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La compagna di banco
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Titolo: La compagna di banco
Autore: 3MSC
Contatto:
Racconto n° 4957
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- L'interrogato di oggi é...: Rossi! Dai Giulia, vieni alla lavagna. - La ragazza si alza controvoglia dal suo banco dopo aver lanciato un'occhiata di traverso alla sua insegnante. - Quei dadi che usa per estrarre a sorte il nome degli interrogati devono essere stregati, esce sempre il mio numero - pensa tra se mentre raggiunge l'odiata megera. Non che se la cavi malissimo a scuola, raggiunge la sufficienza in quasi tutte le materie studiando pochissimo grazie ad un'ottima memoria, ma la geografia la odia proprio. E la prof dal sorriso sadico ne è consapevole. - Ti sei preparata, Rossi? - le chiede. Lei con sguardo di sfida ribatte: - Sì, ieri pomeriggio a casa di Nicola - e fa l'occhiolino al compagno di classe con cui esce in questo periodo, scatenando l'ilarità della classe, visto che si sa già per certo che il ragazzo non sarà ammesso agli esami di maturità.
La professoressa la incenerisce con lo sguardo e inizia con la prima domanda: - Parlami un po' dell'agricoltura nei paesi sottosviluppati...- dall'altra parte silenzio. L'insegnante ci riprova con un'altra domanda su alterazioni dell'ecosistema e squilibrii ambientali, ma vedendo che l'alunna prosegue nella sua scena muta la rimanda al posto con un impreparato e una ramanzina: - Se continui così ti faccio bocciare, anche se hai la sufficienza nelle altre materie. Non dimenticarti che sarò commissario interno alla maturità. Lo vuoi capire che devi studiare anche la mia materia?! Ora prendi la tua roba e ti metti qui in prima fila, vicino ad Elena, vediamo se a toglierti dall'influenza dei tuoi compagni dell'ultima fila ti raddrizzi un po'. - Dopo qualche breve rimostranza e alla minaccia di trovarsi anche un brutto voto in condotta, Giulia cede.
La sua nuova vicina di banco é la classica secchiona che non si fila nessuno: i grossi occhiali che le incorniciano il viso pallido e magro, la frangetta spettinata, gli indumenti senza forma, tutto in lei sembra dire che alla mattina non si guarda nemmeno allo specchio prima di uscire di casa. Elena invece si mostra subito molto contenta di avere accanto a se la più carina della classe e si mostra subito disponibile nei suoi confronti, forse con la speranza di essere introdotta da Giulia nella cerchia delle sue amicizie.
Dopo i primi giorni di aperta ostilità da parte dell'una e di speranze disattese dell'altra, le due ragazze rompono finalmente il ghiaccio e iniziano a conoscersi. É Giulia a chiedere aiuto all'altra, memore dei recenti rimproveri della prof di geografia; vuole che Elena le faccia copiare un esercizio: - Assolutamente no, non ho mai fatto copiare i miei compiti a nessuno –
- Dai Elena, ti prego - invoca l'altra sgranando i suoi occhioni da Bambi - Te ne sarò per sempre grata - continua.
- Sei una ruffiana, ma con me non attacca -
- Ti prego, farò tutto quello che vuoi in cambio -
- Tutto, tutto? In effetti una cosa ci sarebbe... -
- Dai, spara... -
- Voglio uscire con te, Nicola e il resto della compagnia sabato. - Giulia sa che si sta mettendo nei guai perché gli altri non accetteranno mai l'intrusa, ma é proprio disperata: - Ok, fammi fare bella figura con la strega e sei dei nostri! - Arriva la temuta ora di geografia e Giulia la passa indenne per merito dell'esecuzione più che sufficiente del suo compito. La prof fa finta di credere che sia tutta farina del suo sacco e non indaga oltre su quell'improvviso miglioramento. Arriva finalmente il sabato, il giorno che passa più velocemente a scuola, tra educazione fisica e laboratori che rendono la mattina leggera e piacevole. Alla fine delle lezioni Elena ricorda all'amica la promessa e l'altra cadendo un po' dalle nuvole conferma: - Sì, sì ti aspetto verso le 16.00 a casa mia -
- Alle 16.00? Ma non dobbiamo uscire stasera? -
- Sì, ma non puoi certo venire conciata così - ribatte squadrandola da capo a piedi.
