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La mia piccola Giulia
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Titolo: La mia piccola Giulia
Autore: Marcello
Contatto:
Racconto n° 493
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La conoscevo da più di venti anni. Abitava proprio accanto a casa mia fin da quando eravamo bambini. E' sempre stata di poche parole, molto timida.
Essendo da sempre grandi amici, quasi fratelli non l'avevo mai vista come una possibile fidanzata, amante. eppure quella sera c'era qualcosa di diverso in lei. Nei suoi occhi vedevo brillare una luce mai vista prima, gli abiti che indossava la rendevano molto elegante, e allo stesso tempo tremendamente bella. La gonna, non troppo corta ma nemmeno troppo lunga metteva in mostra due gambe lunghe e affusolate, la camicetta faceva intravedere un seno non troppo prosperoso ma molto ben proporzionato rispetto al suo corpo di trentenne in splendida forma fisica. I suoi capelli scuri appena messi in piega che sembravano fatti apposta per i suoi grandi occhi neri, che da dietro ai vetri degli occhiali erano ancora più intriganti. La sua carnagione scura, da fine estate la rendeva tremendamente affascinante.
Come ormai consuetudine, aveva suonato alla mia porta per lasciarmi le sue chiavi di casa, prima di andare a cena con i colleghi. Non so spiegarne il motivo ma quella sera mi dispiaceva vederla andar via, anche se sapevo che l'avrei rivista di lì a un paio d'ore, quando sarebbe tornata a richiedermi le chiavi per entrare in casa sua. La baciai teneramente sulla guancia augurandole una buona serata. Sapevo tutto di lei, lei sapeva tutto di me. Avevo conosciuto tutti i suoi ex fidanzati, conoscevo bene il suo gruppo di amici, adoravo lei e la sua famiglia, che consideravo la mia seconda famiglia. Ma quella sera non facevo altro che pensare a lei. Aspettavo il suo rientro per poter scambiare ancora qualche chiacchiera, per poterla rivedere così bella come non l'avevo vista mai.
D'improvviso squilla il mio telefono. E' lei. La sua auto si è guastata sulla strada del ritorno. Fuori c'è un temporale di quelli che se ne vedono solo in settembre, di quelli in cui il cielo è pieno di elettricità, in cui i tuoni sono così forti da far tremare i vetri degli appartamenti. Le vado incontro, è sola e certamente sarà spaventata di fronte a un'auto in panne e sotto un diluvio. La rassicuro e le faccio capire che nell'arco di una decina di minuti sarei stato da lei, l'avrei riportata a casa. E così fu. Lasciammo la sua auto lì e tornammo a casa. Sul pianerottolo mi abbracciò stretto e fece per entrare in casa sua. Le chiesi di stare un altro po' assieme, non volevo vederla andare ancora via. Venne da me e iniziammo a parlare. Discutevamo di ogni argomento, fino a che, ovviamente, si finì a discutere di sesso. Mi diceva che il suo ultimo fidanzato non riusciva mai a soddisfarla, ma l'unico motivo era la mancanza di amore e coinvolgimento. L'argomento mi eccitava. e la sua camicetta ancora un po' bagnata non faceva che aumentare in me il desiderio di lei.
Mi feci coraggio e le dissi "Giulia, non prendermi per matto ma." e la baciai, iniziando ad accarezzarle il corpo. Lei prese le mie mani e le mise sul suo seno, nessuno poteva far finire quel bacio interminabile. Le sbottonai la camicetta e notai che dal suo reggiseno faceva capolino un capezzolo; era turgido, era invitante, non avrei potuto fare a meno di baciarlo, di giocare con lui. lei era totalmente rilassata, era coinvoltissima, i suoi sospiri mi facevano capire di andare avanti., senza paura, senza timori. La spogliai del tutto e iniziai a baciare quel fantastico corpo magro, abbronzatissimo. Le baciavo i fianchi, l'esterno della coscia, poi guardandola negli occhi mi diressi verso il suo bocciolo. E iniziai un lungo gioco di lingua e labbra. Sentivo il suo umore sulla mia faccia, sapevo che la stavo portando oltre il limite, e non avevo alcuna intenzione di fermarmi, volevo sentire il suo orgasmo, volevo sentire gli spasmi del suo fiorellino con la mia lingua, andai avanti a leccarla mentre con le mani le toccavo il seno, era perfetta. Un suo gridolino anticipò di un attimo un lungo orgasmo, prolungato da me che insistevo nel mio giochino di lingua. Fu costretta a spingermi via perché sapeva che non mi sarei mai staccato da lei. Fece trascorrere pochi attimi e poi mi disse: "Abbiamo perso troppi anni, recuperiamo immediatamente tutto in una notte" e così facendo mi infilò le mani nei boxer iniziando ad esplorare il mio sesso diventato duro come un sasso per la prolungata eccitazione. Mi mordeva le labbra mentre mi baciava, poi, come in un sogno, iniziò a farmi capire qualcosa di lei. Non avrei mai immaginato che la piccola Giulia fosse fatta così. Era pian piano scesa fino a giù. Era lì che succhiava il mio membro mentre con le mani mi stringeva i testicoli. Con movimenti lenti lo faceva scivolare fino in gola, le sue labbra carnose sembravano create apposta per il mio piacere. credevo volesse farmi venire nella sua bocca, invece si staccò da me voltandosi e chinandosi, mi invitò a penetrarla da dietro. "Fammi venire ancora" -mi disse- Iniziammo a fare l'amore con una passione travolgente. Sentivo che le piaceva e questo mi eccitava ulteriormente. Stavo scopando con la mia migliore amica, con colei che consideravo una sorellina, con la persona che mai e poi mai avrei immaginato potesse farmi provare certe sensazioni. Ma la sorpresa doveva ancora arrivare. Con le sue dita fece per allargarsi il buchino e. "Ti prego, mettimelo dietro" Ebbi un sussulto, stavo quasi per venire solamente all'idea di quello che Giulietta mi aveva chiesto. Ci misi un po' a tornare in me. Ma quando la vidi negli occhi, capii che faceva sul serio. Voleva sentirlo davvero, mi fece capire che non era la prima volta. Non avevo mai visto Giulia sotto questa luce. Dai lunghi discorsi fatti in passato l'avevo immaginata più tradizionalista. Furono poche spinte, lente ma decise, poi esplosi in lei. La riempii di me e crollammo esausti ma felici su quel letto che tante volte ci aveva visti giocare e dormire assieme da bambini, e che quella sera si era trasformato in un luogo di amore, di sesso, di sorprese, di emozioni.
La vita ci ha portato su strade diverse, abitiamo in città lontane, siamo entrambi sposati e abbiamo due famiglie splendide, ma capita spesso ad entrambi di tornare a pensare a quella incredibile notte di fine estate, dove ogni inibizione crollava di fronte alla voglia che avevamo uno dell'altra.