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Il Premio
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Titolo:
Il Premio |
Autore:
AlbertG |
Contatto:
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Racconto
n° 4891 |
Altri
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È già tutto concordato, lei ha pianificato ogni cosa e durante il giorno me lo ha comunicato a più riprese. Le ho letto in faccia l'ansia e l'eccitazione, non vede l'ora. Evidentemente questo gioco perverso le piace davvero. Mi siedo sul letto ed ancora non riesco a credere che stia succedendo a me. Eppure mi trovo qui, in questo luogo di villeggiatura per una vacanza aziendale e me ne sto seduto sul letto della mia camera ad aspettare lei. Lei è Sara, forse la più bella fra le oltre duemila colleghe sparse nei dieci piani della nostra sede milanese. Possiede il più bel fondoschiena che io abbia mai potuto ammirare ed è l'indiscussa protagonista dei miei sogni proibiti. Fino a pochi giorni fa si può dire che neppure la conoscessi, giusto qualche buongiorno e buonasera in ascensore o nel bar sotto gli uffici, ed invece ora... Ora invece sono qui che l'aspetto seduto sul mio letto, ma non è una normale attesa. Non è una normale storia di sesso.
Una bussata discreta, eccola. Bellissima e sexy, ha lo sguardo lucido dal desiderio. La guardo avvicinarsi, tacchi a spillo e minigonna aderente, un incanto. Mi bacia con passione, sento che è un vulcano in fermento. -Ancora non mi hai detto cosa vuoi che faccia, mi stai tenendo sulle spine apposta, vero?- -Se devo essere sincero sì, amo vederti così palpitante.- -Sei crudele,- sorride, -e la cosa mi piace da impazzire. Ora però dimmelo: cosa vuoi che faccia con lui? Cosa vuoi vedermi fare?- Lui è Gianni, il bello del gruppo, il collega palestrato col sorriso da cartellone pubblicitario, che ovviamente stravede per Sara. Ha già fatto l'amore con lei in questa vacanza, ma non sa di me. Non sa di noi e della nostra perversione. Non sa che Sara vuole farsi guardare da me, vuole esibirsi per me. -Voglio vederti scopare come piace a me,- le dico allora, -nella mia posizione preferita, ma non devi godere troppo in fretta.- -Non so se ci riuscirò, sapendo che mi guardi sarà difficilissimo resistere.- -Sono certo che ce la farai, usa tutti i trucchi che vuoi ma non godere troppo in fretta.- Mi morde il labbro. -Sei sempre più crudele,- annuisce lentamente. -Non sarà facile, ma ci proverò. Poi? Altri desideri?- -Dovrai godere solo tu, lui no. Fai in modo che resista, che rimanga energie per il finale.- Ci pensa un po' su. -Interessante,- annuisce inclinando la testa. -E cosa avresti in mente per il finale?- -Uno dei tuoi meravigliosi pompini. Completo,- specifico, -come quello che hai fatto ieri a me.- Il suo sguardo è un concentrato di malizia e finta ingenuità. -Non è una cosa che concedo a tutti.- -Allora Gianni dovrà essermi riconoscente, perché lo concederai anche a lui. Lo farai morire con un fantastico pompino, lasciando che ti goda in bocca fino all'ultima goccia.- -Maialino!- Infilo una mano sotto la gonna e lei freme quando mi insinuo nelle sue mutandine. -Sei già tutta bagnata solo all'idea.- Si lascia scappare un risolino. -Non vedo l'ora di guardarti,- le sussurro togliendo la mano. -E' la cosa più eccitante che potessi dirmi,- saltella sulle punte, sembra una bambina il giorno del suo compleanno. -Ed io non vedo l'ora di farti divertire, sarò bravissima per te. Lo farò morire per te.- -E come lo farai morire?- la incalzo. Voglio sentirglielo dire. Si avvinghia a me, eccitatissima. -Con un appassionato pompino, uno dei miei migliori pompini. Sarai orgogliosa di me.- -Come lo farai godere?- insisto. Finge imbarazzo, ma è tutta scena, lo so. Infatti ride. -Con le mie labbra,- le inumidisce passandoci sopra la lingua. -Lo farò godere con le mie labbra... fra le mie labbra.