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C'è sempre una prima volta
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Titolo:
C'è sempre una prima volta |
Autore:
Enrico G. |
Contatto:
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Racconto
n° 5061 |
Altri
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Secondo la sua abitudine, Sara arriva con un buon quarto d' ora di ritardo. Parcheggia e sale sulla mia auto. - E' molto che aspetti? Scusami, ma la macchina non voleva saperne di partire. Ho dovuto farmi spingere.- - Cosa pretendi da quel rottame? Ma dì a Gianluca che te ne compri un' altra, no? Non voglio farvi i conti in tasca, ma mi sembra che ora gli affari vadano bene...- - Sì, non ci possiamo lamentare, ma lui è un tirchio che te lo raccomando; dice sempre che bisogna risparmiare, risparmiare, risparmiare. Mah, capivo quando il lavoro stentava, ma tirare così sulla spesa anche adesso; ok, non parliamone più, altrimenti mi rovino questa bella giornata, bella anche se fra un pò piove, mi sa. Dove andiamo? - - Che ne diresti di cominciare con una sauna?" - Una sauna? Sai che non l' ho mai provata? Sì ma...dove?- - Qui vicino, dall' altra parte del confine. Usciamo a Mentone. Nella discesa c'è una villa con parco. E' un club naturista. I patiti dell' abbronzatura integrale di solito stanno al' aperto, ma con questa giornata possiamo fare i nudisti all' interno, che ne pensi? - -Ma...non so...mi hai preso alla sprovvista. Cosa c' entra la sauna con noi? - - Vedi, da quello che mi hanno detto, oltre che a stare nudi si può anche...fare sesso tranquillamente. Il posto è utilizzato anche da coppie "clandestine" per i loro incontri, visto che la privacy è assicurata: non vengono richiesti documenti nè registrazioni, come succede in albergo. L' unico problema, se di problema si tratta, è che si potrebbero incontrare persone che si conoscono, questo è bene che tu lo sappia.- - Ecco, è proprio quello preferisco evitare. Direi che è meglio non andare. Un pò curiosa lo sono, ma non vorrei rischiare.- - Come vuoi, anche se, a quest' ora, è improbabile incrociare persone conosciute.- - Tu ci vuoi proprio andare? - - No, non è che ci voglio andare per forza. Io le saune le conosco. Mi sembrava che potesse essere una cosa carina per te, una piccola sorpresa che speravo ti facesse piacere, ma se non vuoi... - Intanto siamo quasi arrivati all' uscita di Mentone. - Ok, non parliamone più. Andiamo avanti, mi verrà in mente qualcosa.- Aggiungo Lei ha un ripensamento. - Ma no, dai, esci e andiamoci. Ho deciso. E se c' è qualcuno che conosco...beh, pazienza, vuol dire che mi avrà visto nuda.- - Ma tu, sei mai stata nuda in mezzo ad altri? - - No, mai...ma se siamo tutti nudi sarà un pò come essere al mare in costume...credo.- Poi, come se finalmente avesse trovato il coraggio di tirare fuori quello che sta rimuginando: - Però...visto il tipo di ambiente...libertino, non è che ci si scambia e si fa sesso con estranei...e cose così? - - Mah... come ti ripeto, non ci sono mai andato. Quello che me ne ha parlato mi ha detto che esiste anche questa possibilità...volendo.- - E io cosa dovrei fare, andare con sconosciuti? - - No, chiariamo che tu non "devi" fare niente. La mia idea è di fare sesso fra noi.- Rifletto velocemente sulla sua domanda, che non mi aspettavo. Potrebbe essere una richiesta di approvazione, se non di incoraggiamento? - Ma - aggiungo - se vuoi, se ci fosse qualcuno che proprio ti piace, puoi farlo e nessuno dice niente.- - Nessuno nessuno? Nemmeno tu? - - Certo che no, cosa potrei dirti? - - Non so, ma questo per ora non importa. Non lo diresti proprio a nessuno? Nemmeno a tua moglie?- - Assolutamente no. Ma intanto direi che è meglio non correre con la fantasia. Vediamo come vanno le cose, com'è l' ambiente e un pò tutto in generale. Credo che siamo arrivati. - La villa è quella, anche se per il momento si vede solo un alto muro e un cancello di ferro pieno. Suono al videocitofono, mentre comincia a piovere. - Hallo? Oui?- gracchia l' apparecchio. - Marcel et Juliette.- rispondo, come mi è stato detto di fare, alzando la testa verso la telecamerina. Con un clic la luce si spegne e il cancello comincia ad aprirsi. Risalgo in macchina e percorro un lungo viale che porta all' ingresso dell' edificio. Malgrado la pioggia, qualche coraggioso se ne sta nudo ai bordi della piscina, e qualcuno nuota. Parcheggio nell' apposito spazio e facciamo una corsetta verso il portone in vetro. Entriamo nell' atrio. Sulla destra il bancone del ricevimento, dove ci vengono dati due braccialetti in plastica con un pulsante al centro. Chiedo spiegazioni e la ragazza dietro al banco mi dice che quello è il telecomando per aprire l' armadietto degli spogliatoi. Riceviamo anche un set con asciugamano, accappatoio e pantofole usa e getta. Ci viene indicato il percorso per arrivare agli spogliatoi. Dopo, basta seguire i cartelli.
