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Giochi
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Titolo:
Giochi |
Autore:
Lunadinverno |
Contatto:
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Racconto
n° 500 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Lo squillo del telefono l'aveva fatta sobbalzare. Era intenta a preparare un dolce e le sue mani profumavano di vaniglia e di scorzetta di limone. La scritta "Numero privato" sul display del cellulare parlava chiaro: il suo amante la stava chiamando. Afferrando uno strofinaccio si precipitò a rispondere e si chiuse alle spalle la porta della camera da letto, alla ricerca di un po' di privacy. La voce di lui le giunse come una carezza calda. Fu come sedersi davanti ad un fuoco acceso in una notte di silenzio. "Sono io.. vuoi sapere dove mi trovo..?" Un pensiero le attraversò rapido la mente: dovunque tu sia resti troppo lontano. Seicento chilometri li separavano, troppi per potersi toccare, pochi perché tutto sembrasse pura follia, niente per la velocità alla quale correvano i loro pensieri e il loro desiderio. "Ricordi la tua fantasia.? - le chiese - sono in un sexi-shop.". Un brivido le percorse la schiena. "Adesso ascoltami.". Lo immaginò camminare lentamente fra gli scaffali e le vetrine, le sue mani grandi a sfiorare gli oggetti più curiosi, i suoi occhi nocciola, penetranti, che indagavano curiosi ogni ripiano. "Pizzo nero, guepiére con legacci sulla schiena e reggicalze.. oppure.. canottierina blu.. semitrasparente.. abbinata ad uno slip che ha un taglietto strategico.." "Devo scegliere io?" "No.. - conosceva bene quel tono fluente, la eccitava- voglio solo un tuo parere.". Distese le gambe che aveva accavallato sedendosi sul letto e avvertì che i pantajazz che indossava erano già umidi. "Non saprei, dipende da che cosa ti eccita di più in questo istante. La guepière non ha slip e forse mi stai immaginando mentre guardo alla finestra.. e tu entri da una porta alle mie spalle e mi guardi così... ti ha sempre fatto impazzire il mio culo... probabilmente.. infileresti subito le mani fra i ganci del reggicalze e... però anche il completino... quanto è trasparente?" Lo sentiva tossicchiare con quel nervosismo eccitato che faceva tremare un po' la sua voce e le dita quando il desiderio prendeva il sopravvento in quel modo. "Abbastanza da intrigarti, vero?.e che cosa ti piace di più ? immaginare i miei capezzoli indurirsi attraverso il tessuto leggero.. leccarmeli sopra la stoffa... o di farmi sedere e divaricare le gambe affinché quel taglietto si apra.?" "Forse entrambe le cose." L'uomo si staccò dallo scaffale della biancheria e osservò gli oggetti.. toys.. così vengono chiamati.. Pensò a come sapevano giocare con il sesso, lei lo eccitava come nessuna donna l'aveva mai eccitato.. lui sapeva condurla dove mai nessun uomo l'aveva condotta, oltre le sue paure, i tabù, le riserve. Guardò i vibratori, i membri finti, le bambole, i divaricatori, le palline, la biancheria da mangiare.. Fermò lo sguardo su alcuni tubetti. "Sei bagnata?" - le chiese già sicuro della risposta. "Ho voglia della tua fichetta e del tuo culo.". Qualcosa chiudeva lo stomaco della donna."Hai voglia di toccarmi.. di leccarmi..?" Sussurri al telefono. "Ho voglia di tutto.. con le dita ti ungerei di lubrificante dopo averti leccata tutta... sentiresti le mie dita scivolare nel tuo buco.. fino ad aprirti.. e poi ti metterei dentro il mio cazzo mentre con le dita gioco con il tuo clitoride.. ti penetro quella fichetta calda e bagnata che mi fa impazzire.." Non ce la faceva più e con la mano che non reggeva il telefono scivolò sotto la biancheria. Le mutandine erano un lago di piacere, sotto le quali le grandi labbra si erano spalancate e il suo sesso pulsava di voglia. Gli chiese quanto era eccitato. "E' durissimo.. come piace a te... ma tu... ti toccheresti per me?...". Lei cominciò a masturbarsi ascoltando la sua voce e immaginando quanto doveva ormai essere evidente il rigonfiamento sotto i jeans di lui. Era talmente dotato che bastava un'erezione appena accennata perché si vedesse al di sotto dei vestiti. La prima volta che l'aveva visto nudo si era quasi spaventata.. Con le sue dimensioni contenute aveva ogni cosa in proporzione e si era domandata, istintivamente, come lui avrebbe potuto entrare dentro di lei senza farle male.. Ma ogni volta l'eccitazione era così grande e la bagnava a tal punto che... aprirsi per lui era stupendo.. un'esperienza sempre sospesa fra la tensione e