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Notte Brava
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Titolo:
Notte Brava |
Autore:
Topolinarosa |
Contatto:
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Racconto
n° 5036 |
Altri
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Eccomi qui, in una serata d'estate come tante, a casa dei miei genitori; la sorellina ed un suo amico mi chiedono di accompagnarli al Luna Park perché non hanno la macchina, ed io acconsento, mi fa piacere. Mentre ci prepariamo un tarlo si insinua nella mia mente: Tu abiti vicino al Luna Park e se... ti inviassi un messaggio? Tentar non nuoce, due parole, semplice: ciao come stai? Partiamo in auto cantando a squarciagola, la felicità di una serata in compagnia è palpabile nei volti sorridenti dei fanciulli, ma un bip mi fa capire che hai risposto! Ansiosa leggo il messaggio, sei al lavoro in Caserma, il cuore fa una capriola non sei lì ma nemmeno molto lontano, so dove si trova! Il sangue incomincia a scorrere veloce nelle vene come una lava fluida. Parcheggio, deposito i fanciulli che incominciano a girare per tutto il Luna Park felici e contenti, intanto io, come una drogata, chatto con Te stimolando la mia e la tua mente con immagini di giochi che potremmo fare. All'inizio sei titubante ma poi ti lasci trascinare nel vortice del gioco e ti lasci coinvolgere, vorresti che venissi lì da te ma hai paura che tua moglie magari passi o i tuoi colleghi tornino dal servizio di pattuglia. Io come se nulla fosse continuo il mio lento ed inesorabile gioco di seduzione mentale, la mia mente vaga in spazi infiniti di erotismo: ti conosco so cosa ti piace, quali sono le cose che ami e quelle no, so quali tasti del tuo pianoforte usare per farti capitolare! Alla fine mi implori di venire da te. Vado dai ragazzi dicendo che un'amica mi ha chiamato e devo andare a bere qualcosa da lei, loro mi attendano pure lì. Come un fulmine salgo sull'auto e corro verso la fonte del mio desiderio dove so che troverò e darò soddisfazione. Spero di non prendere qualche multa per eccesso di velocità ma non importa voglio solo giungere al più presto da Te. Ti chiamo sul cellulare appena arrivata sotto la caserma, mi fai attendere per controllare che non ci sia nessuno; salgo di corsa le scale, mi hai già aperto il cancello e la porta, entro e mi ritrovo piantata al muro baciata con una foga come se da quel bacio dipendesse la tua sopravvivenza. Le tue mani non riescono a stare ferme e percorrono avidamente il mio corpo; è troppo che non ci vediamo, non dovremmo lasciare passare tutto questo tempo, purtroppo lavoro e famiglia non ci permettono di vederci spesso e siamo costretti a rubare degli attimi. Ci spostiamo dove c'è la branda mi sfili la maglia e mi guardi con uno sguardo da predatore, come un falco guarderebbe la su preda, lo conosco quello sguardo l'ho visto altre volte ma stasera è più intenso, sarà il luogo sarà il poco tempo, faccio per togliere la gonna ma me lo proibisci mi ordini tenerla. Ti avvicini mi baci lentamente come se fossi un vaso di murano... piano mi baci i capezzoli sopra il pizzo del reggiseno che turgidi si ergono verso di te. Il mio corpo trema al contatto della tua bocca, ti chiedo di succhiarmeli e tu allora mi slacci il reggiseno e uno per volta me li succhi, li mordicchi piano. Scendi fino all'ombelico, sai che soffro il solletico e tu, sadico, lo fai di proposito a leccarlo e baciarlo. Sei troppo vestito... con la divisa ruvida che mi graffia la pelle nuda del busto, voglio sentire la tua pelle calda il tuo odore: ti tolgo velocemente la camicia baciando ogni centimetro di pelle che si scopre. Scendo verso la cintura la slaccio poi è la volta dei bottoni e della cerniera in cui incespico con le mani che tremano sia dal desiderio che dalla voglia ma alla fine riesco ad abbassarli. Rimani coi boxer che poco nascondono la voglia che hai, i miei occhi ti divorano: sai di essere il mio desiderio proibito, lì abbasso e mi accuccio sulle ginocchia voglio assaggiare quel membro duro e turgido che per questa notte mi appartiene. Piano lo lecco, lo succhio e lo ingoio in una danza primitiva, tu ansimi e mi preghi di smettere perché non riesci più a resistere, vorresti che continuassi, sai che a me piace moltissimo succhiarti, perché in fondo mi sento padrona, dominatrice del tuo desiderio. Mi fai alzare mi arrotoli la gonna in vita, ti abbassi e mi lecchi da sopra gli slip di pizzo. Lo sai che sono umidi e sorridi sotto i baffi, il tempo è tiranno mi butti sul letto mi scosti gli slip e con un colpo deciso sei dentro di me, sono colpi possenti e decisi come la voglia che ti anima, è un amplesso quasi selvaggio come se fosse l'ultima volta che possiamo farlo, la mia mente è annebbiata dal desiderio la stanza si riempie di gemiti di piacere. Non ci metti molto a raggiungere e farmi raggiungere la vetta... un lungo rantolo precede il fiotto caldo che mi riempie tutta, crolli su di me ansimante e mi baci. Abbiamo poco tempo per ricomporci i tuoi colleghi potrebbero tornare. Mi chiedi solo di non fare il bidet, quando torno a casa, così sarai dentro di me! Ti bacio mi rivesto e veloce, rimetto il reggiseno mi abbasso la gonna e mi pettino un po' perché i capelli tradirebbero la passione appena vissuta, risalgo in macchina con le membra e il corpo spossati dall'amplesso e piano mi riavvio al recupero dei fanciulli e della realtà.
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