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Notte inaspettata
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Titolo:
Notte inaspettata |
Autore:
Fabiola & Red King |
Contatto:
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Racconto
n° 5055 |
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- Buonasera Sig. Marconi, benvenuto nel nostro Hotel..!! -
La ragazza del ricevimento lo accolse con un sorriso sincero dopo averlo registrato nel sistema informatico dell'Albergo dove Paolo era appena arrivato.
Aveva guidato praticamente per tutto il giorno ed ora aveva solo voglia di farsi una doccia e stendersi un attimo sul letto per riposare un momento.
- Questa è la chiave della sua stanza; la 423 è al quarto piano ed ha una vista spettacolare sulla nostra campagna. Se vorrà poi potrà avere libero accesso alla nostra palestra attrezzata e magari anche alla SPA; troverà accappatoio e ciabattine nel bagno della sua stanza - .
La ragazza sembrava avergli letto nel pensiero, in effetti aveva proprio voglia di sgranchirsi un po' le articolazioni ed inoltre una buona sauna gli avrebbe sicuramente disteso i muscoli anchilosati da troppe ore di...sedile...!!
Teneva molto al suo aspetto fisico ed era abbastanza in forma per i suoi 50 anni appena compiuti nonostante fosse un buongustaio; in effetti amava moltissimo il buon cibo ed anche il buon vino, dopotutto le sue origini piemontesi non si potevano certo sopprimere..
L'ascensore lo portò in un corridoio piuttosto ampio sul quale si aprivano quattro porte di legno chiaro ognuna con un simbolo floreale accanto al numero che indicava la camera.
Aprì la porta e si trovò in una stanza matrimoniale ampia e luminosa con due grandi porte finestre che si affacciavano su di un balcone con il parapetto in legno e...una magnifica vista sulla campagna toscana; uscì e respirò l'aria fresca del tardo pomeriggio primaverile profumata di fiori di campo ed erba appena tagliata.
Rientrò e cominciò a disfare il suo bagaglio molto accuratamente, poi decise di farsi una doccia e si avviò verso il bagno ma ad un certo punto la sua attenzione fu attirata da una porta di quelle che in certi hotel servono per rendere comunicanti due le stanze quando famiglie con figli vogliono essere in contatto.
Le poche volte che gli era capitata la stessa cosa in altri hotel aveva sempre provato a vedere se quella porta fosse aperta e così fece anche questa volta ma con lo stesso risultato: chiusa.
Non ci fece caso, entrò in doccia e rimase sotto il getto dell'acqua calda per qualche minuto poi si asciugò e, corroborato da quella delizia, decise di non sdraiarsi ma di andare direttamente in palestra per fare un po' di esercizio.
Dato che dopo la palestra avrebbe anche sfruttato la SPA, decise di indossare il costume da bagno sotto i pantaloncini sportivi.
Entrò nella palestra e si rese conto di non essere solo; infatti una figura femminile che gli voltava le spalle stava correndo sul tapis roulant a ritmo leggero.
Si sorprese a scrutare il fisico di quella donna e lo trovò piacente, non certo una silhouette da indossatrice ma era molto ben proporzionato nonostante un leggero sovrappeso che comunque, concluse, non guastava certo.
Si sedette sulla cyclette ed incominciò a pedalare prima ad un ritmo lento e poi sempre più intensamente per un buon quarto d'ora durante il quale la sua compagna di sport continuò la sua corsa.
Quando Paolo smise di pedalare scese dall'attrezzo e si mise a fare esercizi sulla macchina polifunzionale per allenare tutti i muscoli del tronco, delle braccia e delle gambe.
La sua posizione era privilegiata e strategica perché gli permetteva una visione ampia della palestra ed infatti dopo pochi minuti ebbe la possibilità di vedere la sconosciuta nella sua completa interezza.
Profondi occhi verdi, capelli castani di media lunghezza, labbra sottili, spalle ben definite - da nuotatrice - ed un seno ben dimensionato per la sua figura.
Indossava una canottiera di tessuto tecnico molto aderente che disegnava molto bene le sue forme ed un pantacollant altrettanto aderente che faceva esattamente lo stesso effetto.
La donna, che poteva avere una quarantina di anni, gli sorrise e poi asciugandosi il sudore con un asciugamano si sedette ad una macchina per effettuare esercizi di tonificazione dei muscoli adduttori ed abduttori delle cosce.
