I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
La Professoressa
Biblioteca
Titolo: La Professoressa
Autore: LostKitty
Contatto:
Racconto n° 5026
Altri racconti dello stesso Autore:
CHIAMATEMI ISMAELE.
Comincia con queste parole un classico della letteratura mondiale, per molti aspetti e moooolti lettori, tra cui il sottoscritto, un vero e proprio mattone: Moby Dick. La trama è abbastanza nota, la sfida del capitano Achab alla balena bianca, ma quello che non tutti sanno è che dietro questa apparentemente semplice storia si nasconde l'allegoria di un'epopea eroica: un uomo che vive la propria vita come una sfida a quelli che sono propri limiti. Un uomo che non si arrende davanti alla prospettiva di una vita semplice e tranquilla, ma che preferisce rischiare di perdere tutto pur di rendere piena e straordinaria la sua esistenza. Nel suo infinitamente più piccolo, questa è anche la vita di Marco, giovane diciottenne padovano iscritto all'ultimo anno di un rinomato istituto tecnico della città veneta. Marco è un bel ragazzo atletico, un ottimo studente e anche di buona famiglia: in poche parole quello che si potrebbe definire un ottimo partito appetibile da molte ragazze. Ragazze destinate, però, a rimanere deluse: Marco infatti non riesce ad appassionarsi alle sue giovani coetanee ed è naturalmente e istintivamente attratto da quelle che nel gergo moderno vengono definite MILF. La sua, per la verità, è solo una passione platonica che non ha mai trovato compimento non avendo mai avuto l'occasione di incontrare sessualmente nessuna donna con la quale realizzare questa sua pulsione erotica. Pulsione nata molto probabilmente quando, appena adolescente, gli capitò di incrociare lo sguardo sul corpo nudo della madre mentre usciva dalla doccia. Rimase folgorato da questo corpo maturo, ma al tempo stesso carico di vita ed erotismo: il corpo autentico e vero di una donna di carne e non di cartone. All'epoca di questo episodio, la madre di Marco, Alessia, era una donna che aveva da poco superato la quarantina: si era mantenuta in forma, nonostante una doppia maternità e aveva un corpo assolutamente fresco e carico di erotismo, ma quello che più attirò e fece perdere completamente la testa al nostro Marco era il vissuto e l'esperienza che questo corpo gli trasmetteva. Quel corpo aveva realmente vissuto le esperienze giovanili e sempre più consapevoli della madre fino a raggiungere una completa maturità sessuale. Quel corpo non aveva solo giocato a livello superficiale con l'uomo, ma si era donato completamente e aveva accolto dentro di sé il seme maschile. Quel donarsi e quel farsi pregna del seme dell'uomo aveva portato a due gravidanze (prima di sua sorella e poi sua) e a quei mutamenti che per pochi stolti rappresentano un segno di decadenza fisica, ma che per il nostro Marco erano invece il simbolo di una sessualità e di un erotismo vero e autentico: l'unico che avrebbe potuto trasmettergli quell'eccitazione tale da fargli raggiungere il Nirvana dei sensi. Non ebbe mai l'occasione di approfondire questo suo istinto - materno -, ma negli anni quella visione di quel corpo di Donna segnò molte e innumerevoli notti bagnate del nostro Marco. Crescendo e sperimentando i piaceri della carne con diverse amiche coetanee, essendo stato oggetto delle attenzioni sessuali di diverse giovani e belle compagne della sua età, ha potuto affievolire l'ardore che bruciava dentro di lui, ma non ha mai potuto spegnere quella sete di infinito che pompava nel suo giovane corpo non riuscendo mai a sentirsi totalmente appagato sessualmente: come Achab, anche Marco aveva la sua balena bianca da cacciare. Voleva assolutamente sfogare la sua carica sessuale sul navigato ed esperto corpo di una donna matura. Una donna che potesse fargli conoscere pienamente le vie del piacere e una donna con cui potesse realizzare tutte le sue fantasie erotiche, anche le più oscene, senza limitarsi al sesso frettoloso dei suoi coetanei. Non voleva accontentarsi dei canonici 5 minuti di piacere usa e getta: voleva quella che lui definiva la - scopata perfetta - ed era determinato a realizzare il suo sogno. Però, come spesso accade, i sogni sono destinati a rimanere tali, anche quando si è determinati e convinti che non si possa rinunciarvi. D'altra parte, siamo sinceri, non è così semplice realizzare un sogno erotico come quello di Marco: sicuramente il mondo è pieno di donne che desidererebbero donarsi al vigore di un corpo giovane e introdurre i giovani nel meraviglioso mondo dell'erotismo e in tutte le sue più variegate sfaccettature, ma spesso, troppo spesso, il timore del pregiudizio e i falsi moralismi non rendono facile a queste donne aprirsi alle loro voglie. La paura di essere giudicate donne di malaffare o, peggio, di traviare e di portare sulla cattiva strada degli innocenti giovani ragazzi, frenano gli impulsi sessuali e bloccano sul nascere ogni concreta possibilità ed è per questo motivo che il nostro baldo giovane, resosi conto dell'impossibilità di concretizzare questa sua fantasia, molto umilmente e per sfogare le sue più impellenti necessità, comincia a bazzicare nel meraviglioso mondo di internet alla ricerca di video e immagini che possano dargli l'illusione di vivere una realtà che gli sembra irraggiungibile.

