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449 a memoria
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Titolo: 449 a memoria
Autore: Furioso
Contatto:
Racconto n° 5003
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Cara amica,
poi mi chiedi perche non vado con le ventenni.
Io giovane ragazzo, appena passata la soglia dei trenta, dovrei distarmi piu con una bella ragazza dai capelli al vento con tanta voglia di vivere e tanti sogni nel cassetto!
Ma... ero al mare, domenica 24 agosto.
Un po di nuvole nel cielo raffreddano il caldo pomeriggio.
Arrivo in bicicletta. 449 il codice del lucchetto, mandato a memoria.
Tutti gli amici di sempre. sembra quasi una rimpratriata.
Fabio e' ubriaco, guarda il culetto di quella davanti a noi che e' venuta al mare da sola, un rischio.
Partitella, bagno, doccia, di fianco a me una signora che poteva avere tra i 40 e i 50 anni, abbronzatissima.
Tanga rosso.. non lo dimentichero' mai!
Bel seno, probabilmente un balconcino.
Lei per la doccia usava un bagnoschiuma, io invece mi sciacquavo e basta.
Mi giravo e mi lavavo e guardavo lei.
Un culetto da paura, bel seno, nelle gambe magari si notava l'età.
Poi mi scopre, mi guarda, mi imbarazzo e guardo altrove.
Lei pure.
Io ritorno a guardarla. e nel tornare sul viso vedo i suoi occhi nei miei.
dio mamma!!! che occhi verdi!!!
chiudo la doccia mentre lei si sta lavando sotto il vostume dalla parte del sedere.. e ti dico che ho ben visto la differenza tra pelle abbronzata e non.
vado via biascicando un "che occhi bellissimi" e lei a voce alta "grazie, anche i tuoi sono molto belli!"
vado al mio asciugamano. chiacchiero con gli amici. birretta?
andiamo al bar. prendo una birra e un gelato. pago. mi giro e ce' lei... tra un po svengo!!!
e le butto la' un "ti posso offrire qualcosa?" e la sua amica subito "dai Monica prendiamoci qualcosa con questi ragazzi!
morale della favola, due ore al bar a bere birra e mangiare prima gelato e poi patatine, io, due amici miei. uno matematico e uino filosofo, e queste due signore di milano in vacanza qui da un mese che ripartono a settembre non si sa quando. ombrellone preso per un mese. appartamento in affitto a due passi.
due ore abbiamo parlato di tutto. tranne che dei nostri numeri di telefono.
il mio membro stretto nel costume che sembrava un cane al guinzaglio.
gli occhi che cercano i suoi. oppure inciampano nei suoi sorrisi, nei suoi seni, e si perdono tra quei capelli, sto sognando.
due ore che non ci siamo neppure sfiorati! ma sono passate in fretta.
ed e' tempo per tutti di ripartire.
un saluto veloce e mi lascia con un "sono stata bene, grazie" e riporto a casa il suo sorriso, tutto per me!
rifaccio l'asciugamano.
infilo le ciabatte.
saluto gli altri.
torno a prendere la bici e in testa ho quel sorriso. speciale.
stacco la catena, 449 a memoria, mi serve per pensare ad altro.
la incontro sul marciapiede, sta andando spedita verso casa.
un paio di pedalate e le sono vicino.
finalmente un momento da solo.
ha un pareo che le nasconde un sedere perfetto.
la accompagno sotto casa e mi racconta della sua esperienza in riviera. sono gia tre anni.
squilla il telefono, la figlia, un paio di minuti che si raccontano le loro vacanze separate. dall'altra parte del telefono la voce arriva chiara e forte dalla Grecia. ancora parole tra di noi, ancora squilli dal cellulare.
e' la sua amica, rimasta indietro, si ferma a cena allo stabilimento.
mette giu.
"vieni su?"
il mondo inizia a vorticare.
"io.. amici.. casa.." poso la bici. 449 mandato a memoria. guardo quelle natiche salire le scale davanti a me.
non ce' nulla di malizioso in lei, se non nella mia testa.
entro in casa.
non so nemmeno che cosa ci sto facendo qui.
guardo la stanza, per evitare di fissare il suo sorriso.
tv. divano. coperta leggera. sigarette spente sul tavolo.
lei va in camera, mi lascia li da solo. parla. continua a parlare. la seguo.
mi appoggio allo stipite della porta mentre la guardo svuotare la borsa.
mi giro, frugo con gli occhi il bagno. l'altra stanza.
me la sento vicina. non ha piu il costume rosso.
i suoi capezzoli che mi guardano.
il suo sorriso che mi fissa.
"andiamo a fare la doccia". autoritaria.
la seguo in bagno non so con quale forza.
mi da le spalle e si inzia ad ababssare il tanga. rosso. ce l'ho duro.
si gira e mi dice "beh. che fai. non ti togli il costume anche te?". si avvicina. si abbassa. in un attimo mi sfila il costume.
e senza alcuna sopresa inizia a strofianre la sua lingua sulla mia punta. muoio.
le tengo la testa mentre si da' da fare di bocca. e' brava lei. lenta e profonda.
vorrei lasciarla continuare, ma quelle labbra devono essere mie. la sollevo e la bacio profondamente. sa di mare.
la appoggio contro il lavandino. e le afferro il sedere. quasi a volerlo aprire.
le allargo le natiche. si piega per offrirmi di piu.
con la mano oltrepasso il suo ano per arrivare alle labbra.
la mia lingua fa il suo dovere giocando con quella di lei.
le mie dita sono bagnate dei suoi pensieri.
con una gamba mi tiene.
con la mano prende il mio cazzo e lo strofina sul suo clitoride. ho capito.
la sollevo. la appoggio delicatamente sul lavandino. lei ride. io la penetro.
adesso non ride piu Monica. adesso ha me piantato dentro di lei.
duro poco. il tempo di farla girare a pecora e mi trovo a fissare quel suo culetto stupendo nonostante l'eta'.
osservo il segno del costume. sento le che geme.
mi tremano le gambe e lo tiro fuori appena in tempo da poter schizzare il mio piacere per terra.
lei si blocca. non ha goduto. non e' arrivata al piacere. stavolta non e' stata soddisfatta. me lo prende in mano, questo mascalzone.
sorride. "domani mi vieni dentro, porto l'anello".
ci salutiamo con una lunga pomiciata. ho la mano che sta frugando di nuovo la sua figa esperta. mi caccia fuori che deve prepararsi.
mentre scendo le scale spero con tutto il cuore che si stia toccando per completare questa fantastica giornata. di mare. di sesso. di arte.
se ce la becco tra le onde del mare, le infilo una mano tra le gambe senza pensarci due volte.
perche una donna cosi poi svanisce con la prima luce del sole!! ma il pensiero di averla mi tormenta da tre giorni!!!
e poi dimmi tu... quale altra ventenne ha un fascino cosi!!!!
dimenticavo, stasera non ci sono. se vuoi scrivimi.
stasera vado a prenderla a casa.
ristorantino di pesce sul lungomare.
le ho promesso che faremo il bagno di notte.
e che le verro' dentro.
dove, lo scelga lei.