I movimenti che era costretta a fare, aprire e chiudere le gambe ritmicamente, e l'aderenza dell'indumento sudato lasciavano trasparire molto chiaramente un intimo piuttosto - castigato - che Paolo notò immediatamente e che scatenarono in lui fantasie proibite.
Ma ovviamente il contegno e l'educazione fecero sì che l'uomo distogliesse lo sguardo e, dopo pochi minuti, decise di lasciare il suo attrezzo per accedere alla SPA.
Sorrise e salutò la donna, si avviò allo spogliatoio dove aveva lasciato accappatoio e ciabattine che indossò e poi entrò nell'area benessere.
Decise di accedere al bagno turco, così appese l'accappatoio al sostegno, lasciò le ciabattine fuori della porta ed entrò nel locale saturo di vapore caldo.
Non si vedeva ad un metro proprio come nelle nebbiose giornate novembrine delle langhe dove i suoi genitori risiedevano.
Si sdraiò sulla panca di marmo, chiuse gli occhi e l'effetto rilassante del vapore lo portò ad addormentarsi.
Quando si risvegliò, forse era passata una ventina di minuti, uscì si fece una doccia tiepida e poi dopo essersi asciugato recuperò le sue cose dallo spogliatoio ed andò in camera a prepararsi per la cena.
Scese al ristorante dell'hotel che era altresì molto rinomato dal punto di vista enogastronomico e venne accompagnato dal cameriere ad un tavolo in un angolo da dove si poteva vedere tutta la sala e vide lei. Era la donna della palestra vestita di un bellissimo abito bianco con un generoso decolleté ed un altrettanto generoso spacco che metteva in evidenza una coscia ben tornita ed abbronzata.
Non era sola ma con lei c'era un'altra donna con i capelli color del rame lunghi e sciolti sulle spalle, occhi azzurri, labbra carnose e rosse, seno generoso racchiuso in una camicetta che forse era di una misura troppo piccola, minigonna vertiginosa dalla quale sporgevano gambe lunghe ed affusolate avvolte in calze a rete finissime e terminanti in scarpe tacco 10.
Si sedettero ad un tavolo piuttosto distante dal suo ma comunque non così lontano da non permettergli di scrutarle con continuità.
Ordinò Bistecca alla fiorentina con insalata ed una bottiglia di un rosso locale forte, profumato e molto tannico.
Durante tutto il suo pasto lanciava occhiate al tavolo delle due donne e gli parve che talvolta fosse ricambiato.
Dopo il caffè gettò un ultimo sguardo all'altro tavolo ma stavolta le due stavano chiacchierando allegramente e quindi salì in camera per sbrigare alcune incombenze lavorative poi, vinto dalla stanchezza, si coricò e cadde in un sonno profondo.
Non sapeva da quanto tempo stava dormendo ma ad un tratto udì delle voci e degli strani rumori provenire dalla stanza vicina, si alzò, andò vicino alla porta comunicante e...provò ad abbassare la maniglia spingendo piano.
Con suo immenso stupore la porta si spostò e la scena che vide lo lasciò senza parole: le due donne erano sdraiate sul letto in un'intimità che non era certo quella di due sorelle...
Stava per richiudere la porta quando la ragazza dagli occhi verdi si accorse del suo sguardo, lo fissò, gli sorrise e gli fece cenno di entrare.
Il silenzio e la solitudine all'interno della piccola palestra dell'hotel sembravano disturbati soltanto dai passi femminili che battevano a ritmo leggero sul tapis roulant.
Una semplice canottiera a vogatore rosa fosforescente e leggeri leggins neri lunghi fino al ginocchio avvolgevano in maniera morbida e piacevole quel corpo femminile, improvvisamente percorso da una leggera scossa elettrica che rapidamente partì dalla ghiandola dietro collo e percorse tutta la spina dorsale in un attimo appena percepì la presenza di un estraneo dietro le spalle.
Con ostentata sicurezza e fingendo di non essersi accorta del nuovo arrivo, Lara continuò per pochi minuti la leggera corsa, poi decise di cambiare macchina e procedere a tonificare gli abduttori e gli adduttori delle cosce.
Seduta, in quella nuova posizione poteva vedere finalmente chi aveva di fronte, un attraente uomo probabilmente intorno a 50 anni ben portati che stava allenando un tronco e delle spalle ben tornite e ben visibili attraverso la maglia e i pantaloncini corti aderenti, risvegliando immediatamente gli istinti femminili della donna.
