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Notti d'oriente
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Titolo: Notti d'oriente
Autore: Petite Lu & Paperino
Contatto:
Racconto n° 4883
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Quella sua aria spavalda , quel suo viso fresco ed irresistibile, ma come posso dirgli di no.

Lo guardo negli occhi cercando di capire cosa sta pensando e vengo rapita dalla sua bellezza , il suo profilo così deciso il sorriso appena accennato la mandibola contratta e quegli occhi così verdi da far immaginare i prati dall'alta montagna.

E' categorico non intende desistere, lo conosco da appena due giorni e non ha avuto nessuna esitazione a dirmi che aveva deciso di avermi, mi ha sconvolta, mi ha lasciata senza parole. Proprio senza saper più dire nulla , non sono stata capace di gestire la situazione, la sua sicurezza , la sua sfacciataggine e il desiderio ardente mi hanno lasciata impietrita.

Le mani hanno iniziato a sudare il viso mi ha preso fuoco e ho abbassato gli occhi non riuscivo più a sostenere il suo sguardo che mi penetrava e mi lasciava indifesa.

Lui è consapevole si è accorto dell'effetto che riesce a farmi, appena lo vedo mi tremano le gambe , la mente si annebbia e non riesco a essere razionale..
Lo odio per questo ..

Odio perdere il controllo, lo odio per la sua sicurezza che mi disarma...
Devo fare qualcosa non posso lasciarmi travolgere dalle sue decisioni, sì ma cosa posso fare...

Mi piace da impazzire e non riuscirò a scappare ancora per molto, è lui che decide.

Bene sono le cinque a quest'ora escono quasi tutti.. ho notato che lui rimane sempre oltre l'orario, la sua Mercedes è sempre nel parcheggio quando esco. Scendo fino ai parcheggi a controllare... si è ancora qui.

Sono sicura , vado ...sistemare questa situazione e poi non mi dispiace neanche un po'.

La luce nel suo ufficio è accesa, sta parlando al telefono con la succursale in Cina ecco perché rimane sempre fino a tardi. Coraggio ora tocca a me prendere in mano la situazione, devo dimostrargli che non può decidere per me.

Entro e chiudo a chiave la porta alle mie spalle, lui si gira mi fulmina con quei suoi occhi verdi e non capisce, sembra sorpreso.... Bene allora il mio piano funziona sarò io gestire la situazione.

E' bellissimo quei suoi capelli neri, un po' lunghi a sfiorare la camicia e la cravatta che fa risaltare il verde intenso dei suoi occhi, alla sua scrivania dimostra tutto il suo potere e la sua imponenza , mette soggezione la sua sicurezza, quasi quasi torno sui i miei passi. Ma non posso ora devo continuare devo dimostrargli che sarò io a prendere lui .

Mi avvicino capisco che sta per concludere il colloquio, lo guardo fisso questa volta non mi farò intimidire sarò io a condurre il gioco e lo lascerò senza parole... almeno spero.

Mi siedo sulla sua scrivania di fronte, appoggio i piedi sui braccioli della poltrona , ora è sorpreso, non capisce. Divarico le gambe, lo guardo fisso , sposto le mutandine infilo un dito per raccogliere l'effetto che mi fa stargli così vicino, sfioro le sue labbra e lui mi accarezza il dito con la lingua, brividi mi percorrono su tutta la schiena.

Scivolo su di lui con le gambe e cerco le sue labbra con le mie, mi afferra e mi stringe i fianchi.

Lo bacio e il cuore inizia ad accelerare, sono travolta dalla sua passione. La sua bocca mi divora, mi perdo nella sensazione di puro desiderio che mi trasmette......la sua forza è impressionante ,mi stringe talmente forte che non riesco più a muovermi....

Sento la sua erezione che preme tra le mie gambe, riesco a muovere le braccia ...lo accarezzo sui pantaloni e lui geme nella mia bocca ......slaccio la cintura e i pantaloni. Appoggio la mano sulla sua nudità e mi sembra di poterlo dominare, è così eccitato che eccita anche me ,sento il fuoco tra le gambe.

Provo ad accarezzarlo e lui geme sempre più mentre mi bacia con una bramosia che non mi fa respirare, sono io che decido allora, non tu , sono io che mi prendo te.

