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Lo specchio e i tuoi occhi
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Titolo:
Lo specchio e i tuoi occhi |
Autore:
Elys |
Contatto:
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Racconto
n° 4910 |
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Sono appena entrata in casa dopo una stancante corsa sul lungo lago. Sono sudatissima, faccio una doccia. Tu sei già a casa, mi segui in bagno. Posso farla con te? -Va bene, vieni!- In un attimo ti sei già spogliato. Mi spoglio lentamente, tu sei davanti a me completamente nudo a guardarmi. Vedo il tuo membro già duro ed eccitato. Entro nella doccia ma non ti faccio entrare. Apro l'acqua e tu sei lì, fuori che mi vedi dal vetro semitrasparente. Inizio a passarmi la mano lungo tutto il corpo e poi apro la porta. -Entra tesoro, spalmami il bagnoschiuma- Tu ubbidisci, io ti verso il bagnoschiuma sulla mano e tu, di fronte a me, me lo spalmi lungo le gambe, lungo le cosce, in mezzo, lungo il busto sui seni sul collo, lungo la schiena, sulle natiche. Mi giro dandoti la schiena. Tu mi accarezzi con quelle mani soffici e morbide di bagnoschiuma e io mi perdo sotto il tuo tocco delicato. Ancora la tua mano passa sul mio collo, scende sul petto, lungo la mia pancia, fra le mie gambe. Mi giro, ti bacio. Ti prendo il membro ancora durissimo e, delicatamente, inizio a massaggiartelo. Mi metti una mano fra i capelli e me li tiri respirando affannosamente; mi tiri indietro la testa e mi mordi il collo mentre io continuo a toccarti. Con violenza mi prendi e mi porti fuori dalla doccia. Ci ritroviamo in camera da letto davanti allo specchio, io sono ancora ricoperta di schiuma. Ti siedi sul bordo del letto, io sono davanti a te, la schiuma inizia a scivolare via, lentamente, dal mio corpo. Mi baci il ventre, io infilo una mano fra i tuoi capelli neri, ti tiro indietro la testa e ti fisso in quegli occhi altrettanto scuri. Senza distogliere lo sguardo dal tuo, lentamente, scendo in ginocchio. Inizio a passare la mia lingua sul tuo membro partendo dalla base senza ancora distogliere gli occhi dai tuoi. Arrivo fino in cima e la punta della mia lingua circonda, gioca, tortura con maestria ed efficacia, la punta del tuo pene. -Oh ti prego prendilo tutto in bocca- mi dici con un filo di voce. Io obbedisco soddisfatta. Lentamente lo infilo nella mia piccola bocca e stando molto attenta a non farti sentire i denti inizio a fare su e giù. Ho le mani sui tuoi fianchi, tu mi stringi i polsi mentre ansimi di piacere. Scosto una mano, ti accarezzo la coscia e inizio toccare tutta la parte che la mia bocca non riesce a contenere. Tu ansimi ancora di più. La tua mano ora è fissa nei miei capelli e mi tiri indietro il ciuffo che mi copre la fronte per potermi guardare. L'altra mia mano intanto aiuta il lavoro che sta facendo la mia bocca. Improvvisamente mi fermi. -Non voglio ancora venire- mi dici – prima tu- Mi fai alzare in piedi, mi giri, ora le mie natiche sono proprio davanti al tuo viso, e io mi vedo, anzi ci vedo nello specchio. Ma stranamente la cosa non mi crea imbarazzo. Mi sento bella. Per una volta. I capelli arruffati mezzi asciutti e mezzi bagnati tirati indietro, le guance rosse, il corpo morbido, mi gira la testa, mi sento un fuoco. Mi divarichi le gambe e mi fai sedere sopra di te. Lentamente scivolo sulla tua asta. Sospiri. Apro gli occhi. Sono lì, ancora riflessa nello specchio: gambe aperte. Vedo tutto. Vedo te dentro di me. Ecco questo mi crea imbarazzo. Richiudo gli occhi, abbandono la mia testa vicino alla tua, tu ansimi vicino a me. Sono piccolina, tocco solo con le punte il pavimento quindi mi aiuti a muovermi. Mi abbandono a te. La tua mano mi accarezza davanti, essere così aperta amplifica le mie sensazioni. D' un tratto apro gli occhi e vedo allo specchio la tua mano in mezzo alle mie gambe. Quella vista mi eccita a tal punto che mi fa esplodere di piacere. -Brava piccola, vieni, ti sento, come ti sento stretta intorno a lui!- Il ritmo rallenta un attimo giusto perché io torni in me e prenda fiato. Mi gira sempre di più la testa. Mi sollevi e mi fai sedere sul bordo del letto. Ora sei davanti a me, in piedi. Mi sollevi il mento e mi sorridi. Io sorrido, apro la bocca e di nuovo lo avvolgo con le mie labbra. Ora sei tu che decidi il ritmo. Dopo poco lo sento sempre più grande e duro fino a che, ansimante, riversi tutto il tuo piacere nella mia bocca sempre con le mani fra i miei capelli. -E questa novità del mandare giù?- mi chiedi divertito. - Bhè, non mi hai dato scelta! - Rispondo ridendo. –Ma mi piace.
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