- E' davvero scatenata, morbosa. -Da come lo dici, non vedi l'ora di farlo.- Ci pensa un po', poi espira. -Non vedo l'ora di mostrarti quanto sono brava, lo farò morire, ma morirai anche tu guardandomi. Morirai di desiderio.- La stringo a me con la gola arida. Già adesso sto morendo di desiderio. Palpo con foga le sue natiche sode. -Sarà una dolce sofferenza, perché sto già immaginando il mio premio.- Scuote la testa. -Stra-maialino!- si allontana da me. -Ora nasconditi, fra pochi minuti sarà qui.- La cabina armadio è spaziosa, almeno tre metri quadrati attrezzati con scaffalature, cassetti ed appendiabiti. In un angolo c'è una piccola cassettiera con specchio e sedia, e mi accomodo lì; nel buio più assoluto posso tenere la porta socchiusa con ottima visuale sul grande letto in ferro battuto. Sara ha già controllato da ogni prospettiva, Gianni non si accorgerà di me. In quei pochi minuti che me ne sto lì ad aspettare mi sorgono centinaia di dubbi, sto veramente degenerando, mi sento un vecchio depravato vizioso. Ma poi, penso, è lei a volerlo, io la sto solo assecondando nei suoi giochi erotici. E ripenso al mio premio, alla promessa che le ho strappato per concederle questa mia depravata presenza. Metto la testa fuori dalla porta. -Un'ultima cosa.- Lei si volta con sguardo interrogativo. -Gli dovrai dire che scopi anche con me. Voglio che lo sappia.- Sta per replicare ma è interrotta da un leggero bussare alla porta. Si porta l'indice al naso e con l'altra mano mi invita a tornare nell'ombra. Dopo poco li sento ridere e chiacchierare, l'ingresso è fuori dalla mia visuale, ma velocemente appaiono, abbracciati, e senza lasciarsi si accasciano sul letto. -Lui dov'è, adesso?- chiede Gianni. -Non so, una passeggiata in giardino, credo.- -Quanto tempo ci lascia?- -Mezz'ora, vediamo di non perdere tempo.- Loro dividono le camere con altri colleghi, così gli ha fatto credere che questa era l'unica soluzione per avere un po' di intimità. Non se lo fa ripetere, si spoglia gettando gli abiti a terra e rimane nudo sul letto, nella posizione migliore per evidenziare addominali e pettorali scolpiti, oltre al suo cazzo già ben turgido. Anche lei è presto nuda, si sdraia al suo fianco e prendono a toccarsi rotolando abbracciati sulle lenzuola candide. Dai movimenti di Gianni è evidente che spera in un inizio di bocca, probabilmente conosce bene la sua abilità e così ci prova in tutti i modi, avvicinando a più riprese il suo pube al volto di Sara, ma non sa che lei ha altro per la testa, altre istruzioni. -Ti voglio, Gianni, ti voglio subito,- la sento dire, togliendogli ogni speranza. È brava, sa farsi rispettare, detta lei le regole del gioco. Lo accarezza appena, si limita a toccarlo, poi si inginocchia col viso sul cuscino facendo svettare alto il suo sedere. Come le ho ordinato io. -Ti voglio così,- sussurra voltandosi indietro, -stasera ti voglio così, amami ti prego.- Gianni rimbalza sul materasso come una molla e si posiziona alle sue spalle con un sorriso da orecchio ad orecchio. Ha già dimenticato la delusione dello sfumato pompino iniziale. -Oh, non chiedo di meglio! Davvero non posso chiedere di meglio! Sei uno spettacolo mozzafiato in quella posizione!- Si è messa esattamente di profilo rispetto alla mia visuale, e quando lui la afferra per i fianchi volta la testa verso la porta della cabina armadio, cercandomi nella penombra oltre la fessura. Vedo i suoi occhi spalancarsi mentre Gianni entra in lei, la bocca dischiudersi in un cerchio quasi perfetto, un cerchio di piacere. Lui è al settimo cielo, la tiene salda per i fianchi e la pompa con vigore, muovendo avanti ed indietro il suo bacino come se volesse sfondarla. Gli occhi di Sara sono socchiusi, le pupille nascoste oltre le palpebre e sta gemendo forte, con le mani strette a graffiare le lenzuola. Si è lasciata andare, penso deluso, non si sta trattenendo come le avevo ordinato. Se si lascia scopare così, tempo pochi minuti e gode. Come se fosse riuscita a leggermi nel pensiero, poco dopo gli chiede di rallentare. -Dammi un attimo di tregua,- lo supplica, -E' troppo bello, non voglio venire subito.