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Il volto dei sensi
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Titolo: Il volto dei sensi
Autore: Hely
Contatto:
Racconto n° 4942
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Sono in trepidante attesa. Ho indossato il vestito più sexy che ho, rosso, il colore della passione, di pizzo ricamato a larga trama che lascia intravedere le mie forme generose.
Autoreggenti e scarpe décolleté con tacco alto, perizoma rosso, con un cuoricino di metallo e relativo brillantino alla giuntura delle tre stringhe che decora la parte alta del fondo schiena, niente reggiseno.
Ho un buon odore. Il bagno schiuma che ancora non è svanito del tutto, l'acqua corpo al tè verde che mi circonda con il suo aroma e il profumo della mia pelle. Non sono truccata. Da una parte non è necessario, dall'altra voglio essere al naturale.
I capelli sciolti sulle spalle leggeri e vaporosi.
La stanza è in penombra, tutto intorno candele, tante, sparse un po' ovunque che avvolgono l'ambiente con la loro luce calda, creando un'atmosfera magica. Due flute sono sul tavolino e accanto una bottiglia di champagne. La musica soft in sottofondo avvolge il tutto nel suo suadente abbraccio.
Sono pronta e sono in ansia, una piacevole ansia che non mi abbandona da giorni. Mille pensieri mi tormentano e mi agitano. Danzano nella mente e fanno piroette che si trasformano in pulsazioni che scendono fino al basso ventre trafiggendolo.
Lo squillo del citofono mi fa sobbalzare. Non parlo, lui non parla, d'altronde non ho mai sentito la sua voce, ma mi conosce molto bene e altrettanto io conosco lui. Sa perfettamente cosa mi piace, cosa mi manda in visibilio, come sedurmi, prendermi e usarmi.
Apro il cancello. Ho due minuti per terminare la preparazione. Apro la porta che lascio socchiusa, prendo il foulard nero di seta e mi bendo. Aspetto in piedi vicino al tavolo, le gambe mi tremano, ho timore che cedano. Ora è buio per i miei occhi e non ho più la percezione dei confini della stanza. Sento il rumore dell'ascensore che si avvicina, il cuore batte forte e l'eccitazione cresce. La porta si apre e sento i suoi passi, uno, due, tre, poi più nulla. Silenzio. Tre lunghi minuti che non passano mai. - Dov'è ... Cosa fa ... -
La porta si chiude delicatamente, altri passi più vicini, e poco dopo sento il suo respiro vicino al viso, sul collo e sulla bocca. L'eccitazione continua a salire. I miei quattro sensi sono in allerta aumentando la loro percezione per il fatto che uno di essi è inabile. Il suo respiro, il suo odore mi inebriano. Non mi tocca per ora ma dolcemente e deciso infila la lingua calda e morbida tra le mie labbra, dentro la bocca e gusto la sua saliva, il suo sapore. Un altro senso che si attiva al massimo. Fremo e voglio le sue mani su di me, voglio che mi tocchi. I quattro sensi potenziati sono corde di violino tese che sotto la sua regia emanano suoni che fanno vibrare tutto il corpo, creando un'armonia di emozioni che arrivano al cervello per poi irradiarsi dappertutto, una musica primordiale che piano piano cresce di ritmo ed esplode pulsando sul clitoride.
Finalmente le sue mani mi sfiorano. Mi accarezza i capelli e fa scivolare il dito medio delicatamente lungo tutto il viso e sulle labbra, me lo infila soavemente in bocca e io lo avvolgo con la lingua. La sua mano tocca lievemente il braccio e scende dalla spalla fino alla mia mano, mi tocca le dita, uno ad uno. Poi il dito indice indugia leggero sul seno, sul ventre e la mano aperta mi palpa la coscia con un tocco più audace e brividi mi scorrono lungo tutto il corpo.
Abbassa le spalline del vestito che scivola e si ferma sui fianchi scoprendo il seno prosperoso. Lo accarezza mentre con la bocca mordicchia il capezzolo e con la lingua disegna ghirigori sulla grande areola rosa e il piacere mi fa mugolare.
Aiuta il vestito a completare la sua discesa fino a terra.
Le sue dita spostano le mutandine da un lato e la mia intimità è ora visibilmente esposta. Si allontana e mi lascia lì, sola.
Sono nuda di fronte a lui con un pezzettino di stoffa sul pube e un altro che mi oscura la vista.
Non so dove sia ma sento i suoi occhi addosso che mi penetrano, mi divorano. Mi lascia lì alla mercé del suo sguardo bramoso e affamato per interminabili minuti ... quindici, venti?
E sono imbarazzata, non so cosa fare mentre l'attesa aumenta l'inquietudine. Un turbinio di sensazioni che mi stordisce.
Ritorna da me, mi prende per mano e mi conduce al centro della stanza. Mi fa inginocchiare.
Ha precedentemente messo un cuscino a terra e mentalmente lo ringrazio per la premura, le mie ginocchia sono salve.
Mi gira intorno, piano, lo sento davanti, di fianco, dietro. Mi sta osservando cercando di percepire ogni mia minima reazione.
Mi sta studiando pensando cosa fare di me.
Adesso è fermo dietro di me, vicinissimo. Appoggia le mani sulla schiena e mi spinge dolcemente in avanti, cado con le braccia tese e le mani appoggiate sul pavimento freddo.
Sono carponi con il sedere scoperto ed esposto, vulnerabile e preda.
Rimane fermo dietro di me. Il silenzio e l'attesa , l'ansia e l'eccitazione, il cuore che batte forte, l'adrenalina che sale, creano una miscela di sensazioni che mi lascia sospesa in un vortice senza tempo. Il suo respiro diventa sempre più affannoso e finalmente sento la sua voce calda, suadente, appassionata ma il tono è fermo, deciso, autorevole.