Gli spogliatoi sono in due stanze lungo il corridoio. A destra le femmine e a sinistra i maschi. Le stanze non hanno porta. Quando entro, il locale è già occupato da quattro uomini. Due sui 25 anni, francesi, parlano fra loro mentre si spogliano. Uno sulla cinquantina ed un altro decisamente più agè. I due amici hanno finito di spogliarsi, prendono l' asciugamano e stanno per uscire, ma si fermano sulla porta, commentando sottovoce. Incuriosito, mi avvicino per osservare il motivo del loro interesse. Sara si sta spogliando, e invece che farlo al riparo della parete, è proprio di fronte alla porta, e ci offre lo spettacolino del suo strip. Quando si toglie lo slip, lo fa dandoci la schiena, e quando il suo culo emerge dall' indumento, sento una fitta al basso ventre. Finisco di spogliarmi in fretta ed esco in corridoio. Lei mi sta aspettando. Un grande cartello appeso al muro ammonisce che, di lì in poi, è obbligatoria la completa nudità. Un altro, corredato di freccia puntata verso il basso, indica la sauna. - Dunque? Come ti senti senza vestiti? Sei a tuo agio? - - Sì, totalmente. Anche quando, per spogliarmi, ero nello specchio della porta e ho visto che ero osservata, non mi sono sentita per niente in imbarazzo. Mi sembra tutto così normale.-
Entriamo nel locale adibito a sauna. La luce è bassa ma sufficiente per osservare l' ambiente e le persone che lo occupano. Sara, ferma appena oltre la porta, si guarda attentamente intorno.
Gli unici occupanti sono una coppia sul fondo, che si sta scambiando effusioni sotto lo sguardo dei due amici francesi che avevo visto nello spogliatoio. Lui è più vicino ai cinquanta che ai quaranta, lei è considerevolmente più giovane, robusta, con due tette grosse e mollicce. La classica tresca fra segretaria e datore di lavoro, penso.