- Lui obbedisce pieno di orgoglio, si ferma dentro di lei e rimane incantato ad osservare dall'alto il suo cazzo completamente affondato in quel meraviglioso corpo. Dalle espressioni del suo volto sembra quasi non sia abituato a certe emozioni, forse il bel fusto non è l'esperto scopatore che vuol far credere. Quando riprende ad amarla, dapprima lentamente e poi in maniera sempre più scomposta, capisco che Sara non potrà resistere a lungo. Si impegna, però; quando sembra ad un passo dal crollare lo invita a fermarsi per qualche altro istante, mordendosi un labbro per mostrarmi il suo sacrificio, poi lo sprona a riprendere. -Ancora un po' e vengo anch'io Sara,- la informa. -Voglio godere assieme a te.- Lei lo ferma portando una mano all'indietro. -No, non venire. Non subito, non venire,- sorride languida. -Ho altri progetti per te.- Nuovamente il sorriso di Gianni si accende da un orecchio all'altro. -Come vuoi.- Finalmente soddisfatta si abbandona sulle lenzuola e si lascia trasportare dal piacere che la assale, raggiungendo ben presto un orgasmo che la scuote come un fuscello. Mentre gode rimane rivolta nella mia direzione, e mi mostra tutte le smorfie del suo piacere. Per un po' i due amanti se ne stanno distesi e abbracciati, lei a riprendere fiato e lui impaziente di capire quali sono i progetti che lo coinvolgono. Sara si scusa e sparisce in bagno per rinfrescarsi. Lo lascia solo per tre o quattro minuti, non di più, ma a lui devono sembrare eterni. Riappare con le braccia conserte sul suo bellissimo seno, appoggiata allo stipite della porta. Gianni è sdraiato supino con le mani lungo il corpo; si solleva sui gomiti e la guarda visibilmente ammirato. -Sto morendo di curiosità, Sara. Cos'hai in mente, ora?- Lei si avvicina, sale sul letto gattonando e si avvicina così, silenziosa e sensuale. Gianni deglutisce e quando la vede chinarsi sul suo inguine capisce che i sogni stanno diventando realtà. Inizia a succhiarglielo con lentezza esasperante, riuscendo però ad affondarselo in gola quasi tutto, e quel gesto mi rende più semplice il confronto. Con un moto di orgoglio mi rendo conto di essere decisamente più dotato di lui. -Non potevi avere progetto migliore per me!- sorride espirando profondamente. Sara lancia una furtiva occhiata nella mia direzione poi torna a fissarlo. -E' ciò che preferisce anche Alberto, dopo aver fatto l'amore ama godere così.- Lui spalanca gli occhi incredulo. -Alberto? Non stai parlando di... questo Alberto, vero?- indica il letto. -Di Alberto conosco solo lui,- torna a succhiarglielo con incredibile naturalezza. -Ma potrebbe essere tuo padre!- -Via, ha quarantacinque anni, mica sessanta. Ed un quarantacinquenne a letto sa farsi valere molto bene.- -Scopi veramente anche con lui?- accenna un sorriso scettico. -O ti stai prendendo gioco di me?- -Non scherzo su queste cose. L'ho detto con lui come lo dico con te: in queste vacanze voglio solo divertimento e trasgressione. Poi tornerò la brava ragazza di prima, ma in queste due settimane non voglio confini. Per lui non è un problema, infatti come vedi mi ha addirittura prestato la camera. Spero non sia un problema neppure per te.- Si è fermata, tiene il suo cazzo immobile fra le mani come un ostaggio. Gianni rimane perplesso ma si adegua, allarga le braccia e torna a rilassarsi sul cuscino. -Assolutamente nessun problema. Nessunissimo problema.