Ma la sua forza mi impedisce di muovermi, mi solleva i fianchi e mi penetra, urlo lasciando le sue labbra e lui con me per il piacere improvviso dell'unione dei nostri corpi.

Ecco sono sua come voleva.... mi penetra con forza, mi stringe i fianchi per darmi il ritmo del suo piacere, apro gli occhi mi sta fissando e mi sussurra : - sapevo che saresti venuta tu da me....ora sei mia.....
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Il giorno seguente Marco entrò nel suo ufficio con quell'irresistibile sorriso ed una luce strana in quei suoi occhi verdi smeraldo.

- Lorella, per piacere potrebbe occuparsi di organizzare il viaggio in Oriente per la prossima settimana in accordo con il programma scritto in questa cartella? - ; posò sulla sua scrivania una cartelletta contenente due fogli scritti in inglese su carta intestata dell'azienda e poi uscì fischiettando una canzone di quelle che tutte le radio commerciali definivano - il tormentone dell'estate - .

Il tono era stato deciso ma Lorella notò una certa cortese familiarità...oppure lo aveva solo immaginato a seguito di quanto successo la sera prima...

Si sentì leggermente avvampare le gote ed un certo imbarazzo si impadronì di lei temendo che quel tono familiare potesse essere stato notato anche da Carla, la sua collega d'ufficio nonché Global Sales Manager, che non le aveva mai nascosto il suo interesse - particolare - per il nuovo capo.

Le gettò uno sguardo in tralice ma lei stava velocemente digitando la tastiera totalmente immersa nel video del suo pc.

Lorella aprì la cartelletta, lesse velocemente i fogli e...trasalì.

Il viaggio in Oriente prevedeva la presenza di tre persone: Marco, Carla e....lei...!!!

Nonostante fosse Head Controller dell'azienda, quindi in teoria responsabile anche della gestione costi e profitti della filiale Asiatica, nessuno mai le aveva proposto di visitarla.

Questo fatto creò immediatamente in Lorella uno stato di eccitazione incredibile; le mani cominciarono a sudare, le gambe a tremare ed un certo brivido strano le corse lungo la schiena giù giù fino al suo intimo tanto che dovette stringere i muscoli pelvici per arrestare in parte il piacere che stava provando.

Si mise subito al telefono con l'agenzia viaggi che collaborava con l'azienda ed in un paio di giorni tutti i dettagli logistici furono sistemati: partenza domenica pomeriggio da Fiumicino con volo Aifrance via Parigi per Pechino, arrivo nella capitale cinese nel pomeriggio (ora locale) del giorno seguente, taxi privato per l'Hotel 5 stelle lusso con Spa inclusa, riposo per ridurre il più possibile l'effetto jet lag, cena con il responsabile della filiale locale e poi...nanna.

Il resto della settimana il gruppo italiano si sarebbe parzialmente diviso.

Marco e Carla avrebbero incontrato prima i commerciali locali per discutere le strategie di vendita ed i budget per l'anno in corso poi avrebbero viaggiato fino al venerdì per visitare clienti strategici ed intavolare relazioni il più possibile duraturi.

Dal canto suo Lorella avrebbe avuto una settimana meno stressante in termini logistici ma molto dura dal punto di vista lavorativo in quanto doveva affiancare il responsabile della filiale ed analizzare tutti libri contabili nonché i files di costi e ricavi allo scopo di verificarne la correttezza e l'allineamento alle direttive della direzione aziendale italiana.

La cosa che la più fece intristire ed arrabbiare allo stesso tempo fu il fatto che avrebbe potuto stare - a contatto - con Marco soltanto durante i due lunghi viaggi aerei, il lunedì sera ed il sabato prima del rientro mentre quella smorfiosa di Carla lo - avrebbe avuto - tutto per sé 4 lunghi giorni e...3 lunghe notti...!!
Ma Marco aveva apparentemente fatto la sua scelta, o almeno questo era quello che lei credeva...o voleva credere...!!

