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Primo esperimento dispari
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Titolo:
Primo esperimento dispari |
Autore:
Emma |
Contatto:
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Racconto
n° 509 |
Altri
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Andrea l'ho sposato mica perché pensi che sia l'uomo della mia vita, ma per divertirmi. L'ho sposato perché, a venticinque anni, finita l'università, mi serve una stagione un po' folle. Ha tutti i difetti di questo mondo, ma anche i pregi che in questo momento mi servono. Scopa da dio, ma soprattutto con lui è bello essere complici ed inventarsi le porcate più porcate. Con lui non c'è bisogno che io censuri né le parole, né le mie voglie. Non mi vuole brava bambina, come tutti mi hanno voluto finora: mi vuole porchissima, e io sono ben contenta di assecondarlo. Con lui, non solo si fanno capriole straordinarie a letto, ma se ne parla senza problemi, se ne discute, se ne progettano di nuove e di più eccitanti. E poi ci serviva una casa tutta nostra per starcene tranquilli e viverci la nostra vita e farci quel cazzo che volevamo e, visto che i genitori finanziano, era un peccato non approfittarne.. Così ci siamo sposati, in chiesa, con tanto di abito bianco, con io che recitavo ancora una volta la parte della brava bambina. Ma sotto il vestito, avevo solo un perizoma mozzafiato, e tante voglie che solo Andrea e io sapevamo. Quindi siamo stati in viaggio di nozze alle Seicelles e, come di dovere, abbiamo scopato come ricci e ci siamo abbronzati anche dove il sole di solito non batte. Al ritorno, ci siamo goduti un po' la nostra nuova casa e, alla fine, esauriti tutti i possibili incastri a due, ci siamo detti pronti per iniziare a mettere in pratica le nostre fantasie più interessanti.
Innanzitutto abbiamo deciso che serviva un primo esperimento dispari, cioè in tre, con qualcun altro a letto con noi. Prima abbiamo valutato l'idea di reclutare un altro maschio, ma c'è stato qualche piccolo problema logistico nel trovare il soggetto adatto, e così abbiamo ripiegato sull'idea di provare con una ragazza, tanto per cominciare. Abbiamo deciso che la più adatta è Agata, una mia vecchia amica dei tempi dell'università. E' notoriamente sempre stata una gran maiala. E' una bella ragazza. E' facilmente raggiungibile, ma non abita in città, e non ha modo perciò di raccontare troppo i nostri fatti agli altri amici. E poi di questi tempi non è né sposata né seriamente fidanzata. Insomma, è la candidata ideale. Naturalmente non le abbiamo chiesto brutalmente se voleva venire a letto con noi. L'abbiamo semplicemente inviata a trascorrere una sera nella nostra casa da sposini novelli, per raccontarle come ci va, per farle vedere le foto del matrimonio e per raccontarle il viaggio alle Seicelles. Per telefono, mi è sembrata interessatissima alle nostre questioni di letto ed io sono contentissima di potergliele raccontare. Siccome poi abita in un'altra città, è ovvio che resterà a dormire da noi.
Nei giorni scorsi, abbiamo progettato il da farsi ed abbiamo anche fatto qualche prova. Ora siamo pronti per la grande avventura, sperando che funzioni.
Agata giunge in treno nel tardo pomeriggio. La recupero in stazione all'uscita dal lavoro e me la porto a casa. Ancora in macchina, vuole subito sapere se davvero la prima notte di nozze abbiamo fatto portenti come pare si debba fare. Sempre porca l'amica! E' un buon inizio per la serata che ci aspetta. L'accontento raccontandole di tutto ed anche di più. Andrea ci raggiunge a casa. Si chiacchiera, si prepara la cena, si cena e poi ci si mette in salotto a contarcela su ed a guardare le foto. Un assaggino di due o tre delle qualità di Cognac di Andrea contribuisce a creare l'atmosfera giusta. Alla fine si arriva proprio a parlare di questioni di letto e Andrea e io facciamo di tutto per raccontarle in ogni salsa le nostre acrobazie di sposini novelli. Lei si diverte un mondo e più il discorso si fa sconcio più si appassiona.
Infine, sul tardi, si arriva al momento di iniziare la recita che avevamo concordato. "E stasera hai intenzione di trombarmi?" Chiedo ad Andrea con noncuranza e col dovuto sorriso malizioso. "Direi di sì" Risponde lui. E poi chiede ad Agata: "Tu cosa dici. Devo trombarla?" "Direi proprio di sì!" Ribatte lei, tutta felice per aver potuto dire la sua. "Allora, prima di andare a letto, è il caso che mi vada a fare un doccia" Concludo io.
