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Andrea Miller Von Senger
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Titolo:
Andrea Miller Von Senger |
Autore:
Shaara |
Contatto:
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Racconto
n° 508 |
Altri
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A venti anni, non si ha molto da raccontare perché si è ancora giovani ma a lei, Andrea, pesavano come la soma di un asino. Della sua infanzia non ricordava molto, ma la sua adolescenza, passata chiusa prevalentemente in casa, ed anche le lezioni, la ginnastica, entro le quattro mura, che l'avevano praticamente tagliata fuori da qualsiasi attività sociale; quella, la ricordava bene. I suoi conoscenti erano solamente il papà, Hans, la madre Juditta e i due fratelli maggiori, Enrick e Wolf. Anche il medico la andava a trovare spesso. Ricorda che suo padre, ricco imprenditore della grande Vienna, non la salutava neppure quando a sera tarda rientrava in casa e, andava su tutte le furie se la moglie non le faceva trovare un buon piatto di brodo e gelatina. Juditta, faceva quel che poteva, con tre figli, una grande casa e un male incurabile che se la portò via quando Andrea aveva quattordici anni. Da quel momento rimase ancor più sola; i due fratelli ogni tanto portavano di nascosto in casa delle amichette e incuranti della piccola sorella, giocavano a fare sesso nel grande letto dei genitori; anche Hans, portava delle donnine ben vestite, anche lui le portava prevalentemente a letto, anche lui, incurante della piccola Andrea godeva immensamente tra le lenzuola di quel bordello. Andrea guardava dalla fessura della porta, spiava quell'attività frenetica, fatta di corpi e gemiti. Quando era sola, tra un libro ed un altro, giocava da se e ripeteva a memoria le gesta delle femmine "di casa" ma, davanti allo specchio, non ritrovava nei suoi occhi quell'aria compiaciuta che vedeva ogni volta sui volti di quegli individui. Era talmente affascinata da quei giuochi che quando il dottore la andava a visitare, tentava di colpirlo con sguardi ammalianti e battute ironiche ma senza alcun esito e poi il dottore era vecchio e la considerava come una nipotina. Quelle avance, però non andarono del tutto perdute, il vecchio medico mandò un giorno a casa di Andrea, a farle visita, un giovane studente di medicina, un vero teutonico: biondo alto, occhi azzurri, Peter si chiamava e la andava a trovare spesso, poi iniziò a farla uscire, dapprima in giardino, poi con l'auto in giro per Vienna. Oramai quasi ventenne, Andrea, scopri il mondo esterno e lo doveva a quel bel giovane; il senso di meraviglia che provava quando girava nelle luci della città, era pari solo al senso di sconforto che la assaliva quando Peter la riportava in casa e richiudeva dietro di se la porta salutandola. Ogni volta la stessa cosa, lo stesso pianto ininterrotto su cui sfogava la sua abominazione verso la vita. Enrick, uno dei fratelli si era già sposato e non viveva più li, Wolf studiava all'accademia militare ed era il fiore all'occhiello della famiglia Miller Von Senger ed ogni tanto veniva a casa con delle amiche, figlie di importanti famiglie; il papà, affogava sempre di più nelle cosce di una avvenente signorina che in cambio di "pochi" scellini lo faceva godere sino a rischiare l'infarto. La ragazza a volte, continuava a spiare e poi da sola ripeteva per l'ennesima volta la lezione, sempre senza esito. Quei gemiti che si sforzava ad emettere non provenivano dal suo sesso, ma dall'imitazione storpiata che le riusciva di fare. Non capiva il perché, l'Amore che aveva sempre letto nei libri e che vedeva nella sua casa, lei, non riusciva a provarlo. Peter, un giorno, scartabellando nello studio dell'ormai vetusto medico, trovò una vecchia cartella clinica: Andrea Miller Von Senger. Da piccola, all'età di quattro anni, Andrea cadde dal terrazzino di legno della baita in montagna e batté violentemente a terra, restò in coma per tre giorni e quando si riprese, non muoveva più le gambe: "paresi parziale alla colonna vertebrale", questo era stato il verdetto. Da quel giorno la sua vita si legò al sedile di una sedia a rotelle. Andrea è mora, occhi neri, minuta, un viso dolce, tutto l'inverso dell'idea che il sig. Hans Miller Von Senger aveva riguardo lo stereotipo della razza ariana e quel colpo di quella estate in montagna, fece crollare del tutto il suo già esiguo interesse verso la figlia femmina. V'èrano già due biondi ragazzotti da mantenere e mostrare all'alta società viennese. Peter si accorse che non erano state fatte ricerche o tentativi di riabilitazione ed anche il vecchio medico glielo confermò. Ma ormai erano passati sedici anni,.troppi. Senza cambiare abitudini, il giovane medico continuava a farle compagnia e a portarla in giro per la città, le campagne, spesso indugiavano sul prato ai margini del bosco. La giovane fanciulla presto si affezionò a tal punto di Peter, che non sopportava più vederlo per sole poche ore a settimana. Una notte il trambusto proveniente dalla camera del padre, la svegliò di