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L'amante scomodo
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Titolo:
L'amante scomodo |
Autore:
DesireeCharman |
Contatto:
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Racconto
n° 5063 |
Altri
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La invidiavano tutte in ufficio perché Flavia oltre ad essere la più giovane, aveva conseguito un Master prestigioso ed era anche una gran bella ragazza. Occhi scuri e penetranti, labbra piene, una lunga massa di capelli neri e ricci che le ricadevano sulle spalle e il nasino all'insù, alla francese. - Con quel nasino lì sembra che le faccia schifo tutto – disse Nola, alla sua vicina di scrivania. Quella allungò il collo verso di lei per un pettegolezzo: - Però dicono che non le faccia schifo il cazzo dell'Amministratore delegato. - Il Giunti? Ma dai, potrebbe essere suo padre... L'altra alzò le spalle. – Guarda che se ne è scopate parecchie in passato. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Carlo Giunti aveva sessant'anni, una vita trascorsa alla guida di svariate società e poi un posto importante in una multinazionale che gli avrebbe garantito una pensione d'oro. Flavia era una delle migliori: puntuale, precisa, dinamica, pignola quanto basta per offrire sempre il meglio. Quello che le altre non sapevano, è che a letto era decisamente scatenata. Le piaceva il sesso e amava scopare selvaggiamente con uomini che sapevano dominarla e piegarla ai loro voleri come se fosse un giunco. Per questo li sceglieva sempre giovani e palestrati, se li portava nella soffitta che aveva preso in affitto nel centro di Milano e se li godeva centimetro per centimetro durante lunghe, lughissime kermesse a base di sesso e frutti di mare. Con il Giunti era diverso, lui poteva aprirle le porte della dirigenza se avesse voluto, ma doveva andarci cauta. Dopo un lungo periodo di piccole e mal celate provocazioni, riuscì ad agganciarlo e andò a casa sua, una villa sontuosa fuori città circondata da un parco di oleandri e alberi da frutta. - Un Paradiso sulla terra – gli aveva detto mentre erano ancora in macchina e gli aveva preso la mano accarezzandola sul dorso. Il Giunti era attratto da lei ma conosceva i propri limiti e prima di diventare il suo amante, Flavia dovette attendere i suoi tempi. Ci voleva molto impegno per eccitarlo e a nulla sarebbero serviti film o riviste pornografiche che potevano andare bene per un adolescente. Giunti era raffinato, elegante, gli piaceva prenderla alla lontana e Flavia si sfiniva in sedute a base di carezze, massaggi, baci intimi prolungati all'infinito. Quando Giunti finalmente arrivava a un'erezione, non aveva molto tempo a disposizione e la inforcava subito. Capitava che Flavia fosse in una posizione scomoda o che si trovasse in una posa innaturale che doveva mantenere durante l'amplesso per non rovinare quei pochi attimi di passione. Giunti veniva presto e poi si rilassava compiaciuto e le accarezzava i capelli perché era stata brava a non interromperlo. Flavia dovette imparare l'amore alle sue condizioni e scoprì che le piaceva perché, anche se non era virile e prestante come i suoi amanti precedenti, sapeva come prenderla e poi gli piaceva guardarla mentre si procurava il piacere da sola, sotto i suoi occhi vigili e innamorati.
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