- Andiamo a sederci? - le chiedo. Lei è immobile. Seguo il suo sguardo e vedo che è puntato sul ventre di uno dei due amici. Magrolino, basso e con un inizio di calvizie, ha un arnese notevole. Sta guardando l' esibizione della coppia, e ha un inizio di erezione. - Ehhh? - fa lei - ah, sì, scusa, andiamo pure.-
Stendiamo gli asciugamani sulla panca e ci sediamo. Intanto sono arrivate le due coppie di cui io avevo conosciuto gli uomini e Sara le donne. Si siedono nell' angolo, chiacchierando da vecchi amici. Dalla temperatura dell' ambiente, capisco che quello della sauna è più che altro un pretesto. Fa appena un pò caldo, quel tanto che basta a giustificarne il nome, senza costringere gli occupanti ad abbandonare l' ambiente dopo una breve permanenza. - Cosa ne dici...ti piace? - - Sì - risponde distrattamente - ma...dimmi - chiede indicandomi la coppia di ragazzi - cosa stanno facendo, cosa succede? - Osservo la situazione. -Non sono un esperto, ma secondo me si stanno...mettendo in mostra per vedere se la coppia vuol fare sesso con loro. Aspettano un segnale, probabilmente.- - Senti...non dirmi niente...non pensare niente...non so cosa mi succede ma...se il segnale glielo diamo noi? - Allora avevo visto giusto. - Va bene, ma come vedi sono due amici e potrebbe succedere che l'altro si voglia...inserire nel gioco.- - Dici? Allora...non so...ma...va bene, vedremo. Come facciamo? Quello è girato dall' altra parte e nemmeno mi ha notato. - - Proviamo a farci vedere, allora. Facciamo due passi, come se volessimo osservare la coppia da vicino. Ci fermiamo davanti a loro, ti accarezzo, tu mi tocchi...e vediamo cosa succede, ok? - Facciamo così. Siamo ad un paio di metri dalla coppia, pienamente visibili dai due ragazzi. Le accarezzo il sedere e lei afferra il mio pene, masturbandolo con un lento movimento. Facciamo due o tre passi verso il muro opposto alle panche. - Ora - le sussurro in un orecchio - ci voltiamo e torniamo lentamente verso i nostri posti. Se vedi che ti sta guardando, fissalo e continua a masturbarmi. Poi ci andiamo a sedere e lasciamo a lui la mossa. Ti sei esibita, se lui è interessato si darà da fare. - Ci voltiamo. Lui non solo la sta fissando, ma lo fa accarezzandosi il membro, che ha raggiunto dimensioni notevoli. Lei punta inequivocabilmente lo sguardo verso i genitali. Raggiungiamo i nostri posti. Mi siedo e lei, semisdraiata sulla panca, porta la bocca sul mio inguine. La accarezzo e intanto fisso il ragazzo. Lui raccoglie l' implicito invito, si alza e si avvicina ad una ciotola su un pensile che non avevo ancora notato. Prende qualcosa e si siede dietro a Sara, accarezzandola con le due mani. Lei si volta, guarda quel palo che si erge, pulsando, da un pube accuratamente depilato e se ne appropria con una dolce, quasi timida, carezza. Lui si alza. E' chiaro quel che vuole. Lei non si fa pregare. Comincia a muovere la lingua sullo scroto, risale lungo l' asta, apre la bocca e, a fatica, ne accoglie una piccola parte. Lui le accarezza i seni, titillando i capezzoli durissimi. In mano ha un preservativo: aiutandosi con i denti apre la confezione, lo estrae e, a fatica, riesce ad indossarlo. Si inginocchia e, lentamente, la penetra. Lei volta il viso verso di me. Mi sorride con espressione estasiata. Sembra che finalmente abbia trovato la spada adatta al suo fodero. Nel frattempo, come era prevedibile, l' amico si è avvicinato. Osserva con un interesse evidenziato dal suo cazzo durissimo. Ora posso vederlo. Malgrado di complessione più robusta dell' amico, il pene è senza dubbio più corto e più ridotto di quello del' amico. Mette un piede sulla panca, vicino a Sara, esponendo i genitali a pochi centimetri da lei. Lei mi guarda, come a chiedermi cosa deve fare. Le sorrido, le accarezzo i capelli e sussurro... - Fai tu. Fai quello che vuoi fare...ADESSO....e non crearti problemi fuori luogo.