E qui, il nostro novello Achab, comincia il suo viaggio e comincia a navigare: non usa una barca e non viaggia per mari e oceani, ma dotato di mouse e computer si avventura nel cyber-spazio. Ma questo suo navigare non lo appaga come vorrebbe e quindi il suo primo approccio, prendo tutto quello che trovo, lascia il posto ad una ricerca più fine e sottile: vuole sognare una donna vera e autentica perché per avere la sua illusione non può accontentarsi del patinato e troppo finto mondo del porno seriale dove non solo le giovani protagoniste sembrano tutte uscite dalla stessa fabbrica di Barbie, ma anche le MILF sembrano costruite in catena di montaggio e hanno la stessa credibilità del mostro di Lochness!

Potremmo perderci nella dettagliata descrizione di tutti i tentativi del nostro eroe, ma finiremmo sicuramente col trasformare questa storia in un - mattone - come Moby Dick e quindi facciamo un balzo in avanti nel tempo e arriviamo direttamente al periodo in cui Marco si imbatte nel sito giusto. Sembra il sito fatto apposta per trovare quello che potrebbe soddisfarlo: un sito dove mariti orgogliosamente cornuti offrono al pubblico sguardo i corpi delle loro mogli: anche qui ci sono molto probabilmente donne finte come una banconota da 1 euro, ma nella stragrande maggioranza quello che Marco vede e ammira profuma di autentico. Qui il nostro giovane può rifarsi gli occhi e consumarsi la mano destra sul cazzo ammirando donne di tutte le età ed estrazione sociale: donne vere e autentiche che si offrono in pose che vanno dal sottile erotismo al più spinto hard. Donne consapevolmente esibite con la complicità del marito, donne che si offrono alla ricerca di tori da monta per incontri orgiastici e anche donne che vengono esibite ed esposte nella loro intimità senza che ne siano realmente consapevoli. Tutte le possibili sfaccettature dell'universo femminile: dalla timida e schiva che appena appena mostra la curva del seno coperta da una sottoveste, alla più navigata e porcellina che senza pudori mostra foto e video delle orge che celebra con più maschi che dopo averla posseduta per ore riversano dentro e fuori il suo corpo copiose sborrate alla presenza del marito che con orgoglio riprende e fotografa ogni singolo momento e dettaglio. Sembra che Marco abbia trovato il suo paradiso dove, almeno virtualmente, sfogare le sue più materiali esigenze e pulsioni sessuali, ma come ogni cosa, anche la più piacevole, finisce per stancare, anche questo gioco voyeuristico finisce per abbassare il livello di testosterone del nostro baldo giovane. Marco vuole sempre di più, è uno che non si accontenta, e quindi comincia a spulciare gli annunci ricercando qualcuna che sempre più possa dargli l'illusione della reale e così finalizza la sua ricerca focalizzandosi sugli annunci del Veneto e affinando la ricerca nella speranza di trovare una coppia della sua stessa città. E' eccitato dall'idea di godere della visione di una coppia che coperta dall'anonimato si concede alla sua libidine: una donna di una coppia che magari può realmente incrociare nella sua realtà quotidiana, magari al supermercato o in fila alla posta. E così, lavorando di cesello gli capita di imbattersi nel profilo di una coppia dove la lei viene presentata come una professoressa: niente di più specifico, ma tutto quello che serve per eccitarlo. Una presunta professoressa sulla cinquantina e che presumibilmente vive nella sua stessa Padova. E' perfettamente consapevole che al 99,9% non si tratta di una vera professoressa e che probabilmente non solo non è padovana, ma magari neanche veneta... ma tanto basta a rizzargli l'uccello e ad incuriosirlo. Ah, se solo le foto fossero eccitanti. Beh, tentare non costa nulla e quindi... CLICK.

