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Una sola volta
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Titolo:
Una sola volta |
Autore:
Mrs Robinson |
Contatto:
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Racconto
n° 505 |
Altri
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Immaginatevi la scena. Seduta alla scrivania del mio ufficio, gambe accavallate, sguardo fisso sul monitor, mani sulla tastiera. Le dita si muovono in fretta tentando di stare al passo con i pensieri che si affollano veloci nella mente. A fianco al video, incastrato in un treppiede in plastica, svetta il cellulare. Tutto è cominciato così. In un angolino dello schermo un fiorellino ha cominciato a lampeggiare. Un messaggio. Innocente. Banale, se vogliamo. Ma chissà perché, a differenza degli altri, a quel messaggio ho deciso di rispondere. Qualche minuto di chiacchierata virtuale, niente di più. Eppure, nel momento in cui ho dovuto chiudere la connessione per tornare a lavorare mi è dispiaciuto. Inutile dar peso a questa sciocchezza. Tutto trascorre come sempre, ma ogni tanto il pensiero torna lì, a quello sconosciuto così gentile, con il quale era così carino parlare. Chissà cosa fa ora? Chissà se anche lui mi pensa? Ma dai, sciocca. E la giornata finisce. E' già domani: accendo il pc, scarico la posta, prolungando volutamente l'attesa. Ma non resisto oltre. Accendo il fiorellino: lo vedo collegato. Mi impongo di non inviare alcun messaggio, ma mentre ancora penso a cosa fare ricevo il suo buongiorno. E la giornata si illumina. Ricomincia la chiacchierata, non più pochi minuti, ma ore. La mattinata passa tra telefonate e messaggi sul video. Ogni volta che lampeggia il fiorellino batte il cuore. Ma perché? Ma chi è costui? Un'altra giornata vola via, non ho combinato nulla, ho solo parlato, anzi... nemmeno quello. Ho scritto, mi sono aperta con uno sconosciuto. Non lo faccio mai, eppure con lui sì. Attenta, mia cara. Frena la tua maledetta impulsività. Speriamo passi in fretta la serata, vorrei fosse già domattina. Fa freddo, è febbraio. Corro in ufficio, giustificando a me stessa di avere molto da sbrigare. Accendo il pc, di nuovo, la posta e..ed un mazzo di fiori virtuale mi aspetta. E' lui. Mi collego immediatamente, dimenticando le buone maniere, le regole, tempestandolo di messaggi di saluti, di ringraziamenti. Avevo voglia di scriverti, gli dico. Poi mi pento. Anch'io, mi risponde, ti aspettavo. Oddio, anche lui? Chissà che voce hai, mi chiede. Perché non mi chiami, così il mistero sarà svelato. Squilla il cellulare, trema il video, batte il cuore. Rispondo, balbetto pronto? Che bella voce, mi dice! Arrossisco, tanto non mi vede. Grazie, cominciamo a parlare come se ci conoscessimo da sempre. Mi manchi quando non ci sei, ti cerco, ti aspetto. Sapessi io, gli confesso. Ci risentiamo all'ora di pranzo, e la sera fuori dall'ufficio. L'indomani e così ogni giorno. Da due anni. Siamo lontani, lontanissimi. Da quando c'è lui non sono più sola. Lui c'è sempre, con il pensiero, con la voce, con una parola, un messaggio. Ho ricevuto fiori virtuali, inviti ad un ristorante visto su un sito, ma la magia era vera. Quella non si costruisce, quella esiste. Abbiamo creato l'atmosfera, con l'immaginazione abbiamo evocato momenti, intimità, istanti solo nostri. Ma l'amore, quello no. Quello c'è. Quello è vero, forte, vivo. Quello è la nostra bandiera, segreta, che resiste alle intemperie delle malignità, di chi ci condanna, di chi non comprende, di chi ci invidia, di chi non conosce. Resiste alle difficoltà della distanza, dell'assenza, dei silenzi. Resiste alle incomprensioni ingigantite dalla lontananza. Siamo gli amanti della nuova era. Il frutto della tecnologia. Forse. Ma il sentimento, comunque si manifesti è una risorsa preziosa, da salvaguardare con tutto il nostro amore. Abbiamo mezzi di comunicazione inusuali. Sappiamo emozionarci leggendo parole che scorrono su di uno schermo. Possiamo eccitarci con il solo pensiero, ascoltando