Mi alzo e sparisco in bagno. Ora viene il difficile. Mi strucco, mi lavo, mi profumo e, facendo di tutto per non tradire nessuna emozione, ritorno in salotto. Ma ci ritorno del tutto nuda. Prima che Agata si sorprenda, le chiedo cosa ne pensa delle mia abbronzatura delle Seicelles e ne approfitto per fare una piroetta e farle vedere che anche sulle chiappe il segno del costume non c'è proprio. Mi fa i complimenti per l'abbronzatura e per come sono in forma. Ribatto che forse è l'effetto del matrimonio e di tutto il trombare a cui ultimamente di dedichiamo. Riprendo posto di nuovo sul divano, a fianco di Agata, senza mettermi addosso nulla, e dico con studiata noncuranza ad Andrea che forse è meglio che una doccia vada a farsela anche lui. Ci va e ci lascia sole. "Dovrò mettermi qualcosa o resto così?" Chiedo ad Agata. "Resta così, stai benissimo" ribatte lei, con mio gran sollievo, perché se no i nostri piani andrebbero a rotoli. "Di solito" mi giustifico io "di sera, prima di andare a letto, giriamo sempre con niente addosso. Ma è anche vero che di solito non ci sono amiche per casa". "Avrà mica intenzione anche lui di uscire dal bagno senza niente addosso?!" "Ma, è tanto matto che sarebbe anche capace di farlo. Sarà meglio che vada a dirgli di infilarsi qualcosa". Faccio la finta di alzarmi ed avviarmi verso il bagno, ma Agata per fortuna mi blocca. "Lascialo fare. Non mi scandalizzerei mica. Anzi!" Non ci posso credere, le cose vanno proprio come previsto. Anche meglio del previsto, vista la faccetta furbina con cui Agata guarda verso la porta, in attesa che compaia Andrea. Ci vuol poco a leggerle in faccia che lo vorrebbe proprio veder comparire nudo. Ed in effetti, di lì a poco, Andrea ricompare in scena, naturalmente nudo, e naturalmente eccitatissimo. "E della mia abbronzatura cosa dici?" "Wow!!" Esclama Agata, puntandogli gli occhi proprio lì, ammirata da tanto ben di dio eretto al punto giusto. "E wow non solo per l'abbronzatura!" Andrea mi si piazza davanti, l'uccello puntato all'altezza del mio viso. Protendo una mano, glielo accarezzo e accenno a qualche colpo di sega. "Dici che ho fatto un affare a sposarlo?" "Un affarone!" risponde Agata, sempre con gli occhi puntati sul suo uccello.
Ora si è al clou della commedia. Qui si gioca la serata e non si può sbagliare. "Allora, andiamo a trombare? " Recita alla perfezione Andrea, prendendomi per mano ed accennando a tirarmi su dal divano. "Aspetta", ribatto io, studiando di fare giuste le pause tante volte provate. "Hai fretta? ... Mi piace mostrarti nudo ad Agata. ... Non ho voglia di andare a letto subito. ... Restiamo ancora un po' qui". Poi, dopo una pausa più lunga, arrivo al dunque: "E poi stasera ho voglia di fare pazzie. Ho voglia di fare qualcosa di matto, di fuori dall'ordinario". "Cosa?" chiede Andrea, secondo copione, ma "Cosa?" chiede anche Agata, ormai avviluppata nella nostra tela. "Non so" dico io, facendo finta di pensarci. "Qualcosa di eccitante ... qualcosa da fuori di testa ..." "Cosa?" chiede di nuovo Agata. "... Non so ..." continuo io. "Qualcosa di sconvolgente. ... Qualcosa di eccitante ... Un'idea ce l'avrei anche, ma, se la dico, mi prendete per matta e mi fate internare." "Che idea?" chiede ancora Agata. Decido che è ora di arrivare al dunque. Mi alzo in piedi, abbraccio Andrea e la butto lì, come se l'idea mi fosse venuta giusto in quel momento. "Ad esempio ... potrei chiederti se vuoi venire a letto con noi. Deve essere fighissimo. Mi piacerebbe da matti." Agata mi fissa perplessa e sorpresa, ma mica poi tanto scandalizzata come avrebbe anche potuto. "No. Scusa." riprendo io, senza darle tempo di aprire bocca. "Ho detto una cazzata. Non avrei dovuto. Adesso cosa penserai di me.?!" "Ma figurati!" Ribatte lei, cercando di minimizzare e di non farmi sentire in colpa. Fa una lunga pausa e poi continua "... Certo che è un'idea originale. Davvero mi inviteresti a dividere con te il tuo maritone?" "Oh, io sì, deve essere una figata. Però non è una cosa che le brave ragazze appena sposate propongono alle amiche. Fai finta che non abbia detto niente." Faccio un'altra pausa drammatica e poi concludo rivolgendomi ad Andrea. "Anche tu, fa finta che non abbia detto niente". "Ma no, passerotto. Tu devi dire tutto quello che ti passa per la mente. A me piaci pazzerella come sei". E mi stringe e mi dà un tenero bacio sui capelli. E poi conclude di nuovo burlone, rivolgendosi ad Agata " E comunque sarebbe un'idea geniale. Dai, perché a letto con noi non ci vieni davvero?" "Ma io .... " s'impappina Agata "... io... ". "E dai! Se vieni, facciamo faville E ti do una ripassata che non te la scordi." "Ma io ..."Continua ancora Agata. Non la lascio continuare. "Vieni anche tu a farti una doccia. Poi ci infiliamo nel lettone e ce la spassiamo." Le do la mano per aiutarla ad alzarsi e, prima che ci pensi su troppo e si faccia venire degli scrupoli, me la trascino con me in bagno. Dietro la schiena, senza che lei mi veda, faccio ad Andrea il segno col pollice alzato: "Siamo forti!!! Ce l'abbiamo fatta!!!"
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