- Cos'ho che non va? -
- Tutto. Ci vediamo alle 16.00. - Le gira le spalle e se ne va, con la leggera spensieratezza dei suoi 19 anni.
Elena arriva puntuale all'ora stabilita, Giulia la presenta velocemente ai suoi e poi si chiudono nella sua camera da letto. La padrona di casa si siede sul letto e scruta in silenzio l'amica. Dopo un po' le dice di spogliarsi. L'altra arrossisce paurosamente e le chiede: - Perché? –
- Devo vedere se ho qualcosa di adatto da metterti... dai non fare la vergognosa, ti ho già vista in palestra nuda. - Elena prende un profondo respiro e inizia a togliersi il maglioncino rosa da educanda, la camicetta bianca dal grande colletto inamidato, le insignificanti ballerine e i jeans sformati, restando in slip e reggiseno. Giulia la osserva intensamente, non si era mai soffermata a guardarla così negli spogliatoi della palestra e deve ammettere che nasconde davvero un corpicino niente male sotto a quegli abiti informi. E' minutina ma molto ben proporzionata: il corpo armonioso, il seno piccolo e ben fatto, il sedere tondo e sodo che immagina risalterebbe moltissimo con uno dei suoi perizomi.
- Allora?! - si sente richiamare alla realtà da Elena, che per assurdo si sente più a suo agio nuda che vestita. - Allora credo di avere quello che fa per te - si alza e inizia a cercare nell'armadio. Quando riemerge ha in mano una minigonna di jeans e una griffatissima camicia bianca, sfiancata e all'ultima moda, che è certa farà risaltare le forme sinuose dell'amica. Le porge gli indumenti che l'altra afferra titubante e mentre fa per provarli Giulia la ferma: - aspetta, metti anche questo - le dice, porgendole un perizoma di pizzo nero e aggiunge, quasi per giustificarsi: - Quella mini è molto stretta, se si vede il segno delle mutande sta male. - Elena si abbassa docilmente gli slip e anche l'esuberante Giulia arrossisce violentemente alla vista del pube ricoperto da una leggera peluria dell'amica. Anzi, ora sembra proprio lei la più a disagio delle due. E' un operazione che dura pochi attimi, ma la ragazza si ritrova con la gola secca e uno strano calore in tutto il corpo. Ritrovando un filo di voce chiede all'altra se vuole anche il reggiseno in coordinato - giusto per sfizio - aggiunge. Elena fa cenno di sì con la testa e senza staccare gli occhi da Giulia si sfila il suo vecchio reggiseno, lasciando i suoi seni perfetti esposti al suo sguardo. Un'altra ondata di calore invade la giovane, che cerca di scacciare quel turbamento passando alla fase del trucco. Qui Giulia spadroneggia ed Elena, docile sotto le sue mani esperte, attende il risultato della trasformazione. Quando finalmente può guardarsi allo specchio resta senza parole, l'amica l'ha davvero cambiata in meglio. In realtà sono bastati un po' d'eye liner e rimmel per far risaltare i suoi occhi color nocciola, un po' di fard sugli zigomi e un lucidalabbra perlato, ma ai suoi occhi l'effetto è devastante. – Grazie - le sussurra emozionata.
Giusto il tempo per salutare i genitori e contrattare sull'ora del rientro che passa a prenderle Nicola. Il giovane è all'oscuro di tutto e si informa su chi sia la nuova amica così carina di Giulia. Quando scopre che si tratta di Elena scoppia in una fragorosa risata, ma vedendo che le due ragazze restano serie, si ricompone anche lui e la serata può finalmente iniziare.