Il viaggio di andata fu lungo e stressante nonostante le comodità offerte dalla first class ma la quantità di ore passate in quel lungo e grosso tubo di metallo e plastica nonché la grossa differenza di fuso orario provocarono in tutti e tre una stanchezza tale che, fortunatamente, riuscirono in parte a fugare nelle 3 orette di riposo in hotel prima della cena con Mr. John Li.

Come tutti gli asiatici il suo vero nome era Wuang Li ma si era dato un nome - occidentale - per facilitare la pronuncia agli stranieri.

Quando Lorella lo vide ne fu sconvolta; si era sempre immaginata un uomo in età avanzata, piccolo, grassoccio ed insignificante ma quello che si trovò davanti era esattamente il contrario.

Quarantacinquenne, alto, corpo snello, ben tornito e molto simpatico; a suo modo era affascinante e durante la cena ebbe modo di apprezzarne anche la profonda cultura.

L'indomani mattina alle 8.30 la delegazione italiana si separò e durante il commiato Lorella ebbe la strana sensazione di una certa intima familiarità negli sguardi che Marco e Carla si scambiavano ma decise di non far caso addebitando il tutto alla sua inguaribile gelosia...

Mr. Li la accolse nel suo ufficio con un sorriso ed una tazza di the verde fumante e le comunicò la sua massima disponibilità per rendere il suo lavoro agevole ed efficace; da quel momento e per i due giorni successivi le giornate di Lorella divennero un'interminabile sequela di riunioni, analisi di numeri e cifre, discussioni a volte animate interrotte soltanto da piccole pause per il pranzo e la cena.

Non usciva dall'ufficio prima delle 21,30 – 22.00 e quando rientrava in Hotel era talmente stravolta che non riusciva nemmeno a potersi godere la tranquillità della SPA tanto decantata sul sito dell'hotel perché crollava esausta sul letto. E soprattutto, non riusciva a pensare a Marco...

Il giovedì sera tutto il suo lavoro era già terminato così Mr. Li le propose di accompagnarla il giorno seguente a fare una veloce visita guidata al principale e più famoso monumento di Pechino, La Città Proibita.

Lorella ne fu felice ed accettò di buon grado l'invito certa che la cultura millenaria della Nazione di Mr. Li l'avrebbe affascinata ed arricchita.

La giornata fu magnifica e stancante allo stesso tempo in quanto la maestosità e grandezza del sito costrinsero i due ad una faticosissima scarpinata sotto la calura afosa di Pechino creata essenzialmente dall'alto tasso di smog che pesa sui cieli della città.

Al rientro in hotel nel tardo pomeriggio Mr. Li invitò Lorella a cena e benché stanchissima lei accettò ma, volendo rilassarsi un poco nella SPA, propose un orario un po' più - occidentale - , le 21.00.

Entrata in camera si fece una rapida doccia, indossò l'accappatoio e le ciabattine fornite dall'hotel e discese nei sotterranei dove fu letteralmente estasiata dal centro benessere.

Un'atmosfera orientale, profumi e musiche esotici, addirittura nell'area relax si potevano sentire il fruscio delle foglie al vento ed il cinguettio degli uccellini...

Entrò nell'hammam il cui vapore caldo e profumato l'avvolse, si sdraiò sulla panca di marmo e chiuse gli occhi; il suo corpo e la sua mente stanchissimi cominciarono a rilassarsi al punto da estraniarsi dall'ambiente circostante talmente tanto che le parve di sentire una presenza accanto a lei.

Cercò di aprire gli occhi ma non vide nessuno allora decise di richiuderli e lasciarsi andare a qualunque sensazione il destino le avrebbe proposto.
Una mano calda e delicata le sfiorò il viso, poi un'altra le accarezzò il collo, un'altra ancora solleticò i suoi seni e labbra calde sfiorarono i suoi capezzoli inturgiditi da quelle carezze.

Una lingua dolcemente percorse il suo ventre, giù sempre più giù fino a raggiungere il centro del suo piacere, quel bocciolo intimo che nel mentre si era altrettanto inturgidito; Lorella allargò inconsciamente le gambe e lasciò che brividi di piacere le corressero su per la schiena fino alla base del cranio.