Un semplice click del mouse divenne come una violenta tempesta marina che sconquassò la nave su cui navigava il nostro Marco alla ricerca della sua balena bianca: una tempesta ormonale che avrebbe cambiato per sempre la vita del nostro giovane. Il profilo era pieno di foto di una creatura a dir poco divina. Una donna, pardon, una Donna incantevole. Certamente sui 50 come indicato dal profilo, ma con un corpo pieno e rigoglioso che trasuda erotismo da ogni centimetro della sua pelle completamente esposta. E questa fantomatica professoressa bionda certamente non è un tipo timido, ma anzi, fiera e orgogliosa del proprio corpo si esibisce in decine di foto dove non lascia nulla all'immaginazione: mostra tutto di sè con primi piani dedicati al rigoglioso seno e a due capezzoli che si ergono come moderne colonne d'Ercole del piacere, un culo pieno e al contempo liscio e sodo come neanche le ventenni se lo possono immaginare. Decine di primi piani dedicati alla passera dolcemente avvolta da una delicata peluria color oro da cui fanno capolino due carnose e vogliose grandi labbra che la dolce signora non esita a spalancare con le dita per permettere di vedere fin dentro la sua più profonda intimità. Marco viene senza neanche bisogno di toccarsi: schizza tutto il suo seme sulla tastiera del portatile e non riesce a contenere l'irruenza con la quale scarica i suoi testicoli di tutto il suo sperma. Ha trovato la sua - balena bianca - ed è in estasi come non avrebbe mai pensato di poter essere: sta rivivendo l'eccitazione di quando appena quattordicenne vide la madre completamente nuda uscire dalla doccia e non può impedire al suo cuore, e al suo pene, di innamorarsi perdutamente di quella donna.

Che creatura meravigliosa: un caschetto d'orato su un corpo statuario e una meravigliosa figa, anch'essa con caschetto dorato. E che voglia di mostrarsi e donarsi senza pudore... - Ah, se solo potessi mai anche solo sfiorare il dito mignolo di questa creatura -, pensò Marco. - Mi accontenterei anche solo di poter baciare quel suo ciondolo a forma di cuore affinchè non io, ma lui posi il bacio delle mie labbra su questo splendido seno... Ah, se so... - e il suo pensiero si interruppe come folgorato da una saetta. Deve essere andata come per la mela di Newton: quando l'illuminazione arriva è come venire travolti da un treno a tutta velocità.

Il cazzo del povero Marco cominciò a riempirsi di sangue pulsante e a diventare duro come il marmo fino quasi a dolergli: quel caschetto biondo, l'età approssimativa, quel ciondolo a forma di cuore e quello pseudonimo... possibile che fosse... no, non può essere... ma sì, deve essere... ma dai non potrebbe mai essere... e se... e se... no, non se: è!

Marco non solo aveva trovato nell'immenso oceano virtuale del web la sua Moby Dick, ma era certo, certissimamente certo, di averla identificata: quella splendida donna così oscenamente esposta in tutte quelle foto era la sua professoressa di lettere Federica. La prof. Fede come simpaticamente si faceva chiamare dai suoi studenti: una professoressa che aveva la sfortuna di insegnare lettere in un istituto tecnico e quindi una materia non molto appetita dai ragazzi, ma che aveva saputo conquistare le simpatie degli studenti con quel suo modo di porsi garbato, gentile e amichevole.

E ora, come avrebbe potuto guardare con gli stessi occhi del giorno prima la prof. Fede dopo averla vista in tutto il suo splendore così oscenamente esposta. Calma Marco, stai stringendo il cerchio intorno alla tua Moby Dick, ma è in questi momenti che bisogna mantenere la calma e il sangue freddo: la preda è a portata di mano, ma ogni più piccolo errore può farla scappare per sempre. E' necessario studiare approfonditamente la prof nei prossimi giorni, comparare ogni centimetro di quello che morigeratamente mostra a scuola con tutti i centimetri che senza alcun pudore mostra sul web e non accontentarsi di una probabilità del 100%, ma pretendere il 110% e poi bisogna studiare come agire: niente panico, niente fretta, ma solo pazienza e strategia!