Conscia di portare bene i propri 41 anni appena compiuti, sorrise dolcemente all'uomo iniziò gli esercizi per tonificare le gambe, allargandole e chiudendole in maniera ritmica, creando inavvertitamente un certo gioco di indumenti e di aderenza che le procurarono una immediata reazione fisica di leggera eccitazione.
A malincuore vide l'uomo distogliere lo sguardo e poi di nuovo rispondere al suo sorriso prima di vederlo allontanarsi da quella stanza. Decise allora di seguire l'esempio e dirigersi alla propria camera per prepararsi alla suggestiva serata.
Sola nella stanza, si concesse una piacevole doccia per lasciare scorrere via la stanchezza del viaggio e qualche minuto distesa languida sul letto ad accarezzare il proprio ventre e il seno, mentre rievocava l'immagine della figura maschile poco prima incrociata in palestra e immaginando di accarezzare quei muscoli tonici e ben scolpiti.
Con rammarico si rese conto che era già l'ora di cena.
Lentamente scese dal letto e iniziò a prepararsi.
Decise per un trucco leggero, mascara nero e una linea sottile di eyeliner a risaltare i suoi grandi occhi verdi, un velato ombretto rosa lucido sugli occhi e le guance e un lucido rosa corposo a delineare sottili e morbide labbra che sembravano chiedere soltanto di essere baciate.
Indossò poi un reggiseno che metteva in evidenza un generoso decolté, nonostante portasse soltanto una seconda di seno, accentuato da un lungo abito bianco che percorreva sinuoso e morbido le sue forme femminili, interrotto soltanto da un vertiginoso spacco laterale che metteva in risalto un paio di gambe ben tornite ed abbronzate.
Incerta sull'intimo da indossare, alle fine decise di non metterlo proprio.
Calzò un paio di sandali bianchi tacco 11 che avvolgevano i piedi in maniera dolce e sinuosa al tempo stesso, prese la piccola pochette sul comodino e uscì.
Sicuramente Claudia era già in attesa nella hall.
Appena scorse l'amica in lontananza, un brivido la percorse. Quella donna trasmetteva una carica erotica e una femminilità che era impossibile non apprezzare.
Capelli color rame, sciolti lungo le spalle, occhi azzurri e penetranti quanto i suoi verdi, labbra rosse e carnose, indossava una camicetta che mal celava il suo seno generoso, probabilmente una quarta abbondante, e una minigonna vertiginosa che lasciava spazio a lunghe gambe affusolate e avvolte in calze a rete finissime e un paio di scarpe decolté tacco 10.
Si salutarono e si abbracciarono con affetto, per poi dirigersi al tavolo prenotato.
Si accorse quasi subito dell'uomo seduto poco più avanti di fronte a loro, lo stesso incrociato in palestra poche ore prima.
In compagnia di un buon vino rosso e di piccoli assaggi di piatti vegetariani condivisi con l'amica, la rese partecipe dell'incontro in palestra ed entrambe sorrisero di frequente e con malizia verso l'oggetto della loro conversazione per tutta la serata, e l'interesse sembrava corrisposto.
Tuttavia il loro programma era un altro per quella sera.
Chiesero il conto e dopo un ultimo sguardo al tavolo vicino a loro si diressero verso la stanza di Lara.
Appena entrarono si spogliarono lentamente a vicenda, percorrendo l'una il corpo dell'altra, baciandosi e accarezzandosi a vicenda languidamente e con calore.
In pochi minuti erano nude ed eccitate, ogni inibizione allontanata grazie al vino piacevolmente assaporato durante la cena.
Mentre Lara si distendeva sul letto, Claudia notò una porta chiusa a chiave accanto a quella del bagno.
Incrociando uno sguardo di intesa con l'amica, decise di aprirla e tenerla socchiusa, per poi gettarsi sul corpo provocante della donna.
Le labbra unite da un bacio passionale e dolcissimo allo stesso tempo, Lara iniziò a toccare i grossi seni di Claudia, vogliosi ed eccitati, i capezzoli ben turgidi che svettavano diritti e chiedevano attenzioni, mentre le dita affusolate dell'amica si stavano facendo strada dentro la sua intimità, ormai un lago di eccitazione.
In quel momento si accorse che avevano uno spettatore gradito ed inaspettato.
Non poteva perdersi l'occasione.
Lo vide titubante e pronto a richiudere la porta, ma i suoi grandi occhi verdi incatenarono per un attimo il suo sguardo e lo invitarono a raggiungerle.