Poi una bocca cominciò a baciare il suo intimo e le parve che la lingua la penetrasse come un piccolo attributo maschile; quelle attenzioni le procuravano un piacere immenso che montava veloce, sempre più veloce, sempre di più, le sue gambe cominciarono a tremare, il suo ventre divenne preda di spasmi incontrollati, la sua testa cominciò a girare vorticosamente e tutto divenne brivido, tutto divenne piacere, tutto divenne scuro e si abbandonò....

Si riprese dopo pochi istanti ed uscì dall'hammam cercando di capire chi potesse averle dato quel immenso piacere ma si rese conto che tutta la SPA era deserta; si immerse nell'acqua tiepida dello jacuzzi e grazie al suo effetto benefico riuscì a rilassare le sue fibre muscolari indolenzite dall'esperienza recentemente vissuta.

Si rilassò una mezz'oretta sdraiata su di un fouton bevendo una tisana deliziosa nell'area relax e si sentì molto meglio.

Un'occhiata all'orologio le fece rendere conto che era quasi ora di cena così a malincuore salì in camera e si preparò per l'uscita serale.

Mr. Li l'accolse nella hall con sorriso luminoso che era reso ancor più bello dalla sua carnagione olivastra.

Con massimo stupore di Lorella che si era aspettata di recarsi in un locale tipico, il suo anfitrione la prese sottobraccio e la condusse in uno dei ristoranti dell'hotel, il più lussuoso.

Mr. Li parve leggerle nel pensiero e con un altro dei suoi sorrisi deliziosi disse con tono delicato - avevo intenzione portarla in un ristorante tipico nella città vecchia ma mi sono reso conto della stanchezza che lei ha accumulato in questi giorni e quindi ho pensato che fosse molto più rilassante e tranquillo cenare nel suo hotel; tra l'altro questo ristorante è comunque uno dei migliori di Pechino... -

Non lo disse apertamente ma Lorella gliene fu grata; anche se molto rilassata dopo il tempo ed i fatti occorsi nella SPA sentiva i sintomi di una stanchezza atavica come se avesse lavorato alla costruzione di un grattacielo...

Durante la cena discussero di moltissimi argomenti e Lorella si sentiva sempre più attratta da quell'uomo sempre così serenamente calmo e pacato ma con un - non so che - di affascinante nella postura, negli sguardi, nei movimenti.

Verso il termine della cena un cameriere le si avvicinò e le porse un biglietto; era un messaggio di Marco che la informava di un pranzo di lavoro imprevisto fissato da un cliente di Xian per il sabato; a causa di questo fatto lui e Carla sarebbero poi stati obbligati a trascorrere la notte in un hotel vicino all'aeroporto e poi l'avrebbero raggiunta soltanto la domenica mattina giusto in tempo per prendere il volo di rientro per Roma.

Il suo viso si contorse in una smorfia di rabbia e delusione che non sfuggì all'occhio attento di Mr. Li il quale, senza chiedere niente, le propose di trasferirsi nel bar dell'hotel per un drink. Lorella accettò per educazione.

- Quella smorfiosa di Carla, starà gongolando per poter stare vicina a Marco una giornata in più. E poi, così, io non sono riuscita a poter dare seguito a quanto accaduto la settimana scorsa nel suo ufficio. Maledizione... -

Si accomodarono su di un comodo divano ed ordinarono da bere, Mr. Li le parlava ma la sua mente era altrove, sorrideva forzatamente ma non sentiva quello che l'uomo le stava dicendo fino a quando lui le si avvicino e la baciò.

Per un solo istante Lorella ne fu sorpresa ma poi si lascò andare e rispose a quel bacio con molto ardore, dopotutto Mr. Li la affascinava ed ora si rendeva conto che, sì, l'attraeva molto.

La prese per mano e, senza dire nulla, la diresse verso l'ascensore; nonostante fosse in preda all'eccitazione e con un lieve capogiro dovuto all'acool della serata Lorella si rese conto che l'uomo aveva schiacciato il tasto con il numero del piano in cui si trovava la sua stanza...

Dopo una velocissima ascensione le porte si aprirono e, sempre mano nella mano, Mr. Li si diresse verso la stanza di Lorella ma si fermò alla porta precedente.

Estrasse di tasca la chiave elettronica, aprì la porta e si fermò sulla soglia sorridendole dolcemente e guardandola silenziosamente negli occhi.