E così il nostro giovane Achab comincia l'accerchiamento alla sua balena bianca e giorno dopo giorno le sue certezze crescono fino a diventare scolpite nel marmo: non ci sono più dubbi. E' il momento di sferrare l'attacco. Deve essere però un attacco che non ti si ritorca contro: Federica è una ottima professoressa e una persona squisita e Marco la vuole possedere in maniera completa e totalizzante: non vuole spaventarla, usarla, farla scappare via né tanto meno ricattarla o farla sentire minacciata. Ha deciso: deve rivelarsi, ma sceglie di farlo con una fiocinata di perlustrazione lasciando a lei la scelta su come muoversi.

Manca poco a Natale e quindi decide di pazientare ancora un po' attendendo l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze invernali: il momento dello scambio degli auguri che da tradizione si fa anche tra alunni e professori. Senza farsi notare lascia in aula insegnanti una anonima e classica busta di auguri natalizi indirizzata alla prof. G. Federica. Sa che difficilmente saprà se il colpo è andato a buon fine prima del rientro a scuola dopo le vacanze e si tormenta per tutto il periodo natalizio vivendo a giorni alterni euforia e pessimismo cosmico. Sono giornate lunghissime e sfoga tutta la sua tensione con continue e prolungate masturbazioni. Già a Santo Stefano ha il pene che è in atroce sofferenza per il continuo lavoro della sua mano che gli spreme ogni singola goccia di sperma più e più volte al giorno. Poi finalmente arriva il 7 gennaio e si ritorna a scuola. Alla terza ora c'è letteratura e la Prof non tradisce nessuna emozione. Marco si sente perduto e pensa che forse il suo biglietto possa anche essere andato perduto: vive tutta l'ora come se si trovasse perso su di un altro pianeta. Sente le voci dei compagni e della professoressa come se fossero attutite da una distanza siderale e di colpo viene riportato alla realtà della classe dal suono della campanella che lo risveglia dai sui pensieri. Ma è come essersi appena svegliato da un lungo sonno e quasi non si accorge della voce che lo chiama: - Marco... Marco, sei tra noi?!? Marco, scusa, puoi aiutarmi a portare in aula insegnanti i quaderni della classe? -. E' il momento che aspettava dal 22 dicembre quando ha lasciato il suo biglietto: la Fede lo ha visto? Come lo avrà interpretato? Più volte Marco ha ipotizzato che la Prof. lo avrebbe convocato per un discorsetto a quattrocchi, ma ora ha le gambe che tremano e ha paura di avere sbagliato tutto. Ma ormai l'arpione è stato lanciato e non c'è altra scelta: bisogna affrontare Moby Dick e vivere o morire. Prende coraggio e con passo sicuro la accompagna lungo le scale e i corridoi che portano all'aula insegnanti. Entrano e Federica, dopo avergli indicato dove appoggiare il faldone dei quaderni, si avvicina alla porta e la chiude. Poi, senza dire una parola, estrae dalla borsa il biglietto di auguri di Marco e lo consegna al ragazzo. Marco apre la busta già conoscendone il contenuto: è una stampa della Fede nuda. La stampa sulla quale si è massacrato il cazzo a furia di menarselo durante le vacanze di Natale, la stampa che mostra una donna bellissima, con il volto nascosto, ma che mostra il suo fiero e prorompente corpo senza nessun pudore. La donna ritratta nella foto è distesa su un letto, completamente nuda, con le gambe leggermente raccolte e divaricate. Le sue mani sono protese verso la figa e il suo boschetto d'orato e con le dita sta dolcemente divaricando le carnose labbra della sua umida e luccicante intimità. A fianco di questa immagine, una scritta disarmante nella sua semplicità: - Buon Natale, prof. Fede! Marco della 5b -.

