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La finestra del sesto piano
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Titolo: La finestra del sesto piano
Autore: Shaara
Contatto:
Racconto n° 492
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...alla fine della giornata di lavoro, non appena rientro nel mio guscio formato da quattro lunghe pareti e una grande finestra, mi sdraio sempre qualche minuto sul morbido divano in pelle che mi regalò Carl circa quattro anni fa. La pelle pregiata ormai ha assunto quelle venature tipiche dovute al logorio del tempo; amo starmene al buio li sopra guardando dalla grande parete a vetri, il cielo e sbirciando nelle attività casalinghe delle case di fronte.
Ultimamente, all'ultimo piano del palazzo dinnanzi alla mia finestra, è giunto un nuovo inquilino, un uomo di colore che se ne sta a lungo a far ginnastica nel suo studio mentre il video alle sue spalle emana bagliori multicolori.
Il mio lavoro mi concede purtroppo poco spazio e anche la polvere sui mobili oramai da sola va e viene indisturbata. Fare la consulente aziendale non mi è mai piaciuto ma guadagno bene e poi, l'ho sempre fatto e non saprei fare altro. A volte trovo il tempo per invitare amici e amiche a trascorrere una serata in compagnia di buona musica e quando alla fine, anche l'ultimo ospite se ne va, mi rilasso guardando fuori.
..sono passate un paio di settimane, il dirimpettaio di colore, continua nei suoi quotidiani tour the force ginnici, oramai mi soffermo a guardare solo la sua finestra, vederlo fare ginnastica mi tira un poco su di morale e prima di oscurare la mia finestra, ogni sera lo imito tentando di non perdere l'abitudine a muovermi.
L'uomo veste con un pantaloncino in tessuto elasticizzato e al dorso una misera canottiera e solo adesso scopro che mi attrae fisicamente, con tutti i vari muscoli al giusto posto.

...in ufficio arrivano continuamente richieste di consulenza, molte ditte, vengono nei nostri uffici per trovare le risposte e le soluzioni alle loro problematiche finanziarie; Laura, la nostra segretaria,..ed anche mia amica nella vita comune, smista le richieste con l'esperienza che si conviene ad una segretaria modello; vederla lavorare con tanto impegno e professionalità fa davvero pensare che sia nata per fare,...la segretaria.
Una mattina, mi chiama, come al solito per una consulenza, la ditta in questione produce arredamenti. Al telefono contatto il titolare della "Artè" e fisso un appuntamento tra tre giorni; il proprietario, si chiama Philip e ha un accento vagamente francese.

A sera tutto è pronto, Carl, il mio ultimo ex, mi viene a trovare qualche volta, parliamo dei nostri problemi come dei vecchi amici, il nostro rapporto è finito quando lui decise di accettare un lavoro che lo tiene lontano mille miglia dal nostro paese e cosi quando torna, mi passa a trovare. Mi si spezza il cuore ma lui ama moltissimo il suo lavoro ed io, l'ho sempre considerato più un amante che non un vero e proprio partner.
La prassi è una cenetta tranquilla in un accogliente ristorantino in riva al mare dove fanno piatti squisiti poi una bella passeggiata sulla spiaggia e poi,...poi a casa mia per riassaporare cose perdute e rispolverare ciò che troppo spesso teniamo nascosto per pudore.
Carl, è irruento, ogni volta gli chiedo da quanto tempo non lo faccia ma, ci sto volentieri perché in fondo,..neanche io so da quanto tempo non lo faccio.
Ci lasciamo andare come forsennati, il suo, mio, divano in pelle, inizia a cigolare sin da subito; l'unico modo per guadagnar tempo è sfoggiare guepiere e reggicalze in pizzo rosso che a lui piacciono tanto, in modo che il piacere di accarezzarmi, prenda, seppur per poco tempo il sopravvento sulla voglia di prendermi.
Non ho mai capito, vista la foga, se Carl soffrisse di eiaculazione precoce oppure appunto, se la foga prenda il posto della ragione.

La "Artè" del signor Philip, si trova nella zona industriale, il terzo giorno, alle dieci, puntuale come sempre, entro nella show room dell'azienda. Cerco sempre di colpire positivamente il cliente sin da subito e quindi mi vesto con una gonna non troppo mini con su una giacca abbinata, con delle calze a rete e scarpe della più famosa boutique, ..quando ci si presenta bene, si è già a metà dell'opera,..o almeno questo è ciò che ti insegnano nei training di formazione.
'sta volta però, rimango colpita io per prima, il sig. Philip, nientemeno è il ginnasta del sesto piano. Ho avuto sempre delle difficoltà a distinguere un nero, da un altro nero; incapacità di individuare somiglianze. Questa volta però, sono sicura, malgrado la camicia e la giacca, riesco a percepire i lineamenti fisici dei tessuti "umani".
Ci scambiamo sorrisi a quarantadue denti e allungo la mano per presentarmi, con mia sorpresa, anzichè stringermela, la porta vicino le proprie labbra in un inusuale baciamano. ..credo di non aver mai avuto il piacere di ricevere un cosi ...sottile bacio sulla pelle delle mie mani.
Il resto è lavoro e in un paio d'ore riesco a rendermi conto che la soluzione del suo problema è semplice, ma non glielo do a sapere. Ci rivedremo presto.
Quella sera guardavo ancor più attentamente attraverso i suoi vetri, brividi mi attraversavano la pelle, ..presi piacere a sfiorarmi.