Nelle proprie fantasie più recondite ogni uomo cela il desiderio di poter un giorno assistere e magari essere partecipe di una situazione simile e Paolo non era certo da meno.
Ma mai in vita sua avrebbe immaginato uno spettacolo così sensuale, raffinato ed al tempo stesso molto molto eccitante.
Soprattutto mai così vicino e, come in quel momento, mai da invitato speciale....
Titubò un solo istante sulla soglia ma il magnetismo sprigionato da quegli straordinari occhi verdi vinse in brevissimo tempo la sua flebile resistenza; spinse la porta ed entrò nella stanza.
La donna dai capelli color del rame, che sembrava non essersi accorta della sua presenza, insistendo con le dita nello scrigno del piacere dell'altra si mosse rapidamente con movimenti sinuosi sul corpo dell'amica ed incominciò ad esplorarlo con le sue labbra tumide indugiando un attimo sui piccoli seni sodi e sui capezzoli che nel frattempo, inturgidendosi, erano diventati due splendidi globi carnosi.
Forse appagata dalla sua - conquista - , la donna dagli occhi verdi si abbandonò completamente alle attenzioni dell'amica e gemendo cominciò ad ondeggiare il bacino seguendo il ritmo incalzante impostole dalla mano e dalle labbra della tigre che la stava possedendo.
Sin dalla sua entrata nella stanza Paolo si era reso conto della - quasi sacralità - del momento e, nonostante la forte eccitazione provocata in lui da quello spettacolo, decise di non infrangere quell'atmosfera solenne e sedette sulla sedia che si trovava alla scrivania di legno chiaro posta di fronte a quell'altare pagano, quel talamo dedicato alla dea dell'amore saffico.
Quella danza sinuosa e molto sensuale cominciò a prendere un ritmo sempre più rapido e vertiginoso; la donna dagli occhi verdi, ormai vacuamente rivolti ad un soffitto che era si era per lei trasformato in illimitati spazi aperti, aveva gli arti scossi da contrazioni incontrollate dei muscoli ed i suoi gemiti si facevano sempre più ravvicinati e rochi..
D'un tratto l'amica con un movimento repentino si girò, si mise carponi sul corpo dell'altra e, sovrapponendo le labbra rosse e carnose della sua bocca ad altre labbra più rosee, incominciò a suggere il miele che fluiva copioso dal nido ormai da tempo aperto al suo desiderio.
Dal suo osservatorio privilegiato Paolo si sentiva allo stesso tempo estasiato da quei due splendidi corpi, veri capolavori della natura, che si muovevano armonicamente all'unisono ma anche e soprattutto un po' imbarazzato a causa dell'evidente eccitazione fisica che prorompeva prepotentemente dal boxer normalmente indossato durante la notte.
Nel suo goloso suggere la donna dai seni prosperosi, che per gravità si appoggiavano sul ventre dell'amica, si accorse che l'altra presa dall'estasi del momento non stava rispettando le regole non scritte ma ben chiare del gioco da lei incominciato; allora abbassò il suo bacino trepidante attenzioni sul viso della donna dagli occhi verdi e prese ad ondeggiarlo fino a quando un'altra bocca si aprì sulle sue vibranti labbra.
Da quel momento fu un crescente uragano di gemiti, sospiri, tremori di corpi, spasmi sempre più evidenti e sempre più rapidi fino a quando, come la mareggiata sembra arrestarsi un attimo prima di infrangersi violenta sugli scogli durante una tempesta invernale, le due donne parvero fermarsi per un secondo, quasi immobili, prima di urlare all'unisono tutto il loro piacere e crollare esauste ma soddisfatte l'una sull'altra.
Paolo dovette forzarsi per rimanere immobile ed in silenzio per tutto quel tempo che gli sembrò quasi eterno ma ora si trovava a guardare eccitatissimo ed al tempo stesso ammirato lo spegnersi lento dei tremori residui dell'orgasmo in quei due magnifici corpi.
Dopo alcuni minuti la donna dagli occhi verdi si sposto da sotto l'amica e con un tocco delicato attirò la sua attenzione indicandole Paolo.
Gli occhi azzurri dell'altra ebbero un accenno di stupore misto a paura ma immediatamente si accesero quasi sorridendo.
Le due donne si guardarono maliziosamente, si sorrisero, si baciarono languidamente e poi si alzarono dirigendosi verso Paolo.
