritenne che non fosse giusto rovinare quei momenti indimenticabili e che forse sarebbe stato meglio rimanessero tali ed unici per entrambi...

Si sdraiarono sulla sabbia tiepida accarezzandosi delicatamente, lei posò il capo sul suo petto ascoltando il battito lento del cuore e cadde in un lieto sonno profondo.

Il primo raggio di luce le baciò le palpebre e lei pigramente le aprì.... l'alba.

Quell'alba alla nascita della quale la sera si era ripromessa di assistere.

Il suo cervello si riprese in un istante dalle nebbie del sonno e... no, non era possibile...

Si trovava nel suo letto con accanto il suo compagno di sempre, nessuna traccia della sabbia, dell'uomo con cui aveva passato attimi di passione infinita..

Si alzò di scatto, indossò un pareo, scese in strada e, a piedi nudi, cominciò a correre a perdifiato per gli innumerevoli scalini, per i vicoli tra le case bianche che stavano colorandosi del rosa intenso del sole nascente e che ora non le facevano più paura ;

Raggiunse la spiaggia, gli scogli neri, lo splendido scoglio bianco simbolo del paese che mille volte aveva ammirato ma questa volta non degnò di uno sguardo.
La caletta... eccola!! sulla sabbia orme di piedi umani, segni di corpi sdraiati e... una grossa conchiglia posata lì vicino....

Si lasciò cadere sfinita, ansimante e pianse calde lacrime di felicità....


Petite Lu e Paperino