- Lei accarezza i suoi pettorali poi, scendendo, afferra il cazzo, tirandolo a sè e facendolo scomparire in bocca. Lui si stacca, dirigendosi verso il pensile. Fruga nella ciotola, poi sceglie fra una serie di flaconcini in plastica. Ne prende uno e torna verso noi. Dice qualcosa all' amico. Lui risponde oui. Esce da lei, si siede sulla panca e la invita a cavalcarlo. Mentre lo fa, lui le succhia i capezzoli, i seni, poi si baciano. Lei sembra essere in un' altra dimensione, come rapita in estasi. Gode, cavalcando furiosamente, facendo sparire completamente il cazzo nella fica. Sta ancora muovendosi, quando l' altro ragazzo indossa il preservativo. Poi dal flacone fa uscire quello che con ogni evidenza è gel lubrificante ed inizia a spargerlo sulla rosellina nella quale introduce prima un dito, poi l' altro abbondantemente ricoperte di gel. Sara si volta nuovamente verso di me... - Che dici? Lo lascio fare? - - Cara, qui non siamo nel solito mondo. Puoi fare quello che vuoi, altrimenti basta un cenno di rifiuto.- - A me piacerebbe, ma così, davanti a tutti...tutti tutti.- Intorno a noi s' è radunata una piccola folla: ci sono le due coppie anziane, a cui si sono aggiunti un' altra coppia ed un singolo. - Chi ti guarda, lo fa con ammirazione. Qui fare sesso è normale.- - Va bene, hai ragione. Ora lo voglio fare...e chi se ne frega.- Il ragazzo si posiziona dietro, lei abbraccia l' amico, spostandosi in avanti e protendendo il sedere all' infuori; lui punta il cazzo al buchino ed inizia a spingere. Il cazzo è piccolo, sarebbe l' ideale, se non ci fosse quello dell' amico che la riempie. Soffre un pò ma, quando la penetrazione è completata, e inizia il movimento di va e vieni, ogni ostacolo è superato. Mi guarda con un sorriso luminoso, come luminosi sono i suoi occhi. Cerca anche il mio cazzo con la mano. Sono molto eccitato ma non voglio soddisfare i sensi così. - Dopo, cara, pensa a te, ora.- Mentre è stretta nel sandwich, ha un altro orgasmo, che manifesta con grida smozzicate. Quello che la sta scopando gode, ma non si toglie. Lei mi guarda con un altro sorrisone. - E' bellissimo, pazzesco, sto per godere ancora.- Si muove sul cazzo che sta ancora cavalcando...Gode anche quello che la stava possedendo analmente. Dopo essersi sfilati dal suo corpo, uno le dice "superbe, merci." e le schiocca un bacio sulla guancia. Ora anche io voglio scaricare la tensione accumulata. Le chiedo di mettersi a pecora e scivolo in un tunnel che non ho mai trovato così intriso di umori. Mi muovo lentamente. Non vorrei raggiungere l' orgasmo troppo presto, ma ben presto schizzo sulla sua schiena. Prendo un asciugamano per tamponare il liquido, e andiamo alle docce al piano superiore. Il locale doccia è bisex. - Vuoi restare ancora o preferisci che ce ne andiamo? - - Tu cosa dici? - - Io ho un certo appetito. Andrei volentieri a mangiare qualcosa.- - Benissimo, come prima esperienza direi che può bastare.- Consegniamo i braccialetti ed usciamo. Il tempo è cambiato. Qualche nuvola c'è ancora, ma un sole splendente ha preso il posto della pioggia. Si è alzato anche un forte, caldo vento di scirocco, che prende d' infilata la stretta viuzza che percorriamo per raggiungere il ristorante. Nel breve percorso, la leggera gonna blu di Sara si solleva più di una volta, mostrando, in fulminei flash, le mutandine nere in pizzo, ma lei non fa niente per tenerla bassa. Mentre gustiamo un antipasto con gamberi e ricci di mare e sorseggiamo lo champagne di accompagnamento, le chiedo, sorridendo, se non se ne sia accorta. - Sì, ma dopo essere stata nuda in mezzo alla gente, la cosa non mi ha fatto nè caldo nè freddo...anzi.- - Anzi? - - Beh...forse sono ancora nell' atmosfera della sauna, ma quella piccola esibizione mi intrigava. - - Ok, d' altronde, con quei mutandoni che hai - scherzo - non è che si vedeva molto. Certo, se fossi stata senza mutandine...- - Sì, come no, per la strada col culetto di fuori.- mi lancia un' occhiataccia di rimprovero, ma sorride allegramente. Arrivano i nostri piatti principali. Io ho scelto un hommard grillè, lei invece una sontuosa boullabaisse. Le chiedo com'è. - Buonissima. Senti...facciamo un brindisi? - - Di nuovo alle corna?