il godimento. "Scoprendo i piaceri anali".. "Tutto dentro". "Sulla tua lingua". "Quale guarderesti con me?" Lei comprese che si trovava davanti alle video cassette erotiche. Lo vide con gli occhi della mente osservare sulle copertine scene di sesso esplicito, donne che succhiavano cazzi ritti, penetrazioni. Quelle immagini si avvicendavano in lui, contemporaneamente all'idea della sua amante, rifugiata nella propria stanza coniugale, che si toccava come un'adolescente vogliosa per lui. "Cosa vedi sulla copertina del terzo?". "C'è una donna che divarica le gambe, la sua fica è rasata.. in evidenza... e un uomo gliela sta leccando.. lei sembra godere molto, ma... sai una cosa..?- fece una di quelle pause che le facevano battere il cuore e bagnare ancora di più- la sua fica non è bella come la tua e l'espressione del tuo viso quando io ti masturbo così è molto più intensa." "Forse lui non la fa godere come mi fai godere tu.." "Io ti faccio godere molto?" "Sì.. lo sai.. anche adesso.. ho una tale voglia di rifare quel che vedi su quella copertina.." "Vorresti ti leccassi la fichetta? stai immaginando la mia lingua mentre l'assaggia, mentre la mia saliva si mescola ai tuoi umori? Li vorrei bere, lo sai? Te la vorrei leccare tutta... metterti seduta sul letto e ordinarti di spalancare le gambe e leccartela fino a farti urlare di piacere.. penetrarti con la lingua, girare intorno al tuo clitoride.. bagnartela tutta, finchè non ne puoi più, finchè mi dici basta..". Le dita di lei impazzirono, mescolando la vaniglia, l'aroma del limone al piacere liquido della sua eccitazione. Lo rivide lì, come tante volte, curioso, passionale, intento a far vibrare ogni fibra del suo corpo, a gustare il suo godimento.. "Ti stai toccando vero? Ha spalancato le gambe la mia puttanella e sta per godere vero? Regalami il tuo orgasmo.. ADESSO!." E il suo orgasmo arrivò.... obbediente alle parole di quell'amante pieno di fuoco e di fantasia.. le inondò le dita, le mutandine, gli inguini, le cosce.. lo sentì fluire mentre lui le sussurrava che avrebbe voluto sentirlo sulla propria lingua, scorrere per poi ripulirne ogni goccia dal corpo di lei.. Per un attimo abbandonò il controllo di sé stessa, tutto scomparve e furono solo la voce di lui, il pensiero della sua erezione, delle sue mani, della sua lingua.. di quel cazzo che desiderava sentir entrare in lei, che voleva la riempisse, la saziasse.. furono solo la sua voglia di trascinarlo nell'abisso vorticoso del piacere, per sentirlo godere di lei.. con lei. A stento si trattenne dall'urlare e, nell'attimo di silenzio che seguì, ascoltò il proprio respiro tranquillizzarsi, mentre lui ancora vibrava dall'altro capo della conversazione. Ora avrebbero dovuto chiudere e rituffarsi entrambi nella propria vita, casa, quotidianità, sicurezze... a loro piaceva così. "Scusi.. signora.. scusi.. biglietto?" - il mattino seguente si rivelò incredibilmente faticoso non lasciar correre i pensieri. Il controllore del treno la esortò a mostrargli l'abbonamento mentre lei archiviò a malincuore il ricordo di un altro sogno condiviso. Come un automa raggiunse l'autobus, il proprio luogo di lavoro.. e trascorse il tempo in balia di un senso di vaghezza, piacevole.. che la cullò e la riscaldò in quella mattinata gelida d'inverno torinese. Era ancora in quello stato quando il trillo di una campanella le annunciò che poteva uscire. Scese di corsa la scale e oltrepassò il cancello della scuola, mentre cercava il telefono in fondo alla borsa. Aveva voglia di chiamarlo, di sentire la sua voce che ora probabilmente avrebbe avuto il tono un po' distaccato di quando si trovava in cantiere, ma non le importava.. forse gli avrebbe rivolto una domanda maliziosa e lui si sarebbe eccitato in segreto.. forse quel giorno, più tardi, ci sarebbero stati altri giochi, altre fantasie. Il verde della siepe davanti all'edificio sfumò in una tonalità più metallica.. artificiale.. Un'auto.. LA SUA AUTO. Lo vide e si bloccò.. Era lì, in piedi accanto alla macchina e la guardava correre trafelata verso la fermata dell'autobus con il cellulare in mano. Si fermò in mezzo alla strada, lui chiuse la portiera con gesto elegante e le sorrise avvicinandosi.. Non trovò parole, ma sentì l'agitazione crescere insieme al desiderio. Non si abbracciano.. erano abituati alla discrezione.. ma quando lui le sfiorò un braccio notò che nell'altra mano reggeva un pacchetto. "Allora.. sei pronta a provare i nostri giochi?"
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