- Sara annuisce con un fantastico sorriso e riprende il suo pompino, questa volta ci mette molto più impego e passione, usa le mani, la lingua, le labbra e lui accusa visibilmente. Sta cercando di resistere, le dice provato, vorrebbe resistere, prolungare ancora quell'incredibile piacere, ma non ci riesce. Lei rallenta appena, il pompino è meno vigoroso ma più intenso, la mano destra stretta alla base del pene, e la testa che si alza e si abbassa con un ritmo regolare, profondo. Con un certo stupore la vedo portarsi l'altra mano fra le cosce. Si sta eccitando, penso, ha capito che lui sta per venire e sente il bisogno di toccarsi. Gianni le accarezza i capelli e la fissa come in adorazione, poi prendendo un profondo respiro la avvisa che sta per venire. In tutta risposta Sara alza lo sguardo e lo fissa negli occhi, continuando a succhiare. Lui non capisce, solleva perplesso le sopracciglia e ripete preoccupato: -Cazzo Sara sto per venire, guarda che sto per venire!- Evidentemente non è preparato a questa eventualità, e quando sente l'orgasmo ormai imminente spalanca gli occhi incredulo. -Cazzo Sara, sto venendo! Guarda che...- un singhiozzo strozzato lo interrompe. -Oh sì, godo, cazzo come godo!- Lei continua a fissarlo, non sembra neppure che stia ricevendo in bocca il suo seme, prosegue con lo stesso ritmo senza alcun problema, con la mano ad accompagnare quell'intenso atto erotico. Gianni è sbigottito ed entusiasta, continua ripetersi incredulo che le sta venendo in bocca. Davvero uno spettacolo emozionante, penso terribilmente eccitato, che raggiunge il suo apice quando la vedo socchiudere le labbra una prima volta per lasciar fuoriuscire lo sperma ricevuto in bocca fino ad allora. Prosegue imperterrita con sensualità e passione, con quel seme denso che scende in ampie colate sulle sue mani fino allo scroto del ragazzo e smette solo quando lui esausto la implorarla di fermarsi. È a quel punto che si volta verso di me, fissa sorridente la porta dietro la quale sono nascosto, un sorriso reso terribilmente erotico dal cazzo ancora eretto ma ormai privo di energie che tiene appoggiato contro il volto e dalle tracce di sperma che ancora imbrattano le sue labbra. Quel momento di intensa eccitazione me lo gusto più io di Gianni. Lui ha goduto ormai, è già vittima dell'appagamento che segue l'orgasmo, col crollo verticale della libido, e non può cogliere l'incredibile e perverso erotismo di quella immagine.
Non è facile convincere Gianni ad andarsene, ma alla fine Sara ci riesce. Aspetto qualche altro istante poi esco dal mio vano nascosto e corro in bagno a cercarla. La trovo chinata sul lavandino, si sta lavando i denti col mio dentifricio usando il dito indice come spazzolino. Si volta e mi sorride, il seno che ondeggia ad ogni suo movimento con i capezzoli a pochi centimetri dal bordo smaltato del lavello. Dopo essersi sciacquata si avvicina a me saltellando come una scolaretta. -Da quanto ce l'hai duro direi che lo spettacolo ti è piaciuto.- Abbasso lo sguardo e mi accorgo che la mia erezione è ben visibile anche sotto ai pantaloni. -E' piaciuto più a lui, credo. Lo hai sconvolto con quel meraviglioso pompino.- -Gli dirò di ringraziarti. Se non me lo avessi ordinato tu, col cavolo che gli avrei fatto un simile servizietto.- -Perché, vuoi dirmi che non ti è piaciuto? Mentre glielo succhiavi ti ho visto masturbarti.- Ride buttandomi le braccia al collo. -C'eri tu che guardavi, per questo mi toccavo,- ha il fiato corto, lo sento dal suo respiro quanto è eccitata. -Certo che mi è piaciuto, ma tu sai bene perché. Non per quello che gli stavo facendo, ma per il mio pubblico.- -Interessante,- la stringo a me portando entrambe le mani sulle sue natiche. -Quindi era per me che ti toccavi. Non è che ti stavi eccitando al pensiero di ciò che ti aspettava dopo?