Il ritrovo con il resto della compagnia è in un bar del centro per l'aperitivo. Giulia presenta Elena al resto della comitiva e la ragazza viene subito accolta come una del gruppo - a conti fatti sta andando bene - pensa Giulia fra se, e si rilassa godendosi il momento.
L'unica pesciolina fuori d'acqua è proprio Elena, che non si sente a suo agio in mezzo a quella confusione e solo di rado l'amica la coinvolge nei discorsi. Per rompere il ghiaccio prova a bere qualcosa di alcolico. Lo spritz le da subito alla testa e le scioglie la lingua, così anche lei inizia ad entrare nei discorsi leggeri degli amici di Giulia e a trovare divertenti le loro battute, soprattutto quelle di Nicola, per il quale ha chiaramente un debole dato che non gli stacca gli occhi di dosso e lo segue come un'ombra. Lui sembra apprezzare la venerazione della ragazza, invece Giulia inizia ad innervosirsi, non sopporta di non essere l'unica ad attirare i suoi sguardi e con freddezza comunica ad entrambi che non si sente bene e vuole tornare a casa. Questi, preoccupati, l'assecondano subito e salutando il resto del gruppo se ne vanno. Mentre Nicola va a recuperare l'auto è Elena a rivolgersi all'amica: - Come stai? Come ti senti? - e l'altra ribatte secca: - Fai senza fare tanto la carina ora che Nicola non c'è. Se volevi uscire con noi solo per fregarmelo hai fatto male i tuoi conti. -
- Ma io...-
- Ma tu niente... con me hai chiuso. -
Il ragazzo nel frattempo arriva e il viaggio di ritorno si svolge nel silenzio più assoluto. Elena spera di riuscire a trattenere le lacrime fino a casa. Non voleva rubare il ragazzo a Giulia, voleva solo qualche attenzione per una sera, voleva sentire l'emozione di sentirsi bella ed ammirata, ma ora si sente solo ferita ed umiliata e la delusione l'annienta.
La lasciano davanti al suo portone, sola e in lacrime, e ripartono verso casa di Giulia.
Il lunedì a scuola la tensione fra le due si è rifatta palpabile: Giulia evita Elena come la peste ed Elena tenta in tutti i modi di spiegare ma viene sempre zittita. Così i giorni passano, con il rendimento di Giulia in geografia sempre in caduta libera, fino a quando l'anno scolastico volge al termine. L'odiata megera ha fissato l'ultimo compito in classe per la settimana successiva. Ultima possibilità per Giulia di arrivare alla media del sei e presentarsi alla maturità con tutte sufficienze. Le serve almeno un otto per recuperare e sembra un'impresa impossibile, anche perché morirebbe piuttosto che chiedere aiuto alla secchiona vicina di banco. Si mette a studiare l'intero programma e con la sua beata incoscienza crede di poter colmare le gravi lacune di un anno in pochi giorni.
Arriva il giorno del compito in classe, Giulia è disperata ed insicura, tiene da morire a quella media del sei. Le domande ovviamente sono assurde per lei, ma inizia comunque a scribacchiare qualcosa qua e là, lanciando occhiate invidiose ad Elena che scrive senza mai fermarsi con una sicurezza che lei non avrà mai. Quando mancano trentacinque minuti alla fine della prova, mette da parte il suo orgoglio e richiama l'attenzione dell'ex-amica, questa si gira scocciata e fa cenno di no con la testa. Giulia insiste: - Ti prego, passami il compito - sillaba in silenzio congiungendo le mani. Altro cenno di diniego dall'altra parte.
- Ti prego, non lasciarmi nei guai -
Elena la guarda per un lungo istante: - Voglio una cosa in cambio - e l'altra sempre più disperata: - Tutto quello che vuoi, ma passamelo. -
Finalmente la ragazza inizia a passarle dei bigliettini con scritte le risposte corrette. Sa di essere insospettabile agli occhi dell'insegnante, quindi scrive velocemente risposta su risposta e le passa all'amica, che riesce miracolosamente a finire il compito al suono della campanella.