L'imprevisto spettatore sembrava totalmente paralizzato da quella visione inaspettata ed erotica.
I loro fianchi ondeggiavano provocanti in completa sintonia, grazie all'amplesso appena vissuto; mentre i seni della dolce strega dagli occhi verdi, erano piccoli e sodi come una piccola coppa di champagne, pronti per essere catturati e racchiusi dalle mani sensibili e al tempo stesso esigenti di un uomo, quelli della rossa ribelle, si mostravano fieri e provocanti nella loro quarta misura. Su quelle perfette colline femminili svettavano capezzoli turgidi che chiedevano solo di essere assaporati con estrema perizia e per un lungo tempo.
L'uomo aveva la sensazione di vivere dentro la pellicola a rallentatore di un film, ma in pochi istanti sentì le proprie mani avvolte da piccole e affusolate dita femminili che lo invitarono ad alzarsi e a seguire quelle splendide creature.
Con estrema lentezza fu spogliato dei boxer, il calore e l'energia che circolavano nella stanza e intorno a loro erano tangibili.
Morbide labbra iniziarono ad esplorare le dita delle mani dell'uomo, per poi lentamente salire verso le braccia. Sentiva brividi di piacere scorrere lungo tutto il corpo mentre fu invitato gentilmente a sedere sulla sponda del grande letto.
Lunghe dita affusolate si intrufolavano tra i peli del petto, accarezzandolo e stuzzicando i capezzoli, mentre caldi baci e lingue birichine stuzzicavano in incredibile sintonia il lobo dell'orecchio e il collo.
In un attimo di barlume, voltò lo sguardo verso la streghetta dagli occhi verdi, che già in palestra lo aveva ammaliato.
In un moto di riconoscenza per le sensazioni che le due donne gli stavano regalando, chinò la testa verso la splendida rossa alla sua sinistra e si tuffò sui suoi meravigliosi seni prosperosi, succhiando avidamente i capezzoli e palpando con ardore quei due imponenti promontori ... mentre con la mano destra accarezzava familiarmente l'altra compagna di giochi.
Poi, inaspettatamente, scattò verso quest'ultima e con delicatezza ma decisione la fece distendere sul letto, e in pochi secondi le fu sopra.
Quegli occhi verdi lo incatenavano, le mani desideravano racchiudere delicatamente quei piccoli seni per poi dissetarsi ai due piccoli bottoncini rosa che spuntavano vogliosi.
Accarezzando lentamente quel meraviglioso corpo femminile verso il ventre e i fianchi, finalmente raggiunse il centro del piacere tra le gambe, compiaciuto di trovare un caldo lago pronto ad accoglierlo.
Le dita lo penetrarono lentamente, mentre i sospiri della donna si facevano più corti e rochi. La voleva ardentemente, desiderava possederla con decisione, e così fece.
Nell'istante in cui da dietro l'altra donna penetrò con due lunghe dita bagnate il suo sfintere, entrò con ardore nella fanciulla sotto di lui.
Iniziarono una danza ancestrale carica di passione dove entrambi si cercavano.
Catturò le sue mani e le portò sopra la sua testa, stringendole con forte desiderio, mentre le baciava ogni parte del viso e del collo, e spingeva con forza dentro di lei. Non gli era mai capitata una cosa simile...!!!
Due splendide donne che prima si davano vicendevolmente piacere sotto i suoi occhi e che poi gli si dedicavano completamente...
Non solo, ma non gli era mai capitato di essere a propria volta penetrato e mai avrebbe pensato di voler provare quel tipo di esperienza.
Al contrario, il fervore del momento, l'umido calore del corpo nel quale stava muovendosi e l'estasi che permeava dall'espressione degli splendidi occhi verdi sotto di lui gli fecero quasi apprezzare quella nuova sensazione ma chiese alla tigre rossa di non continuare.
Le sue mani, ormai disconnesse da ogni forma di controllo volontario, si muovevano sul corpo di Lara accarezzando con forza i seni, i capezzoli, il viso; la sua bocca altrettanto indipendente emetteva gemiti ma al tempo stesso non smetteva di baciare quella della donna che, sempre più eccitata, baciava e leccava il suo viso senza sosta.
Dal canto suo Claudia incominciò dapprima ad accarezzarsi i seni prorompenti, poi si sdraiò di fianco all'amica cercando di occupare con la sua bocca gli spazi del suo corpo alternativamente lasciati liberi dall'ardore dell'uomo e simultaneamente dandosi piacere con le sue dita lunghe ed affusolate
Come se si fossero precedentemente accordati, la spinta spinta decisa di Paolo fu come il segnale e tutti raggiunsero l'orgasmo contemporaneamente; nella stanza risuonò un grido liberatorio come un coro nel silenzio di una chiesa gotica d'altri tempi.