Marco ha il foglio tra le mani e non sa cosa dire. Sta per cominciare a balbettare, ma è la prof. a condurre il gioco: - Marco, non cercherò neanche minimamente di negare di essere io la donna della fotografia. Sarebbe sciocco e inutile: sono io e non ho niente di cui vergognarmi. Sono una donna felicemente sposata che vive con la complicità del marito una sessualità libera e completa e questo non è mai stato da ostacolo al mio lavoro e mai ho mischiato questi diversi aspetti della mia vita: quello che faccio e sono in pubblico e qui a scuola sono cose ben diverse dalle libertà che mi prendo nel mio privato. Ho pensato tanto in questi giorni a quali fossero le tue intenzioni e sinceramente, conoscendoti, mi viene difficile pensare che tu possa in qualche modo volermi ricattare o rovinare sul lavoro, ma non posso essere nella tua testa e dovevo sapere. Quindi ti ho fatto venire qui per chiederti quali siano le tue intenzioni. Dimmi, sono qui per ascoltarti e cercare di capire... come faccio tutti i giorni durante le mie lezioni con voi ragazzi: niente finzioni o distanze, ma trasparenza e sincerità. - Per Marco è il momento di giocare il tutto per tutto: o la va o la spacca. - Prof. non mi è neanche mai passata per la testa l'idea di ricattarla o rovinarla: io sono sinceramente innamorato del suo corpo e l'unica cosa che vorrei, essendo lei una donna di vedute evidentemente aperte, è che mi desse una opportunità. Niente di più di quello che darebbe ad una qualsiasi persona che provasse a contattarla su internet -. - Ma Marco, tu sei un mio studente... non sarebbe etico da parte mia... io son... -. - Prof. non è lei che mi sta circuendo: sono io che la imploro di darmi una chance. Le prometto che qualunque cosa scelga e comunque vada a finire questa cosa, il suo segreto morirà con me, ma la prego, mi lasci giocare le mie carte e metta da parte i discorsi sull'etica o cose simili. La prego, lei non può neanche immaginare cosa non darei per poter... -. - Basta Marco. Non parlare più. Hai già detto anche troppo e comunque io e mio marito avevamo già deciso come comportarci. Ci eravamo detti che se ti fossi dimostrato un delinquente ti avremmo messo al tuo posto senza neanche che tu te ne potessi accorgere, ma che se ti fossi dimostrato il bravo ragazzo che ho conosciuto in questi 5 anni ti avremmo regalato quel sogno che dici di voler vivere. Ti aspettiamo per cena, stasera alle 20, a casa nostra. Inventati una scusa a casa: ovviamente non dire che sari ospite da noi, ma potrebbe essere che si faccia tardi e quindi è bene che nessuno si preoccupi e venga a cercarti... Se è questo quello che vuoi, se veramente vuoi poterti giocare le tue carte, allora stasera avrai l'occasione di sederti al tavolo da gioco e mostrare di cosa sei capace: ma non ci saranno altre opportunità. Sbaglia una qualsiasi cosa, non rispettare le regole e le nostre condizioni e non ti verrà servita un'altra mano - e senza aggiungere altro e dare tempo a Marco, la prof. Fede prese le sue cose e lasciò la sala insegnanti per andare a lezione in terza A.

Puntuale come un orologio, Marco si presenta a casa della prof. con un bel mazzo di fiori. C'è il marito, il signor Claudio ad attenderlo e a fare gli onori di casa. - Fede ci raggiunge subito, sta finendo di prepararsi perché oggi è stata fermata a scuola da alcuni genitori... tu tutto a posto a casa? -. - Certamente signor Claudio, ho preso tutte le precauzioni del caso. Ho detto che saremmo andati al cinema con alcuni amici e che dopo mi sarei fermato a casa di uno di questi miei amici. I miei non chiamano mai per fare controlli, ormai siamo grandi e si fidano. Così non abbiamo problemi di orario... -. Marco e Claudio si accomodano in salotto ed ecco che arriva la prof. Fede in versione web: ha smesso la castigata divisa da insegnante e si presenta in tacchi, calze autoreggenti, tanga e reggiseno a balconcino. Niente vestito e niente orpelli. Vedendo lo stupore di Marco, con la simpatia e ironia che ha sempre conquistato i suoi studenti, esclama: - Ti abbiamo invitato a cena, ma mica avrai pensato che intendessimo una cena normale. Questa sera, Marco, sarò io la vostra cena. Quindi non indugiate oltre con le solite ciance da uomini: la cena è calda e pronta. Abbuffatevi pure! -.