Appena esce dall'aula Elena le si fa incontro e le ricorda della promessa. Giulia ribatte pronta: - Se ho preso otto non mi rimangio la parola - assicura.
Dopo qualche giorno i compiti vengono riconsegnati e la professoressa deve ricredersi su Giulia perché ce l'ha fatta, con sua somma sorpresa, ad arrivare all'otto. La ragazza non riesce a trattenere un urlo di gioia e uno sguardo complice all'amica: è troppo bello vedere quell'otto rosso che significa salvezza. L'amica l'osserva a sua volta e le dice: - Ti aspetto sabato pomeriggio alle 16.00 a casa mia. –
- Ma come, non vuoi ricominciare ad uscire con noi? -
- No, tutt'altro... aspetta sabato e vedrai. -
Giulia se ne va turbata, è arrossita alle parole dell'amica – ma cosa vado a pensare – si chiede fra se, scacciando scenari scabrosi dalla sua mente e archivia la cosa fino al sabato successivo.
Il giorno dell'appuntamento arriva in fretta e alle 15.30 Giulia è già pronta per partire alla volta della casa di Elena. Quando arriva al suo portone, la trova già sulla soglia ad attenderla. Si sente leggermente a disagio, la trova diversa dal solito. - I miei genitori sono fuori per il week end, quindi saremo sole - la informa. Giulia le chiede subito cosa vuole in cambio del compito in classe e l'altra per tutta risposta la fa accomodare sul suo letto. - Voglio te - le sussurra prima di baciarla sulla bocca.
Giulia arrossisce violentemente a quel contatto e si stacca più arrabbiata che schifata, passando subito al contrattacco com'è nella sua indole: - Ma sei fuori? Io non sono mica una lesbica - ma Elena non si lascia intimidire: - Mi hai detto che avresti fatto qualunque cosa, sono sicura che piacerà anche a te, ho visto come mi guardavi a casa tua. - L'altra abbassa gli occhi in preda alla vergogna, allora Elena le prende la testa e la bacia di nuovo, stavolta approfondisce il contatto cercando con la sua lingua la lingua di Giulia. La ragazza non la respinge più, risponde timida ai suoi baci e si abbandona fra le sue braccia che sembrano più esperte di quelle del suo ragazzo. Elena si stacca da lei e la fa coricare sul letto. La spoglia lentamente: prima le converse, poi le slaccia i jeans, sfilandoglieli lentamente e scoprendo il perizoma di pizzo candido, infine la canotta sotto la quale non c'è traccia di reggiseno. E' una bellissima ragazza Giulia, alta e magra, ma con tutte le curve al posto giusto. - E' dall'inizio dell'anno che aspetto di ammirarti così, solo per i miei occhi - le sussurra Elena prima di abbassarsi fra le sue gambe e toglierle il minuscolo perizoma, lasciando scoperto il suo sesso completamente glabro e già umido di eccitazione. La apre le grandi labbra con le dita e senza indugiare oltre, posa le sue labbra su quella dolce figa, facendo irrigidire l'amica. - Rilassati...- le sussurra e poi inizia a leccare tenendole aperte le gambe con le mani. Percorre quella splendida figa, la penetra con la lingua e succhia la clitoride. Giulia adora essere leccata fra le gambe e deve ammettere che è più brava la sua amica del suo ragazzo. Ora che è finalmente rilassata e decisa a vivere questo pomeriggio diverso, prende la testa di Elena e la preme sul suo sesso per non farla smettere. - Te l'avevo detto che ti sarebbe piaciuto - le dice maliziosa tra una leccata e l'altra. Giulia è sempre più eccitata, geme e muove freneticamente il bacino contro la bocca dell'amica, fino a quando urla il suo godimento. Elena beve ingorda il nettare della sua amica e quando i fremiti dell'orgasmo iniziano a farsi meno intensi la ragazza le si corica accanto. Solo ora Giulia si rende conto che l'altra è ancora vestita e, finalmente, osa assecondare quell'impulso che aveva avuto a casa sua quel pomeriggio lontano e inizia a spogliare ed accarezzare a sua volta l'amica che si ritrova ben presto nuda. Finalmente libere dall'intralcio dei vestiti, le ragazze si rotolano nel letto, si baciano, si toccano, si leccano, si penetrano. Fanno sul corpo dell'altra tutto quello che amano sentire sul proprio, imparando a conoscere quel corpo speculare al proprio, ma che sveglia tantissimi desideri proibiti. Si danno un numero infinito di orgasmi, finché esauste si addormentano l'una nelle braccia dell'altra. La prima a svegliarsi è Elena, che non è ancora completamente sazia del corpo dell'amica e del suo dolce miele. Lentamente apre un cassetto della sua scrivania e prende un giochino erotico, la sua scarsa avvenenza e la sua aria da secchiona hanno sempre inibito i rapporti con l'altro sesso e così ha iniziato a scoprire i piaceri solitari. Ora condividerà questi piacere con Giulia.