- La sento fremere fra le mie mani. -Ma senti che presuntuoso! È la tua di ricompensa, mica la mia. Io mi sacrifico, ricordi?- -Ah già,- annuisco, -un sacrificio. Chissà perché mi sembravi eccitata.- Sghignazza. -Forse sì, un po' lo sono. Eccitata ed inquieta. Ma è perché tu hai questo potere di sconvolgermi, di turbarmi, un potere che fatico a comprendere. Mi eccitano i tuoi desideri, te l'ho detto, qualunque essi siano. Ricordati però che rimane comunque un sacrificio, un... grosso sacrificio.- -Su, ora siamo onesti, credo che per una ragazza come te esistano tabù o sacrifici, nella sfera sessuale.- Si stringe nelle spalle. -Ed invece ti sbagli. Lo so bene, sono una ragazza con uno spiccato istinto erotico, l'ho sempre avuto e non me ne vergogno. Amo il sesso in ogni sua forma e adoro sperimentare, ma il sesso anale...- scuote la testa. -A livello di fantasia lo trovo molto intrigante, ha quel non so ché di peccaminoso e di sconcio che mi eccita terribilmente, però nella realtà non sono mai riuscita ad apprezzarlo. Ciò che ti ho detto è vero, credimi, non ho grande esperienza, l'ho fatto poche volte finora e quelle poche non mi hanno entusiasmata.- -Poche volte?- la interrompo. -Non posso credere che il tuo ragazzo...- -Il mio ragazzo somiglia più a Gianni che a te: è più attratto dalla mia bocca che dal mio didietro, quindi quando voglio svicolare so come accontentarlo. Però l'abbiamo fatto, ovvio, qualche volta gliel'ho concesso, ma non l'ho mai trovato particolarmente piacevole; per provare un po' di piacere ho dovuto sforzarmi parecchio.- -Allora è venuto il momento di farti cambiare idea.- La prendo fra le braccia e torno in camera, dove la appoggio delicatamente sul letto ancora caldo. -Non credo che ci riuscirai, ma per me ogni promessa è un debito, quindi farò tutto ciò che vuoi. Tu mi hai fatto felice prima, ed ora è giusto che io faccia felice te. Ma non credo che cambierò idea...- In effetti sembra leggermente tesa, il suo corpo è rigido anche se il respiro e lo sguardo mostrano palese ansia. Nonostante tutto penso sia eccitata. Mentre mi spoglio lei si porta entrambe le mani fra le cosce e sussurra: -Farai piano, vero?- Sposto le sue mani ed affondo il volto fra quelle meravigliose cosce. -Lasciati andare, pensa solo a lasciarti andare.- Appena la mia lingua solca quella intimità rorida di umori, lei spalanca le gambe con un forte gemito, e la sua tensione si allenta lentamente sotto i miei baci. Indugio forse più del dovuto, ma voglio che sia pronta, che mi desideri quanto la desidero io. Infatti quando le sollevo una gamba per baciarla anche fra le natiche sembra che non aspetti altro e dimostra apertamente di gradire. Il suo fondoschiena è quindi molto sensibile e ricettivo; a prescindere da ciò che dice è un punto particolarmente erogeno, e non poteva essere altrimenti. Mi sdraio al suo fianco e la bacio dietro le orecchie. -Ti voglio da impazzire.- Sorride. -Lo so, lo sento, ma vacci piano!- -Sii sincera: non vedi l'ora di sentirtelo dentro.- Inizio a sfregarlo in mezzo alle natiche ed il suo corpo è scosso da un nuovo fremito. Si volta verso di me con sguardo inquieto. -Te l'ho detto, tu mi fai anche questo strano effetto. Sono preoccupata ma incredibilmente eccitata.- Questa confessione mi stimola ancor di più, e decido di non perdere ulteriormente tempo. L'inizio non è affatto facile ma non demordo, e vinto il primo timore lei riesce a collaborare maggiormente. Si rilassa con profondi respiri, utilizza una mano per divaricarsi maggiormente le natiche e socchiude gli occhi. I nostri corpi si avvicinano ed io entro lentamente in lei. Vedendo piccole smorfie sul suo viso rallento e le chiedo se va tutto bene. È un po' doloroso, sussurra mordendosi l'interno della guancia, ma solo un po', e mi invita a proseguire. La accontento, e poco dopo sono completamente in lei. Quando