Dopo pochi giorni non ho avuto il coraggio di rivederlo di persona e ho spedito il mio lavoro al suo fax.
Laura mi ha riferito poi che Philip, era rimasto completamente soddisfatto della mia consulenza.

Passarono settimane, ormai la mia preoccupazione più grande, era di tornare a casa per poter guardare Philip; .passavo le serate a osservare e desiderare quel corpo armonioso, seppur senza avere il coraggio di affrontarlo personalmente. Sapevo che stavo facendo qualche cosa di sbagliato, ma .era cosi eccitante vederlo, spiarlo.

Una sera, come le altre, la sua finestra era buia, sapevo che era in casa, il video emanava sempre quei bagliori, gli stessi che lo accompagnavano nella sua attività fisica. D'un tratto una porta si apre ed illumina la stanza, una donna ne esce rischiarata da quella tenue luce,.è nuda, è molto bella,..è...è Laura.??
Non scorgo molto bene, ma la mia più cara amica, era nuda nell'appartamento dell'uomo che colpiva i miei .desideri.
Il mattino seguente, in ufficio, non ho notato niente di diverso nell'atteggiamento di Laura, ma sembrava più sorridente del solito. Provai a farle qualche domanda ma lei riusciva sempre a rimanere sul .vago.

Se non fossi scaltra,.avrei pensato di avere un attacco di gelosia,.invece credo che mi eccitava il fatto di saperla tra le braccia di Philip.
Le serate di Laura al sesto piano, si facevano via via più numerose, malgrado a volte chiudevano gli oscuranti, riuscivo a vederli fare sesso sulla dinette.
A volte, vedendo quei due corpi avvinghiati tra loro, mi eccitavo talmente da provare un grande piacere e toccarmi.
I miei capezzoli divenivano turgidi ed esigevano di essere stropicciati a lungo e la mia vagina emetteva gocce di rugiada. Mi lasciavo andare a quel fermento ormonale sino a che penetrandomi colle dita, finivo immancabilmente per godere in un susseguirsi di fremiti e contrazioni. Che strana sensazione, mai mi ero masturbata tanto intensamente.

In ufficio, sempre più spesso, mi mettevo a parlare di sesso con Laura e forse in un susseguirsi di parole e complimenti, capitò che feci alcuni riferimenti per i quali lei capi qualche cosa, forse immaginando che io l'avessi spiata.
Cosi, una sera il campanello della mia abitazione suonò e all'uscio della porta apparse Lui. Il suo sguardo dolce e fiero, mi penetrava, trascorsero interminabili minuti in cui l'unico suono proveniva dal mio impianto stereo,...senza fiatare mi prese i fianchi e mi baciò mentre io abbandonai subito qualsiasi difesa.
Mi portò sul divano ed iniziò a spogliarmi e a leccarmi i seni;..era bravissimo, l'eccitazione era talmente intensa che continuamente gli spingevo colle mani la testa per cercare di fargli lasciare la presa. Mi mise una mano tra le cosce e le allargò delicatamente, con la bocca si accostò al clitoride e iniziò a mordicchiarlo, non riuscivo a starmene zitta, gemevo e provavo contrazioni ogni volta che la sua lingua mi penetrava. Finalmente anche lui si spogliò ma con mia sorpresa usò il suo foulard per legarmi le mani nel bracciolo del divano.
Chiusi gli occhi decisa a fargli fare tutto ciò che avrebbe voluto,.lentamente mi prese spingendo tutto il suo membro nella mia vagina e rimase cosi fermo con quel grosso coso che mi trafiggeva e alle mie contrazioni rispondeva con delle pulsazioni che spingevano sulle mie pareti interne.
Ad un tratto sentii chiudersi la porta, pensai che dovevo averla lasciata aperta prima e vidi avvicinarsi lei, Laura. Ebbi un sobbalzo, ma subito Philip iniziò a far entrare ed uscire il suo grosso pene e il piacere ebbe il sopravvento,.sorridente, Laura, si tirò su la gonna e mise le sue cosce attorno al mio viso e mi appoggiò la sua vagina depilata alla bocca,.iniziai a baciarla, ogni volta con meno freni inibitori, sinchè le infilai la lingua completamente dentro...era caldissima e non credevo avesse anche un buon sapore,..per un istante dimenticai persino Philip che continuava a scoparmi. Sentivo Laura gemere di piacere e ciò mi rendeva felice, i suoi liquidi iniziavano a bagnarmi e a riempirmi la bocca e sentii Phil che mi inondava.......

Non ho mai goduto tanto, è stata un'esperienza eccezionale e non mi sarei mai aspettata di riuscire a fare certe cose. Ormai sono passate alcune settimane e il nostro feeling a tre, sta acquisendo esperienza e sfumature inaspettate.
Ogni tanto però, sento il bisogno di starmene da sola sul mio divano a guardar finestre... si scoprono sempre delle cose nuove.