Lentamente gira a pancia in giù l'amica, che giace beatamente addormentata su un fianco. Le divarica le gambe e si sofferma a guardarla da quella prospettiva: la sua figa ancora arrossata dai molteplici piaceri ricevuti, il suo buchino fra le natiche, che finora ha potuto solo assaggiare con la lingua... Non resiste, prende la fotocamera e inizia a scattare qualche foto, gliele mostrerà al suo risveglio, chiedendole di poterle tenerle come ricordo. Eccitata dalle sue fantasie, riprende a stuzzicare la bella addormentata, si inginocchia fra le sue gambe e ricomincia a leccare quell'angolo di paradiso. Dal respiro pesante capisce che l'amica continua a dormire, nonostante i suoi baci si facciano sempre più profondi. Immerge la lingua nel suo caldo piacere, Giulia mugola ma non si muove, Elena si fa sempre più sfacciata e la sua lingua lascia il posto al dildo, che inserisce in lei lentamente. La ragazza sussulta ed Elena si ferma un attimo, in attesa di sentire il suo respiro tornare regolare, quando questo avviene inizia a muoverlo dentro di lei, mentre con la bocca si sposta verso il suo pertugio più nscosto. Si chiede se il suo culo sarà ancora vergine o se l'avrà già concesso a qualcuno, forzando con la lingua lo stretto ingresso. Nel frattempo Giulia smette di fingere di dormire, accarezza la testa dell'amica e resta ferma a godersi quel piacere tutto nuovo. Elena la sta facendo impazzire con quella doppia stimolazione. La lingua di quest'ultima continua a lambirla fra le natiche e la sua mano muove il vibratore dentro di lei. Quando con l'altra mano Elena va a sostituire la lingua, Giulia le posa una mano sopra: - No, ti prego, il culo no. -
- Stai tranquilla, rilassati, ti piacerà come tutto il resto. - Il dito di Elena penetra non senza qualche resistenza in Giulia, strappandole un piccolo urlo, ma la stimolazione costante della figa le fa dimenticare subito quel piccolo dolore e ben presto la ragazza si dimena come una furia sotto la mano dell'amica. Le dita nel suo culo diventano due: - Sì, scopami Elena, mi stai facendo impazzire. - La ragazza non se lo fa ripetere e aumenta il ritmo, fino a quando Giulia urla l'ennesimo orgasmo... - Sei proprio una porca - sussurra a Elena prima di accasciarsi senza forze.
La notte si preannuncia ricca di altri viziosi piaceri, così Giulia chiama casa per chiedere il permesso di dormire dall'amica. Ottenuto senza alcun problema , le due ragazze cenano e si mettono davanti alla Tv. - Come pensi di passarlo l'esame di maturità con la prof di geografia come commissario interno? - chiede Elena. - Ci sei tu - risponde sicura l'altra. - Certo, ma in cambio mi dovrai dare qualcosa... –
- Cosa vuoi più di così? -
- Mai sentito parlare in geometria di triangoli? Non vorrai tenere nascosto a Nicola quanto siamo porche, vero?! -