- sorrido - No, a questa bella giornata e...anzi, sì, brindiamo alle corna, a quanto è bello farle. - - Cosa stavi dicendo dopo "bella giornata"? Hai detto "e", ma poi hai cambiato discorso.- - Te lo dico solo se mi prometti di non fraintendermi e di non pensare male.- Chissà che cosa mi vorrà dire, di così importante. - Prometto.- - Stavo dicendo: brindiamo a questa bella giornata, e...a te, che ne sei l' artefice.Ma stai tranquillo - aggiunge subito - non voglio assolutamente crearti problemi. Appena ci lasciamo io torno da Gianluca e tu da tua moglie. Tutto come sempre. So benissimo che non posso, e non lo voglio, ti assicuro, intromettermi fra te e Roberta.- Sospiro in silenzio. L' ultima cosa che voglio sono inutili complicazioni. La bottiglia è finita. Le nostre pietanze no. - Senti, bevi ancora vino? Lo ordino?- - Massì...oggi ci vuole proprio. Speriamo solo di smaltirlo prima che arrivi mio marito.- - A che ora vuoi rientrare? - - Mah...direi 6, 6 e mezza. Il tempo di preparare un pò di cena. Poi magari mi chiama che si ferma a lavorare fino a tardi, ma qualcosa devo preparare.- Arriva la seconda bottiglia. Il cameriere la stura e versa il vino. Appena si è allontanato... - Posso farti una domanda? - - Ma certo che puoi: una, dieci, cento; tutte quelle che vuoi.- - Prima, su alla sauna, ti sei eccitato anche per me...vero? - - No, non anche, ma solo per te. Eri uno spettacolo da urlo. Avresti dovuto vederti mentre eri in mezzo ai due che ti riempivano. Dì ma...l' avevi già fatto? - - Nooooo... figurati. Da quando ero fidanzata con Gian l' unico, ecluso lui, con cui avevo fatto sesso...sei stato tu. Posso immaginare cosa hai pensato di me ma, ora te lo posso dire, se quello non fossi stato tu, se il principale fosse stato un altro non l' avrei fatto. Un pò mi piacevi e ho voluto convincermi che mi stavo "sacrificando" per il bene di Gianluca...anche se non era del tutto vero.- Al dessert, io passo. Lei sceglie una millefoglie che così, alla vista, sembra piuttosto banalotta. Per niente banale, invece, è lei. Ora che non sono distratto da quello che ho nel piatto, mi accorgo che, sotto la camicetta, non porta reggiseno. La forma dei capezzoli si disegna chiaramente sotto la stoffa leggera. Dopo il caffè, è il suo turno di passare, mentre io mi concedo un piccolo cognac invecchiato. Visto che ci troviamo nell' espace fumeur, accendo una sigaretta. Porgo al cameriere la carta di credito. Lei si alza per andare alla toilette. Quando torna l' aiuto ad indossare il corto bolerino blu e usciamo. Appena fuori, lei mi prende la mano. Sto per dirle che non mi sembra il caso, invece... - Ma sì - penso- perchè no? - Il vento è calato e la gonna aderisce alle gambe di Sara, ma non si alza. Quando incrociamo uno stretto viottolo trasversale, siamo investiti da una forte folata. La gonna si alza e...vedo che lei non indossa intimo. Sto per commentare, ma lei mi stringe più forte la mano, mi guarda e mi sorride. Un sorriso sbarazzino, come una monella che sa di fare qualcosa che non dovrebbe, ma che le piace fare. Prima di raggiungere la macchina la cosa si ripete un paio di volte. - Ok, sono le due e mezza, adesso cosa vuoi fare? - - Tu cosa proponi? - - Ti piace Nizza? Facciamo una passeggiata, prendiamo un caffè e magari andiamo ai Lafayette. - - A Nizza ci siamo passati una volta, ma senza fermarci...e i Lafayette non sapevo neppure che ci fossero, a Nizza. Andiamoci.- - Perfetto ma...ricordati di mettere le mutandine, non vorrai provocare incidenti stradali.- Lei prende la borsetta... - Devo rimettere anche il reggiseno? - - No, quello no, anzi, se vuoi slacciare un bottone per mettere in evidenza il decolletè, fai pure. Già che siamo in argomento...intimo...non ti ho mai visto con un perizoma. Non ti piace? - - A me sì, e mi sta anche bene, ma Gianluca non vuole, dice che i perizoma li mettono le troie.