soprassalto le urla dell'amante dell'uomo erano confuse, ma si capiva che l'uomo era morto d'infarto durante una delle sue prove di coraggio con una prostituta. Wolf decise di arruolarsi definitivamente e se ne andò di casa ed Andrea decise di acquistare un appartamento in pieno centro di Vienna. Il parco di Vienna era a due passi, ora lei vi andava da sola, con la sua seggiola a rotelle e guardava i bambini colle loro mamme che giocavano, gli innamorati che si baciavano. Gli innamorati già,...le sue angosce, il suo desiderio di conoscere, non era quindi ancora appagato. Tra gli altri vide una coppia, abbracciata, appartata, di spalle..un bacio, qualche cosa di strano, un volto che conosce Peter con un uomo. ...troppo tardi, troppo vicina, i due si girano,.Peter spalanca gli occhi, s'innalza dalla panca di metallo, è muto, non trova le parole ma trova il coraggio di avvicinarsi, lei gira la carrozzina, sfugge. L'uomo si ferma e volge lo sguardo verso il suo compagno. Quella sera a casa, Andrea, non pensa, guarda assente dalla finestra,.il Danubio scorre lentamente e le porta alla mente l'infelicità che la tormenta. Peter ha le chiavi della casa di Andrea, entra con timore, lei non si volta, continua a scrutare ben oltre i vetri. L'uomo inizia a parlare, racconta di se e della sua storia, del compagno, Wolfang. Spiega che stanno insieme da parecchio tempo e sono felici seppur con le difficoltà che una società bigotta riesce a inventare. Ma si amano. Andrea a quella parola si asciuga una lacrima, un'altra. L'uomo prende tempo poi, inizia a raccontare ciò che aveva letto sulla cartella clinica della fanciulla, spiegava che non era poliomielite come le avevano sempre detto, ma era stato uno stupido incidente che lei non ricordava. Forse poteva tornare a camminare se avesse voluto fare una intensa terapia,..Lui le sarebbe stato vicino. Tempo dopo, Andrea iniziò a pensare a quelle parole, ormai aveva perdonato l'omosessualità di Peter, lo chiamò e iniziarono il lavoro. Wolfang, era terapeuta, ogni sera i tre si ritrovavano a casa di Andrea Miller, per due mesi provarono intensamente senza successo, solo i muscoli erano un poco irrobustiti dall'energico trattamento. Il feeling tra i tre era accresciuto ormai lei non pensava più all'omosessualità come una strana cosa, anzi iniziò a prendere interesse ad una cosa che comunque esprimeva Amore. Un pomeriggio, mentre Wolfang lavorava alle gambe di lei, sdraiata sul lettino, di spalle, iniziò a massaggiarle le cosce, .sempre più su, verso i glutei. Egli ad un tratto vide la liscia pelle della ragazza, corrugarsi e rabbrividire. Continuò, ..non se ne era ancora accorta; poi sali sino al centro del natiche, le reazioni si fecero più evidenti sin che arrivò a toccare la vagina di Andrea,....lei iniziò a sentire qualche cosa, qualcosa di cui aveva perduto il ricordo, uno strano stimolo cominciò a salire. Senti delle contrazioni poi un rigolo di liquido uscito dal suo sesso, che la bagnava tra quelle pallide cosce. Fremiti la scuotevano, ne usci un gemito; Wolfang ce la metteva tutta, sentiva che il miracolo era imminente. Allargò le gambe della ragazza ed allungò la mano verso quella vagina finalmente eccitata, la penetrò colle dita poi le strofinò il clitoride,..Andrea ebbe un sobbalzo, alzò il bacino senza esitazione, il giovane uomo le Sali sopra e gli fece sentire il suo sesso stropicciandole il fallo sopra ed in mezzo alle natiche. < Amore! >..pensò lei, era questo che aveva cercato in tutto quel tempo. La gioia per quella cosa non le faceva neppure pensare al miracolo che le stava capitando. Peter entrò nella stanza, rimase sconcerto, il suo compagno adagiato sopra la sua amica, ma Andrea lo vide e lo chiamò a se, Wolfang si alzò, gli fece notare le gambe di Andrea che si muovevano. Andrea si girò e strinse Peter a se, afferrandolo con le gambe;.sapeva cosa doveva fare, lo aveva visto fare tante volte; gli sbottonò i pantaloni che caddero a terra, poi abbassò lo slip ed afferrò il turgido membro e gridò:..< Prendimi, adesso! > Wolfang annui e Peter strinse con forza i fianchi della ragazza, che lo guardava con passione e la trafisse. Il grido di Andrea era di piacere, allungò la mano verso Wolfang lo avvicinò e sdraiata sul lettino abusò dei due amanti contemporaneamente, ..i suoi orifizi, umidi e caldi, si impossessarono avidamente dei due falli, li gustò con la ingordigia di chi ha digiunato per anni. Per nulla debole o barcollante riuscì a tenere il ritmo con la maestria appresa attraverso la porta della camera da letto del padre. Le loro tre lingue si intrecciavano avvicendevolmente in un gioco sensuale e di bramosia. I due giovani, godettero più volte in quel corpo vergine e colmo di vitalità e di erotismo. Infine, spossati dalla fatica, i tre si strinsero l'un l'altro in un abbraccio interminabile come a sancire una promessa per la vita. La loro vita cambiò, arricchita da una bellissima storia di vero Amore. Andrea finalmente aveva trovato la sua strada e ora non l'avrebbe più lasciata.
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