Marco non sapeva come muoversi per la timidezza e in questo fu fondamentale l'aiuto e la partecipazione del marito che prese l'iniziativa. Si alzò e presa per mano la moglie la condusse da Marco e la offrì al ragazzo. Cominciarono ad accarezzarle tutto il corpo e a liberarla dei pochi indumenti che aveva addosso fino a denudarla completamente. Dall'uso delle mani passarono all'uso delle bocche e si dedicarono ad ogni centimetro di carne. Cominciarono dalle prosperose tette e scesero fino alle sue intimità e incrociarono le loro lingue lungo le calde labbra della figa e la rosetta del culo. Mentre leccava, Marco si divertiva ad accarezzare con le dita l'adorata e d'orata peluria che ricopriva il monte di venere della sua professoressa e incorniciava tutta la vagina. Dopo avere provocato un lungo e appagante orgasmo alla donna, fu la sua volta di spogliare i suoi focosi amanti e di lavorare con la calda bocca i 2 turgidi cazzi che aveva la fortuna di ritrovarsi tra le mani. Marco non resistette a lungo e spruzzò una prima volta il suo seme sul petto e sul volto di Patrizia, ma era giovane e in forze e mentre la professoressa lo puliva con la lingua il vigore si rimpossessò del giovane uccello e poterono riprendere da dove erano stati interrotti.

Marco e il marito si alternarono a lungo dentro il morbido e accogliente corpo della professoressa, che si concesse senza limiti, donando ad entrambi tutto il proprio corpo: culo compreso.

Dopo che entrambi i maschi furono nuovamente venuti, il marito in bocca e Marco nel culo, ci fu il tempo per una piccola pausa per rifocillarsi e permettere a Patrizia di riprendersi dal susseguirsi di orgasmi che stava provando per l'eccitazione di donarsi ad un suo studente alla presenza e con la partecipazione del marito.

Mangiato e bevuto qualcosa, Patrizia propose di spostarsi in camera da letto dove sarebbero stati più comodi e avrebbero proseguito con la tanto desiderata - scopata perfetta - di Marco.

Ancora e ancora Fede si donò senza alcun pudore e permise ai due maschi di possederla contemporaneamente in una doppia penetrazione alternata: i due infatti si alternarono più volte nel culo e nella figa della donna fino a farcirla come una pasta ripiena alla crema. Patrizia infatti non volle negare a Marco il piacere di scaricarsi dentro di lei e permise al giovane di fare addirittura una doppietta offrendogli la possibilità di scaricare tutto il suo giovane seme nel suo utero per ben 2 volte nell'arco della lunga serata.