una voce roca a migliaia di chilometri di distanza. Pensando che la mano che tocca un desiderio non sia la propria, ma quella dell'amato. Già, ma le sensazioni, la voglia, il desiderio,la passione, quelli sono reali, estremamente veri. Posso sentire i brividi leggendo il messaggio 'ti voglio' a caratteri cubitali e pensare alle sue mani che mi accarezzano, alla sua bocca che cerca di baciare la mia, ai suoi occhi che si abbandonano al piacere che verrà. Posso sentir crescere dentro di me il desiderio, avvolgere le mie braccia, rallentare i miei pensieri ed accelerare i battiti del mio cuore, solo ascoltando la sua voce, calda e profonda chiedermi di essere sua. Ed io lo sono, sempre e ancora una volta. Mi rivedo nel piccolo bagno dell'ufficio, unico luogo sicuro ed appartato, liberarmi lentamente dei vestiti, ubbidendo ad una richiesta gentile, ad un comando carico di dolcezza, alla sua voce che riesce a penetrarmi i pensieri, ad eccitarmi oltre ogni limite. E a quelle richieste non posso resistere. Mi osservo nello specchio, con i seni nudi, duri e gonfi, la testa poggiata al muro, quasi a sostenere tutta la passione che stento a frenare. Mi vedo mentre la lingua corre lungo le labbra, rosse e carnose, quelle labbra che succhiava ad una ad una, mentre le mani cercavano i capezzoli che reagivano al suo tocco. Mi succhio, mi assaggio, gusto e godo la mia voglia sentendo in bocca il suo sapore, annusando l'aria colma del suo profumo. Mentre la sua voce racconta di una mano che scende a cercare un membro duro, turgido e nudo. Mentre la mia voce tremante gli chiede di leccare le dita, bagnare la cappella, spingere indietro la pelle e liberare il piacere esplosivo che sente dentro di sé. Senti la mia mano su di te? La senti come ti stringe? Si, oh si. Senti la mia lingua correre lungo il tuo desiderio, senti il calore del mio respiro avvolgere il tuo piacere, risalire verso la cima e riscendere fino in fondo. La senti la mia gola, calda, profonda? Senti come ti entro dentro, mentre le mie dita spingono in un lago di passione travolgente ormai senza freno. Fammi venire. Prendimi ti prego. E la sua voce abbassa i toni, la sua mano accelera, mentre le mie dita spariscono dentro me. Ancora amore. Dai, dai, ancora. Si.si..siii. E poi silenzio. La testa gira, stringo il cellulare ascoltando il suo respiro tornare lentamente regolare, i suoi ultimi gemiti, mentre la mia mente ripercorre un'ultima volta le immagini di ciò che è stato, immaginando un sapore, un profumo. Lo sento tra le labbra, sento le sue mani sul viso, la sua bocca che mi bacia. Lo vedo leccare le mie dita ricoperte di dolcezza, leccarmi il viso, gli occhi. Lo sento stringermi. Ma un giorno non basta più. Tutto quello che credevi di avere rischia di svanire. In fondo anche noi siamo come tutti gli altri. Anche noi abbiamo bisogno di realtà. Abbiamo bisogno di conferme, di sapere se siamo solo un frutto della nostra immaginazione o se davvero al mondo esiste una persona capace di farmi volare così. E allora cominci a soffrire. Soffri perché non lui c'è, soffri perché credi che in realtà lui non esista, soffri perché temi che non l'avrai mai. E giuri a te stessa che basterebbe una volta, una sola volta. Provare a te ed al mondo che non ti sei innamorata di un'idea, ma di un uomo, in carne ed ossa. Che lui esiste ed è ciò che tu hai conosciuto attraverso un computer. Speri, aspetti, desideri, preghi che ciò accada. Poi, ti prometti, potrà anche finire. Ma devi sapere chi hai amato per tutto questo tempo. E un giorno succede. Un giorno te lo trovi davanti, all'uscita dall'ufficio. Un giorno provi quelle labbra tanto sognate, senti le sue mani calde e morbide che accarezzano il viso, davvero. Un giorno ti trovi nuda tra le sue braccia. Un giorno gridi tutta la voglia ed il desiderio di appartenergli. Un giorno ascolti la sua voce dirti che sei la sua donna, mentre ti fissa negli occhi. E allora capisci che non finirà mai.
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