- (interessante - penso - quindi per Gian mia moglie è una troia. Sono sempre più convinto che, malgrado quello che dice Sara, lui le abbia detto che non vuole che continui a vedermi, e a fare sesso con me...mentre lui continua a scopare con Roberta) Riprendiamo l' autostrada e dopo mezz' ora siamo seduti al tavolino di un caffè in Rue de la Libertè. Finito di bere, in pochi minuti arriviamo ai Lafayette. Lei sembra una bambina in un negozio di giocattoli. Al piano terreno si sofferma in ogni box di profumi. Annoto mentalmente uno che le piace molto. Saliamo piano per piano. Arrivati al reparto di intimo femminile, le chiedo di scegliere per me una mezza dozzina di perizoma che voglio regalare a Roberta. Lei mi chiede che misura porta. So benissimo che è una seconda, ma... - La terza.- rispondo - Ma sei sicuro? La terza la porto io, e lei è più stretta di fianchi.- - Sembra, ma sono sicuro che porta la terza.- - Se lo dici tu - sembra poco convinta - e come dovrebbero essere?- - Sexy, molto sexy, per i modelli, segui il tuo gusto, grazie, e ricordati di specificare che vuoi una terza misura italiana.-
Son già le quattro. E' ora di muoversi: sono nuovamente eccitato. Bisogna tornare in Italia e imboscarci da qualche parte. Mentre guido, cerco di individuare mentalmente il posto adatto, e credo di averlo trovato. E' un cantiere, dismesso da anni, del raddoppio della ferrovia. Faccio fatica a trovare il posto. L' imbocco del viottolo che porta al piazzale è nascosto dalle erbacce, ma per il Suv non è un problema. Come pensavo, il piazzale è deserto anche se, qua e là in terra si vedono preservativi usati e fazzolettini di carta, segno che il posto continua ad essere frequentato. Scendo, vado alla portiera del passeggero, la apro. Appena scesa, ci abbracciamo, ci baciamo. Le tolgo gonna e camicetta poi la faccio sdraiare sul sedile posteriore, mentre io resto fuori. Mi spoglio velocemente. Mi chino su di lei. Le tolgo le scarpe. Le bacio i piedi, succhio le dita, a lungo. Poi, lentamente, risalgo lungo le gambe, le cosce. Faccio scivolare le mutandine, e le sfilo. Arrivato all' inguine, mi muovo con la lingua tutt' attorno alla vulva. Lei risponde con contrazioni involontarie dei muscoli che sovrastano il monte di Venere. Si porta la mano alla bocca, mordicchiando le nocche. Decido di porre fine alla dolce tortura e mi tuffo decisamente sulla fica. Lei risponde con un sospiro di piacere. Dò fondo a tutta la mia abilità leccando, succhiando, titillando il clitoride. Raccolgo con due dita i succhi che sgorgano copiosi, con cui umetto il bocciolo posteriore. Inserisco il medio e, come faccio con Roberta, piego le falangi per stimolare il punto G. Lei preferisce un' altra stimolazione... - Muovilo...muovi il dito avanti e indietro.- Lo faccio finchè lei, alzando il bacino in modo tale che sento scricchiolare le ossa del collo nel tentativo di non perdere il contatto con la sua nuda intimità, gode con un orgasmo violento, accompagnato da rochi versi indecifrabili emessi ad alto volume. Mi muovo verso l' alto, arrivo ai morbidi seni che bacio, lecco, ne succhio con gusto i capezzoli. Continuo a carezzarle dolcemente il pube. Abbandono i seni, arrivo alla sua bocca socchiusa, la forzo con la lingua, lei apre la bocca, lascia fuoriuscire la lingua che succhio avidamente. Sono eccitato, fisicamente e mentalmente. Non voglio fare sesso...voglio solo scopare, bene, con calma, assaporando le sensazioni di ogni affondo, di ogni risalita. Ci spostiamo sul sedile del passeggero. Abbasso lo schienale. Arretro il sedile finchè forma una specie di letto con quello posteriore. Quando lei si sdraia mi soffermo a guardarla. A guardarla con attenzione. Che differenza con Roberta. Sara l' aveva appena vista nuda e ne aveva dato una descrizione perfetta: "sembra una statua." E' vero. Mia moglie ha un corpo di una bellezza classica. Glutei e seni, specialmente, sembrano quelli di una statua, per fattezze e, quasi, anche per consistenza. Sara ha un bel corpo, e i suoi seni, più