Giunti ormai a notte inoltrata e con la camera che emanava un intenso e carnale odore di sesso per tutti gli accoppiamenti che si erano susseguiti in quelle ore, esausti e sfiniti dal piacere, Patrizia chiese a Marco se avesse voluto e potuto fermarsi ospite per l'intera notte: - Caro Marco, hai chiesto di giocare le tue carte e ti ho dato questa possibilità. Devo riconoscere che a scopa non sei niente male e con l'asso di bastoni che ti ritrovi, se vuoi, saremmo ben felici di ospitarti tutta la notte: intendo ospitare te nel nostro letto e il tuo bastone direttamente nella mia insaziabile tana! -. Marco chiaramente disse che non avrebbe potuto e sperato chiedere nulla di più e accettò più che volentieri promettendo e garantendo che la consistenza del suo nerboruto e giovane bastone sarebbe stata a completa disposizione di ogni pertugio della sua professoressa per tutto il tempo che gli fosse stato concesso. Erano madidi di sudore e Federica aveva sperma del marito e del giovane amante un po' da tutte le parti: dentro e fuori il suo corpo. I due maschi, dal canto loro avevano le aste dei loro cazzi e i peli dei loro pubi completamente impregnate degli umori della professoressa. Anche le lenzuola del letto erano zuppe dei fluidi corporei dei 3 amanti e quindi Federica suggerì, prima di continuare a godere dei loro corpi, di darsi una veloce rinfrescata e di cambiare velocemente le lenzuola: - Direi che per oggi il sesso selvaggio e primitivo è stato fatto senza riserve, credo che per la notte possiamo dedicarci ad una sessione più soft. Vorrei tanto potermi addormentare tenendoti dentro di me Marco mentre tutti e entrambi voi due maschi focosi vi occupate del mio piacere, ma in maniera quasi romantica e tenera. Sono stata in queste ore la vostra puttana, vorrei per la notte essere la vostra amante! -. Marco, che aveva perso ogni freno inibitorio per le scopate che si erano susseguite senza soluzione di continuità fino ad un attimo prima e per questo modo schietto di parlare della sua professoressa disse che era assolutamente disponibile a interpretare qualsiasi ruolo gli richiedessero, ma aggiunse - Federica, la chiamo Prof. perché trovo infinitamente di maggior eccitazione scoparla e usare del suo corpo non come Federica, ma come mia professoressa. Se davvero è rimasta soddisfatta così tanto del mio cazzo da volerne approfittare per tutta la notte, allora le chiederei di essere così gentile da rimanere ancora nel ruolo di nostra puttana ancora per il periodo della doccia. Poi, da quando rientreremo in questa stanza saprò essere per lei l'amante più dolce e appassionato che donna abbia mai desiderato e la amerò rimanendo dentro dei lei per tutta la notte -. Federica, e questo era uno degli aspetti che maggiormente eccitavano Marco relativamente all'esperienza delle cosiddette MILF, aveva capito perfettamente quale fosse il desiderio di Marco: era una cosa che non era particolarmente smaniosa di riprovare visto che nelle precedenti occasioni non aveva particolarmente gradito questa pratica, ma era talmente rimasta soddisfatta dal vigoroso bastone del suo studente che era disposta a realizzare questa sua richiesta e quindi rivolse lo sguardo al marito in cerca di un suo consenso che non tardò ad arrivare. - Va bene, Marco, sarò come vuoi la tua puttana anche in doccia: usa pure del mio corpo come credo che tu voglia fare - e così dicendo si alzò e andò verso il bagno. In bagno, Fede entrò nel box e Marco la seguì e, dopo averle messo le mani sulle spalle la fece sedere sul piatto doccia e lasciò libero il suo pene di inondare tutto il corpo della sua professoressa con la sua urina. Il ragazzo era dal pomeriggio che non andava in bagno e ne riversò una quantità eccezionale sul corpo della donna. La prof., eccitata dall'essere inondata dalla pioggia d'orata di un suo studente apprezzò particolarmente il gesto e, sul finire della pisciata del ragazzo, usando le mani si puntò il giovane cazzo al volto e diresse gli ultimi getti di urina direttamente in gola. Non ne era rimasta tanta, ma fu felice e si sentì veramente porca mentre beveva del suo allievo dissetandosi a quella giovane ed inesauribile fonte di piacere e spegnendo in questo osceno modo quel fuoco della passione che per tutta la serata le stava bruciando dentro.

Quando Federica ebbe spremuto fino all'ultima goccia il nostro Marco, con le mani scappellò completamente il cazzo del suo studente e con la lingua si assicurò che tornasse perfettamente pulito e lindo. Terminata questa particolarissima pulizia uccellare, gli diede un ultimo bacio sulla cappella lucida e poi invitò entrambi ad unirsi a lei nella doccia per rinfrescarsi e prepararsi per la nottata da amanti.
Nottata che per Marco fu dolcissima e intensissima: amò quella donna e la prese con una delicatezza impensabile dopo tutto quello che c'era stato nelle ore precedenti e, come promesso, i due amanti si addormentarono mentre il pene di lui veniva accolto nella calda tana di lei.
Quando Marco si svegliò era da solo nel lettone: si alzò e dopo essersi rivestito andò in cucina dove trovò l'integerrima e usuale prof che sorridendo esclamò: - certo che ieri sera dovevi proprio essere stanco! Ti sei addormentato come un salame sul divano con mio marito prima ancora che servissi la cena... Ci facevi così pena che ti abbiamo portato a letto senza svegliarti. Spero tu abbia dormito bene perché oggi è una giornata impegnativa a scuola: c'è la verifica sul Manzoni e non voglio che per colpa mia tu faccia male il compito in classe!!!! -

Era dunque stato tutto un sogno o davvero Marco aveva vissuto questa incredibile e sensazionale esperienza erotica? Davvero aveva riconosciuto la sua prof. su un sito per adulti o si era solo illuso partendo da una qualche rassomiglianza? Mah, difficile dirlo... d'altra parte che volete che ne sappia: non ho mai finito Moby Dick e non so dire se il capitano Achab abbia mai raggiunto la sua balena bianca ;)