I tre caddero esausti ed ansanti gli uni sugli altri e per un tempo indefinito restarono così cercando ognuno di recuperare il proprio stato cognitivo perso in quell'insieme di elettrico oblio.
Non ancora paghe, ripresesi, le due donne lo fecero distendere sul letto e cominciarono a perlustrare il suo corpo con il proprio in un soave massaggio che ricordava molto il - body body - asiatico.
Paolo chiuse gli occhi per meglio gustare quelle sensazioni che ogni centimetro della pelle invia al suo centro nevralgico principale.
Sentiva capezzoli percorrere il suo ventre, labbra calde ed umide sfiorare ed avvolgere le dita dei suoi piedi, lingue che guizzavano sui suoi capezzoli e sul suo naso, labbra che si posavano sulla sua bocca per ricevere baci che lasciavano un gusto soave e dolciastro...
Ebbe un'ulteriore erezione e sentì altre labbra calde ed umide avvolgere il sesso fino a quando Claudia prese tra le mani il suo membro fremente e vi si accucciò sopra con un gemito.
Lara, quasi delusa ma avendo già beneficiato di tale piacere, decise di lasciare all'amica quel privilegio però volle a sua volta poter godere di Paolo e così letteralmente sedette sul viso dell'uomo invitandolo, non tanto celatamente, a darle appagamento.
Preso in quella diabolica morsa, con i sensi obnubilati dalle forti sensazioni, Paolo incominciò a titillare il clitoride di Lara con la lingua ed a penetrarle con le dita i due orifizi in un movimento sincrono a quello tenuto da Claudia nel suo ondeggiare sopra di lui.
Prese dalla situazione le due amiche, dimenandosi, ricominciarono ad accarezzarsi e baciarsi, in uno sfregamento di seni e capezzoli, con foga crescente quasi togliendo il respiro a Paolo il cui cuore batteva a mille...
Sentiva prepotentemente salire il piacere dal centro del suo ventre, sempre più su, sempre più irresistibile.
Al culmine dei suoi sforzi l'uomo non riuscì più a trattenersi e diede una spinta fortissima verso l'alto con il bacino costringendo Claudia ad abbracciare l'amica dagli occhi verdi la quale raggiunse l'orgasmo emettendo un poco di liquido caldo e vischioso che invase il viso ed il petto di Paolo.
Come due fiere sazie e paghe della loro conquista, le due donne si spostarono al lato della loro preda e vi si accoccolarono sopra unendo le loro bocche in un dolce bacio e scambiandosi una languida, esausta occhiata di compiacimento.
Paolo altrettanto esausto, godette di quei caldi corpi ansanti sul suo e con le mani accarezzo le due donne fino a cadere in un sonno profondo.
I primi raggi del sole che passavano tra le linee delle persiane colsero tutti ancora distesi sul talamo del loro piacere notturno e li invitarono ad un brusco risveglio.
Con evidente malavoglia Paolo aprì gli occhi e, guardando quei due splendidi corpi di donna che giacevano addormentate al suo fianco come due sacerdotesse pagane a piedi dell'altare della divinità che avevano gratificato ed onorato delle loro cure durante la notte, quasi pensò di inventarsi una scusa per disdire l'appuntamento con l'avvocato fissato per la prima mattinata.
Purtroppo si trattava di una questione vitale per la sua vita professionale e quindi - obtorto collo - si sfilò delicatamente da quello splendido abbraccio, accarezzò ancora una volta i piccoli seni della streghetta dagli occhi verdi, che scossa da un lieve brivido gli sorrise inconsciamente, e le natiche sode della tigre dai capelli rossi; tornò nella sua camera per farsi una doccia calda, riconobbe di averne bisogno, e prepararsi per l'appuntamento.
Prima di andarsene però si reintrodusse nella camera attigua e lasciò sul comodino un bigliettino con le seguenti parole: - Grazie per la splendida, indimenticabile nottata; rimarrà indelebilmente impresso in me il tocco delle vostre delicatissime mani, il sapore delle vostre labbra e l'immenso piacere che mi avete saputo regalare... -
...e con un malinconico sospirato ultimo sguardo, se ne andò.
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