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Il tuo odore, il mio uomo
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Titolo: Il tuo odore, il mio uomo
Autore: Elys
Contatto:
Racconto n° 4911
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Sono le ore 19.30 guardo la tavola soddisfatta.
Mio marito sarà a casa a minuti e tutto è perfetto. Come sempre.
Oggi fa molto caldo quindi indosso un vestito estivo abbastanza corto, giallo con dei piccoli fiorellini rossi.
Sento la porta che si apre. Mi giro, sorrido e gli vado incontro.
-Buongiorno amore e ben tornato! Affamato? Gli tocco il petto. Mmmmm e sudato, vero?-
Lui mi abbraccia e mi bacia.
-Bella porcellina lo so che ti piaccio sudato- e dicendo ciò, mi da pure una pacca sul sedere.
Rido in modo soffocato fra le sue labbra.
Mentre si dirige verso il tavolo si toglie la maglietta e me la lancia ridendo: -Mettila a lavare Donna!-
Non riesco a resistere.
Mi porto la maglietta vicino al naso, sento il suo odore, l'odore del mio uomo.
La lascio andare per terra e gli vado incontro.
Appoggio il viso alla sua schiena ancora umida e faccio scivolare le mani su di essa.
-Ti voglio- gli dico.
Da dietro gli slaccio i pantaloni e inizio a toccare il suo membro ancora coperto dagli slip.
Già ansima. Bene!
Si gira e mi guarda.
-Prima però mangia, sarai affamato- Intanto continuo a torturarlo con un sorriso malizioso.
-Ho più fame di te che di cibo-
Brutalmente mi infila una mano fra le gambe.
-Sei sempre così pronta . . . ogni volta-
-E' tutto merito tuo, il solo pensarti mi da i brividi-
-E io mentre sono al lavoro non faccio altro che pensare di fare sesso con te, sogno di prenderti ovunque-
Mi passa la lingua sul collo, mi mordicchia e aumenta sempre di più il ritmo con cui mi tocca fra le gambe.
-Basta! O mi farai venire subito- lo imploro.
-Ti sento che sei lì lì; perché non ti lasci andare?-
-Voglio che mi scopi brutalmente, infilamelo dentro, muoviti, spingiti dentro di me con forza-
Mi prende per le gambe e mi fa salire sul tavolo, cadono le posate e un bicchiere, poco importa.
Veloce mi sfila le mutande, io gli abbasso i pantaloni e gli slip e me lo infilo dentro.
-Come cavolo fai ad essere sempre così stretta? Mi fai impazzire lo sai?-
Lo fermo un minuto.
-So anche esserlo di più- e guardandolo inizio a stringere i muscoli del mio sesso contro il suo.
Lui si muove ansimando e io stringo sempre di più. lo sento bene, molto bene.
Lo fermo di nuovo.
Lo faccio sedere sulla sedia di fronte a noi.
Mi siedo e scendo su di lui.
Mi tolgo il vestito mostrando tutto il mio corpo nudo a lui, al mio uomo, a mio marito.
Gli infilo le mani nei capelli un po' lunghi e arruffati e mi muovo su di lui, guardo le sue espressioni ad ogni mio movimento, il mio ritmo aumenta sempre di più, oramai lo cavalco con maestria, lo conosco bene, so cosa gli piace e come gli piace, so come farlo godere, come farlo venire subito o come torturarlo.
Afferra le mie natiche e mi aiuta nei movimenti, mi da il ritmo.
Oramai siamo tutti e due sudatissimi, mi stringe fino a farmi male, mi piace, e dopo tre colpi esplode dentro di me e io con lui.
Aspettiamo che i nostri respiri si calmino e ancora con un po' di fiatone ci baciamo dolcemente.