se ne accorge si rilassa maggiormente e si concede due profondi sospiri con gli occhi chiusi e la fronte appena corrugata. Con estrema lentezza inizio a muovermi e finalmente il suo viso si rilassa, le smorfie non sono più di dolore ma quasi di sorpresa, con le labbra tirate che si inarcano in un abbozzo di sorriso. Mi sussurra frasi passionali ed oscene che riguardano le dimensioni del mio sesso, a sentir lei esagerate, ma poi confessa che sta andando molto meglio del previsto. Ancora non è disposta ad ammetterlo ma inizia a piacerle, lo sento. Abbasso lo sguardo sul suo fondoschiena ed osservo estasiato la scena che si presenta ai miei occhi, il realizzarsi di un sogno che credevo utopia. Pian piano accelero i movimenti ed i nostri sospiri si mescolano, si fondono in un unico gemito che scandisce il ritmo delle mie penetrazioni. Non posso toglierle gli occhi di dosso, è troppo bella così rossa in viso, con un sorriso che non riesce a controllare e gli occhi stravolti. -Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto,- la incalzo chinandomi su di lei. -Non montarti la testa, ora!- sorride fra un sospiro e l'altro. -Vuoi che mi fermi?- la minaccio per scherzo. -Non ti ci provare! Ora che mi hai portato fin qui fammi godere!- -Sarà un piacere,- riprendo a muovermi. -Un vero immenso piacere. Ti farò godere fino ad urlare, Sara.- Scuote la testa per non darmi soddisfazione ma sento che si abbandona ancor di più, inizia a toccarsi delicatamente la fica e si lascia andare completamente, con quel bellissimo sorriso sulle labbra che ormai non nasconde più e le lenzuola strette in un pugno. I suoi gemiti diventano gridolini soffocati, non riesce più a trattenersi e così morde il cuscino ed io continuo ad incularla dolcemente, attento a non esagerare, ma con intensità sempre crescente, fin quando un meraviglioso orgasmo travolge entrambi lasciandoci senza fiato.
Rimaniamo alcuni minuti sfiniti sul letto, in silenzio. Lei continua ad abbracciare il cuscino, con i capelli spettinati a coprirle il viso. Vorrei dire qualcosa, fare una battuta, ma non so da dove cominciare. Chiederle se le è piaciuto mi sembra troppo banale e presuntuoso. Ma anche in questo caso sembra leggermi nel pensiero. Si gira supina, poi si appoggia su un gomito e mi fissa. Cerca invano di sistemare i capelli, ed un buffo sorriso le illumina il viso. -Sono... stravolta. Si vede?- -In effetti...- annuisco spostandole una ciocca di lato. -Ma stravolta in senso positivo o negativo?- -Non far finta di non capire.- Muove a lungo le mani, ma poi scuote la testa e non aggiunge altro. -Allora spiegati,- la invito. -Hai mantenuto la promessa: mi hai fatto godere. Anzi, mi hai fatto urlare di piacere!- -Non poteva essere diversamente,- sorrido. -Con un culo come il tuo è impossibile che non apprezzi questo rapporto. Veramente impossibile.- Annuisce, abbracciandomi forte. -E' merito tuo, hai preparato il tutto con molta cura facendomi eccitare moltissimo. Ero veramente cotta a puntino...- ride sobbalzando sopra di me. -Non sopporto il dolore, mi spaventa in ogni sua forma, ed immagino fosse questo a limitarmi le altre volte; ero rigida, preoccupata, incapace di lasciarmi andare.- -Stasera invece ti sei lasciata andare.- -Eccome, cavolo!- mi bacia sulla bocca, un bacio fuggente, -ed è questo che mi sconvolge di te! Riesci a farmi trovare piacevole ogni cosa, ogni perversione!- Si solleva dal mio torace e scende dal letto. Sono tentato di chiederle se vuol passare la notte qui ma mi trattengo. La guardo raccogliere la biancheria sparsa sul pavimento ed all'improvviso vedo una smorfia comparire sul suo viso. Porta le mani dietro la schiena e mi guarda ridendo. -Lo sento ora il male, accidenti! Mi hai distrutta!- -Passerà, vedrai.-
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