- Sei bella, sensuale, e il tuo culo così invitante che viene voglia di sculacciarlo -
Il respiro mi si blocca in gola, la sua mano grande e possente si è appena posata con forza sulla natica lasciandomi senza fiato. Il bruciore e il calore si mischiano all'odore dei mie umori, al suono della sua voce che mi rassicura, al tocco della sua mano che accarezza la natica dolorante, al sapore della sua saliva che deposita sulle mie labbra leccandole delicatamente. Gemo per l'eccitazione che aumenta e sento il mio liquido che cola tra le cosce.
Sono senza forze, in balia degli eventi e lui potrebbe fare di me ciò che vuole. E io lo pregherei di farlo.
E sempre dietro di me e io sempre carponi. Si abbassa. La sua mano scende accarezzando con l'indice il solco tra le natiche, indugia sul buchino e infila il dito nell'anfratto umido e caldo.
Lo muove leggero, piano, ma poi esce e continua a scendere. Apre la mano e la mia fica rimane imprigionata in quell'abbraccio avvolgente. La sua mano bagnata del mio succo è ora sul mio viso. Guance, naso, mento e labbra si inumidiscono sotto le sua carezza. Annuso il mio odore e lecco la sua mano per gustare il mio sapore. Sono in estasi.
Ora è davanti a me. Mi prende per le braccia e mi tira su ma rimango in ginocchio. - Non muoverti, stai ferma – mi dice con tono perentorio. Il mio cuore accelera i battiti. Si avvicina a un centimetro da me e sento la stoffa dei pantaloni grattarmi la faccia. Preme il suo ventre contro il mio viso più volte. Il suo gonfiore è così prepotente.
Sento le sue mani muoversi davanti a me e immagino che stia aprendo la zip della cerniera.
I pantaloni cadono a terra e rimangono intrappolati ai suoi piedi.
Mi prende la testa fra le mani e la spinge con forza addosso a lui. - Leccami – sussurra. Comincio a baciarlo sul pube.
La mia lingua si inoltra nell'incavo della coscia e si muove su e giù leggera ma decisa, mentre sento il suo membro morbido e duro sfiorarmi la guancia. - Apri la bocca – mi dice e lo infila dentro, piano e poi più forte. Lo spinge fino in fondo, fino in gola e io lo accolgo tutto.
La sua mano poggiata sulla mia testa guida il movimento di discesa e salita; è un ritmo lento che diventa sempre più audace ad ogni spinta.
Il suo cazzo adesso è duro come il marmo. La mia lingua danza intorno e appena sotto il glande vicino al frenulo, picchietta sul buchino ... Sospira, e il suo piacere diventa il mio piacere. Il fiotto caldo mi inonda, esce copioso, un po' in bocca e un po' scivola lungo il suo sesso posandosi sulla mia mano che lo circonda. Lussuriosa la mia lingua raccoglie il suo sperma, il mio dito indice bagnato dal nettare color latte la incontra e insieme entrano nella bocca ... lo succhio e sento tutto il suo sapore.
Lentamente il battito del suo cuore rallenta, mi accarezza la testa e mi aiuta ad alzarmi. Mi fa sedere sul divano, si inginocchia, mi tira giù verso di sé e mi divarica le gambe. Le sue mani poggiate sul retro delle cosce le tengono ferme verso l'alto. Mi guarda... la guarda.
- Sei tutta fradicia, che bella che sei – Le sue parole mi provocano una incontenibile ebbrezza. La sua lingua va avanti e indietro, su e giù, si infila nella fessura, entra e esce ritmicamente. Succhia il clitoride, le piccole labbra e il mio ventre trema e sobbalza. Continua a leccarla per interminabili minuti. - Si, si, si ... così – sussurro con un filo di voce e lui – No, non devi ancora venire – Mi fa alzare e mi gira.
Sono in piedi, il sedere proteso in fuori, chinata con le mani poggiate sullo schienale del divano. Una posizione superba che mi fa sentire dominata e sottomessa. Mi sculaccia ancora, una, due, tre volte e un piccolo grido mi si strozza in gola. Strofina il suo cazzo tra le natiche e a poco a poco lo sento indurirsi di nuovo. Decide di non sodomizzarmi e con fermezza infila il suo lingam nella mia yoni bollente.
Stringo il mio tempio sacrale intorno alla sua asta di luce che si muove dapprima soavemente.
Entra ed esce leggero, a ritmo cadenzato, ma lentamente il movimento diventa più veloce e mi scopa con forza.
I suoi colpi, a tratti violenti, mi fanno urlare di piacere.
Le mie dita si muovono freneticamente sul clitoride che è ormai pronto ad esplodere, e quando sento lui godere di nuovo finalmente godo anche io.
Rimaniamo a lungo uno accanto all'altra, sdraiati sul divano, spossati e stremati.
Ho ancora la benda sugli occhi. - La tolgo? - gli chiedo. - No. – risponde lui. - Toccami, esplora il mio corpo, accarezza il mio viso e immaginami come tu vuoi. Tu stessa mi hai raccontato che se mi vedessi, forse, non avresti più voglia di incontrarmi. E io voglio rivederti. Se non mi conosci fisicamente avrai ancora desiderio di me. La tua fantasia dell'uomo senza volto ora diventa anche la mia.
Ritrovarci altre volte senza che tu veda mai il mio corpo e soprattutto senza che tu veda mai il mio viso. -
Prende lo champagne e lo versa nei calici. Accosta il bicchiere alle mie labbra e brindiamo al nostro prossimo vibrante incontro.