grandi, sodi ma elasticamente cedevoli alle carezze, sono forse eroticamente ancora più eccitanti. O forse è la novità della relazione che è eccitante. Lei mi distoglie dalle mie riflessioni. Mi circonda il corpo con le gambe e mi attira a sè. Il membro trova, quasi animato da vita propria, il passaggio verso quella parte di lei che fa, di un uomo e una donna...un corpo solo e (ma raramente accade) un' anima sola. Mi dono a lei, al suo corpo/anima di donna, di femmina totalmente, senza riserve. Lei sembra percepire esattamente la condizione in cui mi trovo. Come donna mi bacia con passione ma anche con tenerezza, quasi con pudore. Poi si trasforma in femmina. Mi fissa negli occhi, sospira. - Prendimi da dietro, adesso.- Si mette in ginocchio sul sedile. Io esco e, stando in piedi la penetro come mi ha chiesto. - Ecco, così...bene...- Ha un altro orgasmo. Adesso vuole pensare a me. Si volta. - Vuoi godere dietro? - - No, cara, va benissimo così.- L' occhio mi cade sullo specchietto retrovisore: seminascosto da un cespuglio, a cinque o sei metri di distanza, un uomo ci sta spiando, e, dal movimento che percepisco, si sta masturbando. - Non ti spaventare, ma abbiamo uno spettatore.- le dico - Dove?- - Dietro un cespuglio, alle mie spalle.- - Che tipo è?- Guardo meglio nello specchietto - Giovane, sui trent' anni.- - Pensi che ci sia pericolo?- - No, non credo.Se ne sta li e si masturba. E poi, quando sei con me sei sempre al sicuro.- - Allora continua, e quando stai per venire avvertimi: ti voglio bere.- Questa è una novità, una piacevole novità... - Adesso...sono pronto adesso...tutto...te lo dò tutto... vieni.- Si volta, si siede sul sedile e accoglie in bocca il mio cazzo pulsante. E' leggermente chinata in avanti. Prendo le tette nelle mani, le carezzo, le strizzo mentre lei, stringendo gli occhi accoglie in bocca, fiotto dopo fiotto, il magico elisir dell' immortalità della specie. Mi guarda. Ha la bocca chiusa. Poi si decide e deglutisce. Ora siamo pronti a tornare nelle nostre case, dai nostri coniugi, nella tranquilla normalità che uccide lo spirito ed il corpo. - Chiudo la portiera, così ti vesti.- - No, perchè? Mi rivesto con calma, fuori. Per me quello - lo ha visto, mentre era seduta - può guardare quanto vuole.- Prende la borsa da cui estrae le calze autoreggenti nere. Seduta, le indossa. Poi mi chiede di passarle le scarpe. Le calza e, con tutta naturalezza, esce dalla macchina, continuando a cercare indumenti nella borsa. Chinandosi, offre allo sconosciuto spettatore una vista di schiena. Prende le mutandine. La fermo: stavo per dimenticare. - Senti, ti dispiacerebbe provarti un perizoma? Vorrei vedere come sta.- - Ma poi si sporca.- - Pazienza, lo laverò.- - Beh semmai lo lavo io...quale devo provare? - Cerco nello shopper dei Lafayette e ne prendo uno nero, una impalpabile nuvola di pizzi e trasparenze. Glielo passo. E' bellissimo, le incornicia degnamente, come merita, il culo bianco, fantastica opera d' arte. - Ti piace?.- - Sì, ma questa è la mia misura. Vedrai che a Roberta sarà grande...e poi...ecco, ora è tutto bagnato. Lo porto a casa e lo lavo.-
- Ok, portalo a casa, insieme agli altri; sono tuoi, non di Roberta.- - Miei? E perchè questo regalo?- - Il regalo lo faccio a me stesso, godendo dello spettacolo che mi offri.- Lei guarda fisso oltre le mie spalle. Mi volto. Il tipo è uscito dai cespugli e ora è a un paio di metri. E' senza indumenti dalla vita in giù e si sta masturbando. - Fermati lì - gli ingiungo - se vuoi guardare va bene, ma non ti avvicinare.- "Tranquilli, tranquilli.- Assiste al vestirello con gli occhi fuori dalle orbite. Io mi sono vestito in due minuti. Lei si è messa il reggiseno, a cui fa seguire la camicetta e, per ultima, la gonna. Siamo pronti a partire. Facciamo manovra per uscire, girando attorno al tipo che sta continuando a fare petting con se stesso. Arriviamo alla sua macchina. Aspetto di vederla partire, prima di seguirla.
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