Lorella apprezzo moltissimo la delicatezza e l'educazione di quel gesto che chiaramente intendevano comunicarle il suo desiderio ma non volevano prevaricare i suoi; senza parlare lo baciò ancora una volta e lo spinse leggermente all'interno della camera.

Ancora allacciati in un appassionato bacio, con le mani entrambi cominciarono a spogliarsi vicendevolmente con una foga dettata dal crescente desiderio di conoscersi intimamente.

Mr. Li la fece distendere sul letto e cominciò a baciarla lungo tutto il corpo che era già in preda agli spasmi della passione, con una mano l'accarezzò nell'intimo e la fece fremere come una foglia al vento poi delicatamente si introdusse in lei e cominciò un movimento lento che la fece sentire in paradiso....

Poco prima dell'estasi si arrestò, inspirò profondamente e poi si immerse completamente nell'oblio...

Lorella non aveva mai provato sensazioni così, le pareva di essere immersa con tutto il suo corpo in un mare caldo che, con onde lente ma possenti, la trascinava avanti e indietro, avanti e indietro sempre più velocemente fino a posarla stremata ma soddisfatta su di una spiaggia morbida ed altrettanto calda...

Si risvegliò accanto all'uomo ancora in preda ad un forte desiderio e così cominciò ad accarezzare i suoi capelli, il suo viso, il suo petto forte, con le dita giocherellò intorno al suo ombelico e poi con i ricci peli pubici.

Queste sue attenzioni risvegliarono anche i sensi del suo compagno; Lorella si avvicinò con le labbra al membro, delicatamente lo baciò, poi lo percorse con la lingua per tutta la sua lunghezza ricavandone un piacere immenso, ed infine lo avviluppò con le sue labbra.

L'uomo si girò repentinamente portandosi sotto di lei ed altrettanto dolcemente cominciò a baciarla intimamente, passando la lingua sulle grandi labbra, per poi raggiungere il centro del piacere e tormentarlo.

Questa piacevole danza ebbe un effetto immediato su di entrambi ma questa volta Lorella volle prendere l'iniziativa, si staccò da lui, si girò alzandosi leggermente e poi si sedette sul suo membro.

Non ricordava che quella posizione potesse darle quel genere di sensazioni; si sentiva un tutt'uno con il suo partner, come due pezzi di un magnifico puzzle che si legavano perfettamente l'uno all'altra.

Con le mani appoggiate sul suo petto, iniziò allora a muoversi un po' verticalmente ed un po' orizzontalmente per poter avere il massimo del godimento e così sempre più intensamente, sempre più veloce in una cavalcata frenetica verso il piacere...

Sottoposto a quella piacevolissima sottomissione ed in preda a scosse elettriche che raggiungevano il suo cervello, Mr. Li contrasse i suoi allenatissimi muscoli addominali e si mise in posizione semi-seduta così da poter baciare i seni di Lorella che si muovevano velocemente, sempre di più, ancora....

Con un urlo soffocato entrambi raggiunsero contemporaneamente l'orgasmo, l'uomo si lasciò cadere di schiena sul letto e lei sul suo petto; rimasero così ansanti e sudati ma piacevolmente soddisfatti e si addormentarono stremati.

Passarono tutto il sabato in quella stanza, parlando di tutto; la propria vita, il proprio lavoro, i propri progetti per il futuro e... godendo della loro intimità quando i loro desideri lo chiedevano.

La domenica mattina Marco e Carla giunsero in taxi all'hotel giusto il tempo per recuperare Lorella ed andare all'aeroporto.

Notò una accresciuta intimità tra i due ma questa volta la cosa non le fece alcun effetto; aveva trovato e capito quello che voleva e sapeva cosa avrebbe fatto.

Durante il volo Marco le si avvicinò chiedendole notizie sul lavoro svolto in quei giorni ma Lorella ebbe quasi l'impressione che lui volesse trovare un modo per attaccare discorso, così con ferma dolcezza lo prevenne: - ... mai pensare di essere padrone di una donna e di qualsiasi altro essere umano... - e gli pose in mano la sua lettera di dimissioni.

Petite Lu & Paperino